MILANO: ASSEMBLEE NEL SEGNO DELL’UNITÀ
Lo SNAG, insieme a SINAGI, FENAGI e UIL-TUCS-Giornalai, ha aperto il 2008 con un’intensa attività di incontri iniziata a Sesto San Giovanni l’8 gennaio e conclusa a Milano dieci giorni più tardi.
Obiettivo: promuovere e illustrare le modalità dell’autogestione delle rivendite per protestare contro la chiusura del dialogo da parte della FIEG.

A cura di Enrico Venni

Per ribadire come la FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali), dopo due anni dall’entrata in vigore del nuovo Accordo Nazionale, non sia stata garante della sua corretta e integrale applicazione, lo SNAG provinciale di Milano, insieme ai colleghi delle altre sigle sindacali (CISL esclusa) ha organizzato una serie di assemblee, suddivise sul territorio per aree distributive, al fine di illustrare le iniziative da porre in essere e la modulistica da utilizzare per una protesta che vuole rimanere nei modi e termini concordati unitariamente dalle OO.SS, il 6 novembre scorso.
Il primo degli appuntamenti si è tenuto l’8 gennaio a Sesto San Giovanni ed era dedicato ai rivenditori delle zone servite dalle agenzie Parravicini ed Editoriale Service.
Il tour informativo sindacale è proseguito, poi, il 10 gennaio a Saronno (A.D.P), l’11 a Legnano (ADG Ferrario), il 15 a Corsico (FB Logistic) e il 16 a Rozzano (Macri e Balti).
L’ultimo degli incontri con i rivenditori, presenti oltre un centinaio di edicolanti del capoluogo lombardo, si è svolto il 18 gennaio a Milano presso l’Unione Commercianti, in Corso Venezia.
“Il primo obiettivo è stato quello di illustrare direttamente ai colleghi le decisioni prese nella riunione sindacale unitaria, dopo averle anticipate sui giornali di categoria” ha spiegato Giampiero Labò presidente provinciale dello SNAG di Milano, oltre che vicepresidente nazionale. “Si è voluto così entrare nel dettaglio organizzativo della protesta - ha proseguito - illustrando l’autogestione adottata dai rivenditori in risposta alle inadempienze della FIEG. L’auspicio è di poter ritornare, quanto prima, a sederci al tavolo con i rappresentanti degli editori, dopo l’interruzione dei rapporti avvenuta il 9 maggio 2007”.

Nell’assemblea conclusiva di Milano, il vicepresidente provinciale dello SNAG, Alessandro Rosa ne ha approfittato per spiegare ai presenti come compilare la diversa modulistica (distribuita loro appositamente in sala) predisposta per l’autogestione della rivendita.
“In queste riunioni, effettuate con un’ottima risposta dei colleghi giornalai – sottolinea Giampiero Labò – è emersa la disponibilità di risolvere questa situazione al più presto, congiuntura che non si sarebbe verificata se le controparti avessero applicato correttamente l’Accordo Nazionale. I moduli da utilizzare in queste settimane, e da riconsegnare al proprio distributore, rappresentano un’iniziativa nei confronti degli editori e non di quei distributori locali, che intelligentemente e con professionalità hanno capito che è nel loro interesse regolamentare l’invio delle pubblicazioni presso il punto vendita. L’invito ai partecipanti a queste nostre assemblee provinciali, ben spiegato in un documento unitario firmato da tutte le OO.SS (CISL esclusa), è quello di effettuare l’autogestione applicando i cinque punti indicati per riuscire a recuperare da una parte, la dignità nel nostro lavoro e dall’altra, anche l’aspetto finanziario”.

Alle parole di Giampiero Labò si sono aggiunte quelle di Giovanni Lorenzetti, presidente provinciale FENAGI-Confesercenti di Milano: “Da maggio, il confronto tra le OO.SS. e gli editori si è chiuso per loro volontà e con un banale pretesto. Da quel momento non si è più potuto discutere dei problemi quotidiani che viviamo, né affrontarli nelle Commissioni che erano preposte dall’Accordo Nazionale. I giornalai, intanto, hanno sempre più la sensazione che i loro maggiori concorrenti siano proprio gli editori che propongono prodotti con super-sconti, sia direttamente che attraverso gli abbonamenti. Bisogna correggere il tiro e gli strumenti per farlo ci sono già come l’articolo 18; occorre fermare al più presto un comportamento che penalizza il rivenditore. Gli editori dispongono di noi per il lancio di nuovi prodotti all’interno dei quali ci sono, poi però, proposte che offrono al cliente abbonamenti scontati e regali. Allontanare il cliente, dall’edicola, è un comportamento che non dovrebbe essere nel loro interesse e, invece, è quello che stanno letteralmente facendo”.

