LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE
STUDI DI SETTORE
Come da voi consigliato, vista la difficoltà nel vendere giornali e collaterali, ho inserito nella mia rivendita DVD, CD e pastigliaggi vari. In tre anni ho raggiunto un discreto fatturato ma i margini di guadagno di DVD/CD sono piuttosto bassi e sono tre anni che non sono congruo agli studi di settore. Cosa mi consiglia di fare?
L.B. –Ancona
Nella compilazione dello studio per il commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici, Mod. TM13U, bisogna prestare molta attenzione nella compilazione dei vari quadri con particolare riferimento al quadro D e ai dati contabili da inserire nel quadro F. Nel primo bisogna indicare correttamente la suddivisione dei prodotti venduti, mentre nel secondo quadro, fra i vari dati contabili indicati, bisogna stare attenti al calcolo del costo del venduto degli articoli non rientranti nei prodotti editoriali così determinato: Rimanenze Iniziali + Acquisti – Rimanenze finali.
Ciò permetterà di tenere sotto controllo il margine lordo applicato sulla vendita degli articoli commerciali, facilmente riscontrabile verificando il prezzo di acquisto dalla fattura del fornitore col prezzo di vendita al pubblico del singolo articolo. Esaminando quanto sopra potrà rendersi conto se la non congruità deriva da dati indicati in modo approssimativo oppure no.
PARAMETRI
DI AVVIAMENTO
Sono titolare di un chiosco-negozio di circa 15 mq con rivendita esclusiva per cancelleria, gadget, ecc. Vorrei sapere come si calcolano i parametri dell’avviamento e, inoltre, se è possibile incrementare la vendita con altri prodotti imbustati come scatole cioccolatini, ovetti e altro di analogo. Devo forse fare un corso alla camera di commercio per la somministrazione di alimenti? Vi ringrazio per l’attenzione.
G.A. – Cavallino (LE)
Per quantificare il valore d’avviamento dell’azienda si può considerare tre volte l’utile netto annuo (Aggio lordo – spese fisse di diretta imputazione) oltre il valore dell’inventario. In base alle modalità di pagamento, il valore determinato come sopra potrà subire delle variazioni in aumento o in diminuzione.
Per quanto riguarda la vendita di altri prodotti, quelli da lei indicati rientrano nella categoria dei “pastigliaggi” e non in quella degli alimentari e, pertanto, non occorre alcun corso. Tuttavia deve verificare presso la Camera di Commercio se la sua Regione ammette – per le rivendite di giornali – questo tipo di vendita. Soltanto in caso affermativo, lei potrà rifornirsi dei prodotti che desidera presso i relativi grossisti.
ASSUMERE LA MOGLIE
Sono titolare di un’edicola che gestisco da solo. Vorrei che mia moglie mi aiutasse e il mio consulente mi ha consigliato di assumerla ma, a conti fatti, non è conveniente. Mi saprebbe consigliare il modo migliore e meno dispendioso per essere in regola? Grazie.
F.V. - Lecce
Se l’obbiettivo è quello di regolarizzare la presenza in edicola della moglie, basta iscriverla all’INAIL e all’INPS in qualità di coadiuvante. Così facendo il costo annuo, deducibile dall’imponibile soggetto a tassazione, sarebbe di circa 2.700 euro. Se invece si vuole suddividere anche il reddito dell’edicola attribuendone una quota alla moglie e ripartire la tassazione, può costituire una “impresa familiare”. In base ai valori dichiarati sulla denuncia dei redditi, potrà fare una valutazione di convenienza di questa seconda possibilità.
GESTIONE EDICOLA
Sto per dare in gestione la mia edicola a un’altra persona ma non riesco a trovare un contratto su misura. È possibile avere un facsimile di contratto per cedere in gestione un’edicola in modo da togliersi da ogni responsabilità sull’attività? Ringrazio anticipatamente.
S.V. – Verona
L’atto di affittanza d’azienda o gestione d’azienda deve essere stipulato tramite notaio, il quale provvederà a depositarlo al registro imprese mentre il locatario (gerente) unitamente al proprietario dovrà dare comunicazione ai distributori dell’atto posto in essere ai fini dell’intestazione degli E/conto dei prodotti editoriali. Pertanto è opportuno che prenda contatti con un notaio di fiducia per concordare con lui la stesura del testo.
CESSIONE
IN FORMA GRATUITA
Gestisco l’edicola in forma societaria (SNC) e, dovendo fare una cessione quota in forma gratuita, vi chiedo se in qualità di amministratore la posso fare con una scrittura privata con firme autenticate davanti a pubblici ufficiali senza dover ricorrere al notaio. Se ciò è possibile, quale iter devo seguire per rendere operativa la cessione ovvero eventuali comunicazioni da fare e a chi e se sono fattibili online? Grazie.
A.V. – Ponza (LT)
La donazione di quote sociali di una SNC deve essere eseguita mediante atto notarile. Se la donazione avviene nei confronti di moglie o figli, la donazione è soggetta a imposta fissa pari a euro 168, se il valore di trasferimento è inferiore a 1.000.000 di euro, e nessun valore va indicato nella dichiarazione dei redditi.
QUANTO GUADAGNA UN EDICOLANTE
Vorrei sapere quanto guadagna mensilmente un edicolante e se c’è possibilità di lavoro per due. Grazie.
E.C. – e-mail
Come in tutte le attività d’impresa commerciale, l’utile o guadagno è ricavato dal volume delle vendite. Per darle un parametro deve considerare che l’aggio sulle vendite dei prodotti editoriali è del 23,11%. Pertanto, se vende € 100.000 di merce ha un guadagno lordo di € 23.110, se vende per € 200.000 guadagnerà € 46.220.
Risulta evidente che dai totali degli aggi sopra indicati, vanno dedotte le spese generali (affitto, luce, telefono, tasse comunali, tenuta contabilità, ecc.), ottenendo l’utile di gestione che dovrà essere dichiarato nella denuncia dei redditi sul quale pagare le imposte.
Inutile, poi, aggiungere che la redditività di una edicola dipende da moltissimi fattori: localizzazione sul territorio e tipologia dello stesso, presenza di altre rivendite nel contesto urbano, qualità della popolazione residente, capacità imprenditoriale del rivenditore, ecc.
COME INSERIRE
L’AIUTO LAVORATIVO
IN EDICOLA
Ho un dubbio che sta facendo slittare l’acquisto nella mia zona di un’edicola già avviata. Si tratta di questo: osservando i dati relativi agli ultimi tre anni, ho concluso che il reddito è per una persona e, quindi, esiste il problema di un eventuale aiuto, per quasi tutte le ore lavorative, da parte della mia fidanzata. Alcuni commercialisti dicono che posso inserirla come associata dandole solo una percentuale del mio reddito a fine anno, altri che devo assumerla. Qual è la soluzione meno costosa? In caso di associazione, posso stare tranquillo o è possibile che vada incontro a problemi di natura giuridica. Grazie.
C.P. – Reggio Emilia
La regolarizzazione della collaborazione lavorativa della fidanzata con un contratto di Associazione in partecipazione, con apporto di solo lavoro, è positiva e sicuramente meno onerosa di un rapporto di lavoro come dipendente. Il contratto prevede che il lavoro dell’associato sia remunerato con una percentuale sugli utili, ferma restando la titolarità dell’impresa a suo nome. L’associato avrà una posizione INPS ai fini pensionistici e, sul reddito dichiarato, pagherà una percentuale contributiva del 24,72% che sarà per il 55% a carico del titolare dell’impresa e per la restante quota del 45% a carico dell’associato.
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