Sogno di una notte di mezza estate
In una giornata di mezza estate ci ha lasciati Gianfranco Funari, grande istrione mediatico, capace di anticipare i tempi inventando un tipo di programma televisivo nel quale – per la prima volta – metteva una di fronte all’altra, in contrapposizione, fazioni con idee diverse e dava – per la prima volta – voce alla gente comune.
Proprio per questa caratteristica di conoscere le persone e di saper essere vicino alla gente comune, si era autodefinito Il Giornalaio, perché il giornalaio di allora poteva considerarsi una sorta di psicologo-sociologo, in grado di intuire e assecondare interessi e orientamenti, anche politici, di tutti coloro che si servivano abitualmente da lui.
Quest’estate ho fatto un sogno: Beppe Grillo tutto baldanzoso che, reduce dai palcoscenici allestiti su molte piazze d’Italia nelle quali ha esternato a tutto campo di fronte al suo popolo delirante e plaudente, mi chiedeva: “Ora che Gianfranco non c’è più, non sono forse io il nuovo Giornalaio, visto che nessuno più di me, in questo momento, è vicino alla gente?”.
“Potresti esserlo” ho risposto “ma vorrei che tu ti immergessi veramente nella parte e poi, da un palcoscenico allestito in una piazza della vera capitale dell’editoria italiana, ci facessi partecipi della tua esperienza. Solo così potresti fregiarti del titolo ‘honoris causa’ di Giornalaio”.
Detto fatto. Grillo si impegna e trascorre, il mese di agosto, facendo il giornalaio in una vera e propria va­can­za/la­vo­ro.
Il sogno continua e ci fa ritrovare, ai primi di settembre, sulla piazza della grande città.
Quello che vedo è, però, un Grillo stralunato, iperteso e, tuttavia, pronto a illustrare alla folla e alle migliaia di giornalai convenuti ‘dal monte e dal piano’, la sua esperienza di Giornalaio.
Sale sul palco e inizia il suo personalissimo show.
“Cose da pazzi – esordisce – mi sembra di avere passato un mese in manicomio… ogni mattina un dramma… un centinaio di casse di prodotti consegnati ogni giorno… 350 titoli di media…, forse 50 prodotti vendibili…, il resto, pura spazzatura con titoli impossibili!!! Vere pubblicazioni killer, introvabili al momento della resa, che sembrano fatte solo per essere dimenticate in edicola ed essere, quindi, economicamente valorizzate da qualcuno, ma non certo dal giornalaio…
Mi sono ritrovato con 6500 giornali enigmistici, con tutti i gradi di difficoltà possibili: …enigmistica facile, …facile enigmistica, …enigmistica quasi facile, …enigmistica quasi quasi facile, …tutta enigmistica, …enigmistica per tutti, …tutti enigmisti, …la enigmistica per tutti… nemmeno se tutti i miei potenziali clienti comprassero 2 o 3 giornali di parole crociale, riuscirei a venderle tutte…
E sentite bene: Bam, supplemento a Il punto Croce per massaie, ma attenti… quando verrà richiamato in resa non lo troverete fra i giornali femminili perché è un fumetto per bambini…
Tip Top, supplemento a Il mondo bei fanciulli… non è un giornale per bambini, ma una testata porno…
Mi son chiesto: dove trovo il tempo per vendere e quindi per guadagnare, se ogni giorno si impiegano 5 ore per controllare gli arrivi e 7 ore per fare le rese per evitare schienate? ...ma V…”

“Bellissimo il mese di agosto… 7500 arrivi di nuove opere collezionabili… pare che ormai – oltre a un paese di santi e navigatori – il nostro sia diventato anche di collezionisti. In TV pubblicità martellanti, tanto in questo periodo i costi sono a tal punto stracciati che potremmo farla, anche noi, sulle reti nazionali per le nostre edicole… il cliente ti chiede un’opera e molte volte non la trovi perché ne hai talmente tante, e di dimensioni così diverse, che è praticamente impossibile una collocazione espositiva funzionale. Ventimila richieste di prime uscite, poi scopri che dal numero 2 non ne vendi più una copia… sapete cosa succede? Succede che nel primo numero vi è, all’interno, una ricca proposta dell’editore che, più o meno, dice così: «Il primo numero te lo abbiamo quasi regalato, dal secondo in poi non andare più da quello str…ano tipo del giornalaio, rendici la cartolina allegata debitamente firmata e ti manderemo, noi, periodicamente il resto dell’opera con lo sconto del 99,90% e in più ti regaleremo una crociera con soggiorno di una settimana nell’isola di Pantelleria» ...ma V…”

