A
cura di
Carlo Leopardo
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Come gestire una doppia attività
Leggo sempre con interesse il vostro periodico, così ricco di utili notizie e consigli per il nostro lavoro. Purtroppo, a volte, è difficile avere informazioni o non si sa con precisione a chi rivolgersi. Vi espongo la mia situazione e, certo di un vostro aiuto, ringrazio anticipatamente.
Sono proprietario di una rivendita in provincia di Taranto e nel periodo estivo gestisco (tramite contratto di affitto di ramo azienda) un chiosco-edicola in una località marittima poco distante dal mio paese. Considerando che, per me, risulta poco conveniente dal punto di vista economico e organizzativo tenere aperte entrambe le attività, in quanto la vendita è maggiore nella zona turistica rispetto a quella del paese, vi chiedo informazioni in merito a una possibile chiusura dell’attività invernale. È possibile chiudere per un periodo di almeno 2 mesi? Altrimenti, per quanto tempo è possibile? Nel caso di una chiusura temporanea dell’attività invernale, come verrebbe gestita la distribuzione dei periodici? Cioè, si verificherebbe una situazione analoga a quanto avviene dopo le ferie con distribuzione (all’apertura) di tutte le pubblicazioni periodiche del periodo di chiusura? Sarebbe possibile evitare tale massiva distribuzione?
Ringrazio ancora per l’ottimo servizio di informazione. Cordiali saluti.
A.D – Taranto
Gli unici turni di chiusura autorizzati per un’edicola sono quelli stabiliti per le “ferie”. Sarebbe utile, quindi, sapere se nella località dove esercita durante l’anno (inverno)
la sua è l’unica edicola esistente oppure ve ne sono altre. Perché, nel primo caso, secondo l’art. 4 dell’Accordo Nazionale “non è consentita la chiusura nella località in cui vi sia un solo Rivenditore, ove lo stesso non garantisca l’effettuazione della vendita provvisoria delle pubblicazioni quotidiane e periodiche a cura di altro esercizio commerciale localizzato nelle vicinanze del punto vendita”.
È, però, pur vero che se è possibile sospendere una autorizzazione commerciale per validi e giustificati motivi, per esempio di salute (generalmente per un massimo di 12 mesi, ma in Comune potrebbero esserle più chiari) ciò non significa che poi lei potrebbe andare a gestire la sua rivendita al mare (ma non era malato?). Inoltre, tenga anche presente che il perdurare di una situazione di chiusura del punto vendita potrebbe portare il Comune a rilasciare una autorizzazione non esclusiva alla vendita di giornali quotidiani e periodici ad altro esercizio commerciale.
Perciò, per il periodo che eccede quello regolare per ferie (sempre che, come già detto, la sua non sia l’unica edicola) dovrebbe trovare qualcuno che la sostituisca, garantendo così un servizio ai suoi clienti che restano in paese ed evitando che, alla riapertura, si verifichi la massiva distribuzione di testate che li paventa.
Il significato della parola edicola
Qualche tempo fa sulla vostra rivista ho letto un articolo in cui si spiegava il significato della parola edicola. Siccome nel mio paese è stato distribuito un volantino di protesta in cui si parlava proprio di questa parola, volevo confrontare i due significati per verificare e dare una risposta ai nostri cari politici che si divertono a non assegnare i suoli dove installare il chiosco, ma a regalare locali comunali a chi ha già usufruito di altri locali comunali. Da dire a voce alta che noi edicolanti abbiamo acquistato i chioschi con i nostri sacrifici. Grazie.
edicola.bastiano
Non abbiamo ben capito l’obiettivo della sua domanda. Comunque, questo è quanto avevano scritto: EDICOLA, sostantivo femminile, dal latino aedìcula = tempietto - piccola costruzione sacra, cappella, tabernacolo – chiosco, per lo più di struttura metallica e a pianta poligonale, come quelli destinati alla vendita dei giornali.
Le cartoline di abbonamento a “Ore 7” del “Corriere della Sera”
Sono un collega esasperato dal Corriere della Sera che, da quasi un anno, continua a inserire nei propri inserti (Magazine – Io Donna – Vivi Milano) le cartoline di abbonamento a “Ore 7” facendoci perdere clienti.
