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Gli annunci sempre UTILI all’edicola
Milioni di inserzioni gratuite,
ogni settimana, raggiungono
un pubblico variegato e costante
di lettori alla ricerca dell’offerta
e dell’occasione.
Un mercato nel quale non
manca, però, la concorrenza
del web e della free press.
Nel 1977 nascono in Italia i primi giornali di annunci economici gratuiti che puntano soprattutto sull’opportunità di un servizio di offerte molto specializzato e diversificato.
Una formula che, nata a Milano con Secondamano, è adottata immediatamente da altri editori in tutta Italia: già trent’anni fa sono nate, infatti, le testate Bric à Brac (Napoli), Cerco e Trovo (Perugia), Città in tasca (Bergamo), Il Mercatino (che con lo stesso nome ma editori diversi si è presentato sulle piazze di Ancona, Catania e Trieste), La Pulce (Firenze), Porta Portese (Roma), Portobello (Padova), Il Giornale delle Pulci (Palermo).
Giornali tutti venduti in edicola a un prezzo di copertina che oggi arriva anche a 2,5-3 euro nel caso di alcune pubblicazioni più ‘corpose’.
Nel 1982 le principali testate presenti sul territorio nazionale costituiscono l’ANSPAEG (Associazione Nazionale Stampa Periodici Annunci Economici Gratuiti) che rimane l’unica associazione di categoria e di cui fanno parte i principali giornali di annunci, presenti con una distribuzione capillare nelle singole regioni o con una diffusione più allargata che raggiunge complessivamente le 700.000 copie a settimana con oltre 2.000.000 di annunci. Inserzioni che, a loro volta generano decine di milioni di transazioni, scambi, trattative, contratti, affari.
Oggi l’ ANSPAEG è presieduta da Massimo Cremieux (editore de Gli Affari di Sanremo) che ha come vice Gabriele Caccamo (Porta Portese di Roma).
“L’associazione è nata per tutelare le testate del settore, inizialmente iscritte (molte di loro lo sono anche all’USPI), ma con una propria particolarità ed esigenze diverse dal resto della stampa periodica nazionale” spiega il segretario dell’ANSPAEG, Silvio Colloca. “Tra i primi problemi da risolvere, nell’allora 1982, c’era quello legato al regime fiscale ridotto dell’IVA concesso ai giornali, ma non alle nostre pubblicazioni”.
Oggi, a più di trent’anni di distanza, abbiamo creato un codice deontologico e, per qualificare ulteriormente le testate associate, le certifichiamo con un nostro marchio di qualità che garantisce il rispetto delle regole fondamentali assicurando agli inserzionisti e ai lettori il massimo controllo della veridicità e affidabilità degli annunci pubblicati. Alcune battaglie l’associazione di categoria ha intenzione di continuare a portarle avanti.
“Con gli edicolanti abbiamo un ottimo rapporto, altrettanto con le sigle sindacali che li rappresentano” ribadisce Silvio Colloca. “Al presidente dello SNAG Nazionale, Armando Abbiati, e anche al suo collega del SINAGI, Ermanno Anselmi, abbiamo fatto presente in passato come i nostri editori volessero inserire nell’Accordo Nazionale un impegno: quello che i rivenditori di giornali non distribuissero nei loro punti vendita, freepress di annunci. Spesso si trovano espositori di queste pubblicazioni a lato dei chioschi e sappiamo che chi propone quest’operazione ai giornalai cerca di invogliarli con piccolissimi contributi. Spesso la perdita di qualche copia venduta di giornali di annunci non è compensata dai piccoli rimborsi offerti dalla free-press. Senza contare che il non avvicinarsi al banco preclude anche la possibilità di acquistare un’altra testata. Da sempre riconosciamo il ruolo dell’edicola come rete unica ed essenziale per i nostri prodotti, siamo stati contrari alla liberalizzazione e alla diffusione dei giornali nella grande distribuzione. La recessione c’è per tutti gli editori e anche per i nostri. In passato, per esempio a Milano, Secondamano aveva sponsorizzato il ‘cappello’ di diverse edicole; oggi esigenze di bilancio hanno portato a scelte diverse, ma non certo per una minor considerazione della categoria”.
Come per gli altri giornali anche per la vendita dei periodici di annunci una buona esposizione in edicola è fondamentale. “Sicuramente questi nostri prodotti editoriali possono attirare il cliente che li vede esposti” conclude il segretario dell’ANSPAEG. “In un momento di calo generale delle vendite, tutti pagano la recessione, quindi un buon posizionamento è sicuramente utile”.
