Da cent’anni nel cuore di Firenze
Una delle edicole più antiche del capoluogo toscano, dietro categorico ‘invito’ della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico ha dovuto ‘rinnovarsi’ e trasferirsi dalla Loggia del Porcellino all’incrocio fra via Calimala e via Porta Rossa, per fortuna, a soli 50 metri.

La Loggia del Porcellino (costruita attorno tra il 1547 e il 1551) è in realtà la loggia del Mercato Nuovo a Firenze, così chiamata per distinguerla da quella del Mercato Vecchio, situato nella zona dove oggi sorge piazza della Repubblica. Si trova nel cuore della città, a pochi passi dal Ponte Vecchio. Il nome popolare ‘Porcellino’ deriva, impropriamente, dalla statua bronzea (1640) di un cinghiale che decora una piccola fontana. La fontana aveva, allora, una funzione principalmente pratica perché approvvigionava l’acqua ai mercanti che commerciavano sotto la loggia e che, a quel tempo, erano specializzati nella compravendita di stoffe pregiate quali sete, broccati e panni di lana. Nell’Ottocento questo porticato divenne il regno dei celebri cappelli di paglia di Firenze, mentre oggi vi si vendono per lo più pelletteria e souvenir. Ma di notte, quando le bancarelle se ne sono andate, vi stazionano carovane di persone con lo stomaco pieno di birra ed esposizioni di merce contraffatta.

Fra due pilastri di questa mitica loggia, c’era l’edicola di Matilde Minelli (già Fanfani) di soli 5 metri quadri che, in realtà finiva per confondersi ed essere sommersa dalle coloratissime bancarelle stracariche di borse, sciarpe, tovagliette e oggetti della cosiddetta arte fiorentina. Da qui il desiderio iniziale della titolare di ristrutturare il manufatto, ma la richiesta non viene accettata e, anzi, a gennaio del 2007, la Soprintendenza PSAE impone alla rivenditrice toscana di spostare, per fortuna a soli pochi metri di distanza, il suo chiosco e, a questo punto, anche di rinnovarlo. Lo spazio offerto è un piccolo slargo sulla via Porta Rossa (la strada che immette in piazza della Signoria, cuore da sempre della città), posizione decisamente più interessante per la sua ottima visibilità: alle spalle un palazzo dall’interessante facciata decorata e le vetrine di una nota marca di abbigliamento sportivo. Per Matilde e per suo figlio Alessandro Fanfani (entrambi nella foto a destra), che collabora attivamente alla gestione dell’edicola, cominciano gli incontri con gli architetti e i geometri per la progettazione di quanto fondamentale: non soltanto, infatti, era necessario far approvare il disegno del chiosco, ma occorreva realizzare un largo marciapiede (ad ampliamento di quello esistente) su cui sistemare la nuova edicola, che doveva necessariamente essere fatto con pietra macigno di Greve, in parellelepidi squadrati e rigati a sabbia. “Sono stati due anni di passione – racconta Matilde Minelli – anche perché in un primo tempo ci avevano autorizzato un paio di metri in più, poi all’ultimo momento la superficie è stata ridotta a 10 metri quadri.

Ma, rispetto a prima, abbiamo raddoppiato lo spazio e, a poco più di un mese dalla apertura ufficiale (16 aprile), ne sentiamo già i positivi risultati con l’incremento di fatturato”. Il nuovo chiosco, realizzato dall’Asteco, è di linea moderna, ma con dettagli assai ricercati: colonnine in ghisa all’interno di quattro smussi angolari, sottolineature in rame, grandi cassoni apribili trasparenti ed esterni, vetrine di formati diversi, ricche tende parasole e supporti ad hoc per prodotti turistici. E proprio questi ultimi attirano un folto gruppo di ragazzini brasiliani in visita a Firenze. Cercano di tutto e di più, mentre la nostra edicolante cerca di tenerli d’occhio per evitare che qualcosa possa… scomparire. Ma sembrano, invece, proprio per bene perché acquistano giornalini vari, cartoline, adesivi. “Ho molti clienti stranieri – racconta Alessandro – e non potrebbe essere diversamente, anche se la crisi economica la fa da padrona e penalizza, oltre alla vendita di carta stampata, anche la presenza turistica in città d’arte come Firenze… Ecco perché, per attirare inglesi e giapponesi, proprio sull’angolo rivolto verso la via Calimala (dove il traffico pedonale è decisamente intenso), tengo un ricco espositore di stampa estera. E sopra ci sono già i calendari per il 2010 che vengono spesso acquistati come ricordo di un bel viaggio nella nostra città”. All’interno del nuovo chiosco ci aspetteremmo di trovare una micro toilette, ma non c’è. “Anche se si trattava di poco più di mezzo metro quadro, abbiamo preferito privilegiare lo spazio per i giornali” dice Matilde Minelli. “E gli editori dovrebbero esserci riconoscenti anche per questo nostro sacrificio. Investiamo molto denaro perché continuiamo a credere in questo lavoro… ma ormai la sensazione è che, di noi, ai vari Mondadori e Rizzoli non sembra importare più molto… Non ricordo, per esempio, l’ultima volta che ho visto passare in edicola un ispettore! E dal Comune, che ci ha imposto il trasferimento, non abbiamo avuto un solo euro di agevolazione neppure per il marciapiede che ora favorisce anche i pedoni…” Viene spontanea una domanda: “Siete informatizzati?” “No – risponde Alessandro – almeno nel senso di utilizzare un programma specifico come INFORIV, ma abbiamo il computer con cui mandiamo, via mail, tutte le richieste ai distributori (Giorgi e Alba) o controlliamo sui siti degli editori eventuali loro novità. Per il futuro, si vedrà.”


Nella foto, Matilde Minelli e il figlio Alessandro Fanfani
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Mentre salutiamo madre e figlio, una cliente si avvicina e “Proprio bella la vostra nuova edicola” dice, acquista un settimanale di gossip, paga e se ne va. A questo punto, non ci resta che augurarci che il grande coraggio dei rivenditori, storicamente associati allo SNAG, sia premiato da un nuovo impulso di vendita e continui il suo ruolo di divulgazione della stampa estera, quotidiani e periodici nazionali nel cuore storico di Firenze.

Willy Romano

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