A
cura di
Carlo Leopardo
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Sono titolare di un’edicola che gestisco da sola. Nel mese di agosto del prossimo anno mi sposerò; vorrei sapere se per questa circostanza mi spettano dei giorni di ferie o devo farmi sostituire da una persona di fiducia o da un familiare; inoltre, come ci si regola in caso di una gravidanza? Grazie.
M. L. – Mara (SS)
Prima di tutto auguri a lei e al futuro marito per una felice e lunghissima vita insieme.
Per quanto riguarda il suo quesito le consiglierei di far combaciare la data del suo matrimonio con il periodo di chiusura per le ferie estive; in alternativa deve comunicare entro i primi due mesi dell’anno prossimo il periodo di chiusura desiderato al suo distributore locale e alla competente Commissione provinciale sulla agibilità della rete tramite una nota giustificativa.
In caso di gravidanza, le consiglio di rivolgersi prima di tutto all’INPS per i diritti assistenziali connessi; per quanto riguarda la rivendita, trattandosi di attività imprenditoriale a carattere commerciale per la quale è stata rilasciata una autorizzazione, la vendita deve svolgersi in modo continuativo. In sua assenza, pertanto, dovrebbe farsi sostituire da un collaboratore, che deve essere regolarizzato in base a leggi e regolamenti attualmente in corso; in alternativa, per giustificati motivi è possibile sospendere l’attività, generalmente sino a un anno. Questo può farlo recandosi presso l’ufficio dedicato al commercio del suo Comune, che le consiglio di contattare per le eventuali delucidazioni del caso. Tenga tuttavia presente che “riaprire” dopo un anno potrebbe significare dover riprendere con grande fatica un buon avviamento che si è costruito, giorno dopo giorno con grande fatica.
Contatti Tullio Mura, nostro Presidente provinciale di Sassari (tel. 079/23.47.33) che potrà seguirla da vicino per gli espletamenti delle varie pratiche inerenti.
Chiudere
tutte le domeniche
Sono la titolare di una tabaccheria con ricevitoria lotto ed edicola situata in una frazione di Ciriè. Le edicole più vicine sono a circa 2 km di distanza e con loro siamo aperti a turno la domenica. A partire dal nuovo anno vorrei rimanere chiusa tutte le domeniche e le festività infrasettimanali considerando che l’attività primaria del mio negozio è la tabaccheria con ricevitoria e non l’edicola il cui fatturato è modesto. Vorrei sapere se ciò è possibile e se, in riferimento alla mia richiesta, esiste una regolamentazione. Inoltre vi chiedo se la possibilità di continuare a vendere giornali alle mie condizioni dipende dalla discrezionalità del mio distributore o della testata LA STAMPA. Grazie.
S.B.Q. – Ciriè (TO)
La possibilità di vendere giornali quotidiani e periodici non dipende dalla discrezionalità del suo distributore locale, né da quella della STAMPA, ma dagli effetti prodotti dal Decreto Legislativo 170/2001 e, per le rivendite esclusive, dalle norme pattizie contenute nell’Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici.
Nel suo caso, sarebbe opportuno sapere se lei è in possesso di una autorizzazione esclusiva per la rivendita di giornali, oppure di un’autorizzazione non esclusiva.
Nel primo caso, l’oggetto del suo quesito è regolato dall’art. 3 (Aagibilità della rete di vendita) dell’Accordo Nazionale che recita: “(…) i riposi facoltativi potranno essere fruiti nei limiti di seguito indicati tenendo conto dell’esigenza che venga sempre assicurata l’apertura di almeno il 50 per cento delle rivendite esclusive esistenti nei vari comuni secondo una preventiva programmazione, salvaguardando le esigenze di vendita nelle singole zone: le chiusure domenicali possono essere esercitate con cadenza quattordicinale; le chiusure annuali possono essere esercitate sino a un massimo di tre settimane; (…) la chiusura pomeridiana facoltativa, dopo le ore 13, è attuabile nelle seguenti giornate: tutte le domeniche; 6 gennaio; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto; 1 novembre; 8 dicembre. (…)” ne consegue che non è possibile dare corso ai suoi desideri.
Nel secondo caso, invece, l’Accordo Nazionale non ha effetto: l’attività prevalente è quella di rivendita di tabacchi e di questa segue gli orari.
Il distributore non ritira
le rese respinte
Ho un’edicola a Taranto e un nostro distributore locale ci ha avvertito per lettera che non ritirerà più le rese respinte. Qualora le volessimo riavere dobbiamo andare a ritirarle in agenzia, dove giacciono, il lunedì dalle ore 10,00 alle ore 12,00. Vorrei sapere se questo comportamento è corretto. Grazie.
P.E. – Taranto
Se le pubblicazioni che il suo distributore locale ritiene respinte, non le vengono riconsegnate, ma sono da lui trattenute, non è da ritenersi perfezionata la pratica di respingimento e, pertanto, essendo nella disponibilità dello stesso, sono da considerarsi RESE a tutti gli effetti. Se poi non le vengono accreditate, previa comunicazione scritta al fornitore, lei può trattenersi il relativo importo dal pagamento del primo estratto conto utile.
Contatti Giuseppe Acclavio (tel. 099/77.96.334), nostro Presidente provinciale di Taranto, che potrà darle il relativo sostegno. |