L’AQUILA RICOMINCIARE DOPO IL TERREMOTO
A due mesi dal sisma, che ha portato morte e distruzione in Abruzzo, la ripresa è difficile anche per gli edicolanti. Chi ha continuato a lavorare deve fare, ora, i conti con la mancanza di popolazione, ospitata nelle tendopoli o trasferita lungo le strutture della Costa.

A cura di Enrico Venni

Sono state assunte misure straordinarie per le edicole rimaste coinvolte dal sisma: 25 nel capoluogo – di cui 15 rimaste completamente sotto le macerie – e 24 nel territorio zonale, su 103 punti vendita presenti nella zona dell’Aquila.
"Lo vede quel palazzo lì avanti? Ecco, è casa mia. Inagibile. Come tutti gli aquilani, sono senzatetto. A 52 anni. Io e mia moglie, con la figlia piccola di 13 anni, ci siamo trasferiti dai suoceri, a Poggio Umbricchio, presso Teramo. Per fortuna, i due figli più grandi stavano fuori: uno, bancario, era a Milano, il secondo, ancora studente, dormiva a casa di amici e quella notte mi si è ripresentato davanti in mutande. Quanto a noi, dopo la scossa dell’una avremmo dovuto uscire. Io l’ho detto a mia moglie, ma lei e la bambina non hanno voluto. Così, siamo rimasti a letto. Alle tre e mezza, ci siamo sorbiti l’inferno. Però non mi lamento: siamo qui, tutti sani e salvi, e questa è l’unica cosa importante. Se penso a quelli che stanno piangendo i morti, mi fa vergogna lamentarmi. Ed è per questo, in fondo, che adesso sono tornato. L’ho sentito come un dovere civico”. Così ha detto a Cristiano Gatti, inviato del Giornale, l’edicolante Maurizio Filippi che, tre giorni dopo la scossa di terremoto che ha seminato vittime e distrutto gran parte dell’Aquila e dintorni, ha riaperto il suo chiosco, telaio in alluminio e vetrate doppie, praticamente intatto, in via XX Settembre, epicentro del sanguinoso disastro. Un atto di grande civiltà e di speranza che si trova, però, a fare i conti con una città in parte deserta e grandissime difficoltà di tutti generi.
37.394
SOPRALLUOGHI

Il bilancio provvisorio dei sopralluoghi effettuati dai vigili del fuoco e dai tecnici della protezione civile a L’Aquila e negli altri centri colpiti
52,5%
AGIBILITÀ

La percentuale di edifici pubblici e privati che risultano agibili in base ai controlli effettuati
14,2%
RECUPERABILI

Percentuale degli edifici che, pur essendo danneggiati, possono essere recuperati e resi abitabili
32%
STIMA

È la previsione della Protezione civile sulla percentuale di case che risulteranno inagibili al termine delle verifiche

Repubblica,
23/05/2009

I PROBLEMI QUOTIDIANI I PROBLEMI QUOTIDIANI E LA SITUAZIONE ATTUALE E LA SITUAZIONE ATTUALE
A quasi due mesi da quella fatidica notte, qual è la situazione che si vive oggi all’Aquila? “A mente fredda stiamo facendo i conti con un momento più faticoso da sopportare delle drammatiche ore di quel 6 aprile” dichiara Alberto Mencaroni, segretario provinciale e coordinatore regionale del SINAGI. “Dopo le difficoltà dei giorni immediatamente successivi, siamo impossibilitati, in molti casi, a lavorare o a farlo con un ritorno economico appena soddisfacente. Dei 49 punti vendita chiusi per inagibilità, tra Centro Storico e periferia della città, tre hanno ora riaperto. Ma la situazione è tutt’altro che confortante. Il Centro Storico dell’Aquila rimane ‘zona rossa’, chiusa alla gente e, sulla ricostruzione, come è stato detto o si è letto, oggi è difficile quantificarne i tempi: due, tre, quattro anni o di più?” Gli edicolanti aquilani, sabato 9 maggio scorso, si sono ritrovati in un’assemblea per fare il punto della situazione. “Una riunione a cui hanno partecipato non solo i nostri associati, ma tutta la categoria a cui, soprattutto in questo periodo, vogliamo stare vicino – racconta Mencaroni – Il problema di molti è che non sono in condizione di riaprire la propria attività. Ma anche chi continua a lavorare non vive una situazione migliore. Sto monitorando in queste settimane 22 punti vendita e, di questi, solamente uno è riuscito ad avere un incasso giornaliero superiore ai 200 euro. Anche nelle zone di periferia la situazione è preoccupante: come si fa a pensare di andare avanti con queste entrate economiche? A questo punto, scusate la provocazione: secondo l’ordinanza ministeriale per il commercio e artigiani, avrà maggior guadagno chi, rimanendo chiuso riceverà un aiuto di 800 euro al mese! Ma anche su questo intervento voglio prima sincerarmi se quanto promesso sarà rispettato... Ma su come far ripartire la città sono praticamente nulle le possibilità di muoversi indipendentemente dagli amministratori locali....”.