Un anno fa vendevo 120 Corriere della Sera al giorno, oggi meno di 90. L’unica arma che ho è quella di togliere queste cartoline e spedirle in bianco facendo pagare l’affrancatura al destinatario. Invito tutti i colleghi edicolanti a seguire il mio esempio e chiedo a voi di Azienda Edicola se è possibile fare qualcosa contro questi disonesti editori.
M.M. – Cologno Monzese (MI)
Prendo atto del suo simpatico sistema per ovviare al grave dispregio che certi editori, con questa formula surrettizia di strisciante concorrenza, hanno nei confronti della rete di vendita. È possibile fare qualcosa, sono infatti state studiate azioni sindacali volte a far ritrovare ai rivenditori di giornali quella dignità, redditività, rispetto, considerazione di cui troppo spesso sono stati privati: tali azioni sono state deliberate il 6 novembre 2007 nell’assemblea unitaria di tutte le OO.SS. che contemplano tra l’altro l’indisponibilità a qualsiasi tipo di abbinamento, compiegamento, e/o altre forme di promozione che coinvolgono la rete di vendita, compresa l’esposizione di locandine e cartonati pubblicitari, non disponibilità a diffondere quotidiani e periodici contenenti forme promozionali tali da creare concorrenza alla rete di vendita.
Parlatene tra colleghi, datevi e diamoci da fare.
Portatura a domicilio
È possibile effettuare la portatura dei giornali a domicilio?
Quali sono i requisiti richiesti e a chi dovrei eventualmente rivolgermi?
Mi hanno detto che non devo chiedere niente come commissione, ma indubbiamente le spese ci sono come: benzina, tempo, usura dell’auto, ecc. Avevo pensato di chiedere 4 euro mensili a un cliente a cui porterei il giornale tutti i giorni del mese. È troppo, è poco… sono confusa.
Il rifornitore ci ha chiesto una fideiussione bancaria su e 9.000. Può farlo? E se sì, come funziona? Si paga con rate mensili alla banca o che altro? Grazie.
L.T. – Novara
Premettendo che per mia cultura ed esperienza preferisco avvicinare il cliente all’edicola e non allontanarlo con la consegna porta a porta, le dico che è possibile effettuare la portatura dei giornali a domicilio: a sancirlo è l’art. 3, punto e del Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 170 che così recita: non è necessaria alcuna autorizzazione per la consegna porta a porta e per la vendita ambulante da parte di editori, distributori ed edicolanti; come vede, i requisiti necessari sono quelli di essere editore, distributore o edicolante.
In quest’ultimo caso, è necessario essere in possesso di autorizzazione comunale per la rivendita esclusiva di giornali quotidiani e periodici rilasciata dal Comune, e il servizio può essere effettuato solo sul territorio comunale nel quale è stata rilasciata l’autorizzazione.
Reputo che la portatura dei giornali a domicilio possa considerarsi come una fornitura di servizi, e come tale possa essere richiesto un corrispettivo per effettuarla. In questo caso penso che per regolarità fiscale debba essere rilasciata regolare fattura (qualunque consulente fiscale può esserle al proposito più esauriente. Sta a lei, verificati costi, tempi e modi, valutare quale sia la remunerazione più adatta da richiedere per il servizio.
Il distributore locale può richiedere idonee garanzie per le forniture che effettua. Lo SNAG, al proposito, ha stipulato lo scorso anno una convenzione con la SARA Assicurazioni per il rilascio di fideiussioni assicurative ai giornalai a prezzi vantaggiosi (Azienda edicola n. 2/2007 pag. 6 e n. 3/2007 pag. 46, e anche i siti Internet www.aziendaedicola.com, oppure www.snagnazionale.org). Molti distributori locali accettano questo tipo di “garanzia”, altri pretendono fideiussioni bancarie che hanno costi notevolmente più alti e implicazioni diverse. Prima di decidere occorre contattare direttamente gli istituti bancari per vedere le condizioni richieste.
Per quanto riguarda il valore della richiesta fatta dal suo distributore locale (e 9.000), secondo i parametri in atto, dovrebbe equivalere al pagamento di un estratto conto settimanale della sua rivendita di e 3.000; se il suo liquidato è inferiore, la richiesta è da ritenersi eccessiva. |