Grazie ai collezionabili, il DVD prosegue la sua escalation
È una bella soddisfazione poter affermare, di questi tempi, che l’edicola è uno dei pilastri su cui si fonda il fatturato di questo settore.
Con il 39,36% delle vendite, lungi dall’essere arrivato al suo declino, il DVD ha saputo attrarre il consumatore, grazie anche al grande successo delle serie televisive proposte.

È quanto è apparso chiaro durante la presentazione del Rapporto 2007 Univideo, avvenuta a Milano il 9 luglio scorso.
“Ci eravamo lasciati l’anno scorso” ha detto Egidio Pusateri, vicepresidente dell’Unione Italiana Editoria Audiovisiva “con una frase: ‘tante aspettative e qualche preoccupazione’. Oggi, possiamo dire che, nonostante le difficoltà, l’home entertainment rimane uno dei settori chiave dell’industria culturale. Il 2007 è stato per l’editoria audiovisiva un anno all’insegna della stabilità con risultati non eccellenti, ma sotto certo certi punti di vista assolutamente rassicuranti. Passata la fase della crescita tumultuosa del biennio 2003-2004, siamo ora in un periodo di stabilità, in cui il settore riesce comunque a contare su un giro d’affari estremamente importante.
Tuttavia non dobbiamo dimenticarci che questi risultati vanno letti alla luce della difficile congiuntura economica del nostro paese.
Se il 2007 è stato un anno in cui l’inflazione ha inciso in maniera evidente sulla capacità di spesa delle famiglie, noi possiamo vantarci del fatto che il nostro settore ha invece saputo mantenere stabili i livelli di prezzo, non pesando negativamente sulla già difficile situazione dei redditi familiari.
Da qualche anno a questa parte, risultano evidenti le differenti dinamiche che caratterizzano i segmenti del settore: vendita, edicola e noleggio.
Se le vendite attraverso canali tradizionali, ma anche quelle presso l’edicola, continuano a generare valore per gli editori audiovisivi, non si può dire lo stesso del videonoleggio che, da tre anni a questa parte, accusa un’allarmante diminuzione del mercato che va ben oltre il 30% complessivamente”.
“Un’altra particolarità del nostro settore – ha continuato – è il grande contributo alla sua economia che gli deriva dalle vendite di DVD in abbinamento editoriale.
Seguendo la tendenza degli anni precedenti, anche per il 2007 l’andamento delle vendite nel canale edicola ha avuto un risultato positivo, sia pure nella necessità di ampliare l’offerta di titoli e pertanto di aumentare in maniera rilevante i costi per l’acquisizione dei diversi prodotti e il relativo lancio commerciale. In particolare, da segnalare la crescita notevole dei DVD collezionabili (45%), con particolare riferimento al grande successo delle serie televisive proposte.
È doveroso sottolineare le capacità degli editori audiovisivi che, attraverso la rivalutazione di questo particolare prodotto hanno saputo cogliere e interpretare al meglio un’esigenza del consumatore odierno”.

Le vendite attraverso canali tradizionali,
ma anche quelle presso l’edicola, continuano
a generare valore
per gli editori audiovisivi.

Il mercato nel 2007
In uno scenario ambientale reso sempre più difficile dalla concorrenza apportata dalle nuove forme d’intrattenimento domestico e dalla crescente diffusione del download illegale e della vendita di DVD contraffatti, la spesa delle famiglie italiane in prodotti home video ha accusato un calo nel corso del 2007 pari al -3.7%.
Il mercato si è comunque confermato su livelli elevati, superiori ai 998 milioni di euro, che testimoniano la capacità degli operatori – dagli editori audiovisivi, agli editori tradizionali – di stimolare la domanda, in un settore che continua peraltro a scontare la debole evoluzione dei redditi.
I vincoli di bilancio delle famiglie italiane hanno, infatti, contribuito a inasprire lo scenario che gli editori audiovisivi si trovano a dover fronteggiare.
Nel 2007, l’aumento del reddito disponibile è stato modesto (+1%) e indirizzato verso i consumi obbligati e i prodotti avvantaggiati da incentivi fiscali, riducendo le risorse da destinare agli acquisti di beni che non soddisfavano bisogni primari, fra i quali quelli destinati a cultura e relazioni. In questo contesto, l’interesse verso questi beni, che si trovano strutturalmente a soffrire della scarsa disponibilità di tempo libero degli italiani, si è per contro accresciuta.

All'interno del canale edicola, le performance sono risultate decisamente positive per il segmento dei DVD collezionabili, che è arrivato a rappresentare il 45% in termini di numero di prezzi venduti.

La flessione del mercato dell’home video appare imputabile alla pesante contrazione accusata dal noleggio, che ha visto il proprio giro d’affari contrarsi di circa il 20% nel 2007, caduta non controbilanciata dal positivo andamento del fatturato generato dalla vendita e dall’edicola.

