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Giornali di PARROCCHIA?
Sì, ma non solo!
L’Avvenire su scala nazionale, ma anche L’Eco di Bergamo,
primatista assoluto tra i quotidiani locali, confermano come l’editoria cattolica,
di qualsiasi periodicità, sia fortemente radicata sul territorio.
Bastano le cifre per prendere molto sul serio l’attività editoriale dei cosiddetti “Giornali dei Vescovi”, ovvero le 168 testate, la maggior parte settimanali che, sul territorio, sono editi dalle varie curie e conosciuti per lo più come i “giornali della Parrocchia”.
Centinaia di migliaia di copie vendute ogni settimana, 30 testate che superano quota settemila, tra cui Il Cittadino di Monza che arriva a quota 40mila. Pubblicazioni con storie diverse e tutte radicate nel mondo cattolico locale e unite dalla FISC, la Federazione Italiana Stampa Cattolica, nata il 27 novembre 1966 come associazione dei numerosi settimanali diocesani. L’intenzione era quella di dar vita a un vero e proprio progetto culturale cristianamente ispirato, non solo quindi un atto burocratico, ma una scelta voluta per far sì che, nell’incontro e nella collaborazione, tutti i giornali diocesani potessero crescere insieme nel loro servizio alla Chiesa e al territorio.
L’OSSERVATORE ROMANO
e AVVENIRE
Discorso diverso è quello che riguarda uno dei più noti e conosciuti giornali cattolici. L’Osservatore Romano, periodico della Città del Vaticano, è nato il 1° luglio del 1861, a pochi mesi dalla proclamazione del Regno d’Italia (17 marzo 1861). Lo scopo della pubblicazione era chiaramente apologetico, in difesa dello Stato Pontificio, e i suoi intenti polemico-propagandistici. Il giornale riprendeva il nome di un precedente foglio privato (5 settembre 1849 - 2 settembre 1852), finanziato da un gruppo cattolico legittimista francese. La nascita dell’Osservatore Romano è strettamente correlata con la sconfitta bellica subita dalle truppe Pontificie a Castelfidardo (8 settembre 1860). Dopo questo evento, infatti, mentre il potere temporale del Pontefice veniva fortemente ridimensionato in termini di estensione territoriale e in tutta Europa non sembrava esserci una potenza disposta a difenderlo, un gran numero di intellettuali cattolici cominciarono a giungere a Roma con il fermo desiderio di mettersi al servizio di Pio IX.
Tra le autorità romane, decise a ripristinare lo status quo ante, cominciò perciò a farsi strada l’idea di una pubblicazione giornaliera di carattere privato, che si facesse vindice dello Stato Pontificio e dei principi di cui esso
era portatore.
Oggi, è un interessante quotidiano a tutto tondo (gossip escluso) sul quale viene, naturalmente, pubblicato tutto ciò che è inerente alla chiesa cattolica con particolare attenzione all’attività del Papa: dai suoi viaggi ai discorsi e alle sue opere editoriali. L’attuale direttore è, dal settembre scorso, Giovanni Maria Vian, 55 anni, storico del cristianesimo e, fra altri eminenti incarichi, professore ordinario di Filologia patristica all’Università di Roma La Sapienza.
La testata ha, recentemente, subito un sostanziale restyling passando, anche lui,
al colore (leggere anche a pag. 40).
Avvenire è, invece, il primo quotidiano nazionale di ispirazione cattolica in Italia, sorto - nel 1968 - dalla fusione tra l’Avvenire d’Italia di Bologna (1896) e L’Italia di Milano (1912), ha un tiratura di 150mila copie e, già sei anni fa, ha subito un profondo restyling modificando radicalmente la propria impaginazione e iniziando un nuovo capitolo della sua storia editoriale. Diretto da Dino Boffo dal gennaio 1994, Avvenire (certificazione ADS dicembre 2006-novembre 2007: 104.527 copie diffuse, di cui 22.515 attraverso il canale edicola) ha arricchito i suoi temi con costume, turismo, tempo libero e consumo. Gli articoli sono sempre molto calibrati anche se decisi e, spesso, capita che alcune sue argomentazioni vengano “riprese” da altri quotidiani d’impostazione decisamente laica.