Le politiche editoriali e distributive dovrebbero tener presente che anche le città demograficamente “invecchiano”, che le abitudini di vita si modificano e, di conseguenza, i piani di vendita dovrebbero essere regolarmente adeguati in funzione di queste inevitabili evoluzioni.

L’unitarietà di intenti, mai come in questi mesi, ha unito le differenti sigle sindacali come ricorda Antonino Cippo, segretario milanese del SINAGI-Cgil: “Stiamo vivendo – dice – un momento particolarmente difficile per le edicole che rende molto incerto il futuro della categoria: da qui l’impegno sugli stessi obiettivi, da parte di tutte le sigle presenti su territorio, a difesa dei colleghi. I segnali che ci arrivano dagli editori sono quelli di una concorrenza diretta alle nostre rivendite e noi non ci stiamo. La nostra mobilitazione è per difendere gli interessi degli edicolanti e per portare maggiori risorse nel cassetto della rete vendita”.

Anche Grazia Baranzoni, coordinatrice regionale e provinciale della UIL-TUCS-Giornalai afferma l’esigenza di un’analisi approfondita sulla ‘piazza’ milanese, particolarmente cambiata anche per gli edicolanti: “Tutti i sindacati si ritrovano - dice - uniti per difendere una categoria che, negli ultimi tre-quattro anni, ha registrato un calo di vendite piuttosto evidente. Questo perché la città demograficamente invecchia, ci sono rioni dormitorio e l’editoria non ha certo tenuto conto di questi fattori, di una realtà in costante evoluzione. Il rivenditore subisce, in prima persona, le politiche di editori che non sanno adeguarsi ai cambiamenti e dei distributori che rimangono sospesi a metà tra chi li fornisce e il punto vendita che paga, così, una cattiva distribuzione. Inoltre abbonamenti e porta a porta non solo sottraggono quelle copie all’edicola ma anche clienti che, viceversa, vedendo altre testate di loro interesse esposte in un chiosco, potrebbero anche comprarle. Ma, purtroppo, gli editori continuano a salvaguardare i loro guadagni con la pubblicità. Una situazione che deve cambiare nell’interesse di tutti”.

Sempre più edicolanti, in tutta Italia, si rivolgono allo SNAG per costituire una nuova rappresentanza sindacale sul loro territorio. In questi ultimi tre mesi, Andrea Innocenti ha seguito in prima persona la costituzione delle strutture di Fano, nelle Marche, e Forlì in Emilia Romagna. Con il collega Carlo Leopardo ha, poi, dato vita a quella circondariale di Feltre, nel Veneto a due passi dalle Dolomiti. L’obiettivo è di aprire un dialogo e un confronto con i distributori locali per ottenere l’applicazione integrale delle regole sancite dall’Accordo Nazionale.