I PROVVEDIMENTI PRESI I PROVVEDIMENTI PRESI DA FIEG, ANADIS DA FIEG, ANADIS E ORGANIZZAZIONI E ORGANIZZAZIONI SINDACALI SINDACALI
E, a proposito di ‘aiuti e interventi’, il 17 aprile scorso presso la sede FIEG di Milano, si è tenuta una riunione straordinaria – fortemente auspicata dallo SNAG Nazionale – cui hanno partecipato, oltre ai dirigenti della FIEG, i rappresentanti delle Amministrazioni Editoriali, le Organizzazioni di categoria dei rivenditori, l’ANADIS e la Distribuzione Stampa Prioli, il distributore locale operante all’Aquila, nel corso della quale sono state assunte misure straordinarie per le edicole rimaste coinvolte dal sisma. In dettaglio, queste le misure adottate:

  • la contabilità, relativa al prodotto editoriale spedito alle 15 rivendite rimaste sotto le macerie, è stata annullata;
  • il prodotto distribuito prima del sisma a tutte le rivendite inagibili sarà ritirato, non appena possibile, dal distributore locale per poter effettuare un inventario dei quotidiani e periodici giacenti;
  • i settimanali e i mensili distribuiti a tutte le rivendite attive in città e zonale saranno pagati all’agenzia Prioli 30 giorni dopo la data di emissione dell’estratto conto. Tempi straordinari di pagamento dei quotidiani saranno concordati tra il Distributore e le Organizzazioni Sindacali dei rivenditori;
  • il richiamo in resa delle pubblicazioni seguirà il normale calendario di scadenza, anche per i prodotti che non prevedono la consegna di un numero successivo;
  • è sospeso l’invio dei prodotti collezionabili e/o “copie garantite” ed è previsto il richiamo di tutti i numeri arretrati giacenti in edicola. La ripresa dell’invio sarà a cura dell’Agenzia Prioli a seguito di accordo con i singoli rivenditori;
  • è sospeso l’invio di tutti i prodotti audiovisivi ed è previsto il richiamo in resa di tutti quelli giacenti in edicola;

l’impresa di distribuzione locale ha facoltà di stabilire quantità e qualità delle pubblicazioni da destinare alla rete di vendita. I pagamenti tra il Distributore Locale e gli Editori sono stati sospesi almeno fino al mese di giugno. “I tempi di ripresa sono sicuramente lunghi per tutta la città e ovviamente anche per gli edicolanti” commenta Luigi Ippoliti, responsabile amministrativo Diffusione della Distribuzione Stampa Prioli & C. con sede a Campo di Pile (AQ), concludendo: “Sia attraverso i rappresentanti sindacali che con i contatti diretti con alcuni dei rivenditori sappiamo che c’è chi sta ripristinando i danni per riprendere a lavorare al più presto possibile. Qualcuno ci è anche già riuscito”.

