Si riparte!
Esattamente un anno fa, con un editoriale, denunciavo “Uno STOP deciso di imperio” dalla Federazione Italiana Editori Giornali (vedi n. 3 giugno-luglio 2007).
Finalmente, il 27 maggio scorso, è stato sottoscritto un verbale di ripresa dei lavori (pubblicato nella pagina a fianco) che desidero analizzare insieme a voi.
All’incontro, riservato alle parti firmatarie dell’Accordo, erano presenti Ennio Mazzei e Francesco Cesati per la Federazione Italiana Editori Giornali, i responsabili nazionali di cinque delle sei Organizzazioni Sindacali (CISL-Giornalai esclusa) e Uberto Frascerra quale responsabile dei Distributori Nazionali.
Nel primo capoverso del verbale si evidenzia la volontà di sottoscrivere un documento finalizzato alla ripresa del confronto nell’ambito delle sedi previste dall’Accordo “(…) ritenendo altresì superate le motivazioni che hanno dato origine alle azioni di protesta deliberate sul territorio nello scorso mese di novembre”.
Questo significa che è stato oltrepassato l’ostacolo che impediva alle Parti di incontrarsi, confermando finalmente la volontà delle stesse di ricreare il dialogo interrotto.
Ricordo che le azioni di protesta sono state deliberate allo scopo di “riaprire il confronto” in merito alle inadempienze rispetto alla corretta applicazione dell’Accordo Nazionale.
Inadempienze che, nel periodo di “stallo”, sono state denunciate dai rivenditori – associati alla sigla sindacale che rappresento – all’Organo di Conciliazione e Garanzia e che, vi assicuro, continueranno a farlo (supportati dalle nostre strutture e dai legali d’area), laddove saranno riscontrate.
“Le parti riaffermano la centralità dell’Accordo nazionale che costituisce il riferimento, in attuazione dei principi normativi dettati dalla legislazione del settore, nel rapporto intercorrente tra i principali soggetti che appartengono alla filiera editoriale, relativamente alle modalità di vendita della stampa ed alla definizione degli impegni reciproci di editori, imprese di distribuzione e rivenditori”
Ancora una volta si è riconfermata la centralità dell’Accordo Nazionale e l’importanza che tutti i soggetti della filiera (Editori, Distributori Nazionali, Distributori Locali e Rivenditori) si attengano alle norme (diritti e doveri) in esso stabiliti.
“In tale ambito si riconferma lo svolgimento del lavoro delle Commissioni e degli altri istituti previsti dall’Accordo nazionale così come la volontà delle stesse parti contraenti di riunirsi per verificare la rispondenza delle attività previste dagli accordi con le possibili evoluzioni del prodotto editoriale”.
Questo sancisce che non solo si riapre la Commissione Nazionale art. 15, che desidero ricordarlo assicura la corretta interpretazione dell’Accordo, regolamenta eventuali fattispecie non disciplinate dallo stesso, studia e propone iniziative volte a migliorare la professionalità nella gestione delle Rivendite e monitorizza il sistema distributivo e diffusionale, ma si avviano anche i lavori della Commissione art. 18.
A questo proposito ho già espresso alcune considerazioni nell’editoriale del n. 1 (febbraio-marzo 2008).
Aprire alle modifiche, o se preferite ai correttivi, è senz’altro importante e impegnativo; occorre forse semplificare le regole senza però rinunciare alla “trasparenza” che siamo riusciti a perseguire.
È indispensabile riqualificare il nostro lavoro, con idonei risultati economici che possano gratificare la grande mole di lavoro che svolgiamo nelle nostre rivendite.
Stiamo assistendo, infatti, a un fenomeno di “turnover” particolarmente veloce; il ricambio generazionale, a cui eravamo abituati, è ormai un antico ricordo.
Il nostro è diventato un settore “mordi e fuggi” …dove i rivenditori comprese le regole, la complessità e l’entità del lavoro, gli utili ridotti, cercano di realizzare quanto investito “scappando” appena possono dalle proprie attività.