SECONDAMANO, NOME STORICO
Secondamano, fondato da Franco Giuffrida e Luciano Cervone, è stato il primo giornale di annunci gratuiti in Europa: il nunero uno è arrivato in edicola il 31 marzo 1977 a Milano. Nata come testata quindicinale, l’edizione milanese è diventata prima settimanale e, successivamente, bisettimanale. Oggi ha una periodicità trisettimanale, con circa 96 pagine e 10.000 annunci a numero. A partire dal 1988, la casa editrice ha dato l’avvio a un ampliamento su scala nazionale con la creazione di edizioni locali e nel 1990 è stato lanciato Smart, una rivista di fotoannunci gratuiti, distribuita inizialmente come supplemento e, dalla fine del 1995, in vendita ogni due settimane in tutte le edicole italiane (i dati forniti parlano di 35.000 copie vendute per edizione). Nel 2004 è stata creata la rivista Più Barche e il corrispondente sito Internet ‘www.piubarche.it’, entrambi leader nel panorama nautico nazionale. Nello stesso anno Secondamano ha acquisito la società Primo Pentagono, editrice di riviste specializzate come Più Case, Più Auto&Moto e Più Affitti, un’operazione che le ha permesso di entrare in parallelo nel mondo della free-press.
Dal 2006 la testata passa al Gruppo Editoriale Schibsted Classified Media interamente controllata dal gruppo multimediale Norvegese Schibsted ASA con sede a Oslo, uffici in 20 paesi e oltre 8.500 dipendenti, leader in Scandinavia, dove gestisce quotidiani e riviste prestigiose come VG, Aftonbladet, Aftenposten e Vingt Minutes (che si trova anche in Francia e Spagna) ed è presente anche nei settori TV, mobile, Internet e libri. L’editore di Secondamano controlla oggi sei edizioni locali del trisettimanale, che diffondono complessivamente circa 120.000 copie alla settimana e anche altri giornali del settore come Il Fè di Ferrara, Il Rò Più a Rovigo e La Pulce di Ravenna.
TRA GLI EDITORI ANCHE UN GRUPPO IMPORTANTE COME EDINORBA
A pubblicare giornali di annunci, già nel 1977, sono state inizialmente persone che non facevano parte del mondo dell’editoria, ma che poi, strada facendo, sono diventati editori professionisti. Un caso interessante è quello del bisettimanale Business (in edicola il martedì e venerdì), nato a Pescara nel 1980 e, due anni dopo, allargatosi con due redazioni in Puglia, prima a Foggia e poi a Bari. Nel 1985 il gruppo editoriale Telenorba, leader nel sud Italia per l’emittenza televisiva e radiofonica entra nella gestione e l’anno successivo il suo presidente Luca Montrone assume la stessa carica in Business. Con il supporto delle reti televisive e radiofoniche del gruppo e grazie a investimenti informatici, il giornale allarga la sua area di diffusione a tutta la Puglia e oggi la sede centrale è fissata a Conversano, in provincia di Bari, quartier generale del gruppo Telenorba. La testata viene poi assorbita dalla casa editrice Edinorba e dal ’94 Luca Montrone ne affida la presidenza della società all’imprenditore e suo socio Matteo Chiarappa. Oggi Businnes conta 65 rubriche oltre alle pagine dedicate alle offerte di lavoro, alle aste giudiziarie, ai concorsi pubblici, ai programmi radio-tv con una media di 6.000 annunci gratuiti ogni edizione. Le cifre ufficiali parlano di circa 1.200.000 copie all’anno, vendute in Puglia, Basilicata, Molise e parte dell’Abruzzo.
PORTA PORTESE A ROMA, LA PULCE A FIRENZE
Grande penetrazione nel territorio romano ha Porta Portese che, nel nome, prende ispirazione dal famoso mercato di Roma. Un giornale di annunci e inserzioni con uscita bisettimanale, indiscusso punto di riferimento nella Capitale e del Lazio per la vendita e l’acquisto di prodotti di tutti i generi. Altra testata tra le più conosciute nel settore è il trisettimanale La Pulce in Toscana. Il suo editore, (ADS Media Group), pubblica anche il bisettimanale Portobello in Veneto con due edizioni settimanali, e i free press Pulce Affari, Portobello Affari, Vetrina Affari, Vetrina Immobiliare nelle regioni: Veneto, Toscana, Liguria, Emilia Romagna.