LE TESTIMONIANZE DEGLI LE TESTIMONIANZE DEGLI EDICOLANTI EDICOLANTI
Molti edicolanti aquilani vivono nelle tende o comunque sono stati alloggiati lungo le strutture costiere dell’Abruzzo. Due testimonianze dirette ci arrivano da residenti nel quartiere Pettino, la zona più colpita dal sisma dopo quella del Centro Storico. “A Pettino ci sono stati palazzi che sono sprofondati – racconta Tobia Taddei – Ho, però, riaperto la mia edicola dopo tre giorni perché, al di là dello spavento, non abbiamo avuto particolari danni. Anche chi come me vive e ha un’attività in un quartiere periferico dell’Aquila è in forte difficoltà. Nel nostro Comune ci sono 30mila sfollati ‘spostati’ lungo le coste e 32mila alloggiati nelle tendopoli realizzate dalla Protezione Civile. Pur avendo ripreso il lavoro, oggi incasso un decimo di quanto, quotidianamente, guadagnavo prima. Parlo di 90, 100 euro al massimo. La mia casa – continua Tobia Taddei – ha subito danni di tipo B, ovvero quelli che, per poterci ritornare a vivere, necessitano di piccoli interventi ma, senza autorizzazione non posso rientrare e devo alloggiare in tendopoli. Oggi vendiamo solo quotidiani. Ci manca, ovviamente, la clientela perché è stata sfollata e, per ora, anche la merce da proporre: speriamo che, con il passare delle settimane, si possa cominciare a riavere almeno le riviste più importanti. Difficile pensare, a breve, di proporre Dvd o collezionabili sui quali, visti i prezzi, c’era più guadagno; oggi molta gente ha perso tutto e non pensa davvero a questi prodotti. Sono altre le priorità”.

Sergio Fattore vive, anche lui, nel quartiere Pettino, ma la sua edicola è sotto i ‘Portici’ della città, nella ‘zona rossa’. “La mia rivendita è rimasta intatta – precisa l’edicolante abruzzese – ma il problema è che tutto il Centro Storico è chiuso e ci vorranno anni per rivitalizzarlo e sistemarlo. Personalmente sono stato alloggiato sul litorale abruzzese e faccio avanti e indietro: da lì a L’Aquila. Non so quello che mi aspetta, o meglio, dovrei ricevere 800 euro al mese fino a quando potrò riaprire l’edicola. A tutt’oggi, nel Centro Storico, non è cambiato praticamente nulla e questo fa capire quanto saranno lunghi i tempi d’attesa che ci aspettano. Mi sento di dire – sottolinea Sergio Fattore – che una categoria come la nostra, che lavora quasi sedici ore al giorno per gli Editori, avrebbe meritato un loro segnale diretto. Vanno bene, e sono tutte lodevoli, le iniziative di raccolta fondi pro-terremotati sostenute dai giornali, ma ho sentito in televisione che, per esempio, i farmacisti hanno la promessa di ricevere un contributo di 10 milioni di euro dai loro rappresentanti nazionali e da chi opera nel settore... Nessuno si aspetta regali, ma solo attenzione e rispetto. Invece non lo vedo...”.

Abita e lavora a Coppito, frazione a cinque chilometri dall’Aquila, Alessandro De Michele: “Rispetto al capoluogo, noi abbiamo subito danni minori anche se pure qui ci sono stati crolli e una parte della nostra località è inagibile – sottolinea il rivenditore abruzzese – Sono stato chiuso un giorno e mezzo, poi ho riaperto e i miei clienti mi hanno ringraziato perché ho dato loro un segnale di ritorno alla normalità o, almeno, di vita in paese, permettendogli di acquistare il quotidiano. Ho vissuto, in questi primi mesi post terremoto, momenti diversi. Inizialmente, grazie ai soccorritori sono riuscito ad avere giornate di vendita positive, poi, invece, con lo spostamento degli abitanti ne ho risentito come tutti i colleghi della zona. Siamo ‘senza popolazione’ e non possiamo fare previsioni su come andrà la giornata lavorativa”. Ha un chiosco nei pressi dell’Ospedale del capoluogo, Mariano Ascani.