AFano, lo Snag Nazionale è stato chiamato a dare il suo diretto contributo, sul territorio, da alcuni rivenditori che lamentavano una situazione diventata per loro insostenibile. Per questo Andrea Innocenti, ha incontrato questi edicolanti e, con loro, ha analizzato i problemi locali, fra cui un enorme calo di fatturato per la categoria, prima di indire a dicembre un’assemblea nella quale è stato costituito un nuovo sindacato provinciale alla cui presidenza è stato eletto Pio Ricci.
Subito dopo la costituzione della nuova struttura è iniziata l’attività sindacale in una piazza dove, ancora oggi, è presente una bolla di consegna non a norma con il vigente Accordo Nazionale e un estratto conto non chiuso in parità tra giorni di fornitura e di resa.
“Proprio grazie alla professionalità del vicepresidente nazionale e alla sua conoscenza diretta del settore, abbiamo incominciato a esaminare documenti contabili che evidenziavano irregolarità rispetto a quanto previsto dall’Accordo Nazionale – spiega Pio Ricci – In particolare, il pagamento dell’estratto conto, senza il contemporaneo scarico di quanto invece reso, ci penalizzava senza motivazioni logiche. Abbiamo fatto presente questo problema al distributore e, come primo risultato, abbiamo ottenuto che forniture e rese vadano di pari passo. Ma altre difficoltà non ci mancano, sempre sul fronte distributivo. Se non ci si accorge, per esempio, di quanto deve essere reso, si rischia che il distributore non lo accetti o faccia pagare il 5% sul prodotto, per riprenderselo”.
Molte sono, naturalmente, le rivendite che, purtroppo come in altre zone d’Italia, risultano fornite in eccesso solo di pubblicazioni di scarso mercato. Per questo è stata indispensabile la partenza immediata delle forme di protesta nei confronti degli editori, nei termini promossi dalla riunione nazionale del 6 novembre scorso.
“Soprattutto i vecchi giornalai hanno paura di ritorsioni se si fanno sentire, ma questo non è accettabile – conclude Pio Ricci – Non è giusto che chi si lamenta venga ulteriormente penalizzato con consegne di materiale invendibile e poche copie di quello che invece va per la maggiore. L’edicolante non deve solo anticipare soldi, ma deve poter fare il suo lavoro. Per questo, con il vicepresidente Snag Nazionale, stiamo verificando tante cose affinché la distribuzione sia effettuata nei termini previsti dall’Accordo Nazionale”.
Lo SNAG di Fano è così composto:
Presidente: Pio Ricci
Consiglieri: Giuseppe Iachini, Stefano Fazzi, Roberto De Leo e Francesca Polverari.

Per informazioni:
Snag - Via Bellandra, 71 - Fano
c/o presidente Pio Ricci
tel. 329/1814943

Sulla piazza romagnola, la mancanza di un confronto con il distributore sta portando a provvedimenti ingiustificati nei confronti della rete vendita.
Dal 15 dicembre scorso, lo Snag ha una sua rappresentanza anche a Forlì. In quell’occasione, presso l’Hotel San Giorgio, i rivenditori forlivesi hanno eletto presidente, all’unanimità, Marinella Portolani. Nel corso dell’assemblea, che ha visto una folta presenza di edicolanti, sono state dibattute le problematiche distributive della piazza e si è rilevata la grave difficoltà economica dei punti vendita a causa dell’eccessiva fornitura di pubblicazioni con scarso mercato contro la solita inadeguata fornitura di pubblicazioni alto vendenti. È emersa, inoltre, anche la mancanza di fatturazione in conto deposito per numerose testate con periodicità uguale o superiore al bimestre e l’utilizzo di una bolla di consegna non ancora a norma con il vigente Accordo Nazionale.
Altro motivo di segnalazione e imbarazzo è stata la constatazione che, ad alcune edicole, la fornitura delle pubblicazioni viene anticipata nel pomeriggio del giorno precedente la data di uscita.
“Subiamo, da tempo, una distribuzione che penalizza la maggior parte delle rivendite e non rispetta le regole dell’Accordo Nazionale” ci spiega il neo presidente dello Snag di Forlì, Marinella Portolani. “Purtroppo da diciotto anni, da quanto ho intrapreso l’attività di edicolante, ho vissuto in prima persona i problemi con il distributore locale. Ho anche cercato sindacalmente di avere delle risposte e l’aiuto da chi, fino a ieri, rappresentava praticamente in maniera unitaria la categoria sulla nostra piazza, ma non ho mai avuto soddisfazione. Dopo aver tentato invano di far rispettare i miei diritti, ho visto come lo Snag opera sul territorio e ho partecipato a delle assemblee che Andrea Innocenti aveva organizzato a Ravenna e Cervia. In quell’occasione ho conosciuto una persona preparata, che tenta di far rispettare quello che ci è dovuto, ovvero, l’applicazione delle regole previste dagli accordi sottoscritti da tutte le componenti della filiera editoriale. E ho riavuto speranza. Che il problema non sia solo personale, di una rivenditrice che tra l’altro come fatturato è al terzo posto in questa piazza, lo dimostrano le firme che ho raccolto a difesa della categoria e il fatto che, in pochi mesi, abbiamo già 43 iscritti al neonato Snag”.
Vista la complessità delle problematiche emerse nell’assemblea costitutiva i lavori sono stati poi aggiornati al successivo 28 dicembre per un ulteriore approfondimento e per l’esposizione di tutte le azioni sindacali da intraprendere a salvaguardia dei punti vendita giornali e riviste a seguito della Delibera Unitaria delle Organizzazioni Sindacali di Milano del 6 novembre 2007, in merito alle inadempienze rispetto alla corretta applicazione dell’Accordo Nazionale.
Durante questa seconda riunione, i rivenditori presenti hanno espresso la volontà unanime di aderire all’autogestione promossa dalle Organizzazioni Sindacali di categoria e hanno dato mandato allo Snag di Forlì di effettuare un incontro, con la locale Agenzia Distribuzione Damerini e Bazzocchi per la risoluzione di alcuni problemi.
In caso di esito negativo o di mancanza di risposte da parte del distributore, i dirigenti dello Snag si sono detti pronti ad andare fino in fondo e a presentare ricorsi all’Organo di Conciliazione e Garanzia.
“Purtroppo dobbiamo rilevare che la distribuzione locale al momento (ci riferiamo alla stesura di quest’articolo, ndr) non ci ha dato risposte - spiega Andrea Innocenti – se non indirettamente inviando una lettera ai rivenditori in cui annuncia la «sospensione di una o più prestazioni previste dall’Accordo Nazionale per i punti vendita» e con il blocco dei rifornimenti di quotidiani e periodici, per un paio di settimane, creando così ulteriore difficoltà economica ai rivenditori e ostacolando, contemporaneamente, la diffusione di questi prodotti. Siamo esterrefatti per quanto annunciato e per quanto messo in atto, certamente il comportamento del distributore rende più difficile una possibile soluzione ai numerosi problemi di Forlì. Comunque il nostro impegno, in sede provinciale e nazionale, sarà quello di difendere i rivenditori di giornali in tutte le sedi competenti”.
Della sospensione delle forniture sono stati informati gli editori che, prontamente, sono intervenuti a Forlì per capire cosa stesse succedendo e per confrontarsi sia con il distributore locale che con i rivenditori in questione.

