A cura di Carlo Leopardo

Rese eccessive dopo quattro mesi di attività

A fine 2008 ho acquistato la licenza per la vendita di quotidiani e periodici che va ad aggiungersi a quelle che già possiedo: tabaccheria e ricevitoria lotto e superenalotto. Dopo 4 mesi di questa attività vorrei avere qualche consiglio:

  • ho notato che la merce resa dei periodici ha una percentuale del 77% e, quindi, la media del venduto è del 23%. Faccio presente che per il reparto edicola ho una dipendente che incide non poco sui costi. Posso chiedere al mio distributore locale di abbassarmi la fornitura dei periodici.
  • Per quanto riguarda il periodo delle ferie, quello assegnatomi dal distributore locale è differente da quello dell’Ispettorato Monopoli. Come fare, visto che la licenza prevalente è quella dei tabacchi e dei giochi?
  • A volte negli e/c del distributore non compaiono resi che io penso, invece, di aver fatto: ma mi viene detto che fa fede solo quello che scaricano loro. Come posso risolvere il problema? Grazie.

M.S. - Bra (CN)

Effettivamente la percentuale di resa da lei evidenziata è molto alta, ed è evidente che la sua rivendita non è fornita in modo ottimale. Il suo distributore locale deve: assicurare la miglior diffusione dei prodotti, anche attraverso autonomi interventi durante il periodi di vendita del prodotto stesso, in modo da massimizzare le vendite e contenere il numero delle copie invendute ed ottimizzare i punti di vendita esauriti, coerentemente con le indicazioni editoriali di commercializzazione, tenuto anche conto dei dati storici e statistici del singolo punto vendita (art. 10 - Accordo nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici - attività di distribuzione locale - al punto 1), pertanto è legittimo che lei richieda l’adeguamento delle forniture al potenziale del suo punto vendita. Per quanto riguarda differenze riscontrate nella contabilizzazione delle rese, ho più volte ribadito in passato che il rapporto tra rivenditore e distributore locale è da considerarsi fiduciario, per cui non è vero che fa fede solo “quello che scaricano loro”; se lei ritiene senza ombra di dubbio che vi sia dolo o imperizia da parte del suo fornitore, lo inviti formalmente al momento della consegna del prodotto con ritiro della resa alla verifica contestuale di riscontro della regolarità delle copie fornite e delle copie rese. Se questa disponibilità non dovesse esserle data, l’attività di controllo può essere fatta direttamente da lei insieme a un testimone che sia disposto a certificare l’esatta corrispondenza delle copie con quelle evidenziate sulle bolle, sia di consegna che di resa; in caso di mancanze evidenziate dal suo distributore nonostante la certificazione testimoniale, è legittimo che lei si trattenga dal pagamento delle forniture l’equivalente delle copie non riscontrate in resa. Per il periodo di ferie, per quanto riguarda i giornali, non è detto che debba per forza essere effettuato in un periodo prestabilito: esiste al proposito una Commissione provinciale preposta alla agibilità della rete di vendita che, con la partecipazione del distributore locale, deve coordinare che in occasione delle chiusure per ferie sia garantita una corretta copertura del territorio. Per i prodotti di tabaccheria e per l’attività di ricevitoria, mi risulta che possa effettuare le ferie a suo piacimento per un massimo di un mese, previo accordo con uno o più colleghi che siano con certezza aperti durante il periodo di chiusura della sua rivendita, per cui non vedo difficoltà affinché possa beneficiare di un giusto periodo di riposo. La invito a contattare lo SNAG circondariale di Bra (Giorgio Racca - tel. 0172.421742) che la potrà supportare al proposito.


Collezioni non ritirate
Qualche tempo fa ho visto un modulo riguardante il reso di riviste fuori tempo di resa. Esiste la possibilità di usarlo anche per le collezioni non ritirate da diversi clienti? Grazie.

G. C. - Salerno

Vorrei consigliarle di tenere in giacenza non più di tre o quattro numeri di un prodotto collezionabile senza “certezza” del ritiro da parte dei clienti; richieda a loro un anticipo sulle forniture a garanzia del ritiro. Per quanto riguarda il suo quesito, penso che il modulo cui lei si riferisce sia, invece, quello relativo alla procedura per la distruzione di giornali quotidiani e periodici non più oggetto di resa perché scaduti. In questo caso, bisogna darne comunicazione all’Agenzia delle Entrate di competenza o, in mancanza, all’Ufficio delle Imposte dirette o al Comando della Guardia di Finanza, almeno cinque giorni prima dell’operazione di distruzione. La comunicazione deve contenere: il luogo, la data e l’ora in cui verranno poste in essere le operazioni, le modalità di distruzione, la natura, qualità e quantità dei beni e l’ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto dei beni da distruggere. Per certificare l’avvenuta macerazione della merce per un valore inferiore a euro 5.164,57, in assenza del verbale redatto da un funzionario inviato dal predetto Ufficio, basta un’autocertificazione del titolare dell’impresa. Dovrà poi consegnare la documentazione a chi è incaricato della tenuta della sua contabilità affinché proceda alla registrazione, fra i costi, dell’ammontare dei giornali distrutti.

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