“Vivo con i miei in tenda, non abbiamo l’agibilità per tornare a casa” ci racconta il trentaseienne rivenditore di giornali. “Apro tutti i giorni il mio chiosco, ma vivo la realtà di una città… dimezzata. Anche chi è rimasto ha poca voglia di leggere. Oggi ricevo quotidiani e alcuni dei settimanali più importanti. Per ora aspetto di vedere cosa accadrà, se la gente avrà voglia di riprendere qui o se deciderà di trasferirsi altrove. Lavoravo molto con l’Ospedale – continua Mariano Ascani – con la gente che transitava per lavoro o per andare a trovare i ricoverati. Oggi la struttura è chiusa, servono i lavori di consolidamento per le strutture non gravemente danneggiate. Il primo obiettivo è la riapertura, a breve, di reparti per cento posti letto; oggi, infatti, anche molte delle persone in difficoltà sono alloggiate nelle tende. Con la riapertura dell’Ospedale confido che anche per il mio lavoro ci siano piccoli, ma importanti, segnali di ripresa”.

 

PRO EDICOLANTI TERREMOTATI
Le Organizzazioni Sindacali si sono più volte incontrate per valutare la possibilità di costituire un’Associazione finalizzata al sostegno dei rivenditori colpiti dal terremoto; tuttavia tale iniziativa, nella sua fattiva realizzazione, si è rivelata eccessivamente lunga per questioni procedurali e ciò, a discapito di un aiuto che invece vuole essere per quanto possibile immediato. Lo SNAG, quindi, sempre nello spirito di una condivisione unitaria dell’iniziativa benefica, comunica che chi volesse sostenere i colleghi edicolanti dell’Abruzzo potrà compiere un versamento sul conto corrente che è stato messo a disposizione a tal fine dal SINAGI (Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia) presso la Banca Intesa e così intestato:

Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia Fondo Solidarietà Edicolanti Terremoto Abruzzo
IBAN IT45K0306903217100000002511


MILANO: il Consiglio Nazionale SNAG annuncia il Congresso per Marzo 2010... mentre all’assemblea del Provinciale si è parlato anche di Porno Tax e Studi di Settore

Il 14 maggio, presso la Sala Commercio dell’Unione Commercianti di Milano, si è tenuto il Consiglio Nazionale dello SNAGConfcommercio. Alla presenza del presidente Armando Abbiati e dei membri del Consiglio, giunti nel capoluogo lombardo da tutta Italia per rappresentare le strutture provinciali, è stato approvato il bilancio consuntivo 2008 e quello preventivo 2009. Nell’ambito della prima parte dei lavori, Domenico Moschella, consulente fiscale dello SNAG, ha affrontato alcuni argomenti d’attualità per la categoria: dalla revisione degli studi di settore, in base alla crisi economica attuale, all’accatastamento delle edicole sul suolo pubblico portando, a questo proposito, interessanti esempi su diversi casi e relativi ricorsi presentati dal Sindacato nel Nord e Sud Italia. Armando Abbiati dopo aver annunciato che il prossimo Congresso Nazionale si terrà a fine marzo 2010, ha relazionato i presenti sui rapporti con la FIEG e le altre Organizzazioni Sindacali nell’ambito della riapertura delle trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale. Molti gli interventi dei delegati che hanno esternato le proprie esperienze per contribuire, con le loro idee, alle prossime trattative. Nel corso dell’assemblea il Presidente ha, tra l’altro, ricordato l’impegno dei rappresentanti SNAG sul territorio sottolineando, fra l’altro la bella iniziativa di Silvia Nani, presidente della struttura Montecatini – Val di Nievole, che ha realizzato un mensile d’informazione per i propri associati e per tutta la categoria della zona. Sono sempre più le strutture locali che producono, oltre alle consuete circolari, pubblicazioni puntuali per informare i colleghi sulle novità e i problemi che il Sindacato affronta ogni giorno nell’interesse comune. Si va da storiche strutture in grandi città come Milano a quelle provinciali che, da tempo, pubblicano propri giornali per gli associati, come Monza o Lucca, tanto per citarne alcuni.

