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In attesa della riapertura delle trattative
Sembrava che il 20 febbraio dovesse esserci un incontro,
a Milano in Federazione Italiana Editori Giornali,
ma all’ultimo momento, la riunione è “saltata”.
Nel frattempo desideriamo chiarire alcune perplessità
segnalate da diversi rivenditori.
Sappiamo che alcuni edicolanti hanno ricevuto una lettera di comunicazione da parte dei distributori locali finalizzata a diffidarli dal dare esecuzione alle iniziative precedentemente pubblicizzate tramite le pagine di Azienda Edicola, sui siti www.snagnazionale.it e www.aziendaedicola.com, oltre che con alcune circolari inviate alle strutture SNAG.
Premesso che il contenuto di queste comunicazioni è abbastanza simile, ne indichiamo qui di seguito le linee essenziali: da un lato, viene sostenuto che, già da tempo, i distributori applicano correttamente la normativa dell’Accordo Nazionale provvedendo altresì all’ottimizzazione delle forniture prevista dall’art. 10 dell’Accordo Nazionale e dall’altro viene evidenziato che, se il rivenditore respinge le pubblicazioni, viola il principio della parità di trattamento delle testate e che, in tal caso, i distributori saranno costretti ad addebitare i costi di lavorazione aggiuntivi.
In ordine a tali asserzioni, la cui non veridicità e totale infondatezza è, per tutti, di solare evidenza, riteniamo opportuno confortarvi della legittimità delle iniziative precisandovi quanto segue.
Innanzitutto, le Organizzazioni Sindacali hanno ritenuto di approvare le iniziative con la delibera del 6 novembre 2007, in quanto, ancora oggi, l’Accordo Nazionale non viene applicato: prova ne è, fra le altre, la mancata predisposizione, da parte dei distributori locali, della documentazione contabile distinta (bolla di consegna e resa) e dell’esposizione in estratto conto in forma separata e distinta degli importi – che non è da intendersi per totali prodotti FIEG e non (vedi Accordo 1994), ma una distinzione effettiva e analitica – per quei prodotti che non sono normati dall’Accordo Nazionale.
Ovvero quelli che non sono presenti sul sito www.webinforiv.it, oppure vengono distribuiti da Distributori Nazionali non firmatari, appunto, dell’Accordo Nazionale. |
Qui a lato, una delle circolari SNAG inviate alle strutture con cui si illustravano
le iniziative intraprese e le loro modalità di effettuazione. |
La conseguenza di tale violazione è che il rivenditore, di fatto, non è in condizione di individuare quale sia il prodotto normato all’atto della consegna da parte del distributore locale. Con specifico riferimento alle obiezioni dei distributori locali ribadiamo che:
>> il principio della parità di trattamento viene garantito trattenendo almeno una copia per ogni testata;
>> le copie, la cui consegna non viene accettata, rappresentano l’eccedenza rispetto al reale fabbisogno del punto vendita;
>> i costi aggiuntivi, che le Agenzie di Distribuzione “minacciano” di applicare in ragione di un maggior costo di lavorazione del prodotto, non sono previsti dall’Accordo Nazionale e quindi il loro pagamento non è dovuto;
>> in ogni caso, se il distributore indica nell’estratto conto tali costi, viola l’Accordo Nazionale e, quindi, il rivenditore può legittimamente rifiutarsi di pagarne il corrispondente importo, ovvero, pagare solo il totale delle pubblicazioni accettate dedotte le rese.
Ciò premesso, qualora si verificasse, in conseguenza dell’attuazione di queste iniziative,
un’ingiustificata e immotivata sospensione della fornitura da parte del distributore
locale, lo SNAG garantisce sin d’ora, ai suoi associati, il sostegno per la difesa dei loro diritti promuovendo ricorso all’Organo di Conciliazione e Garanzia (che dovrà essere sottoscritto dal rivenditore sospeso), avvalendosi della consulenza dei legali, allo scopo incaricati.
Qualcosa però già si sta modificando
Sappiamo che ci sono dei distributori locali che, intelligentemente, hanno capito che è anche nel loro interesse arrivare a piani di vendita più mirati in funzione delle esigenze dei singoli rivenditori. Così come hanno capito che sarà difficile che l’edicolante rinunci a quest’opportunità che gli è stata messa a disposizione.