DAL FRIULI ALLA SICILIA
Il quadrifoglio è stato scelto come simbolo, già nel 1977, da Il Mercatino il primo giornale di annunci del Friuli Venezia Giulia che oggi vanta numeri da record: una media di 200 pagine, più di 13.000 annunci e 20.000 copie diffuse ogni settimana a Trieste, Monfalcone, Gorizia, Udine e relative province, con oltre 190mila lettori per ogni singola edizione. Il suo direttore ed editore è Antonio Denich che è anche consigliere dell’ANSPAEG. Altra testata molto diffusa è Il giornale delle Pulci, quindicinale di annunci di Palermo, che come la maggior parte delle altre testate si avvale anche di un proprio sito on-line.
FREE PRESS e INTERNET: NEMICI DEI GIORNALI DI ANNUNCI?
Diversi editori del settore oltre ad andare in edicola con le loro pubblicazioni ne sono i diretti concorrenti proponendo anche testate free-press.
Concorrenza che, come sappiamo, vale anche per gli editori di alcuni importanti quotidiani.
Ma non c’è solo la free press a contendere l’attenzione del lettore: oggi c’è anche il web. I siti on-line sono sempre più consultati dal pubblico, soprattutto più giovane e istruito, lo confermano anche i dati di Audiweb che ha reso noto come siano stati 24 milioni i navigatori italiani che almeno una volta, nel mese di marzo, si sono connessi a Internet da casa o dall’ufficio.
È evidente che grazie al collegamento online, i molti inserzionisti di annunci possono, risparmiando tempo, posizionare le loro offerte su più testate. Così come chi cerca qualcosa può ‘cliccando’ ...anche durante il lavoro, trovare quello che cerca.
Se City, Metro, Leggo sono i leader dalla free-press quotidiana, nel settore dei periodici e degli annunci, il gruppo B&P, che oggi fattura più di cento milioni di euro è sicuramente un esempio di come si può crescere costantemente in questo settore fra i periodici. Nel 2007 la B&P ha, infatti, stampato e distribuito sedici testate per un totale di 13 milioni e 65mila copie al mese di free press. Tra queste, nel settore annunci, dal 1990 a Milano, esce Attico, settimanale inizialmente distribuito per posta, ma che ha, poi, trovato la sua massima diffusione con i dispenser, quegli espositori posizionati spesso vicino ad agenzie immobiliari che ne sono diventate i principali utenti pubblicitari.
Resta il fatto che se il pubblico più colto può avere smesso di acquistare questi giornali in edicola, un nuovo tipo di cliente vi si sta avvicinando in maniera consistente: è chi, da altri Paesi, arriva in Italia in cerca di lavoro, di una casa e di tutto quanto deve riorganizzare qui, per iniziare una nuova vita. E per il momento, è proprio in edicola che può trovare un valido aiuto grazie alle molte testate di annunci.
Enrico Venni
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IN CRISI ANCHE LA STAMPA 
Quasi un milione e mezzo
di copie perse negli
ultimi quattro anni suonano come un preoccupante
campanello d’allarme per i principali giornali americani.
Ma anche negli States c’è un risultato
in controtendenza: quello legato all’editoria locale che,
insieme all’interagire tra le edizioni cartacee
e quelle online delle principali testate, aprono speranze
per il futuro del settore.
Anche negli Stati Uniti, come nel resto del Mondo, la carta stampata non vive un momento felice: salvo poche eccezioni, i principali giornali americani continuano a perdere copie mentre godono di buona salute solo nelle edizioni online.
L’Audit Bureau of Circulation, l’agenzia Usa che monitora le tirature, ha registrato - negli ultimi sei mesi - un crollo del 3,5 per cento delle copie vendute, che sale al 4,5 per cento per le edizioni domenicali. Tra le testate più colpite il New York Times, la cui edizione domenicale ha perso il 9,2 % (-150.000 copie) e il 3,8 % durante il resto della settimana con una diffusione media scesa a quota 1.077.256 copie. A farne le spese saranno i giornalisti del quotidiano newyorkese per il quale si parla di un taglio di cento unità. Non sta meglio il Washington Post: -3,5% dal lunedì al sabato a quota 673.180 copie e -4,3 % la domenica con diffusione scesa a 860.1639.
