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L’AQUILA
RICOMINCIARE DOPO IL TERREMOTO
A due mesi dal sisma,
che ha portato
morte e distruzione in Abruzzo,
la ripresa è difficile
anche per gli edicolanti.
Chi ha continuato a lavorare
deve fare, ora, i conti
con la mancanza di popolazione,
ospitata nelle tendopoli
o trasferita lungo le strutture
della Costa.
A cura di Enrico Venni |
Sono state assunte
misure straordinarie
per le edicole rimaste
coinvolte dal sisma:
25 nel capoluogo
– di cui 15 rimaste
completamente
sotto le macerie –
e 24 nel territorio
zonale, su 103 punti
vendita presenti
nella zona dell’Aquila. |
"Lo vede quel palazzo lì avanti? Ecco, è
casa mia. Inagibile. Come tutti gli aquilani,
sono senzatetto. A 52 anni. Io e
mia moglie, con la figlia piccola di 13
anni, ci siamo trasferiti dai suoceri, a Poggio
Umbricchio, presso Teramo. Per fortuna, i
due figli più grandi stavano fuori: uno, bancario,
era a Milano, il secondo, ancora studente,
dormiva a casa di amici e quella notte mi
si è ripresentato davanti in mutande. Quanto
a noi, dopo la scossa dell’una avremmo dovuto
uscire. Io l’ho detto a mia moglie, ma lei e
la bambina non hanno voluto. Così, siamo rimasti
a letto. Alle tre e mezza, ci siamo sorbiti
l’inferno. Però non mi lamento: siamo qui,
tutti sani e salvi, e questa è l’unica cosa importante.
Se penso a quelli che stanno piangendo
i morti, mi fa vergogna lamentarmi. Ed
è per questo, in fondo, che adesso sono tornato.
L’ho sentito come un dovere civico”.
Così ha detto a Cristiano Gatti, inviato del Giornale, l’edicolante Maurizio Filippi che,
tre giorni dopo la scossa di terremoto che ha
seminato vittime e distrutto gran parte dell’Aquila
e dintorni, ha riaperto il suo chiosco,
telaio in alluminio e vetrate doppie, praticamente
intatto, in via XX Settembre, epicentro
del sanguinoso disastro.
Un atto di grande civiltà e di speranza che si
trova, però, a fare i conti con una città in parte
deserta e grandissime difficoltà di tutti generi. |
37.394
SOPRALLUOGHI
Il bilancio provvisorio
dei sopralluoghi
effettuati dai vigili del
fuoco e dai tecnici
della protezione civile
a L’Aquila e negli altri
centri colpiti |
52,5%
AGIBILITÀ
La percentuale di
edifici pubblici e
privati che risultano
agibili in base ai
controlli effettuati |
14,2%
RECUPERABILI
Percentuale degli
edifici che, pur
essendo danneggiati,
possono essere
recuperati e resi
abitabili |
32%
STIMA
È la previsione della
Protezione civile sulla
percentuale di case
che risulteranno
inagibili al termine
delle verifiche |
Repubblica,
23/05/2009 |
I PROBLEMI QUOTIDIANI I PROBLEMI QUOTIDIANI
E LA SITUAZIONE ATTUALE E LA SITUAZIONE ATTUALE
A quasi due mesi da quella fatidica notte, qual
è la situazione che si vive oggi all’Aquila?
“A mente fredda stiamo facendo i conti con
un momento più faticoso da sopportare delle
drammatiche ore di quel 6 aprile” dichiara Alberto Mencaroni, segretario provinciale e
coordinatore regionale del SINAGI. “Dopo le
difficoltà dei giorni immediatamente successivi,
siamo impossibilitati, in molti casi, a lavorare
o a farlo con un ritorno economico appena
soddisfacente. Dei 49 punti vendita
chiusi per inagibilità, tra Centro Storico e periferia
della città, tre hanno ora riaperto. Ma
la situazione è tutt’altro che confortante. Il
Centro Storico dell’Aquila rimane ‘zona rossa’,
chiusa alla gente e, sulla ricostruzione, come
è stato detto o si è letto, oggi è difficile
quantificarne i tempi: due, tre, quattro anni o
di più?”