Un’edicola fornita delle copie necessarie significa, infatti per tutti:
>>meno rese
>>meno movimentazione di prodotto
>>meno contestazioni di qualsiasi tipo
>>meno costi
>>vendite mirate
>>maggiori utili per tutti
>>ecc. ecc.
Se c’è un obiettivo comune che lega indissolubilmente edicolanti e distributori (locali e nazionali) è proprio migliorare e aumentare le vendite di quotidiani e periodici.
Sappiamo tutti che, ormai, per molti dei grandi editori questo non è poi un dato così basilare.
Almeno fino a quando le agenzie di pubblicità non decideranno che ciò che conta per i loro clienti investitori è la “qualità” del lettore e non soltanto la “quantità” raccattata attraverso la distribuzione di copie in regalo.
Fermo restando che occorre utilizzare un po’ di attenzione se esce un nuovo prodotto. Meglio, dunque, non scoraggiarsi di fronte a un invio iniziale che può sembrare eccessivo e attendere per valutare l’effettivo assorbimento di mercato.
Ma se la fornitura è, invece, insufficiente rispetto alle prenotazioni, occorre ricordare immediatamente al distributore locale che non può fare - a sua discrezione - due pesi e due misure: “poco di ciò che va e tanto di quel che non va”.
Che cosa significa
“Non disponibilità a diffondere quotidiani
e periodici contenenti forme promozionali
tali da creare concorrenza al punto
vendita (edicola)”
Alla sede nazionale dello SNAG sono giunte telefonate e richieste di ulteriori informazioni, da parte di alcuni rivenditori (associati e non) che hanno aderito alle forme di protesta.
Se i rivenditori hanno sicuramente compreso, e messo in atto l’autogestione delle forniture (per entità copie considerate eccessive rispetto al reale fabbisogno del proprio punto vendita) alcuni di loro hanno, invece, manifestato dubbi e perplessità in merito alla “non disponibilità a diffondere quotidiani e periodici contenenti forme promozionali tali da creare concorrenza al punto vendita (edicola)”.
Come tutti sanno, ogni giorno vengono inviate alle edicole pubblicazioni con inserite doppie copertine, cartoline e depliant che invitano il cliente-lettore ad acquistare la medesima testata direttamente dalla casa editrice, assicurando puntualità, rateizzazioni, rimborsi o prolungamento del servizio per i numeri non ricevuti, sconti eccezionali, regali di qualsiasi genere (pentole, cellulari, set da viaggio, ecc.), partecipazione a lotterie con estrazione finale per la vincita di viaggi in località esotiche, detrazioni fiscali, prezzo “bloccato” per l’intero periodo dell’offerta, fino a quando, in futuro, queste promozioni arriveranno a contenere, forse, anche... coccole, massaggi, cure termali, un partner per single... e chissà quale altra fantasia.
Questa è pura, insensata e sleale concorrenza (altro che promozione!) nei confronti di una rete di vendita, che gli Editori considerano fondamentale e insostituibile quando fa loro comodo, ma nella stragrande maggioranza dei casi ignorano, convinti che i rivenditori non siano in grado di opporsi alla loro supremazia.
Dimenticando che oltre 35.000 sono i colleghi sul territorio, che se reagissero uniti e compatti potrebbero non solo tutelare la loro primaria fonte di reddito, mettendo in atto ogni possibile azione per “trattenere” il proprio cliente, ma provocare un’azione di disturbo tale da preoccupare seriamente i responsabili del settore marketing di ogni singola testata.
Se la risposta, in linea teorica è semplice: non dare la propria disponibilità alla diffusione di pubblicazioni che contengono tali forme promozionali, in pratica, poi, ci si trova in difficoltà nel trovare il sistema per attuarla senza violare la legge.
Nello specifico sappiamo, infatti, che la legge da un lato impone il rispetto del principio della parità di trattamento a tutte le testate, da cui deriva l’impossibilità per l’edicolante di scegliere quali pubblicazioni vendere e quali no (art. 4 D.Lgs n. 170/01) e dall’altro, sanziona come reato “Chiunque asporta distrugge o deteriora stampati… allo scopo di impedirne la vendita, distribuzione o diffusione” (art. 20 L. n. 47/48).
Pertanto, ciò che rimane consentito all’edicolante, al fine di tutelare i propri diritti e interessi, è di intervenire al momento della consegna delle pubblicazioni accettando una sola copia di quelle testate contenenti le suddette forme promozionali e motivando il rifiuto proprio nell’attuazione dell’iniziativa per cui gli edicolanti manifestano la loro “non disponibilità a diffondere quotidiani e periodici contenenti forme promozionali tali da creare concorrenza al punto vendita (edicola)”.
A quanti paventano la possibilità di ricorsi o azioni giudiziarie nei propri confronti, possiamo dire che non sarà facile verificare e intervenire per tentare di sanzionare i rivenditori che agiranno in tal senso, a meno che non vengano sorpresi in flagrante nell’atto di togliere, per esempio, una doppia copertina o estrarre da un bel ‘malloppo’ tutto cellofanato, quanto contenuto all’interno fra il periodico stesso e un suo allegato.
Gli edicolanti, disponibili da sempre a promuovere ogni singola offerta editoriale, perché, se effettuata correttamente, può incrementare le vendite, sono ormai diventati molto diffidenti perché più volte ingannati con ogni mezzo.
Senza dimenticare, infine, che le edicole devono - nell’interesse di tutti - essere salvaguardate.
Ma fino a quando guadagneranno il 19% su testate a 20 centesimi, sarà difficile resistere. E sarà praticamente impossibile, con questi ricavi, continuare a far fronte al continuo aumento del costo della vita.
E questo gli editori non se lo devono proprio dimenticare. |
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Ho deciso di ADERIRE ALLA PROTESTA
1 Febbraio 2008
Spett. AZIENDA EDICOLA
20122 MILANO
Ho un’edicola da poco più di due anni. Sono subentrato a un’attività già esistente, ovvero una rivendita esclusiva ubicata in una zona periferica di Genova.
Gestisco l’attività con mia moglie e, fortunatamente, posso contare sul valido aiuto, anche se saltuario, di mia cognata.
Appena acquisita l’edicola pensavo che l’entusiasmo e la buona volontà fossero gli elementi fondamentali per il buon andamento di questa mia nuova attività.
La mia attenzione era rivolta esclusivamente a vendere e a incrementare le potenzialità della rivendita, ricercando articoli che potessero in qualche modo attirare la clientela.
Mi sono reso conto in breve tempo che tutto ciò non bastava, occorreva esperienza e conoscenza del mestiere.
L’esperienza si ottiene lavorando giorno dopo giorno in edicola, instaurando un buon rapporto con i clienti, mentre la conoscenza dipende solo da me.
Ho capito che dovevo sacrificare quel poco tempo libero per informarmi, conoscere, capire e valutare le norme e le regole.
Mi sono deciso a leggere tutte le notizie inerenti il nostro settore acquisendo sicurezza nel mio lavoro.
Ricevo, leggo e conservo Azienda Edicola e Nuove dall’Edicola, visiono periodicamente i vostri siti e ricerco le circolari sindacali per attingere ogni informazione che possa essermi di aiuto.
Chiaramente ho dovuto consultare parecchie volte l’Accordo Nazionale prima di capire i diritti e i doveri miei e delle mie controparti (Distributore ed Editore).
Oggi ritengo, a mio modesto parere, di avere una preparazione soddisfacente e difficilmente possono raggirarmi.
La sicurezza di questa mia affermazione deriva dal fatto che ogni qualvolta mi relaziono con i responsabili dell’Agenzia, riesco a far valere le mie ragioni. Verifico, controllo, segnalo e ottengo, in tempi ragionevoli, risposta e sod disfazione alle mie richieste.
Sicuramente è migliorato il rapporto, perché è basato sulla stima e il rispetto reciproco.
Alle volte ho addirittura l’impressione di avere una preparazione migliore dei miei interlocutori, e per me è una soddisfazione impagabile.
Ultimamente ho seguito con particolare attenzione l’azione che i sindacati hanno promosso.
In un primo momento ho pensato che fosse una rivendicazione inutile, una perdita di tempo per noi edicolanti, che non avrebbe portato a nulla se non a un ulteriore aumento di lavoro e di controllo in fase di resa e di pagamento.
Non vi nascondo di aver pensato che questa protesta era a opera di imbecilli che le edicole probabilmente le vedono solo passando in macchina dai finestrini delle loro auto belle e comode.
Perché invece di perdere tempo non si era passati alla linea dura?
Perché non organizzare serrate collettive? Scioperano tutte le categorie, perché non la nostra? E in ultima analisi, perché non interrompere o ritardare i pagamenti degli estratti conto?
Questa sì che sarebbe stata una valida azione a cui avrei partecipato volentieri e attivamente!
