A cura di
Domenico Moschella

REGISTRAZIONE COMPENSI LIS
Vorrei sapere come bisogna registrare i compensi derivanti dal pagamento delle bollette per conto dei clienti con il servizio LIS finanziaria. Devo inserirli fra i corrispettivi esenti art.10? Grazie.

contabilità@confcommercio.firenze.it

Gli aggi percepiti sui servizi LIS finanziaria per il pagamento di multe, bollette ecc.., rientrano nei corrispettivi esenti ai sensi dell’art.10 DPR 633/72.


PUBBLICAZIONI SCADUTE
Vorrei un consiglio per risolvere un problema che si è verificato nell’ultimo inventario dal quale risultano pubblicazioni scadute per un valore netto di ? 1.000,00.
Il mio commercialista che adotta il sistema semplificato con problemi di congruità, studi di settore, mi ha riferito che non è possibile recuperare nemmeno a livello di tasse l’aggio che non ho percepito e che non percepirò perché vorrei buttarli negli appositi cassonetti della differenziata. E’ giusto?

M. D. S. – Ischia (NA)

Il costo sostenuto per l’eventuale merce non resa e da eliminare in quanto scaduta, può essere portato in deduzione dai costi seguendo la seguente procedura:
• bisogna redigere analiticamente l’elenco delle riviste da portate al macero suddiviso per testata, per quantità e per prezzo di copertina;
• darne comunicazione, a mezzo RR, all’Agenzia delle Entrate di competenza o in mancanza all’Ufficio delle Imposte dirette od al Comando della Guardia di Finanza, almeno cinque giorni prima dell’operazione di distruzione.
La comunicazione deve contenere: il luogo, la data e l’ora in cui verranno poste in essere le operazioni, le modalità di distruzione, la natura, qualità e quantità dei beni e l’ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto dei beni da distruggere. Per certificare l’avvenuta macerazione della merce per un valore inferiore ad ? 5.164,57, in assenza del verbale redatto da un funzionario inviato dal predetto Ufficio, basta un’autocertificazione del titolare dell’impresa.


COME CALCOLARE L’AGGIO
Da un’analisi delle bolle di consegna ho potuto verificare la presenza di prodotti di tipologia A, B e C. Poiché l’Accordo Nazionale per la distribuzione della stampa quotidiana e periodica in edicola prevede “sconti” diversi a seconda che si tratti di prodotti A,B e C, mi chiedo se devo calcolare l’aggio in ragione della tipologia di prodotto venduto oppure limitarsi a calcolare la percentuale del 23% sul saldo dell’e/c fornitomi settimanalmente dal distributore. Distinti saluti.

N. R. – Guspini ( CA )

L’Accordo Nazionale prevede una serie di obblighi a carico dei distributori circa le modalità di redazione delle bolle e dei conseguenti riepiloghi, proprio per facilitare il rivenditore nel contabilizzare gli aggi riscossi. Ad oggi non mi risulta che ciò sia avvenuto in maniera generalizzata, pertanto ci atteniamo al disposto della Circolare Ministeriale del 30/12/98 n. 295/E che con il relativo aggiornamento fissa al 23,11% l’aggio applicabile in sede di verifica degli organi competenti.


UN LIBRO PER SAPERNE DI PIÙ SUGLI ASPETTI FISCALI DELL’EDICOLA
Sono in procinto di acquistare una licenza per la gestione di un’edicola nella città di Roma. Le chiedo se può consigliarmi qualche libro che informi quali sono gli adempimenti tributari e le aliquote IVA da applicare ai diversi prodotti. La ringrazio anticipatamente.

A. I. – e-mail

Purtroppo non c’è una bibliografia specifica per l’edicola, le norme vanno cercate sui testi tecnici che ci sono in commercio. Comunque per informazioni specifiche potrà rivolgersi allo Snag provinciale di Roma: tel. 06/ 4078032 che potrà fornirle l’assistenza necessaria per avviare la sua nuova attività.
E se ci manda il suo indirizzo completo, provvederemo a farle pervenire una dispensa edita dal Sole 24 Ore appositamente per le edicole.


AFFIDAMENTO IN GESTIONE DI UN’EDICOLA
Sono un assiduo lettore della vostra preziosa rivista che conservo scrupolosamente. Sono attualmente proprietario di un chiosco e sto valutando l’idea di acquistarne un altro nelle immediate vicinanze da poter affidare in gestione. Ho già letto diversi vostri articoli in merito ma vorrei riepilogare i punti salienti dell’affido in gestione.
Ritengo che il dato di partenza sia l’estratto conto del distributore.
• Detto questo qual è la percentuale che mi dovrebbe venire riconosciuta dal gestore sul suddetto estratto?
• In alternativa alla suddetta percentuale si potrebbe definire tra le parti un compenso fisso indipendentemente dall’estratto? Qual è la vs. opinione in merito?
• Immagino che l’importo risultante sia un importo lordo che farà cumulo col mio reddito e quindi documentato.
• Ritengo che tra il sottoscritto e il gestore andrà stipulato un contratto. Qual’è in genere la durata di tale contratto?
• A carico di chi sono le spese fisse quali: Enel, occupazione del suolo pubblico, tassa rifiuti, assicurazione furto, incendio del chiosco?
• E quelle extra come: ammodernamento del chiosco, riparazioni straordinarie, sostituzione lampade ecc.?
• In caso di inadempienze da parte del gestore, sono tutelato dalla legge e/o dal distributore?
• Come funziona la disdetta forzata del contratto a causa di tali inadempienze? Per intenderci funziona come l’affitto di un appartamento in cui ci si può pentire amaramente di aver affittato una propria unità immobiliare?
• Vi vengono in mente altri punti importanti da segnalarmi?
Rimango in attesa di notizie, ringrazio e porgo i miei più cordiali saluti.

G. C. – Carate Brianza (MI)

L’affitto d’azienda è un contratto con il quale un soggetto concede a un terzo il diritto di utilizzare la propria azienda dietro corrispettivo di un canone. Il contratto deve essere redatto per atto notarile in quanto deve essere annotato nel Registro Imprese. Essendo un contratto fra privati gli accordi vengono concordati liberamente fra le parti non sussistendo vincoli particolari. A tal fine si precisa:
• La durata è libera da uno a più anni, con o senza possibilità di rinnovo automatico in mancanza di disdetta entro tre o sei mesi dalla scadenza.
• La disdetta ha valenza ai fini del rilascio dell’azienda locata, in caso di controversie i tempi di esecuzione non sono quelli dell’immobile.
• Il canone va concordato e calcolato in base al reddito dell’azienda locata, te nendo presente che le spese di gestione (Enel, suolo pubblico, telefono, manutenzione ordinaria, assicurazioni merce, ecc..) sono a carico del gerente mentre restano a carico del locatore le riparazioni straordinarie del chiosco e l’assicurazione dello stesso.
• L’incidenza del canone può essere del 25/30% sul reddito annuo e può essere versato mensilmente, tenendo presente che più alto è il reddito dell’edicola più alto può essere il canone (il gerente deve essere in condizioni di coprire le spese e avere un reddito per la sua attività).
• È buona norma convenire una cauzione o garanzia esigibile visto il bene locato e i rischi con i distributori.
• Il canone che lei incasserà farà cumulo con gli altri suoi redditi, mentre il gerente lo deduce come costo.


QUALI PARAMETRI PER VALUTARE L’EDICOLA
Vorrei conoscere i parametri per la valutazione della mia attività edicola-tabaccheria, tenendo presente che:
1 - sono anche punto Snai (scommesse sportive e slot-machine).
2 - sono ricevitoria Lotto.
3 - il chiosco è di mia proprietà e si trova nell’unica piazzetta interna di un centro commerciale; è grande circa 40 mq, è in ghisa color verde, stile liberty.

M. A. V. - San Martino Sicc. (PV)

Sono la proprietaria di un’edicola gestita da 10 anni. Vorrei cortesemente sapere il valore per un’eventuale vendita. In uso anche valori bollati / biglietti F.S. / fotocopie / fax i cui dati non sono in grado di quantificare. La somma degli e/c dei giornali varia dagli 88.000 euro ai 90.000 annui. Grazie per la cortese disponibilità.

R. C. – Udine

I parametri di mercato si basano su tre volte il reddito medio del triennio, subendo delle variazioni, in più o in meno, a seconda delle modalità di pagamento, della posizione, delle condizioni dell’arredo. Risulta evidente che un chiosco recente e attrezzato, vada valutato in aggiunta al valore dell’avviamento.


UNA RICHIESTA PER ACCATASTAMENTO
Nel novembre del 2005 ho ceduto la mia edicola, un chiosco di mt 3,50 x 1,50 non fisso al suolo, con concessione annuale del suolo pubblico da parte del Comune di Catania. Nel marzo di quest’anno mi vedo recapitare da parte dell’Agenzia del Territorio richiesta del pagamento di circa 200 euro per accatastamento. Rispondo con istanza di rettifica, allegando documentazione copia dell’atto notarile di avvenuta cessione di azienda. Mi rispondono con posta ordinaria di non poter accettare la mia richiesta perché non risulta presentata domanda di voltura catastale e che risultano sconosciuti i soggetti e l’oggetto del succitato rogito. Cosa devo fare?

M. S. - Catania

Il problema dell’accatastamento dei chioschi pur facendo riferimento a normative del 1992 e del 1998, hanno assunto una accelerazione e una specifica apertura dei termini con la legge 24/11/2006 n. 248. Detta norma ha stabilito che i chioschi non accatastati dovevano provvedere entro il 03/07/2007 a regolarizzare la propria posizione all’Agenzia del Territorio (Catasto). Trascorso detto termine i comuni avviavano gli accertamenti con l’applicazione delle sanzioni. Pertanto era compito del nuovo titolare appurare, entro la data stabilita, se il chiosco fosse accatastato oppure no ed eventualmente provvedere. In virtù di quanto da lei scritto ritengo che per risolvere il problema sia opportuno che il nuovo titolare, con l’atto di acquisto dell’azienda datato novembre 2005, provveda tramite un tecnico a richiedere l’accatastamento del chiosco al fine di sanare la posizione.

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