Il 19 aprile si è tenuta anche l’assemblea annuale dello SNAG provinciale del capoluogo lombardo. Giampiero Labò (presidente provinciale) ha illustrato la situazione dei rapporti con i distributori operanti a Milano e provincia. Ha poi indicato quale strada lo SNAG stia cercando di percorrere per il rinnovo del contratto per la vendita di documenti di viaggio ATM. Nel ribadire, quindi, l’impegno costante del Sindacato con Comuni, Provincia e Regione Lombardia, Labò ha ripercorso quanto è stato svolto nell’ultimo anno con particolare attenzione agli obiettivi da concretizzare nel 2009. Armando Abbiati ha illustrato, fra i molti argomenti all’ordine del giorno, i dati attuali di vendita e raccolta pubblicitaria di un settore editoriale che, così come l’economia mondiale, sta subendo forti flessioni. Gettando uno sguardo al futuro, Abbiati ha ribadito come la categoria debba sfruttare l’opportunità di utilizzare al meglio la propria professionalità e capillarità. Maria Grazia Costa e Domenico Moschella, consulenti SNAG per gli aspetti fiscali, hanno trattato infine, temi come la Porno Tax (leggere), l’obbligo della posta elettronica certificata, l’accatastamento e gli studi di settore. “Ancora una volta non possiamo che ringraziare tutti gli ‘amici’ associati che sono intervenuti a questa nostra assemblea annuale dando prova di fiducia nel nostro lavoro. Con la loro presenza hanno premiato l’impegno che spendiamo quotidianamente per tutelare, al meglio, la nostra attività in edicola” ha concluso il presidente del provinciale di Milano, Giampiero Labò.


 
PESCARA: EDICOLANTI COINVOLTI NEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO EDICOLANTI COINVOLTI NEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO
L’Abruzzo, pur colpito gravemente dal terremoto dello scorso aprile, vuole dare segnali di grande vitalità e avrà una vetrina internazionale molto importante, ospitando dal 25 giugno al 6 luglio, la XVIa edizione dei Giochi del Mediterraneo. La manifestazione sportiva, che vedrà in gara atleti di 21 Paesi, avrà come sede principale Pescara, mentre le gare delle diverse discipline sportive si svolgeranno anche in altre località dell’Abruzzo, tra cui L’Aquila. E lo scorso 19 maggio si è tenuto al Museo d’Arte contemporanea ‘Vittoria Colonna’ di Pescara un convegno dal titolo ‘Informazione e rete di vendita nell'ambito dei Giochi del Mediterraneo 2009’. “L’obiettivo è coinvolgere l’attenzione di rivenditori, editori e distributori sulle iniziative diffusionali nel periodo interessato dalle gare sportive dei Giochi” spiega Danila Manzo, presidente della Messaggerie Abruzzesi, distributore locale con sede a Pescara. “Per questo abbiamo organizzato un meeting patrocinato dal Comune, dalla Regione Abruzzo e dal Coni per discutere dell’operatività per una migliore diffusione dei prodotti editoriali durante la manifestazione. Stiamo analizzando un'azione di marketing per convogliare l’attenzione sul punto vendita in occasione dei Giochi. In considerazione del calendario delle varie gare previste, l'obiettivo è di migliorare la distribuzione dei giornali e, soprattutto, di incrementarne le vendite in base alle esigenze della clientela sportiva e non presente a Pescara e in tutta la nostra Regione. È stato stimato che, all'evento, parteciperanno circa seimilacinquecento esponenti del mondo sportivo e giornalistico dei vari paesi del Mediterraneo. Un'occasione imperdibile – conclude Danila Manzo – anche per gli edicolanti e gli altri operatori della distribuzione di giornali”. Coinvolgere il punto vendita, sfruttando le sue potenzialità e le presenze di partecipanti e sportivi che seguiranno le gare, è sicuramente fondamentale in questo momento difficile per l’Abruzzo. Nel corso del meeting svoltosi a Pescara, è stata effettuata anche una raccolta fondi a favore della rete vendita colpita dal terremoto.

Lo SNAG provinciale di Verona nel corso dell’assemblea che ha visto il rinnovo di tutte le cariche dirigenziali. Al centro, il nuovo presidente Luigi Micieli.

VERONA: è giovane il nuovo Direttivo
Lo SNAG ha rinnovato le sue cariche, con molti volti nuovi alla guida di una struttura provinciale pronta a crescere.