Leggendo l’ultimo numero di Azienda Edicola e documentandomi tramite alcuni rappresentanti delle varie sigle sindacali ho finalmente capito.
Premetto che non sono ancora iscritto ad alcun sindacato, e devo ammettere che, contattando telefonicamente le varie sigle, ho parlato con persone competenti che mi hanno risposto cortesemente dandomi tutte le informazioni richieste.
Nessuno è stato evasivo, e nessuno ha anteposto una sottoscrizione alla sigla di appartenenza per potermi dare notizie in merito.
Credo di aver compreso che la chiusura dei punti vendita sarebbe risultata inopportuna per varie ragioni:
• si desiderava “colpire” l’Editore o il sistema distributivo, non certo il cliente, che è la nostra fonte di sostentamento;
• una chiusura dei punti vendita avrebbe dirottato la clientela verso altri punti vendita o verso quei rivenditori che non avrebbero aderito all’iniziativa. È seccante ammetterlo ma non siamo una categoria così unita. Gli Editori e i Distributori non avrebbero subito quindi alcun danno economico neppure se la protesta fosse durata per giorni;
• lo sciopero è sicuramente inopportuno politicamente trovandoci in un periodo in cui la tendenza è quella di liberalizzare a ogni costo. E la domanda è: “Siamo davvero pronti, parlo a livello di categoria e non solo personale, a una simile evoluzione del mercato?”;
• ritardare o addirittura sospendere il pagamento delle forniture, di fatto, forniva uno strumento al distributore per poter agire contro i rivenditori, sia con la sospensione dell’invio delle pubblicazioni che legalmente nelle opportune sedi. Il rivenditore moroso è indifendibile, anche se appoggiato da una struttura sindacale.
Ho deciso quindi di aderire alla protesta e mi auguro che anche i miei colleghi, qui a Genova e nel resto d’Italia, facciano altrettanto.
Mi scuso se mi sono dilungato ma ritengo che l’esperienza e la testimonianza diretta di noi rivenditori sia molto più valida.
Approfitto per complimentarmi con la redazione di Azienda Edicola e mi auguro di veder pubblicata la mia lettera sulle pagine del vostro e anche un po’ nostro giornale.
Grazie per l’attenzione.
Stefano Chincarini
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Perché a ROMA in pochi sono informati?
Roma, 25 Gennaio 2008
Sono la moglie di un giovane rivenditore di Roma, titolare solo da un anno di un’edicola.
Leggo con attenzione e curiosità ogni numero di “Azienda Edicola” e ho seguito quindi le forme di protesta che tutte le sigle sindacali hanno unitariamente concordato il 6 novembre scorso a Milano.
Se ho ben capito tali iniziative dovrebbero essere attuate a livello nazionale. Mi permetto di osservare che se si mettessero in pratica potrebbero risultare validi ed efficaci strumenti per alleviare la situazione dell’intera categoria.
Vorrei però capire come mai qui a Roma non è stato fatto nulla per informare i rivenditori di questa protesta, stimolandoli a partecipare attivamente in tal senso.
Ho infatti chiesto anche ai colleghi, e alcuni di loro non ne erano nemmeno informati.
Vi chiedo quindi se la protesta è ancora in essere. E se sì, quando verrà attuata anche a Roma?
Controllo quasi quotidianamente il vostro sito internet dove date ampio spazio a questa problematica.
Potete aiutarmi a capire cosa è successo? Come stanno effettivamente le co se?
Ringraziandovi anticipatamente per la risposta, porgo distinti saluti.
(Grassi Lucia)
Mi dispiace non essere riuscito a individuare la gentile signora che ha scritto ad Azienda Edicola, perché le avrei dato altri particolari.
Comunque, i nostri associati - che ricevono in busta chiusa le nostre comunicazioni sindacali - hanno seguito tutte le indicazioni pervenuteci dalla sede nazionale SNAG, attuando quanto previsto a Milano il 6 novembre 2007.
Per una serie di varie circostanze, sulle quali sarò lieto di risponderle direttamente qualora volesse contattarmi (tel. 06/40.78.032), non è stato possibile realizzare un’azione unitaria su Roma (sicuramente di maggior impatto), ma la nostra sigla ha fatto tutto quanto era stato programmato.
Mi auguro che i rivenditori di Roma abbiano compreso le motivazioni della protesta unitaria e che siano più solidali tra loro.
Lino Maesano
Presidente Provinciale SNAG - Roma |
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