Nelle foto (ricavate dai fotogrammi salvati nel corso della trasmissione), Armando Abbiati spiega a Moreno Morello perché i rivenditori di giornali non possono essere assolutamente considerati“concorrenti sleali” dei video noleggiatori.

Bufera a Striscia la Notizia
La famosa trasmissione di Canale 5 ha coinvolto anche i rivenditori di giornali e la vendita di prodotti video in edicola. È successo un putiferio. Ma Armando Abbiati, ha detto... la sua a Moreno Morello e ai milioni di telespettatori che non se ne perdono una puntata.

A Striscia la Notizia del 19 aprile scorso è andato in onda un servizio di Jimmy Ghione - dietro sollecitazione dell’Associazione NazionaleVideo noleggiatori Italiani (ANVI - Confesercenti) - in cui gli edicolanti sono stati accusati di creare atti di concorrenza sleale nei loro confronti, in quanto effettuano:

  • vendita di DVD con IVA 4%
  • vendita di DVD disgiunti dalla pubblicazione di riferimento, uguale: “furbizie”.

Durante la trasmissione il popolare intervistatore ha ascoltato le lamentele di un noleggiatore, di Francesco Bordoni, presidente dell’AVI e infine è andato a chiedere chiarimenti (in merito soprattutto alla questione IVA) ad Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust. Inutile dire che, a seguito di quanto andato in onda, sono arrivate nella nostra redazione - ma anche a quelle di diversi quotidiani - molte lettere di edicolanti arrabbiatissimi (vedere in box) e sui vari siti sono comparsi, in proposito, commenti di tutti i colori!
È stato quindi necessario chiedere a Striscia una replica che, dopo un paio di slittamenti
di data (per motivi tecnici), è stata finalmente trasmessa il 26 aprile.
Armando Abbiati, Presidente dello SNAGConfcommercio, intervistato questa volta da Moreno Morello, ha potuto spiegare - seppur in forma stringata per motivi televisivi - a tutti coloro che erano davanti allo schermo, e fra questi certamente a molti operatori del settore video, quanto segue:
Il regime IVA nell’editoria è disciplinato dalla lettera C del 1° comma dell’art. 74 del DPR 26 Ottobre 1972, N. 633, che individua nell’Editore l’unico soggetto passivo.

  • È, infatti, l’Editore che versa alla fonte l’IVA sulla base del prezzo di copertina e libera i successivi passaggi del prodotto editoriale lungo la catena distributiva (Distributori Nazionali, Locali ed Edicolanti). Pertanto gli edicolanti effettuano operazioni di cessione di beni – per tutti i prodotti editoriali e per quanto a essi allegato – sostanzialmente fuori campo IVA.
  • Il fatto che vengano tenuti in edicola per un tempo più lungo di quello previsto, non concretizza una furbizia degli edicolanti finalizzata a porre in essere una concorrenza sleale ai negozi di DVD ma una scelta di competenza esclusiva degli Editori.
  • Esistono, poi i DVD che non sono allegati a un quotidiano o a un periodico ma che rappresentano autonome pubblicazioni e, in quanto tali, soggiacciono alle stesse regole delle testate cartacee.

Armando Abbiati ha voluto, poi, considerare anche il caso in cui un edicolante venda singolarmente un DVD che dovrebbe essere invece ceduto, secondo quanto abbiamo sopra detto, solo in abbinamento a una certa testata, evidenziando tutti i motivi per cui ciò può avvenire:

  • per esaurimento della testata stessa;
  • per il mancato ricevimento della testata di riferimento; per eccessivo affollamento dell’edicola ed eccessiva fretta nell’esaudire la richiesta del cliente;
  • per difficile individuazione della testata perché lo stesso DVD può essere allegato a più pubblicazioni, anche con periodicità diversa settimanale/mensile.

Davanti a una casistica così allargata, ci si rende conto che siamo ben lontani da una strategica furbizia dell’edicolante.