Il 27 aprile scorso gli associati SNAG di Verona si sono ritrovati, presso la sede della Confcommercio, per l’elezione del Consiglio Direttivo e del Presidente Provinciale. A seguito di quest’assemblea i rivenditori eletti hanno, poi, nominato all’unanimità Luigi Micieli, edicolante di Corrubbio di Negarine (San Pietro in Cariano), nuovo presidente provinciale. Alla riunione hanno partecipato i vicepresidenti nazionali Andrea Innocenti e Carlo Leopardo insieme a Pierangelo Rossetto, membro di Giunta Nazionale e presidente del provinciale di Noale che, in questi mesi, ha seguito da vicino la struttura scaligera. “Ai rappresentanti dello SNAG Nazionale e Regionale – spiega il neo presidente scaligero Luigi Micieli – va un sentito ringraziamento per aver accettato e condiviso il programma del gruppo che ha consentito la rinascita del nostro sindacato a Verona, oltre che per averci guidato in questo momento delicato. Ero già associato allo SNAG, ma senza ricoprire alcuna carica; alla vigilia di quest’assemblea alcuni giovani colleghi mi hanno coinvolto in quest’impegno sindacale – spiega Micieli, – ed è stato positivo che, in quest’assemblea, il nuovo gruppo dirigenziale provinciale abbia raccolto il sostegno praticamente unanime dei presenti. Questo ci sprona ancora di più nell’iniziare il nostro nuovo lavoro”. Da subito, quindi, i nuovi dirigenti hanno raccolto segnalazioni e incominciato ad affrontare i problemi degli edicolanti di Verona. “Come avevo già detto in assemblea il primo obiettivo sarà quello di dare un po’ di serenità a tutti i colleghi che hanno problemi quotidiani nello svolgere la loro attività” spiega il presidente dello SNAG di Verona. “Da subito, il Direttivo si è riunito per la divisione delle cariche all’interno della nostra struttura e si muoverà immediatamente per svilupparla confrontandosi con i diretti interlocutori. Prima di tutto, cercheremo di risolvere qualche piccolo problema con l’genzia distributiva Rebecchi, che opera sul territorio veronese. Abbiamo, infatti, delle lamentele per ritardi nelle consegne, in rivendite della provincia, e per prodotto editoriale che, a volte, arriva già danneggiato diventando, quindi, invendibile. Rispetto ad altre realtà locali possiamo, però, ritenerci comunque soddisfatti dell’operato dell’agenzia Rebecchi. Anzi, vorremo discutere al più presto con il distributore anche dello sviluppo dell’informatizzazione. A Verona, già da tempo è stato attivato INFORIV e io stesso lo utilizzo da due anni. Ho avuto modo di sfruttare i vantaggi di questo sistema per la gestione della contabilità in rivendita. Sono molti i giovani rivenditori che hanno già apprezzato l’informatizzazione, capendone l’utilità per il loro lavoro quotidiano. Per gli altri, che ancora non lo conoscono, vorremmo organizzare dimostrazioni pratiche presso i loro punti vendita e corsi formativi”.

Lo SNAG Provinciale di Verona è così composto:
Presidente: Luigi Micieli
Vicepresidente: Alessandro Cozzi
Tesoriere: Stefano Cozzi
Consiglieri: Carla Ambrosi, Maria Grazia Avogaro, Barbara Corsi, Claudio Dolci, Stefano Trentini (supplente).

Per informazioni: SNAG Provinciale di Verona c/o Confcommercio di Verona via Sommacampagna, 63/H - 37137 Verona Tel. 045/8060811


 

VENEZIA: 55% giornali e 45% di souvenir
Per le rivendite del Centro Storico si è scelta la possibilità di diversificare l’offerta tenendo presente l’ampia richiesta di prodotti turistici.