  La crisi del noleggio
Il noleggio appare l’area d’affari più esposta alla pirateria, come testimonia il divario fra l’andamento del fatturato che ha caratterizzato il canale rispetto a quello del box office dei titoli usciti in home video lo scorso anno; tale differenza appare solo in parte spiegata dal prolungarsi della stagione calda e dal positivo sostegno che i titoli cinematografici italiani – tendenzialmente meno noleggiati nei blockbuster – hanno offerto agli incassi delle sale cinematografiche.
I consumatori che mostrano maggiore propensione per il noleggio sono, infatti, quelli più giovani, i più attratti, data la loro dimestichezza con le nuove tecnologie, all’uso di internet e alle nuove forme di intrattenimento. Inoltre, la fruizione di prodotti audiovisivi – in questo canale – appare meno legata, rispetto a quanto avviene per gli acquisti, al desiderio di collezionabilità e, pertanto, alla voglia di possedere una copia originale. Tali fattori hanno portato a una forte contrazione degli atti di noleggio, acuita, in termini di fatturato, anche dalla contrazione dei prezzi medi, conseguente alle politiche attuate dai videonoleggiatori per stimolare la domanda.
 

Il successo delle serie TV
Le vendite di DVD hanno continuato a beneficiare della crescita avuta, anche nel 2007, dalle serie Tv; questo genere, grazie anche alla cassa di risonanza offerta dalla programmazione televisiva su un’ampia platea – per interessi ed età – di consumatori ha acquisito peso crescente sul mercato dell’home video negli ultimi anni, arrivando a rappresentare il 10% del giro d’affari complessivo. Positivo anche il contributo dei film, che si confermano il genere audiovisivo più acquistato in DVD (con una quota del 58% sul mercato della vendita in valore).
All’interno del canale edicola, le performance sono risultate decisamente positive per il segmento dei DVD collezionabili, che è arrivato a rappresentare il 45% in termini di numero di pezzi venduti, a fronte di segnali di ridimensionamento in quello degli allegati (in linea con il generale declino che sta interessando l’intera offerta, libri per primi). Occorre tuttavia segnalare come la debolezza del 2007 sia imputabile anche all’assenza del sostegno degli eventi sportivi che avevano trainato la crescita del 2006 degli allegati ad alcuni quotidiani.

 

Il futuro
La maturità del DVD sta sostenendo una trasformazione delle strategie d’offerta anche nel canale edicola, al fine di intercettare target specifici di consumatori. Nel corso del 2007, i principali operatori hanno incrementato il numero di iniziative e arricchito l’offerta di novità – grazie anche agli accordi commerciali di day & date (uscite in contemporanea) –, puntando in misura crescente su titoli di qualità e a volte introvabili, in grado di suscitare l’interesse dei consumatori che per questi sono disposti anche a spendere.
Per ciò che riguarda gli altri supporti, il 2007 ha confermato la fuoriuscita del VHS, il cui fatturato – sceso a soli 3 milioni di euro – si è rivelato inferiore a quello sviluppato dai restanti prodotti (Blu-ray Disc e gli uscenti HD-DVD e UMD. Vedere Azienda Edicola n. 3/08 - ndr). I supporti ad alta definizione hanno sviluppato un giro d’affari di 3.4 milioni di euro nel canale vendita – pari a 124mila pezzi acquistati – trainati dalle performance del Blu-ray Disc. Data l’immissione ancora graduale di titoli e il disorientamento creato dalla coesistenza di due supporti “rivali”, non leggibili con lo stesso hardware, questi risultati segnalano una positiva accoglienza dei supporti ad alta definizione, sia pure ancora circoscritta ai consumatori più sensibili alla qualità dell’audiovisivo e più preparati alle nuove tecnologie.
È indubbio che lo sviluppo dell’alta definizione rappresenta una grande sfida per tutta la filiera dell’audiovisivo, e il mondo dell’home video sembra pronto a sostenerlo.
Pur in presenza di un ciclo economico non brillante – che ha penalizzato gli acquisti di beni a elevato valore medio unitario – le vendite di TV e di lettori per l’alta definizione sono cresciute considerevolmente nell’ultimo periodo, a fronte di una debolezza della programmazione televisiva in alta definizione. L’home video può, dunque, colmare questa carenza, consentendo ai consumatori di apprezzare le potenzialità della nuova dotazione tecnologica e avviando un “circolo virtuoso”, a vantaggio di tutto il mondo dell’alta definizione.
Tutti i principali editori audiovisivi sono pronti ad aumentare le uscite di titoli in Blu-ray Disc già nell’anno in corso. Affinché il prodotto possa affermarsi presso una platea più ampia e non rimanere appannaggio di pochi appassionati, è però necessario che tutti – dai produttori di hardware e di software, agli editori audiovisivi, ai distributori, ai videonoleggiatori – agiscano di concerto per promuovere l’alta definizione, facendone apprezzare le potenzialità ai consumatori e permettendo che l’aumento dei titoli pubblicati si traduca in positivi risultati di vendita. Un’accelerazione più consistente dovrebbe caratterizzare l’ultima parte dell’anno in corso e consentire di contrastare la maturità del DVD.

Sandro Cipriani

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