Lo Snag provinciale di Forlì è così composto:
Presidente: Marinella Portolani
Vicepresidente: Alessandro Bagordo
Consiglieri: Antonietta Grimaldi Capitelli, Walter Regoli, Matteo Bandini, Erika Salvetti, Alberto Venturi, Maurizio Liberti e David Formica.

Per informazioni:
SNAG Provinciale c/o Confcommercio
Piazzale della Vittoria, 23 - Forlì
tel. 0543/378011
Oppure: Marinella Portolani
Via Tevere, 91/a - Forlì
tel. 349/1481445.

Nuova rappresentanza sindacale in Veneto per lo Snag, in una zona di confine con il Trentino.
Lo Snag ha costituito il 6 febbraio, durante una riunione di rivenditori locali, un sindacato circondariale anche a Feltre che coinvolge altri comuni del bellunese e della confinante provincia di Trento: Fiera di Primiero, Alano di Piave e Pedavena-Sovramonte.
All’assemblea, condotta dai vicepresidenti nazionali, Carlo Leopardo e Andrea Innocenti, sono state esaminate le non poche problematiche distributive, nel comprensorio feltrino, e messe in atto le iniziative sindacali promosse dai sindacati di categoria.
Lo SNAG ha già programmato intanto con l’Agenzia di distribuzione Curto, un incontro per la fine del mese febbraio. Il presidente del circondariale di Feltre è Fabio Callegher, tra i promotori della nascita della nuova struttura insieme a Mario Duò e a Paolo Obber.
“La zona in cui operiamo con questo nuovo sindacato è pedemontana e con diverse caratteristiche peculiari rispetto a quelle tradizionali – ci spiega Fabio Callegher – Innanzitutto ci troviamo al confine non solo tra due province, ma anche tra due regioni: i comuni della zona del Primiero sono, infatti, già in Trentino. Anche a livello distributivo ci sono altitudini diverse, in pochi chilometri si arriva in montagna. In questa zona, ci sentivamo un po’ abbandonati dai sindacati e in balìa della distribuzione, da qui l’aggancio con lo Snag attraverso un contatto con la Segreteria Nazionale. I due vicepresidenti nazionali, responsabili per la nostra zona si sono impegnati subito, in questi primi incontri con noi rivenditori, pronti a seguirci anche in futuro per consigliarci e aiutarci nel far rispettare le regole previste dell’Accordo Nazionale. Il nostro distributore agisce in una zona limitata, ma non per questo mancano i problemi pratici. Troppe le copie di giornali invendibili, che ci arrivano ogni giorno, mentre ci mancano prodotti necessari. Anche nelle rese ci sono sempre stati errori di contabilità e differenze. Siamo soddisfatti della nuova struttura e abbiamo ritrovato speranza grazie alla molta competenza che i dirigenti dello SNAG ci stanno assicurando in queste prime settimane di attività”.