Dopo settimane di incontri e trattative la IXa Commissione del Comune di Venezia ha approvato, il 20 maggio scorso, il progetto di riorganizzazione del piano edicole per la vendita di giornali e riviste. L’assessore al Commercio Giuseppe Bortolussi dopo mesi di mediazioni ha, infatti, stabilito che le percentuali merceologiche per le rivendite del Centro Storico lagunare siano del 55% per i giornali e del 45 % per souvenir e articoli turistici. Il provvedimento passerà, ora, in Consiglio Comunale per l’attuazione. “Questo tipo di percentuale è quanto già proposi, un anno fa, all’assessore al commercio di Venezia” ricorda Andrea Innocenti, vicepresidente dello SNAG Nazionale che insieme a Pierangelo Rossetto, membro di Giunta Nazionale ha seguito da vicino questa vicenda. “In effetti è ragionevole pensare a questo tipo di proposta, date le caratteristiche altamente turistiche della città”. Rimane, però, la preoccupazione per la sopravvivenza delle rivendite alle spalle del Centro Storico come confermano i dati allarmanti di diverse edicole pronte a chiudere, mentre chi lavora in zone più turistiche riesce a ‘salvarsi’ proprio con gadget per i molti visitatori, che ogni settimana invadono Venezia. Rimane aperta una polemica tra edicolanti, Comune e Confcommercio sulla merceologia del 45% non editoriale, in cui non sono stati inseriti prodotti come ombrelli e occhiali che molti rivenditori ritenevano un’opportunità commerciale in più da proporre. È previsto, invece, di poter vendere pellicole, articoli da regalo e ricordi, macchine fotografiche, biglietti per trasporti pubblici.


 

BISCEGLIE e BARI: ora sono unite
Con l’unione della struttura del capoluogo pugliese a quella di Bisceglie è nata una nuova rappresentanza sindacale che copre tutto il territorio provinciale.

Un’unica struttura per rappresentare i rivenditori di giornali della provincia di Bari. È questa la motivazione che ha spinto lo SNAG a far confluire il Comunale di Bisceglie in quello di Bari. Il 30 marzo scorso, Antonio Losapio, già alla guida dello SNAG di Bisceglie, è stato nominato presidente provinciale della nuova struttura che ha sede presso la Confcommercio di Bari. Il consiglio direttivo è, invece, costituito dalle componenti delle due realtà precedentemente esistenti. A quest’importante momento, per l’attività sindacale barese, Armando Abbiati (presidente dello SNAG Nazionale) ha voluto dare, con la sua presenza in Puglia, un segno tangibile di grande interesse. “Nella nostra regione avevamo rappresentanze a Foggia, Taranto e Lecce – ricorda Renato Russo, vicepresidente nazionale e presidente dello SNAG di Foggia – e come nelle altre provincie, dove abbiamo più località raggruppate, abbiamo deciso di avere un’unica realtà unendo Bari e Bisceglie, facendo confluire quest’ultima nello SNAG del capoluogo. L’obiettivo è ora di continuare a lavorare per la categoria, ma con una presenza ancora più capillare in questa zona. I due gruppi dirigenziali si sono, perciò, uniti andando a formare il nuovo Direttivo provinciale che ha la sua sede presso gli uffici locali della Confcommercio”. Oltre al presidente Antonio Losapio, il nuovo SNAG provinciale di Bari è composto da Antonio Mascolo, Giovanni Casafina, Giulia Valente e Donatella Di Nardo.

Per informazioni: SNAG Provinciale di Bari c/o Confcommercio di Bari via Amendola, 172/C – 70126 Bari Tel. 080/5481776 – Fax 080/5481077


 

RIVOLI (TO): no ad altre licenze
Il graduale calo di abitanti di Torino, a favore dell’hinterland, ha spinto gli amministratori di uno dei centri nella cintura del capoluogo piemontese, a proporre l’apertura di sei nuovi punti vendita di giornali di cui tre subito nei prossimi mesi.

Tre nuove autorizzazioni da concedere per l’apertura di edicole entro quest’anno, altrettante entro il 2012. Questa la proposta dell’amministrazione comunale di Rivoli che ha portato gli edicolanti del centro della periferia torinese a protestare durante la seduta del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto dare il via libera a questo provvedimento. Una scelta giudicata inopportuna anche dai Sindacati che hanno contestato il ragionamento effettuato dal Comune di Rivoli (50.015 residenti), fondato sui dati di una media regionale di un’edicola ogni 2.500 abitanti, mentre a Rivoli ce n’è oggi una ogni 1.800.

