|
 |
|
|
| |
Il cavallo di Troia
L’edicola è il mezzo più facile per consentire
agli editori di raggiungere, senza farsi troppo notare,
(così pensano!) i loro potenziali abbonati.
Ma non è così e, infatti, in redazione, continuano
ad arrivare mail, lettere e telefonate
di rivenditori esasperati
che accusano le Organizzazioni Sindacali di non fare nulla
per mettere fine a questa “malabitudine”.
Più volte, invece, l’argomento è stato discusso
dallo SNAG nelle sedi competenti
e, moltissime volte, Azienda Edicola
vi ha dedicato pagine e pagine.
E lo fa anche oggi.
Prendendo lo
spunto da una
miriade di abbonamenti
che il direttore
del nostro
bimestrale avrebbe sottoscritto a
favore di personaggi conosciuti e
di altri del tutto ignoti.
In redazione sono, infatti, arrivati
solleciti per il pagamento di abbonamenti
a Focus Junior, Class, Gardenia, Vanity e Wired, Panorama, Focus e Abitare.
Ora, è evidente, che qualcuno – magari proprio
qualche edicolante esasperato dall’ennesima
campagna – si diverte, o si vendica, compilando
la cartolina trovata all’interno di queste
riviste (un vero e proprio cavallo di Troia) con
il primo nome che gli viene in mente.
Ognuno se la spassa come può, ma l’arrivo di
tutta questa carta ci ha portato a riconsiderare,
ancora una volta, l’argomento e a constatare
che il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Uno per tutti: Panorama. Il quale ci riserva
un superbonus di 121 euro per un abbonamento
annuale a soli 35 euro! Dunque 52 numeri
a 0,67 centesimi a copia, spese di spedizione
comprese e partecipazione al concorso
per vincere uno dei 55 fantastici n@tbook
Asus Eee PC 1000H!
Il guaio è che Mondadori, beneficia di finanziamenti
da parte dello Stato anche sottoforma
di agevolazioni postali.
Forse è proprio per consegnare Panorama e
tutte le altre copie di giornali in abbonamento
che noi, poveri mortali, dobbiamo aspettare
un mese per ricevere una lettera imbucata a
Venezia, oppure non riceviamo proprio quella
spedita da Zurigo…
Che le Poste Italiane funzionino solo per chi
ha tariffe agevolate?
Iniziando la sua lettera con una dotta citazione
latina di Cicerone: “Quousque tandem, Catilina,
abuteris patientia nostra?”, ovvero “Fino a
quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza?” Antonio Gentile, edicolante di Torino,
scrive:
“(…) Le gocce che hanno fatto traboccare il vaso
sono le recenti iniziative delle Edizioni
Condé Nast con la rivista Wired (e della RBA
Italia con la rivista National Geographic Storica):
la prima messa in vendita a un prezzo di
copertina annunciato di 4 euro, la seconda di 5
euro (primo numero uscito, poi, a 1 euro e 90).
Per il lancio della prima rivista ci sono stati
addirittura inviati dal distributore, un espositore
e istruzioni ben precise anche su come
collocare, in edicola, la rivista per agevolarne
la vendita: – Perché non seguirle, trattandosi
di un nuovo prodotto che tutti abbiamo interesse
a vendere? – mi son detto.
In verità, con le istruzioni di esposizione privilegiata,
ci è stato consegnato anche un avviso
che segnala un prezzo scontatissimo (75%)
ai clienti che si presentino muniti di un buono
sconto fornito dall’editore a chi si registra sul
sito della rivista (destinato al rimborso da
parte del distributore in fase di resa). Sin qui
niente di male. Ma, aprendo la rivista, si scopre
che si offrono sconti del 65% per un abbonamento
annuale e di oltre l’80% per un abbonamento
biennale!
E il giornalaio che ha fatto il bravo espositore?
Discorso più o meno analogo vale per la seconda
rivista.
In queste condizioni, nell’ipotesi più realistica,
chi fosse minimamente interessato a Wired
vi si abbona, sapendo che al prezzo di pochi
numeri riceverà la testata per 2 anni, mentre
chi non lo è, non l’acquisterà più.
In conclusione: il giornalaio che ha fatto il suo
dovere di veicolo commerciale privilegiato rimane
con un palmo di naso, come se la rivista
neppure esistesse. (…)”
|
La cosa assurda è che l’editore
ha scelto di fare
concorrenza
in maniera sleale
e parassitaria
alla rete di vendita
esclusiva, prendendo in
giro lo stesso cittadino,
che paga, attraverso le
sue tasse, lo sconto
(concesso grazie ai
finanziamenti dello
Stato) di cui ha
beneficiato. |
Si chiede, invece, lo SNAG provinciale di Milano
sul suo bollettino settimanale: “Chi è il
nostro peggior concorrente?”
La risposta non può essere che una: “Il concorrente
maggiore è proprio l’editore e, tra
tutte le anomalie del nostro settore, questa è
la più eclatante. Perché è l’unica presenza sul
mercato in grado di impedirci d’incrementare
il nostro fatturato, e lo fa tutti i giorni… Ma
come è possibile e come ci riesce? Con abbonamenti
super scontati. E in questo caso, per
assurdo, siamo nelle stesse condizioni dei distributori
locali, che vengono anche loro penalizzati
da questa lenta, costante e strisciante
sottrazione di clientela e quindi di fatturato.
(…) Per non parlare poi, della concorrenza
che l’editore fa, sempre alla rete di vendita
esclusiva, pur di acquisire il cliente, inviandogli
(altro cavallo di Troia – ndr) per settimane, a
volte per mesi, gratuitamente il prodotto in
attesa che si decida ad abbonarsi per pochi
spiccioli. (…) Ma la cosa assurda è che l’editore
ha scelto di fare concorrenza in maniera
sleale e parassitaria alla rete di vendita esclusiva,
prendendo in giro lo stesso cittadino che
paga, attraverso le sue tasse, lo sconto (concesso
grazie ai finanziamenti dello Stato) di cui ha beneficiato".
NONOSTANTE GLI SCONTI FOLLI
GLI ABBONAMENTI NON AUMENTANO, ANZI...
In base agli ultimi dati ADS disponibili, rispetto
alla media mobile Dicembre 2007/Novembre
2008 su Dicembre 2006/Novembre 2007 (vedere grafici), per gli abbonamenti ai
mensili c’è stata una diminuzione contenuta
(- 1,06%) e più consistente, invece, per quelli
ai settimanali (- 5,37%).
Cosa significa? Che, probabilmente, anche di
fronte a sconti al di fuori di ogni ragionevolezza,
i lettori – in tempi di crisi – preferiscono
rinunciare, riservandosi magari il piacere di
tornare ogni tanto in edicola ad acquistare
una copia che sia di loro effettivo interesse. |
| |

A ulteriore informazione possiamo aggiungere
che sul totale della diffusione, gli abbonamenti
ai settimanali rappresentano il 13,78%,
mentre quelli ai mensili il 19,03%.
Percentuale che, rispetto al 2004 (vedi Azienda
Edicola n. 1/2005) è diminuita dell’1,25% per i
settimanali e dell’1,97% per i mensili.
ABBONAMENTI IN EDICOLA
Quelli del Sole 24 Ore hanno
già sette anni
Imolti problemi connessi alla gestione degli
abbonamenti (costi, Poste Italiane, ecc.)
stanno però orientando alcuni editori – di certo
i più illuminati – a spostare queste copie
dall’indirizzo di casa a quello della rivendita
di giornali più comoda per il lettore.
“È dal 2002 che Il Sole 24 Ore ha incominciato
a proporre gli abbonamenti da ritirare in
edicola. Inizialmente l’operazione commerciale
era dedicata ai Grandi Clienti, ovvero a
quelli che avevano un abbonamento per cinque
o più copie del quotidiano. Dal 2004 l’iniziativa
è stata, poi, estesa ai privati ovvero al
singolo abbonato – spiega Alessandro Carrassi
(Sviluppo Abbonamenti Editrice) – I risultati
sono buoni, ovviamente con numeri
più alti nelle zone dove il nostro quotidiano
ha maggiore diffusione e abbonamenti, come
il Nord-Ovest”.
– L’operazione come si svolge?
“L’interessato – anche sollecitato dal rivenditore
dove acquista abitualmente la sua copia
– può sottoscrivere un abbonamento al nostro
quotidiano, sia via fax che attraverso Internet,
indicando presso quale rivendita intende ritirare
ogni giorno la sua copia. Successivamente
il cliente riceve un cedolino di conferma, o
via fax o mail, da consegnare – il giorno di
partenza del suo abbonamento – all’edicolante
che, in quell’occasione, vedrà contabilizzata
in bolla una copia supplementare riservatagli
dal distributore locale da noi istruito in
questo senso”.
– Sulla singola copia c’è, quindi, il nome
dell’abbonato?
“No, per questione di privacy – risponde Carrassi
– La sicurezza di avere a disposizione la
copia del Sole 24 Ore sta, però, nel fatto che,
oltre alla fornitura abituale ogni rivenditore
riceverà, ogni giorno, un numero maggiore di
giornali in base agli abbonamenti domiciliati
presso la sua edicola”.
– Gli edicolanti, come giudicano la vostra iniziativa e quali vantaggi hanno?
“Un terzo delle rivendite italiane ha già attivato
questo servizio che garantisce solo vantaggi
– sottolinea Carrassi – Si tratta di abbonamenti
solitamente annuali che danno la
possibilità all’edicolante di avere un aggio –
sul prezzo pieno del quotidiano – garantito
su un numero fisso di copie, anche nel caso
che il cliente un certo giorno non lo ritiri. Il
cliente è fidelizzato e sa di trovare sempre la
sua copia. Il caricamento degli abbonamenti
avviene, da parte nostra, una volta la settimana
(solitamente il mercoledì) e il distributore
locale riceve le eventuali variazioni con questa
frequenza. In pochi giorni, quindi, chi si
abbona avrà l’avvio dell’abbonamento nella
sua edicola. Oltre al quotidiano, nel prezzo
dell’abbonamento, sono compresi anche i due
nostri magazine: Ventiquattro e IL”.
|
A poco più di un anno
di distanza dal debutto
del progetto
sono state
già sottoscritte
più di 2.300 Cards. |
LA GAZZETTA DI PARMA
e la sua “GAZZETTA Card”
Molto interessante è anche l’organizza
zione degli abbonamenti al
quotidiano di Parma che, in gran parte,
si sono spostati in edicola.
Come è avvenuta questa “transumanza”
davvero storica?
Ne parliamo con Afro Orlandini, direttore
diffusione della Gazzetta di
Parma.
“Abbiamo dato la possibilità di sostituire
l’abbonamento postale con una ‘GAZZETTA Card’. Si tratta di una tessera (tipo carta di
credito/bancomat) che riporta: il logo testata,
il codice abbonato, il suo nome e cognome,
un codice a barre progressivo e, sul retro, una
banda magnetica. È sufficiente presentare la
propria ‘GAZZETTA Card’ in un qualsiasi
punto vendita convenzionato e il rivenditore
consegnerà una copia del nostro quotidiano
dopo aver verificato, mediante apposito lettore,
la validità della tessera stessa”.
- Le condizioni di abbonamento?
“Sono le stesse di quelle previste per gli abbonati
postali: l’abbonamento può essere annuale
o semestrale e, all’atto della sottoscrizione,
viene rilasciata regolare ricevuta unitamente
alla tessera e all’omaggio riservato agli
abbonati. La tessera diventa attiva entro le 24
ore successive. È inoltre possibile sospendere
temporaneamente la validità di ‘GAZZETTA Card’ e attivare, per la durata della sospensione
richiesta (in occasione delle vacanze estive,
per esempio), l’invio delle copie in abbonamento
postale”.
- Che cosa succede se per qualche giorno la
copia in edicola non viene ritirata?
“Se dovessero risultare dei mancati ritiri, al
momento del rinnovo prolungheremo la data
di scadenza della ‘GAZZETTA Card’ fino a un
massimo di 30 giorni. In caso di furto, smarrimento
o smagnetizzazione è possibile procedere
alla sua sostituzione con una nuova tessera
attiva entro le 24 ore successive”.
- Ma come è stato possibile tutto ciò?
“La realizzazione del progetto - solo presso i
punti vendita convenzionati di Parma e Provincia
- ha potuto essere attuata grazie a una
rete altamente informatizzata e al contributo
indispensabile della locale Agenzia di Distribuzione ADG Menta di Fidenza. Essenziale,
poi, la preziosissima collaborazione di tutta la
rete di vendita e dei loro rappresentanti. Oggi
le edicole abilitate alla lettura di ‘GAZZETTA Card’ sono 188, di cui 80 a Parma città e 108 in
Provincia, e rappresentano l’85% delle rivendite
situate sul nostro territorio. E, a poco più
di un anno di distanza dal debutto del progetto
(11 febbraio 2008), sono state già sottoscritte
più di 2.300 Cards”.
CONCLUDENDO
Gli abbonamenti sono sempre esistiti anche
se le scontistiche sono ormai diventate inaccettabili.
È anche vero, però, che qualcosa si
sta modificando.
Se per Il Sole 24 Ore e La Gazzetta di Parma,
l’abbonamento in edicola è già cosa fatta, c’è
un importante editore del Nord che ne sta
studiando, da tempo, la fattibilità.
Così come va detto che per chi ci aveva provato,
anche molto tempo fa, l’accoglienza da
parte dei rivenditori non fu delle più felici.
Certo allora, il ritiro e pagamento dei buoni
abbonamento, era demandata alla solerzia
del distributore locale, ma i tempi sono decisamente
cambiati; oggi, gestire uno o più abbonamenti
può rientrare nella normalità.
Senza dimenticare che un abbonato in edicola,
solitamente, rappresenta anche un nuovo
cliente per altri prodotti.
Francesco Solaro |
 |
 |
|
|
|