Gli edicolanti aquilani, sabato 9 maggio scorso,
si sono ritrovati in un’assemblea per fare il
punto della situazione.
“Una riunione a cui hanno partecipato non
solo i nostri associati, ma tutta la categoria a cui, soprattutto in questo periodo, vogliamo
stare vicino – racconta Mencaroni – Il problema
di molti è che non sono in condizione di
riaprire la propria attività. Ma anche chi continua
a lavorare non vive una situazione migliore.
Sto monitorando in queste settimane
22 punti vendita e, di questi, solamente uno è
riuscito ad avere un incasso giornaliero superiore
ai 200 euro. Anche nelle zone di periferia
la situazione è preoccupante: come si fa a
pensare di andare avanti con queste entrate
economiche? A questo punto, scusate la provocazione:
secondo l’ordinanza ministeriale
per il commercio e artigiani, avrà maggior
guadagno chi, rimanendo chiuso riceverà un
aiuto di 800 euro al mese! Ma anche su questo
intervento voglio prima sincerarmi se quanto
promesso sarà rispettato... Ma su come far ripartire
la città sono praticamente nulle le possibilità
di muoversi indipendentemente dagli
amministratori locali....”.
I PROVVEDIMENTI PRESI I PROVVEDIMENTI PRESI
DA FIEG, ANADIS DA FIEG, ANADIS
E ORGANIZZAZIONI E ORGANIZZAZIONI
SINDACALI SINDACALI
E, a proposito di ‘aiuti e interventi’, il 17 aprile
scorso presso la sede FIEG di Milano, si è
tenuta una riunione straordinaria – fortemente
auspicata dallo SNAG Nazionale – cui hanno
partecipato, oltre ai dirigenti della FIEG, i
rappresentanti delle Amministrazioni Editoriali,
le Organizzazioni di categoria dei rivenditori,
l’ANADIS e la Distribuzione Stampa
Prioli, il distributore locale operante all’Aquila,
nel corso della quale sono state assunte
misure straordinarie per le edicole rimaste
coinvolte dal sisma.
In dettaglio, queste le misure adottate:
- la contabilità, relativa al prodotto editoriale
spedito alle 15 rivendite rimaste sotto le
macerie, è stata annullata;
- il prodotto distribuito prima del sisma a
tutte le rivendite inagibili sarà ritirato, non
appena possibile, dal distributore locale
per poter effettuare un inventario dei quotidiani
e periodici giacenti;
- i settimanali e i mensili distribuiti a tutte le
rivendite attive in città e zonale saranno
pagati all’agenzia Prioli 30 giorni dopo la
data di emissione dell’estratto conto. Tempi
straordinari di pagamento dei quotidiani
saranno concordati tra il Distributore e
le Organizzazioni Sindacali dei rivenditori;
- il richiamo in resa delle pubblicazioni seguirà
il normale calendario di scadenza,
anche per i prodotti che non prevedono la
consegna di un numero successivo;
- è sospeso l’invio dei prodotti collezionabili
e/o “copie garantite” ed è previsto il richiamo
di tutti i numeri arretrati giacenti
in edicola. La ripresa dell’invio sarà a cura
dell’Agenzia Prioli a seguito di accordo
con i singoli rivenditori;
- è sospeso l’invio di tutti i prodotti audiovisivi
ed è previsto il richiamo in resa di tutti
quelli giacenti in edicola;
l’impresa di distribuzione locale ha facoltà
di stabilire quantità e qualità delle pubblicazioni
da destinare alla rete di vendita.
I pagamenti tra il Distributore Locale e gli
Editori sono stati sospesi almeno fino al mese
di giugno.
“I tempi di ripresa sono sicuramente lunghi
per tutta la città e ovviamente anche per gli
edicolanti” commenta Luigi Ippoliti, responsabile
amministrativo Diffusione della Distribuzione
Stampa Prioli & C. con sede a Campo
di Pile (AQ), concludendo: “Sia attraverso
i rappresentanti sindacali che con i contatti
diretti con alcuni dei rivenditori sappiamo
che c’è chi sta ripristinando i danni per riprendere
a lavorare al più presto possibile.
Qualcuno ci è anche già riuscito”.
