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Crescono LE VENDITE in edicola
Non parliamo di collaterali, ma dei titoli che solitamente
si acquistavano proprio solo
in libreria.
Più 12,1% è, infatti, l’incremento delle vendite,
in edicola,
di libri 2007 sull’anno precedente.
Un ottimo segnale che indica come anche i… romanzi
possano essere una buona, integrativa, fonte
di reddito.
Roma prima, in occasione degli Stati Generali dell’Editoria, e a Francoforte poi, alla Buchmesse (15-19 ottobre 2008), l’Associazione Italiana Editori (AIE) ha illustrato l’andamento del mercato dell’editoria libraria nel nostro Paese.
Nonostante i tempi duri, e la sempre poca propensione – come vedremo – alla lettura, il mercato si è consolidato nel 2007, con un valore che registra un +0,87% sull’anno precedente, raggiungendo un giro d’affari complessivo di 3,702 miliardi di euro.
Sono oltre 61mila i titoli librari prodotti (per il 62% si tratta di novità), pari a 268 milioni di copie. Diminuiscono però i lettori: sono stati 24 milioni quelli che hanno letto almeno un libro in un anno (il 43,1% della popolazione); a questo valore va aggiunto un altro 10,8% di lettori di soli libri gialli, rosa, manualistica leggera (cucina, giardinaggio, hobby), di utilizzatori di guide di viaggio, di libri allegati a quotidiani e settimanali. Complessivamente si arriva a un valore del 53,9% di lettori. Ma sono solo 3,2 milioni gli italiani che ne hanno letto uno in un mese.
Restano, poi, forti le differenze a livello geografico:
• si passa dal 51,4% del Nord al 31,6% del Sud (differenza: venti punti percentuali!);
• legge il 55% del Trentino Alto Adige e il 53,3% della Lombardia, contro il 30,1% della Sicilia, il 30,2% della Campania, il 29,1% della Calabria, il 28,9% della Puglia, ecc.
Le fasce infantili e giovanili si confermano composte da lettori complessivamente più forti (nonostante la maggior diffusione/utilizzo di internet, telefonia mobile, ecc.) rispetto alla media nazionale.
• Il 59,5% dei bambini di 11-14 anni, il 56,6% dei 15-17enni e il 54,6% dei 18-19enni si dichiarano lettori di libri non scolastici.
• Le donne leggono più degli uomini: nel 2007 raggiungono il 48,9% rispetto agli uomini che si fermano al 37%.
Libri in edicola allegati ai quotidiani: -7,5% sull’anno precedente
come valore, dimezzati i titoli,
-24% sulle copie
Nel 2007 il fenomeno della vendita di libri in edicola in abbinamento a quotidiani e settimanali, già in rallentamento a partire dal 2006, ha subito la sua prima vera battuta di arresto dal 2002, quando questa formula fece il suo ingresso sul mercato italiano: lo scorso anno sono stati venduti in edicola libri per un valore stimato di 453 milioni di euro (-7,5% rispetto al 2006). E dai 988 titoli pubblicati nel 2006 si è scesi a 432.
Il fenomeno era iniziato nel 2002 quando vennero vendute in edicola circa 44,2 milioni di copie di libri, per poi passare nel 2003 a 62,1 milioni, nel 2004 a 75,5 milioni di copie e nel 2005 a 80 milioni. Nel 2006 la prima secca battuta d’arresto, non si arrivò a 60 milioni di copie, che nel 2007 sono ulteriormente scese a 45,5 milioni di copie (-24,1%; stima).
