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…Caro Dottor Carlo Malinconico,
sicuro dell’entusiasmo con cui affronterà il nuovo incarico di Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, auspico di poterla incontrare a breve; ottimista di un’immediata, proficua e fattiva collaborazione, tra imprenditori partner, pur in considerazione dei vari problemi che coinvolgono il nostro settore.
Conoscendo quanto sia stato importante il Suo contributo nei rapporti con la Comunità europea, per non parlare della Sua specifica competenza nel diritto pubblico dell’economia, fin da quando l’ordinamento italiano si è dato regole più attente al mercato, mi permetto di sottoporle alcune considerazioni che, forse, potranno tornarle anche utili.
La sensazione che pervade noi tutti che ci occupiamo di “vendere” quotidiani e periodici è che gli Editori italiani - che Lei ora rappresenta - non sappiano bene cosa vogliano.
Lamentano vendite in calo, quando sono i primi a fare concorrenza a loro stessi. Gli uffici diffusione, incredibile a dirsi, non conoscono più la rete di vendita: si limitano a verificare i risultati di venduto e di resa, ma senza accorgersi che ci sono edicole che fanno subito l’esaurito e rivendite che non ottengono i rifornimenti nemmeno piangendo in ginocchio.
Gli Editori parlano di cultura e di diritto inalienabile all’informazione, ma ciò che affolla le nostre edicole è soprattutto ‘gossip’ e ‘sensazionalismo’.
Dove sono finite le belle testate di una volta?
Ogni Editore è convinto di essere il Valentino o l’Armani della carta stampata. Si compiace di essere ‘in’, ma quasi mai il prodotto che arriva nei nostri chioschi corrisponde alla qualità sbandierata. Non abbiamo nulla contro le avventure estive degli uomini politici o delle fughe romantiche dell’ultima velina, ma santo cielo, secondo Lei questa sarebbe cultura?
E come si può pensare di convincere un lettore a restare fedele a una testata quando questa cambia il suo prezzo due, tre volte nell’arco di poche settimane, passando da 3 euro a 50 cent per poi ritornare a 1,50, due?
Il cliente si sente preso in giro, sfruttato e frullato e se la prende, chissà perché, con noi che vorremmo poter vendere molto e a prezzo elevato (anche se di certo non glielo raccontiamo!). Per non parlare poi di tutti quei giornali che si vendono, o meglio si regalano, abbinati in forma di ‘panino’, una, due, tre volte fino a che le copie che un lettore ha accumulato gratuitamente non saranno sufficienti a sostenere un… tavolo zoppo.
Gli Editori, purtroppo, sembrano avere dimenticato che se sono cresciuti così bene è grazie alla dedizione della nostra rete di vendita, rete che proprio nei momenti difficili bisognerebbe avere l’intelligenza di ‘curare’ quasi con affetto…
Le sembra possibile, gentile Dottor Malinconico, che l’ultimo presidente FIEG con cui la rete di vendita ha ‘veramente’ dialogato, guardandosi in faccia – e litigando anche, quando le opinioni divergevano – sia stato Giovanni Giovannini, qualcosa come vent’anni fa?
Noi tutti ci auguriamo sinceramente che ora, con Lei, il vento sia cambiato. Siamo, in fondo, su una stessa barca e noi vogliamo remare con Voi, nell’interesse di tutto il comparto dell’editoria italiana.
Qualunque domanda voglia porci, qualsiasi problema desideri approfondire ‘in loco’, noi siamo a Sua disposizione senza limiti di orari o di feste comandate.
L’importante è poter lavorare insieme, bene, con serenità e in modo costruttivo.
Armando
Abbiati - Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio |