Vorrei che qualcuno mi spiegasse...

…come farà il web (Internet, multimedialità, interattività, ecc.) a salvare i giornali. Perché è proprio così che si legge da tutte le parti. Anche se ad approfondire meglio, qualche dubbio viene:
>> “Domani la carta sarà forse il filone meno sviluppabile, ma l’innovazione di prodotto ci può essere comunque, e spesso creando sistemi multimediali attorno ai brand”. Gianni Vallardi, Direttore Generale Periodici Italia Mondadori dall’ottobre 2006, a Italia Oggi, all’indomani del meeting a Riva del Garda.
>>“Non credo che i giornali scompariranno. Internet li spinge e li spingerà sempre di più a cambiare, a rinnovarsi, ma il punto d’approdo è una complementarietà fra i vari mezzi d’informazione. È certo comunque che il futuro della carta stampata passa attraverso il web”. Jean-Marie Colombani, ex Direttore di Le Monde.
>>“È chiaro che certe versioni cartacee soffriranno, ma questo andrà a potenziare altre forme di diffusione tramite i siti web o ancora con la spedizione online del giornale”. Rupert Murdoch all'Australian Broadcasting Co.
Quali sono, allora, i “giornali” di cui si parla? Quelli di carta? No di certo. Lo dice chiaramente Vallardi. E anche Murdoch.
E cosa ha fatto il 16 marzo scorso, l’autorevole Financial Times?
Nientemeno che il necrologio della carta stampata: “1764-2009. Dopo una lunga battaglia con pubblicità in declino, età anagrafica dei lettori troppo avanzata, concorrenza di Internet, sconsiderati livelli di indebitamento, costi inflessibili, ambizioni esagerate e crisi di nervi, l’industria dei giornali è passata a miglior vita”.
Quest’annuncio dallo humour nero apre una lunga inchiesta sulla crisi dell’informazione quotidiana. “Dal New York Times – scrive Enrico Franceschini sulla Repubblica del 18 marzo, commentando la notizia - alle gazzette di provincia, la carta stampata è in declino: alla sua crisi strutturale, provocata dall’avvento del web, si è aggiunta la mazzata della crisi ciclica, la peggiore recessione economica a memoria d’uomo. Negli Stati Uniti, grandi giornali vanno in bancarotta uno dopo l’altro; ovunque, tutti perdono copie e profitti, e cercano di sopravvivere riducendo le spese. Eppure la stampa quotidiana non ha mai avuto tanti lettori come oggi: grazie alle edizioni online, che tuttavia nella maggior parte dei casi sono gratuite. «Dacci oggi il nostro giornale quotidiano», continuano a dire i cittadini del mondo, però si sono abituati a leggerlo sullo schermo di un computer o di un telefonino, senza sborsare un soldo”.
Ecco, appunto.
Quando si parla di giornale quotidiano, non ci si riferisce più a quello di carta che arriva nelle nostre edicole all’alba, ancora fresco d’inchiostro, ma semplicemente a un “contenitore” di notizie/informazione che può essere letto grazie a uno dei tanti “strumenti tecnologici”, oggi a disposizione.
Ma non solo: in maniera assai più subdola, utilizzando il concetto di “salvataggio” ci si riferisce – in realtà – al salvataggio degli editori, delle loro testate (in quanto tali), delle loro redazioni. Perché,è evidente che, anche on-line, la “testata” di un grande quotidiano ha bisogno di una redazione agguerrita. E di pubblicità.

Ma che paura c’è?

“I giornali non moriranno, ma il futuro è in rete” scrive infatti Marino Petrelli su Panorama, sempre del 18 marzo. “Parola di Arianna Huffington,
che da quattro anni con il suo giornale on line ha sconvolto il panorama editoriale statunitense. L’Huffington Post, nello scorso novembre
ha raccolto donazioni e finanziamenti per oltre 15 milioni di dollari senza contare i guadagni provenienti dalla pubblicità, che continuano a crescere inesorabilmente. La stessa cosa vale per i lettori, aumentati del 400 per cento nell’ultimo anno”. E a conferma che la pubblicità prima o poi arriva “Sponsorizzare testate online o blog come il mio– ha detto la potente editrice americana in occasione del convegno sull’informazione e la comunicazione organizzato, a Roma, dall’Upa (Utenti pubblicità associati) - ha costi inferiori rispetto alla carta stampata. Per esempio, in questo periodo, abbiamo la pubblicità della Toyota. Durante la crisi, il settore online rappresenta un’enorme possibilità per le imprese che vogliono continuare a presidiare il mercato”.
Chiede dunque bene, l’amico Monguzzi, a pag.14: “I giornali non moriranno. Ma noi sopravviveremo?”.
Perché è di questo che si tratta. Della sopravvivenza delle nostre edicole.
Con tutti i loro giornali di carta in bella mostra dall’alba al tramonto.
Perciò, se gli editori pensano al web come salvataggio della loro esistenza, noi a cosa dobbiamo pensare?
Per esempio possiamo pensare:
>> Al fatto che le edicole, notoriamente come le chiese, si trovano negli angoli commercialmente più belli delle città e che, se valorizzate, hanno il potere, forse come nessun’altra catena commerciale, di raggiungere il maggior numero di contatti giornalieri con potenziali acquirenti.
I rivenditori potrebbero, perciò, diventare degli esperti vetrinisti ed espositori; potrebbero noleggiare, dietro equo e remunerativo compenso, lo spazio dei propri chioschi-negozi a tutti coloro che fossero interessati a essere presenti – con un loro messaggio - in un punto di fortissimo impatto.
>> Gli edicolanti, potrebbero trasformarsi in ottimi promotori pubblicitari, distribuendo e mirando il cliente in funzione della tipologia di prodotto promozionale fisico da consegnare gratuitamente al consumatore.
Nessun promotore potrebbe infatti, meglio di un edicolante, selezionare e consegnare un campione di shampoo - per esempio - a una cliente dai capelli lisci piuttosto che ricci, già dalle prime ore del mattino.
In tema di omaggi, nessuno mi contraddirà se affermo che le rivendite, dopo averli subiti per anni, riuscirebbero a mettere a frutto questa esperienza per averne, finalmente, dei benefici.
>> E naturalmente, bisognerà essere informatizzati.
Non tanto per consentire ai nostri clienti di una volta di venire a leggere, sul nostro PC, l’ultima notizia, ma per fornirgli biglietti teatrali, prenotazioni cinematografiche e ferroviarie, aggiornarli sulle ultime previsioni del tempo o su come si presenti la situazione autostradale, ecc. ecc.

In quanto agli editori che continueranno a… essere su carta, e che sapranno tenerci nella giusta considerazione, saranno sempre, ovviamente, bene accolti.

Armando Abbiati - Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio

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