Per informazioni:
Snag Circondariale Feltre
Via Fusinato, 37 – Feltre
tel. 0439-2218 
e-mail: natalina.forlin@yahoo.it

 

APRILIA: LIBERALIZZAZIONE TOTALE?
Come annunciato, sullo scorso numero di Azienda Edicola, la Provincia di Latina aveva ritenuto di applicare il decreto Bersani anche per le edicole e il comune di Aprilia si è prontamente attivato per adottarlo. In particolare, viene concessa una liberalizzazione totale ai punti vendita non esclusivi. L’ultima parola spetterà, però, al distributore locale che, come ben sappiamo, non è obbligato a rifornirli, sia per legge che per interesse diretto: il costo del trasporto per poche copie non sarebbe redditizio.

di Lino Maesano - Presidente Snag Roma

Era inevitabile che la delibera della Provincia di Latina, elaborata dalla OmniaVis1, avesse le sue conseguenze sui comuni del territorio. Francamente non ci aspettavamo, però, tanta celerità anche perché, conoscendo le usuali lentezze burocratiche delle nostre amministrazioni periferiche, pensavamo a maggiori tempi di riflessione su quanto era stato proposto a Latina il 21 dicembre dello scorso anno.
Con un tempismo eccezionale, invece, il Comune di Aprilia decideva di sfornare una sua delibera che l’assessore alle attività produttive, Giustino Izzo presentava il 30 gennaio 2008 alle associazioni di categoria. Tanta celerità (poco più di trenta giorni dalla delibera della Provincia) era dovuta al semplice fatto che Aprilia “scopiazzava” fedelmente quanto fatto a Latina, senza nemmeno la fatica di affrontare il possibile adattamento del provvedimento alla sua realtà urbana.
Questo tempismo inoltre, a nostro avviso, non poteva non essere influenzato anche dalle imminenti elezioni amministrative. In pratica ci trovavamo di fronte a una liberalizzazione, riferita alla legge Bersani, che riguardava parrucchieri, estetisti, somministratori di alimenti, ecc., ma anche rivendite di giornali e riviste.
La nostra presenza all’incontro di presentazione della delibera comunale di Aprilia e i nostri documentati interventi - come peraltro effettuato anche a Latina - avevano comunque un significato importante perché portavano dei correttivi al documento. L’assessore Izzo, nel testo definitivo della delibera riservava, ai possibili nuovi punti vendita esclusivi, la dislocazione sul territorio secondo quanto previsto e programmato da un “piano edicole” da concertare con le associazioni dei rivenditori, degli editori e dei distributori.
A prima vista, un’importante vittoria per i rivenditori di Aprilia e per noi che li rappresentiamo.
Una situazione decisamente diversa da quella inizialmente presentata dalla Provincia ma, purtroppo, dobbiamo fare molta attenzione al seguito. Il Comune di Aprilia si riserva, infatti, di liberalizzare completamente i punti vendita non esclusivi.
Un’iniziativa che potrebbe provocare gravissime conseguenze per i punti esclusivi già esistenti che potrebbero veder polverizzato il loro mercato, a meno che questi nuovi punti vendita non rientrino negli interessi dei distributori locali e non vengano, quindi, forniti di giornali. Nessuna legge regionale o provinciale può obbligare il distributore locale a effettuare il servizio, neppure sugli esclusivi. La situazione andrà pertanto monitorata costantemente e, in questi giorni, lo Snag ha indetto a Latina un’assemblea con tutti i rivenditori per illustrare le delicate fasi che seguiranno l’applicazione di questa delibera.
La nostra posizione è dettagliatamente esposta nella lettera-relazione del nostro legale Dario De Vitofranceschi, inviata al comune di Aprilia, che potete leggere qui di seguito.

1 Omnia Vis, una delle tante aziende che hanno proliferato sull’esigenza di vari Comuni italiani di formulare pianificazioni commerciali di qualsiasi genere (compresi i piani edicole).