Questo è quanto dovranno comprendere le nostre controparti nelle prossime contrattazioni; solo credendo nella filiera si riuscirà a garantire una rete di vendita degna di questo nome, dando finalmente un senso al preambolo dell’Accordo che stabilisce che “la rete di vendita esclusiva svolge, nel nostro Paese, un ruolo centrale di riferimento per la vendita del prodotto editoriale in coerenza con i principi costituzionali e legislativi”.
La professionalità che contraddistingue i rivenditori deve essere riconosciuta e ben retribuita, affinché il nostro settore non diventi “terra di conquista” solo da chi finisce per svalutare il mercato, impoverendo e deprezzando le nostre attività.
“Le parti si impegnano a dare tempestiva comunicazione del contenuto del presente verbale alle aziende e strutture associate sul territorio, assicurando che per il prodotto quotidiano e periodico, normato dall’Accordo Nazionale e, nella messa in vendita, dagli articoli 4 e 5 del d.lgs. 170/2001, le stesse non collaboreranno ad operazioni che prevedano forme di commercializzazione o di cessione non previste nel medesimo vigente Accordo Nazionale”.
In quest’ultimo capoverso, oltre a impegnarci a diffondere tale documento, abbiamo ancora una volta riconosciuto quanto normato dal d.lgs 170/2001 già richiamato nel preambolo dell’Accordo. Nella fattispecie sono precisati gli articoli 4 (Parità di trattamento) e 5 (Modalità di vendita) di cui pubblichiamo qui di seguito il testo estrapolato dal decreto richiamato.
Art. 4 – Parità di trattamento
1 - Nella vendita di quotidiani e periodici i punti vendita esclusivi assicurano parità di trattamento alle diverse testate.
2 - I punti vendita non esclusivi assicurano parità di trattamento nell’ambito della tipologia di quotidiani e periodici dagli stessi prescelta per la vendita.
Art. 5 – Modalità di vendita
1 - La vendita della stampa quotidiana e periodica è effettuata nel rispetto delle seguenti modalità:
a. Il prezzo di vendita della stampa quotidiana e periodica stabilito dal produttore non può subire variazioni in relazione ai punti di vendita, esclusivi e non esclusivi, che effettuano la rivendita;
b. Le condizioni economiche e le modalità commerciali di cessione delle pubblicazioni, comprensive di ogni forma di compenso riconosciuta ai rivenditori, devono essere identiche per le diverse tipologie di esercizi, esclusivi e non esclusivi, che effettuano la vendita;
c. I punti di vendita, esclusivi e non esclusivi, devono prevedere un adeguato spazio espositivo per le testate poste in vendita;
d. È comunque vietata l’esposizione al pubblico di giornali, riviste e materiale pornografico.
Ci preme osservare che tali articoli nulla aggiungono a quanto già previsto dall’Accordo Nazionale, sia in merito alla parità di trattamento che alle modalità di vendita; queste ultime fanno preciso riferimento alla cessione delle pubblicazioni, al prezzo di vendita di copertina, alle identiche condizioni da applicare a rivenditori siano essi esclusivi e non, agli spazi espositivi e al divieto di esposizione del materiale pornografico.
Si conclude il verbale di riunione rinnovando l’impegno, per tutto il prodotto normato (escludendo quindi quello non normato), a non collaborare a operazioni che prevedano forme di commercializzazione o di cessione diverse da quelle previste.
E ora, analizzato il testo, non mi rimane che fare una considerazione personale.
È giunto il momento che i responsabili dell’informazione e della comunicazione, sempre attenti a evidenziare le novità e le “crisi” in ogni campo si dimostrino particolarmente capaci nell’affrontare la recessione che stiamo attraversando; solo facendo intelligenti operazioni di marketing, credendo e soprattutto investendo, con ogni mezzo, nella rete di vendita si potrà incrementare e sostenere il settore.
Armando
Abbiati - Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio |