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Festeggiati i 150 anni della Nazione… senza di noi!
Firenze, 9 marzo 2009
Al Direttore Responsabile
del giornale La Nazione
Dott. Giuseppe Mascambruno
Firenze
e.p.c. A tutti i Rivenditori di Giornali
Apprendo, con piacere e soddisfazione, dalle
pagine del Suo giornale della manifestazione
– per la quale mi congratulo con Lei –
che ha visto presente la Carica più alta dello
Stato Italiano e le dimostrazioni di affetto e
stima di moltissime personalità.
Con altrettanto dispiacere prendo atto che,
anche in questo importante appuntamento,
come del resto in altre occasioni, sia l’Editore,
sia chi dirige il giornale ha sempre una
ricorrente dimenticanza, se tale si può chiamare:
non tenere in debita considerazione
chi collabora giornalmente con la sua testata
per divulgarla e promuoverla. Parlo dei
rivenditori di giornali, e di chi li rappresenta
che in questi 150 anni hanno dato il loro sia
pur piccolo contributo affinché la testata diventasse
una vera istituzione sul territorio
toscano e non solo.
Già dai tempi della guerra, passando per i
terribili giorni dell’alluvione fino ad arrivare
a oggi, i rivenditori fiorentini sono stati
sempre al fianco della Sua testata.
Ma La Nazione è stata al fianco dei suoi rivenditori?
Credo proprio di no! Almeno da
molti anni a questa parte.
Certamente erano altri tempi, ma i rapporti
di reciproca stima, nel periodo in cui il giornale
aveva la sua sede in via Ricasoli, erano
tutt’altra cosa.
Io ho un’età che mi consente di ricordare
quel periodo, quando ragazzino insieme a
tanti altri miei colleghi aspettavamo l’uscita
del giornale per portare, con la bicicletta, la
vostra carta stampata alle nostre edicole e
da lì incominciare, in molti casi, anche la gita
(così si chiamava) a domicilio.
Quando il giornale andava in esaurimento,
causa bella o brutta notizia, correvamo di
nuovo in via Ricasoli, dove trovavamo il portiere
che ci aiutava a sistemare il pacco sulla
canna della bicicletta; in tempi più recenti
poi, in Viale Giovane Italia, sempre in portineria,
recuperavamo il pacco di rifornimento.
Veramente altri tempi! Forse più duri ma
più umani. Oggi, nell’era del telefonino,
dell’e-mail e di Internet, quando hai esaurito
La Nazione e provi a fare quanto appena sopra
detto ottieni una risposta che preferisco
non scrivere. Dimenticavo poi gli strilloni,
che con il loro canale preferenziale rispetto
all’edicola, non esauriscono mai il quotidiano,
ma se questo dovesse succedere, l’Editore
o chi per lui corre ai ripari.
Purtroppo dei rivenditori Vi ricordate sempre
e solo quando c’è da posizionare uno
strillone nelle vicinanze di un’edicola!! Punto
strategico questo, che porta un notevole
afflusso di persone visto che rappresenta il
punto vendita tradizionale e l’asse portante
dell’editoria quotidiana e periodica.
Peccato, però, che far stazionare nelle vicinanze
dell’edicola l’ometto in giallo con
scritta promozionale sul pettorale e con i
giornali spesso allineati in un carrello, “fregato”
a chissà quale supermercato, sottrae
la vendita al giornalaio e allontana il cliente
dall’edicola con conseguente perdita della
probabile vendita di altri prodotti editoriali.
Inascoltate sono, a tutt’oggi, le richieste del
sindacato per trovare una collocazione più
idonea per ambo le parti.
Vi ricordate di noi anche quando si deve effettuare
attività di compiegamento al giornale
con altri prodotti, anche se, a dire il vero
ci ringraziate sempre per la collaborazione!!
Non voglio abusare oltre del Suo tempo
prezioso; credo, comunque, che anche i rivenditori
di giornali siano stati per la loro
parte artefici dei successi di questi 150 anni
e, forse, un simbolico riconoscimento a
questa categoria andava dato, magari con
un coinvolgimento al grande appuntamento
delle persone che li rappresentano.
Poteva essere l’occasione per ricominciare
un dialogo con le Organizzazioni Sindacali
interrotto, ormai, da troppo tempo.
Peccato, abbiamo pazienza: aspetteremo altri
150 anni.
Certamente, Direttore non se la prenderà
per quanto appena detto, Le assicuro che il
Suo comportamento è identico a quello dei
Suoi ultimi predecessori. Forse nel passaggio
delle consegne c’era scritto pure questo,
ma noi crediamo, o perlomeno vogliamo
sperare sempre in un miglioramento dei
rapporti quando c’è un “cambio della guardia”.
Tanto, il comportamento dell’Editore nei
confronti della rete di vendita è ormai noto.
Cordialmente.
Andrea Innocenti - SNAG Toscana |