LA POSIZIONE DELLO SNAG NELLA LETTERA AL COMUNE

Spett. Comune di Aprilia,

OGGETTO: Ulteriori precisazioni rispetto a quanto dibattuto nell’incontro del 30 gennaio 2008 presso il Comune di Aprilia avente a oggetto la concertazione con le associazioni di categoria sulla proposta di Delibera comunale esecutiva della proposta di Delibera della Provincia di Latina sull’“adeguamento della normativa comunale ai principi di liberalizzazione delle attività produttive e semplificazione amministrativa alla luce del D.L. 223/06 e del D.L. 7/2007 e della normativa regionale di riferimento” – osservazioni dello SNAG.

Facciamo seguito all’incontro di cui oggetto e, nel ribadire tutto quanto dedotto in quella sede, desideriamo precisare quanto segue.
Da quanto emerso nella citata riunione, sembra che questa amministrazione comunale ritenga “liberalizzata” l’attività di rivendita di quotidiani ovvero periodici posta in essere da rivendite non esclusive e ritenga dette rivendite non soggette alla pianificazione comunale di cui alla L.R. n. 4/2005.
Riteniamo che detta interpretazione della normativa vigente non sia condivisibile. Sul punto vogliamo precisare che:

1 - l’attività di rivendita di quotidiani e periodici da parte di punti vendita non esclusivi non è stata liberalizzata e rimane soggetta alla normativa di settore che regola la materia (D.lgs. n.170/01 e Legge Regionale Lazio n. 4/2005);
2 - detta attività è subordinata al rilascio di una autorizzazione amministrativa (Cfr. art. 2, comma 2, del D.lgs. n. 170/01 e art. 3 della L.R. Lazio n.4/2005);
3 - dette autorizzazioni possono essere rilasciate dai comuni competenti nel limite delle disponibilità previste dal piano comunale di localizzazione (Cfr. artt. 9, 10, 11, 12 e 16 della L.R. Lazio n. 4/2005).
4 - Ne consegue che l’attività di vendita di quotidiani e periodici da parte di rivendite non esclusive è, secondo la normativa statale e regionale vigente e fino all’abrogazione della stessa, una “attività contingentata”.
5 - L’art. 10 (“Misure urgenti per la liberalizzazione di alcune attività economiche”) del D.L. n. 7 del 2007 non si applica alle rivendite di quotidiani ovvero periodici non esclusive ma si applica solamente alle attività di acconciatore, estetista, imprese di pulizia e guida turistica.
6 - L’art. 3 della Legge di conversione n. 248/06 del D.L. 223/06 non si applica alle rivendite di quotidiani e periodici. La Direzione Generale del Ministero dello Sviluppo economico, con circolare n. 3603/c, “Decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2006, n. 248. Artt. 3, 4 e 11. Circolare esplicativa” (circolare da Voi citata nella documentazione prodotta nel corso dell’incontro del 21 dicembre), ha precisato che “le disposizioni in discorso non hanno effetto sulle attività commerciali disciplinate da leggi di settore (es. d. lgs. 24 aprile 2001, n.170)”. Quindi dette norme non si applicano alle rivendite di quotidiani e periodici.
7 - In particolare, l’art. 3 della L.R. n. 4/2005 (Sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica) prevede che “1. Il sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica si articola, su tutto il territorio regionale, in punti vendita esclusivi e non esclusivi. 2. L'attività di cui al comma 1 è soggetta, nel rispetto dei piani, al rilascio di autorizzazione da parte dei comuni, anche a carattere stagionale, con le eccezioni di cui all'articolo 4.”
8 - Ai sensi dell’art. 10 “i piani definiscono la rete dei punti vendita esclusivi e non esclusivi ed i relativi ambiti di localizzazione stabilendo i criteri per l'autorizzazione di nuovi punti vendita, il trasferimento di quelli esistenti e l'ottimizzazione dei punti vendita esclusivi già esistenti ed operanti”.
9 - Infine, ai sensi dell’art. 12, “5. In caso di domande concorrenti, i comuni individuano criteri di priorità in modo da assicurare comunque la preferenza:
a) ai soggetti che intendono trasferire l'esercizio, nel caso di concorrenza fra domande di trasferimento di punti vendita esistenti e domande di apertura di nuovi punti vendita inerenti la stessa area di localizzazione;
b) ai soggetti che intendono effettuare l'esercizio esclusivo dell'attività di vendita, nel caso di concorrenza fra domande per l'esercizio di punti vendita esclusivi e domande per l'esercizio di punti vendita non esclusivi
.”