“Ci deve essere un Master in stupidità in qualche università italiana e tutti i 110 e lode, probabilmente, sono stati assunti nelle case editrici per studiare il confezionamento e la presentazione dei prodotti… Ho lavorato in un bel chiosco – in questo mese di agosto – con spazi espositivi ed espositori calibrati per le dimensioni di quanto giunge in edicola: giornali, libri, DVD, CD… Ma le conoscete le dimensioni di un CD? Ve le dico io: 14 x 12 centimetri. E quelle di un DVD? 19 x 14 centimetri. Ma come vengono consegnati al giornalaio? Malamente incollati a uno spesso cartone di almeno 7 metri x 15! 105 metri quadrati. Avevo in edicola 86 CD e 224 DVD… uguale a 32550 metri quadrati, equivalenti a una piazza di circa 200 metri x 160, poco più di tre chilometri quadrati…
Ho ricevuto una raccolta di dispense di scacchi, con in omaggio le pedine alte qualche centimetro, in una confezione talmente grande che la piazza di Marostica – dove tutti gli anni si gioca la partita con scacchi ‘umani’ – sembra un cortile… tralasciando il fatto, poi, che i clienti acquistano uno di questi prodotti, ne disfano la confezione e ti lasciano da buttare il cartoncione… senza dimenticare che in un periodo in cui la lotta agli sprechi e l’ecologia la fanno da padroni, per produrre tutto questo inutile cartone deve essere abbattuta mezza foresta amazzonica… Il bello è che tutti questi immensi ‘supporti’ hanno, in alto, un buco centrale, evidentemente fatto per essere appesi… ma dove li appendo che sono grandi come 36 sipari del Teatro alla Scala di Milano? ...ma V…”

“Gadget!... parola inglese… Per il giornalaio sono quegli oggetti, in genere di dimensioni pazzesche, allegati alle pubblicazioni che normalmente non sai dove mettere… A metà mese mi sono arrivate in edicola: una muta da sub… una maschera… bombole con il respiratore… pinne… fucile per pesca subacquea… Soli, senza alcuna rivista ma con allegato un cartoncino che obbliga alla vendita di questi oggetti in abbinamento obbligatorio rispettivamente con La rivista del Cervino… Ghiacciai Eterni… Punto croce alla Tirolese… Cucina Alpina… Caccia al cervo. Il bello è che queste riviste proprio non le ho… forse non mi sono state consegnate… o forse le ho esaurite…
E allora, come c…avolo faccio a vendere tutto questo bendidio? ...ma V…”

“Cut price!... Bello!... sempre inglese… tradotto in edicolese vuol dire che una rivista, che sino a ieri costava, per esempio, 1 euro – ed era già un vero prezzo di saldo – per alcuni mesi, se non anni, sarà venduta a 50 centesimi, tanto chi se ne frega del giornalaio…, con tutti i soldi che vengono incassati da editori di tutti i colori… di destra..., centro…, sinistra…, i giornali possono essere praticamente regalati! ...ma V…”

“Free Press!... Altro bel nome! Anche questo inglese. Sempre in edicolese, vuol dire giornale gratuito. Sono generalmente quotidiani, normalmente fatti peggio di un bollettino parrocchiale (con tutto il rispetto ché almeno loro non hanno pretese)… ma sono gratis. Vengono distribuiti in ogni angolo d’Italia… milioni di copie… danno immenso all’editoria dei quotidiani a pagamento (volete ridere? È la stessa che pubblica i gratuiti! Piangete che è meglio!) per non parlare dei danni fatti alla rete di vendita… milioni di euro (sì milioni) di deficit per molte di queste testate che prima o poi qualcuno dovrà ripianare…
E se uno pseudo strillone si mette di fronte alla mia edicola con questi giornali, col c…avolo che riesco a vendere i miei! ...ma V…”

“Mi diceva un vecchio giornalaio che, una volta, le proposte di abbonamento venivano dagli editori limitate a un breve periodo dell’anno e lo sconto fatto ai lettori, generalmente, non era superiore al costo distributivo… direi accettabile… Cosa succede ora? Che in tutti i 52 numeri di uscita dei settimanali e in tutti i 12 numeri dei mensili, vi sono cartoline che invitano all’abbonamento con sconti del 90, 100 e, venghino venghino siori… del 110 per cento con in regalo un magnifico tappeto persiano, un televisore al plasma da 210 pollici, 650 bottiglie di spumante! ...ma V…”

“Questo è il trattamento che il giornalaio subisce tutti i giorni… però… c’è sempre un però: non dobbiamo disperare perché, per gli editori, il giornalaio ha un ruolo centrale e di riferimento per la vendita del prodotto editoriale! ...ma V…”

Beppe Grillo – con aria sempre più afflitta – si appresta, quindi, a terminare la sua esternazione: “Voglio difendere la mia dignità personale, voglio essere padrone di me stesso… non devo, né voglio essere il servo o lo schiavo di nessuno… In questo mese ho subito troppe delusioni e ho visto troppe incongruenze per poter proseguire a definirmi Giornalaio…”
Rivolto alla folla di giornalai ammutoliti, che lo hanno seguito, conclude: “Non vi dico buon proseguimento, perché sarebbe un’offesa… ma auguri! Ne avete veramente bisogno.”

Mi risveglio in un bagno di sudore: …sogno o realtà?

Carlo Leopardo

P.S. – Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti, è puramente casuale.

© 2006 DEA INIZIATIVE EDITORIALI SRL - Milano | Tutti i diritti riservati |