Dal momento che sempre più persone scelgono di lasciare Torino per stabilirsi nell’hinterland del capoluogo piemontese, come Grugliasco, Collegno e Rivoli, il Comune di quest’ultima località, valutandone la crescita della popolazione, ha ritenuto necessario potenziare il servizio di rivendita di giornali. “Sul piano puramente numerico lo studio comunale è partito da cifre corrette, per numero di abitanti da servire, ma su quello pratico le cose sono ben diverse – sottolinea Giovanni Gorrea, presidente dello SNAG provinciale di Torino – In alcune zone di Rivoli mancano edicole, in altre si aprirebbero nuovi punti vendita in mezzo ai prati, dove oggi non c’è nulla, ma domani potrebbero sorgere insediamenti urbani secondo i progetti del Comune. Come noi, anche la FIEG e il distributore locale si sono detti, da subito, contrari a queste nuove aperture dichiarando di essere pronti a non servirle. È stato importante far capire a Carlo Bellino, vicesindaco con delega al Commercio, come sia fondamentale un equilibrio economico per rilasciare nuove autorizzazioni. Abbiamo fatto presente, inoltre, agli amministratori con i quali ritorneremo a parlare nelle prossime settimane – continua Gorrea – che nell’ultimo anno, a Rivoli, ci sono state anche due chiusure. Altri esercizi del centro storico rischiano di dover abbassare la saracinesca perché fanno fatica a sopravvivere, mentre c’è la possibilità di garantirne la salvezza spostandoli in zone dove, invece, c’è effettivamente carenza di servizio”. Carlo Bellino si è già detto, comunque, disponibile a rivedere il progetto delle tre nuove autorizzazioni da assegnare nel 2009: “Senza un piano delle edicole eravamo passibili di sanzioni. Per questo abbiamo incaricato un esperto che lo preparasse adeguandosi alle leggi provinciali e regionali – ha dichiarato il Vicesindaco con delega al Commercio – Vista la difficile situazione economica per diverse rivendite della nostra città, ora il Comune approfondirà e modificherà il piano in funzione della realtà evidenziata in queste settimane nel confronto con i rivenditori di giornali e i loro rappresentanti sindacali”. Bellino ha, poi, anticipato che sta prendendo in considerazione la possibilità di permettere agli edicolanti rivolesi di vendere snack e patatine.


 

TORINO, MONCALIERI e COLLEGNO: no a spese superflue

Oltre alla battaglia sindacale per non consentire le nuove aperture a Rivoli, lo SNAG provinciale di Torino, in questi mesi, ha anche manifestato la sua disapprovazione per l’aumento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico. “Numerosi sono stati gli incontri con l’Amministrazione Comunale – dichiara il presidente torinese Giovanni Gorrea – per cercare di contenere quest’ulteriore costo, a carico degli edicolanti, in un momento economico già difficile. Una richiesta di incontro è stata fatta al sindaco Chiamparino. Vogliamo fargli presente il drastico calo di vendite di prodotti di giornali e chiedere una regolamentazione comunale per la free-press che contribuisce a sporcare la città e i mezzi pubblici”. Anche in altri comuni dell’hinterland di Torino sono stati raggiunti risultati importanti. “A Collegno siamo riusciti a ridurre e rateizzare la tassa sul suolo pubblico, ottenendo l’ampliamento immediato merceologico per permettere la vendita di pastigliaggi da parte di tutti i rivenditori di giornali – dichiara ancora Gorrea – inoltre, a Moncalieri, il Comune ha dato risposta negativa alla richiesta per l’attivazione di nuovi punti non esclusivi presso le tabaccherie, in quanto non previsti dal Piano Comunale. Lo SNAG di Torino ha, poi, stipulato una convenzione per l’acquisto di estintori, con relativa revisione annuale, a prezzi molto competitivi per gli edicolanti associati interessati a quest’esigenza” continua il presidente della struttura torinese. “Sulla sicurezza, infine, dopo un’attenta analisi del D.L.81/2008, abbiamo interpellato l’Ispettorato del Lavoro per avere una corretta interpretazione del decreto per non sobbarcare gli edicolanti di ulteriori spese per adempimenti superflui”.

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