Da quanto sopra discende inequivocabilmente che anche le autorizzazioni per punti vendita non esclusivi sono soggette alla pianificazione e, pertanto, il Comune competente è tenuto ad adottare il piano di localizzazione comunale individuando le eventuali disponibilità che devono essere assegnate attraverso un bando e ciò sia per i punti vendita esclusivi che per i punti vendita non esclusivi.
Inoltre, ai sensi del predetto art. 12 “nel caso di concorrenza fra domande per l'esercizio di punti vendita esclusivi e domande per l'esercizio di punti vendita non esclusivi”, il Comune deve assicurare la presenza di criteri di priorità che assicurino la preferenza “ai soggetti che intendono effettuare l'esercizio esclusivo dell'attività di vendita”.

Infine Vi rammentiamo che l’autorizzazione per i punti vendita non esclusivi deve essere limitata ai quotidiani ovvero, alternativamente, ai periodici e che detta categoria di punti vendita non può essere autorizzata alla vendita di entrambe le categorie di prodotti editoriali.
Quanto ai limiti ed alle restrizioni consistenti nel “rispetto ai limiti riferiti alle quote di mercato o calcolati sul volume delle vendite” e nel “rispetto di distanze minime obbligatorie” osserviamo quanto segue.

La citata legge regionale impone ai Comuni di adottare i piani: a) suddividendo il territorio comunale in zone omogenee che possono corrispondere alla partizione adottata per la formazione dei piani regolatori generali, nonché alla suddivisione amministrativa per circoscrizioni o quartieri. La zonizzazione deve, comunque, tener conto dei centri storici, delle periferie, delle semi-periferie, delle aree di nuova o già esistente edificazione residenziale, industriale e terziaria, delle aree rurali e montane; b) rilevando le caratteristiche di ciascuna zona individuata, c) individuando, per l'ultimo biennio e per ciascuna zona, la situazione relativa ai seguenti indicatori: 1) numero e densità dei punti vendita esistenti, esclusivi e non esclusivi, anche in rapporto alla superficie territoriale e alla popolazione fluttuante; 2) localizzazione dei punti vendita esistenti, mettendo in evidenza, in particolare, le nuove localizzazioni avvenute nel biennio; 3) andamento delle vendite, anche sulla base dei dati forniti dalle organizzazioni degli editori, dei distributori e dei rivenditori.

È pertanto la legge regionale che fa obbligo ai singoli Comuni (negli ambiti di loro competenza) di tener conto “dell’andamento delle vendite negli ultimi due anni” e dell’“andamento delle vendite, anche sulla base dei dati forniti dalle organizzazioni degli editori, dei distributori e dei rivenditori”.

Pertanto se i Comuni nella redazione dei piani, ignorassero l’andamento delle vendite violerebbero sia la normativa statale sia quella regionale e l’atto sarebbe illegittimo per violazione di legge e per difetto di istruttoria.

Quanto al rispetto di distanze minime obbligatorie ribadiamo che l’art. 3 della L. di conversione n.248/06, lett. B) non si applica alle rivendite di quotidiani e periodici quindi le rivendite di giornali (sia esclusive che non esclusive) non sono soggette all’eliminazione delle distanze minime obbligatorie disposta dall’art. della L. n.248/06.

Pertanto spetta ai Comuni nell’esercizio della loro potestà regolamentare valutare discrezionalmente l’opportunità di inserire un criterio distanziometrico.

In conclusione, nel richiamarci a tutto quanto dedotto ed articolato precedentemente e tenuto conto di quanto sopra esposto, la SNAG ribadisce, con la massima fermezza, che l’attività di vendita di quotidiani e periodici attraverso rivendite non esclusive non è attività liberalizzata ed è soggetta alla pianificazione comunale attraverso la predisposizione del cd. piano di localizzazione che deve riguardare tutte le rivendite sia esclusive che non esclusive. Per l’effetto, non possono essere rilasciate autorizzazioni per punti vendita non esclusivi se non in conformità con le disponibilità previste dal piano di localizzazione comunale.

In difetto, considerata la palese illegittimità della delibera proposta nella parte in cui pretende di liberalizzare l’attività di rivendita di quotidiani e periodici da parte di rivendite non esclusive, tenuto conto del pregiudizio che la categoria subirebbe dall’applicazione della medesima delibera, codesta associazione si riserva di tutelare gli interessi dei propri iscritti nelle sedi competenti.

Cordiali saluti.

Avv.to Dario De Vitofranceschi - Legale SNAG Lazio

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