Crescono le vendite nella Gdo,
nelle librerie online e nelle edicole
Questi canali mostrano, nel 2007, una dinamicità maggiore per effetto di tre spinte sostanziali:
n La crescita (+5,0%) delle vendite nei banchi libri – ma ormai si tratta di reparti all’interno dell’area bazar – di Ipermercati e supermercati, potendo sfruttare una più incisiva politica di promozioni di prezzo e di animazione delle vendite e di un ampliamento degli assortimenti anche verso tipologie di libri caratterizzati da prezzi di copertina mediamente più alti, marchi che non sono più solo i tradizionali editori di best seller che un tempo caratterizzavano questo canale.
n La crescita delle librerie on line: +36,9%, al netto delle vendite generate dall’acquisto di libri da parte di clienti italiani su quelle straniere.
n La stessa ripresa delle vendite di libri nelle edicole, che hanno saputo in questi ultimi anni rinnovarsi nell’allestimento offrendo assortimenti di libri (collaterali esclusi) non più fatti solo da tascabili e supereconomici: +12,1%. Anche se il tasso di crescita nel 2007 va commisurato con il fatto che l’anno prima con solo 16,5 milioni di euro di vendite si era toccato il livello più basso nella vendita di libri in questo canale.
Traduzioni: 1 titolo su 5 è “estero”
È interessante notare che diminuisce progressivamente il peso dei libri di autore straniero sul totale della produzione italiana: da un valore medio che si attestava attorno al 25% per tutti gli anni Novanta si è scesi infatti oggi a un 22,5%. In particolare diminuiscono le opere tradotte nei settori di varia adulti (21,9%) e dei libri per ragazzi (32,7%).
E i primi mesi del 2008?
Il 2008 è stato caratterizzato, sino a ora, da una crescita che difficilmente raggiungerà nei canali di vendita i valori del 2007, a causa soprattutto di una più generale contrazione dei consumi delle famiglie che potrà avere ricadute considerevoli sul bilancio finale dell’anno in corso. Gli indici del valore delle vendite del commercio al dettaglio su piccola e grande superficie hanno fatto segnare, già nell’aprile scorso, un -3,4% nelle vendite rispetto al corrispondente mese del 2007 alla voce “cartoleria, libri, giornali e riviste” e un -1,0% rispetto al marzo 2008. Il settore risulta inoltre penalizzato da un’ulteriore riduzione delle vendite di collaterali, che per gli editori di libri si traducono in minori introiti in termini di diritti.
Il mercato rimane contraddistinto da bassi indici di crescita della lettura in assenza di importanti interventi di promozione pubblica in questo settore. La speranza è riposta nelle vendite natalizie: sino a oggi si è sempre verificato che, in periodi di crisi, il libro regalo sia stato un bene rifugio in occasione delle festività di fine anno.
Alcune considerazioni
Da un’indagine IARD, svolta per conto dell’AIE e presentata sempre a Roma in occasione degli Stati Generali dell’Editoria, è risultato che i libri sono “ascensori sociali” e possono “cambiare il destino”.
Che cosa significa?
La stima dell’impatto dovuto alla lettura di libri sui risultati scolastici nella scuola media superiore espressi come voto medio conseguito nelle materie umanistiche, ci dice che ogni 10 libri letti in più nei 6 mesi precedenti si determina un aumento di 0,5 punti nel voto medio, per esempio, per le materie umanistiche. L’importanza di questa influenza positiva è indipendente dalle origini sociali dei giovani. La lettura e i consumi culturali più in generale rappresentano, dunque, dei fattori in grado di mitigare gli effetti negativi dell’essere nati in una famiglia scarsamente dotata di risorse culturali ed economiche e ciò significa, quindi, che anche i discendenti delle famiglie più svantaggiate hanno la possibilità di schiacciare dei bottoni dell’ascensore sociale che permette loro di “saltare dei piani”.
I migliori risultati incidono in modo positivo sulla carriera scolastica di un giovane: una buona performance a scuola può accrescere la stima di sé e nelle proprie capacità, con le ovvie ricadute sulle scelte che verranno compiute al termine della scuola superiore.
Ecco perché è opportuno, a tutti i livelli, promuovere la lettura.
E l’edicola si può dimostrare preziosa in questo senso, creando anche soltanto un piccolissimo “corner” dedicato ai libri.
Nelle nostre pagine trovate sempre la presentazione di alcuni titoli: sono scelti fra i successi del momento, ma non solo: ci sono anche libri che, arrivati in redazione, ci sono piaciuti. E non dimenticate che a volte è il titolo, o una copertina particolarmente suggestiva, o quanto sintetizzato nel risguardo, a suscitare un acquisto d’impulso.
Willy Romano
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