In controtendenza il Wall Street Journal del magnate di origine australiana Rupert Murdoch. Il secondo giornale Usa ha registrato un leggero progresso, +0,3%, raggiungendo 2.069.463 di copie in media. Una tiratura destinata ad aumentare con l’avvento della nuova edizione generalista con cui l’editore intende fare concorrenza e mettere ulteriormente in difficoltà il New York Times. Ma Murdoch non può essere contento di quanto sta facendo il New York Post, il suo tabloid calato del 3% al giorno e dell’8% la domenica. Bene invece Usa Today, il quotidiano più diffuso negli Stati Uniti, salito dello 0,27 per cento. Male il Los Angeles Times che ha perso oltre 40mila copie (-5,1 per cento) raggiungendo una diffusione di 773.884 copie e che ha ceduto il 6 % la domenica scendendo a 1.101.981.
ALTRE CIFRE PREOCCUPANTI
I primi 20 quotidiani degli Stati Uniti hanno perso complessivamente 1,4 milioni di copie di diffusione giornaliera fra il 2003 e il 2007 (fonte Editor&Publisher1), ovvero il 10% della loro diffusione complessiva. Il calo maggiore è stato registrato al San Francisco Chronicle, che è calato del 28.8%, seguito dal Los Angeles Times (-20.2%) e da The Boston Globe (- 19.9%).
Il rapporto completo sull’editoria statunitense (consultabile sul sito di Editor&Publisher: www.editorandpublisher.com), evidenzia come molti giornali abbiano perso nel cartaceo, ma guadagnato lettori on-line. Esempi sono il New York Times che perde in 4 anni il 7,2% in copie, ma ha un +45,1 % di lettori sul web, dove il The Wall Street Journal ha guadagnato addirittura l’81,4%.
MA I GIORNALI LOCALI SONO
IN CONTROTENDENZA
A fronte di un panorama editoriale negativo per i principali quotidiani, dagli Stati Uniti arrivano notizie positive, invece, per i giornali locali (community newspapers), di quartiere: quasi l’83% degli americani ne legge almeno uno alla settimana. Il tempo medio dedicato alla lettura di un quotidiano è di quasi 42 minuti al giorno e circa un terzo di loro conserva il giornale per più di sei giorni, si rilegge gli articoli e guarda con interesse anche la pubblicità.
Qual è il segreto del successo degli editori locali? L’aumento della penetrazione nella popolazione, curando speciali sezioni, con un occhio di riguardo all’on-line raggiungendo la fetta più grande di popolazione, quella tra i 21 e i 35 anni. Secondo una ricerca della National Newspaper Association il 99% dei lettori privilegia l’informazione locale e il 64% lo fa con assiduità. A queste persone interessa anche la politica, ma quella locale.
ALCUNE RICETTE
PER RILANCIARE I GIORNALI
Una ricerca della WAN (World Association of Newspapers) dal titolo “Investing in Newspapers”, appena diffusa, sostiene che i quotidiani Usa hanno tutte le possibilità di rovesciare il loro declino e quelli nel resto del mondo possono evitare il ‘contagio negativo americano’. Il rapporto sostiene poi che ‘il taglio dei costi industriali, l’incremento della diffusione locale e gli investimenti nel digitale stanno cominciando a dare i loro frutti. Per calcolare in maniera corretta le performance dei giornali bisogna analizzare con calma l’andamento che caratterizza l’audience – sia in termini di numero dei lettori che di qualità demografica, e, insieme, il numero crescente di lettori che si guadagnano online’, scrive nell’introduzione alla ricerca Gavin O’Reilly (nella foto), presidente di WAN.
Le strade suggerite per la stabilità dei giornali e il loro rilancio sono:
- Accrescere le acquisizioni e i ricavi da internet e dal ‘mobile’.
- Politiche più aggressive di vendita della pubblicità.
- Aumentare il peso dello sviluppo di nuovi prodotti.
- Curare più attentamente gli utenti, sia gli inserzionisti che i consumatori.
“La mia opinione è che i giornali hanno un significativo vantaggio nell’attuale panorama dei media, una leva che secondo me potrebbero sfruttare molto meglio e che potrebbe consentire loro di ottenere un forte progresso nel futuro digitale – ha sottolineato Paul Ginnocchio, un analista della Deutsche Bank che ha collaborato alla ricerca – Possono sfruttare il grande peso del marchio a livello locale, vista la grandissima mole di informazioni e contenuti ambientali che essi producono, e un significativo numero di punti di vendita sulla strada”.
Piero Di Fratello
1 Editor & Publisher (E&P) è una importante rivista mensile rivolta all’industria nordamericana dei quotidiani che si occupa di tutti i problemi a questi connessi, ivi compresi business, novità, pubblicità, diffusioni, marketing, tecnologie, online e sindacali.
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