L’ECO DI BERGAMO
e IL CITTADINO DI LODI
Due quotidiani locali cattolici che sul rispettivo territorio hanno un elevato grado di penetrazione sono
L’Eco di Bergamo e Il Cittadino di Lodi sono gli unici rimasti in vita tra i 26 giornali vicini alla Chiesa che esistevano in Italia nel 1893. Nel 1988 alla società editrice
dell’Eco di Bergamo (Sesaab), si sono affiancate le diocesi di Milano e Lodi e, nel 1999, l’azionariato è stato aperto anche ai privati. La Sesaab ha poi acquisito il controllo del quotidiano La Provincia di Como, presente con edizioni locali anche a Lecco, Sondrio e Varese. Nel maggio 2006 è entrato a far parte del gruppo anche Il Cittadino di Monza e Brianza (bisettimanale). L’Eco di Bergamo conta oggi un primato nazionale tra i quotidiani locali: la diffusione certificata Ads (dicembre 2006-novembre 2007) è di 55.708 mila copie per 342mila lettori secondo l’Audipress. Il Cittadino di Lodi è, invece, il quotidiano del Lodigiano e del sud Milano. Il giornale nasce nel 1890 come settimanale per diventare, nel 1989, quotidiano con sei numeri (non esce la domenica). La qualità del servizio di informazione svolto dal Cittadino ha fatto sì che la testata sia diventata, col tempo, il riferimento imprescindibile per i lodigiani e gli abitanti della zona posta a sud del capoluogo lombardo. Non essendo certificato Ads, i dati di diffusione sono quelli resi noti dall’editore che dichiara 16mila copie vendute e 96mila lettori al giorno.
I SETTIMANALI DIOCESANI
Raccontando la vita delle comunità locali, le 168 testate affiliate alla FISC si occupano del territorio anche con la cronaca civile. Questi settimanali sono variegati sia per la diversità delle realtà che rappresentano che per la grafica e l’impaginazione. Soprattutto al Sud troviamo ancora dei semplici bollettini informativi; la realtà principale dei settimanali cattolici va però da fogli di quattro pagine con distribuzione di un migliaio di copie al bisettimanale come Il Cittadino di Monza (40mila copie) edito in cinque edizioni. Tutti questi giornali sono uniti sotto la sigla della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, che all’inizio dell’anno ha rinnovato anche il proprio Consiglio Nazionale. L’obiettivo, in un momento non certo brillante per la stampa periodica in Italia, per la FISC è quello di rilanciare la presenza dei propri giornali diocesani ritagliandosi sempre più spazio nel panorama nazionale. Come dichiarato a Famiglia Cristiana da Francesco Zanotti, primo vicepresidente laico della FISC e direttore del Corriere Cesenate, per essere più protagonisti questi giornali cattolici devono “rimanere radicati nel territorio e professionalizzare le proprie redazioni”.
Molti i modi per ridurre le spese e avere prodotti sempre più moderni: un esempio viene proprio dal Corriere Cesenate e da altri quattordici settimanali tra Emilia e Marche, tutti stampati in un unico stabilimento tipografico a Imola. Toscana Oggi, diretto da Alberto Migone, ha invece due dorsi, uno generale di venti pagine che interessa sedici delle diciassette diocesi regionali e otto pagine locali in cui appare la singola testata della curia toscana di riferimento. Un altro obiettivo ambizioso della FISC, auspicato dal presidente dell’esecutivo nazionale don Giorgio Zucchelli (direttore del Nuovo Torrazzo di Crema), è quello di “arrivare a un settimanale in ogni diocesi”. Progetto però non facile da realizzare perché i 168 giornali cattolici (sulle 226 diocesi italiane) sono dislocati soprattutto al Centro-Nord, dalla Valle d’Aosta alle Marche (eccetto la Liguria) tutte le province sono coperte. Si va dai piemontesi Gazzetta d’Alba, Corriere di Saluzzo all’Eco del Chisone e L’Azione di Fabriano.
In Piemonte, in particolare, mancando la grande presenza di quotidiani provinciali, questo ruolo è ben coperto da 19 testate diocesane che complessivamente arrivano a 200mila copie di media settimanale di tiratura e svolgono sul territorio un importante ruolo informativo, anche di cronaca. Situazione simile anche nel Triveneto. La sinergia tra più giornali cattolici è quella perseguita dalla FISC all’interno delle singole regioni, 14 sono le nuove testate sorte anche se, purtroppo nel frattempo, due storiche lombarde hanno cessato le pubblicazioni: il Resegone di Lecco e il Luce di Varese.
Ogni anno la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) stanzia un contributo per le strutture e le redazioni di 150mila euro.
Al Sud si sta puntando sullo sviluppo delle testate associate, in particolare in Abruzzo e Calabria, così come in Campania.
Le vie dell’editoria cattolica sembrano, quindi, più che mai in sviluppo.
CONCLUSIONE
I rivenditori conoscono bene le testate locali e anche l’opportunità che possono fornire in termini di vendita e diffusione.
Con gli editori locali si dovrebbe, poi, avere anche un rapporto diretto con il risultato di maggior rapidità nell’accontentare il punto vendita in caso di esigenze come nuovi rifornimenti o taratura delle copie necessarie ogni settimana.
Per questo anche i settimanali cattolici rappresentano, in loco, un panorama interessante per il lavoro dell’edicolante.
Piero Di Fratello |