E, al termine dell’intervista, il Presidente dello SNAG-Confcommercio, approfitta di questa occasione per invitare gli Editori ad allegare in modo indivisibile (blister - cellophane, etc) il DVD alla pubblicazione di riferimento: in tal modo gli edicolanti saranno facilitati nel loro lavoro e impossibilitati a creare (consapevolmente o meno) concorrenza sleale ad altri settori del mercato.

 

Da Nord a Sud le prese di posizione dei Rivenditori di giornali

Napoli, 21 aprile 2008

Spettabile Redazione “Striscia la Notizia” - Sede

Abbiamo avuto modo di vedere la trasmissione riguardante le videoteche, i loro problemi e una presunta “furbizia” degli edicolanti.
Innanzitutto sarebbe stato opportuno che vi foste documentati sul corretto funzionamento in merito alla cessione delle pubblicazioni da parte degli editori agli edicolanti, in quanto, le stesse pubblicazioni che avete evidenziato nel servizio sono cedute agli edicolanti in conto deposito con addebito dopo due mesi circa in funzione del venduto; ciò significa che siamo obbligati a tenerle in edicola per il periodo stabilito dagli editori.
La vendita abbinata alle testate di competenza, è irrealizzabile, per due motivi fondamentali: primo, perché le copie non sono cedute in pari numero; secondo, perché per quanto esposto in precedenza, un DVD andrebbe venduto con un numero specificato e non con tutte.
Ci dispiace enormemente che il settore dei video noleggiatori sia penalizzato da un regime IVA differente, ma certamente non è colpa nostra né tanto meno proviamo a fare i furbetti del quartierino. Queste insinuazioni mortificano il lavoro di 40.000 operatori del settore in maniera del tutto gratuita. Sarebbe stato più onesto da parte vostra chiedere, ascoltare e capire il meccanismo della diffusione del prodotto.
Speriamo che sia data una giusta risposta a questa nota, dettata non per corporativismo, ma per un giusto senso di onestà d’informazione.

Cordiali saluti.

 

Da LA PROVINCIA PAVESE
di martedì 22 aprile - pagina 20

“Non è colpa nostra la crisi dei negozi di dischi”
Gli edicolanti pavesi rifiutano le accuse di ANVI-Confesercenti
“Gli edicolanti non hanno nessuna responsabilità in merito ai problemi che riguardano i rivenditori di dischi e il rischio di chiusura dei loro negozi”. Il Sindacato della categoria contesta le accuse. “Non riconosciamo quel dito puntato addosso alla nostra categoria - spiega Luigi Catena presidente provinciale dello SNAG-Confcommercio - perché non siamo noi in concorrenza con i rivenditori di dischi. In realtà gli edicolanti devono sottostare alle scelte degli editori che riguardano: le modalità di vendita, i tempi di esposizione in edicola, i guadagni. Si tratta, infatti, di ma teriale che arriva in edicola come prodotto editoriale. Pertanto, l’IVA pagata a monte dall’editore, non riguarda direttamente gli edicolanti né noi operatori possiamo trarne dei vantaggi.”
La grande quantità di prodotti editoriali che si ammassano oggi nelle edicole, non sempre rappresenta una convenienza per gli operatori: “Teniamo conto - spiega Catena - che la resa rappresenta mediamente il 40-50% di prodotto. Tra l’altro, con tutto questo materiale può anche capitare che qualche pubblicazione non si ritrovi subito per la resa e passi così per venduta ( acquistata, cioè, inconsapevolmente dall’edicolante – ndr). Oltretutto è merce che occupa il magazzino e, di media, rimane in edicola tra i 30 e i 60 giorni anche se, in alcuni casi ( quando si tratta di pubblicazioni con periodicità fino al mensile - ndr) viene pagata in anticipo. Si tratta, insomma, di un discorso molto complesso che vale la pena di affrontare in tutte le sue sfaccettature, prima di additare una categoria che si trova sempre più con l’acqua alla gola.”

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