Avete l’ARMA... ora USATELA!
Il conto alla rovescia, iniziato
il 6 novembre scorso,
ha dato il via - trenta giorni dopo -
alle iniziative previste
dalla Delibera Unitaria delle OO.SS. È il momento di approfittarne:
un’occasione così potrebbe anche non ritornare.
Come ricorderete l’Assemblea Unitaria delle OO.SS aveva deciso di inviare alla FIEG una lettera con la quale chiedere la riapertura del confronto, in ordine alle inadempienze dell’Accordo Nazionale.
Ecco quanto è stato trasmesso, il 7 novembre 2007 alla Federazione Italiana Editori:
Alla cortese attenzione
del Direttore Generale
Dott. Alessandro Brignone
Oggetto: Richiesta di riapertura di confronto in ordine al corretto adempimento del vigente Accordo Nazionale.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali richiedono, alla spettabile Federazione Italiana Editori, la riapertura immediata del confronto, in merito alle inadempienze rilevate rispetto alla corretta applicazione del vigente Accordo Nazionale essendo già trascorsi due anni dalla sua entrata in vigore e ciò, anche in vista dell’approssimarsi della scadenza del termine di verifica della rispondenza delle attività previste dagli accordi, come indicato ed ai sensi dell’art. 18 del citato Accordo.
Trascorsi infruttuosamente venti giorni dalla presente richiesta, Vi comunichiamo sin d’ora che verranno attuate le iniziative sindacali così come indicate nella delibera che Vi alleghiamo e che è stata approvata alla riunione unitaria di tutte le scriventi Organizzazioni Sindacali tenutasi a Milano il giorno 6 novembre 2007.
(Segue la firma di tutte le OO.SS come si vede nella foto a sinistra).
Alessandro Brignone, direttore generale della FIEG di Roma, risponde (indirizzandosi a tutte le OO.SS) il 19 novembre scorso (foto sopra) come segue:

“Formuliamo alcune indispensabili osservazioni con riferimento alla Vostra nota del 7 novembre scorso, con la quale richiedete “la riapertura immediata del confronto in merito alle inadempienze rilevate rispetto alla corretta applicazione del vigente Accordo Nazionale”, comunicando altresì che, “trascorsi infruttuosamente venti giorni dalla presente richiesta”, verranno attuate le “iniziative sindacali” di protesta contenute in una delibera unitaria le quali, oltre a presentare aspetti di conclamata violazione dell’Accordo stesso, giungono a prospettare, da parte dei rivenditori Vostri associati, la commissione di palesi illeciti.
In via preliminare pare opportuno ricordare che il ‘confronto’ è stato interrotto solo in seguito alla ribadita determinazione di tutta la componente sindacale di promuovere e sostenere un’operazione che si pone in contrasto con lo spirito e il disposto dell’Accordo Nazionale.
Siffatta grave determinazione è valsa a sospendere i lavori della Commissione istituita ai sensi dell’articolo 15 dell’Accordo Nazionale e dei Gruppi di Lavoro collegati in attesa di un Vostro segnale di riconoscimento dell’incongruenza di una volontà di promuovere azioni che apertamente violano le regole contrattuali.
Va posto in rilievo che tale volontà è stata viceversa espressamente ribadita dallo SNAG-Confcommercio che, con nota del 18 maggio scorso, evidenziava, quanto alla citata operazione, che “nel caso di specie non si ravvisa una violazione dell’Accordo Nazionale”.
A oggi, solo la CISL-Giornalai1 ha provveduto a una formale presa di distanza dall’iniziativa promossa, mentre da SINAGI-SLC-CGIL, UILTuCS-Giornalai, FENAGI-Confesercenti e USIAGI-UGL, è giunta alla nostra Federazione, solo una generica presa d’atto che la questione richiede una “accurata analisi da parte di tutti i Soggetti contraenti l’Accordo Nazionale”.
Tanto premesso, accogliamo con stupore la Vostra nota unitaria del 7 novembre scorso la quale, non solo pare implicitamente ribadire l’appoggio all’operazione contestata non mostrando alcuna intenzione di mutare opinione in merito alla vicenda, ma anzi propone ai rivenditori Vostri associati di porre in essere una serie di iniziative che vanno dalla aperta violazione dell’Accordo Nazionale all’illecito quale forma di protesta poiché, a Vostro dire, “a oltre 20 mesi dalla sottoscrizione del nuovo Accordo Nazionale la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) non si è ancora resa garante della corretta e integrale applicazione dello stesso”.
Pare inevitabile osservare che tale ruolo di ‘garante’ non spetta solo alla FIEG, ma anche e soprattutto alle Vostre Organizzazioni nei confronti dei rivenditori Vostri Associati.
In questo contesto pare incomprensibile il perdurare di un atteggiamento che, dopo aver provocato la sospensione delle trattative con la controparte editoriale solo per l’ostinata intenzione di difendere una modestissima operazione commerciale locale promossa dalle Vostre strutture in palese violazione dei principi dell’Accordo, giunge ora a proporre iniziative di protesta che, se poste in atto, avrebbero il solo effetto di esporre i Vostri associati a onerose e variegate vertenze giudiziarie.
A riguardo, facciamo presente che “l’autogestione delle proprie forniture” non potrà non comportare fenomeni, peraltro già frequenti, di ‘resa anticipata’ con ‘grave violazione’ dell’Accordo Nazionale, peraltro esplicitata dalle Parti Contraenti con un’apposita nota in calce all’articolo 13 dell’Accordo stesso.
D’altro canto, il pagamento parziale dell’estratto conto, con unilaterale decurtazione di una parte delle somme corrispondenti al “valore delle copie di pubblicazioni fornite dal Distributore Locale e non accettate dal rivenditore”, costituisce, oltre che palese violazione dell’Accordo, premessa di illecito.
Allo stesso modo la indisponibilità a qualsiasi operazione di compiegamento, abbinamento, promozione, esposizione di locandine e cartonati pubblicitari costituisce chiara forma di boicottaggio delle vendite, costituendo per i Vostri associati probabile premessa in fatto di onerose vertenze giudiziarie.
Rileviamo, infine, che oltre alla forma di impedimento alla diffusione della stampa appena citata, anche la minaccia di non diffondere quotidiani e periodici qualora a Vostro giudizio contenessero non meglio precisate “forme promozionali tali da creare concorrenza al punto vendita (edicola)”, comporta evidente violazione, di rilevanza anche penale, dell’articolo 20 della legge n. 47/1948.
Tutto ciò considerato, confermiamo l’intenzione della nostra Federazione di continuare ad adempiere a quanto previsto dall’Accordo Nazionale, in particolare per quel che concerne la verifica della rispondenza delle attività svolte nel corso degli ultimi due anni al disposto contrattuale prevista dall’articolo 18, nonché di giungere alla ripresa dei lavori della Commissione istituita ai sensi dell’articolo 15 del medesimo Accordo.
Ciò tuttavia non può essere disgiunto da un esplicito segnale di riconoscimento da parte Vostra dell’incongruenza della volontà di promuovere un’azione commerciale locale che apertamente si è posta in contrasto con i principi e le regole contrattuali.
Facciamo infine presente che la nostra Federazione affiancherà, in ogni opportuna sede, le Aziende associate nella tutela dei diritti compromessi dalla messa in atto delle iniziative annunziate. Con i migliori saluti.”
Questa la lettera della FIEG firmata da Alessandro Brignone.
Ciò che appare abbastanza paradossale è che la Federazione Editori abbia posto ancora, quale obbligo vincolante, il disconoscimento di quella che lei stessa definisce “una modestissima operazione commerciale”.
La sensazione che deriva, quindi, da questo reiterato atteggiamento di chiusura è che il ‘pallino’ - se così si può chiamare la gestione di tutti i rapporti con la filiera editoriale - le sia sfuggito di mano e non sappia più che pesci pigliare.
Stando così le cose, e avendo già da tempo lo SNAG in particolare chiarito la sua motivata indisponibilità in tal senso, le Organizzazione Sindacali - CISL esclusa - hanno dato il via alle iniziative previste e concordate il 6 novembre scorso e che qui ricordiamo:
>> autogestione delle proprie forniture per entità copie considerate eccessive rispetto al reale fabbisogno del singolo punto vendita;
>> pagamento dell’estratto conto
con contestuale decurtazione
del valore delle copie di pubblicazioni fornite dal Distributore Locale
e non accettate dal rivenditore;
>> indisponibilità a qualsiasi tipo di
compiegamento, abbinamento e/o altre
forme di promozione che coinvolgono la rete di vendita, compresa
l’esposizione di locandine e cartonati pubblicitari;
>> non disponibilità a diffondere
quotidiani e periodici contenenti
forme promozionali tali da creare
concorrenza al punto vendita (edicola);
>> indisponibilità a fornire ogni tipo
di dati o informazioni in merito
a rilevamenti.
Per fare ciò sono stati realizzati dei moduli - scaricabili ora anche sia dal nostro sito (www.aziendaedicola.com) che da quello dello SNAG (www.snagnazionale.org) - e pertanto ognuno di voi ha l’arma per potersi liberare di tutto ciò che è eccedente le effettive necessità della sua rivendita. Ferma restando, è evidente, almeno una copia di ogni singola testata ricevuta onde salvaguardare la parità di trattamento prevista dalla legge.
Solo la compatta adesione di tutti i colleghi potrà garantirne il successo. Parlatene fra di voi, consultatevi e datevi da fare.
Questo è un momento molto importante - che potrebbe anche non ritornare - per far vedere a tutti gli editori che la nostra rete di vendita è importante per i loro fatturati.
Da un rapido giro di telefonate sappiamo che in alcune piazze - proprio a seguito dell’arrivo dei primi moduli - si stanno già ottenendo piani di vendita più mirati.
È la dimostrazione che il malcontento è generale e che gli stessi distributori locali riconoscono apertamente il sovraccarico di prodotto da gestire, l’obbligo alla sua totale distribuzione e, conseguentemente, una mole incredibile di rese da manovrare con costi che, anche per loro, stanno diventando insostenibili.
Forse è la volta buona per ottenere, finalmente, un po’ di concreta attenzione, e questo proprio grazie a voi che siete la ‘base’ e vi dimostrate compatti e decisi a farvi valere.
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