LE TESTIMONIANZE DEGLI LE TESTIMONIANZE DEGLI
EDICOLANTI EDICOLANTI
Molti edicolanti aquilani vivono nelle tende o
comunque sono stati alloggiati lungo le strutture
costiere dell’Abruzzo. Due testimonianze
dirette ci arrivano da residenti nel quartiere
Pettino, la zona più colpita dal sisma dopo
quella del Centro Storico.
“A Pettino ci sono stati palazzi che sono
sprofondati – racconta Tobia Taddei – Ho,
però, riaperto la mia edicola dopo tre giorni
perché, al di là dello spavento, non abbiamo
avuto particolari danni. Anche chi come me
vive e ha un’attività in un quartiere periferico
dell’Aquila è in forte difficoltà. Nel nostro
Comune ci sono 30mila sfollati ‘spostati’ lungo
le coste e 32mila alloggiati nelle tendopoli realizzate dalla Protezione Civile. Pur avendo
ripreso il lavoro, oggi incasso un decimo di
quanto, quotidianamente, guadagnavo prima.
Parlo di 90, 100 euro al massimo. La mia
casa – continua Tobia Taddei – ha subito danni
di tipo B, ovvero quelli che, per poterci ritornare
a vivere, necessitano di piccoli interventi
ma, senza autorizzazione non posso
rientrare e devo alloggiare in tendopoli. Oggi
vendiamo solo quotidiani. Ci manca, ovviamente,
la clientela perché è stata sfollata e,
per ora, anche la merce da proporre: speriamo
che, con il passare delle settimane, si possa
cominciare a riavere almeno le riviste più
importanti. Difficile pensare, a breve, di proporre
Dvd o collezionabili sui quali, visti i
prezzi, c’era più guadagno; oggi molta gente
ha perso tutto e non pensa davvero a questi
prodotti. Sono altre le priorità”.
Sergio Fattore vive, anche lui, nel quartiere
Pettino, ma la sua edicola è sotto i ‘Portici’
della città, nella ‘zona rossa’.
“La mia rivendita è rimasta intatta – precisa
l’edicolante abruzzese – ma il problema è che
tutto il Centro Storico è chiuso e ci vorranno
anni per rivitalizzarlo e sistemarlo. Personalmente
sono stato alloggiato sul litorale abruzzese
e faccio avanti e indietro: da lì a L’Aquila.
Non so quello che mi aspetta, o meglio,
dovrei ricevere 800 euro al mese fino a quando
potrò riaprire l’edicola. A tutt’oggi, nel
Centro Storico, non è cambiato praticamente
nulla e questo fa capire quanto saranno lunghi
i tempi d’attesa che ci aspettano. Mi sento
di dire – sottolinea Sergio Fattore – che una
categoria come la nostra, che lavora quasi sedici
ore al giorno per gli Editori, avrebbe meritato
un loro segnale diretto. Vanno bene, e
sono tutte lodevoli, le iniziative di raccolta
fondi pro-terremotati sostenute dai giornali,
ma ho sentito in televisione che, per esempio,
i farmacisti hanno la promessa di ricevere un
contributo di 10 milioni di euro dai loro rappresentanti
nazionali e da chi opera nel settore...
Nessuno si aspetta regali, ma solo attenzione
e rispetto. Invece non lo vedo...”.
Abita e lavora a Coppito, frazione a cinque
chilometri dall’Aquila, Alessandro De Michele:
“Rispetto al capoluogo, noi abbiamo
subito danni minori anche se pure qui ci sono
stati crolli e una parte della nostra località è
inagibile – sottolinea il rivenditore abruzzese
– Sono stato chiuso un giorno e mezzo, poi ho
riaperto e i miei clienti mi hanno ringraziato
perché ho dato loro un segnale di ritorno alla
normalità o, almeno, di vita in paese, permettendogli
di acquistare il quotidiano. Ho vissuto,
in questi primi mesi post terremoto, momenti
diversi. Inizialmente, grazie ai soccorritori
sono riuscito ad avere giornate di vendita
positive, poi, invece, con lo spostamento degli
abitanti ne ho risentito come tutti i colleghi
della zona. Siamo ‘senza popolazione’ e
non possiamo fare previsioni su come andrà
la giornata lavorativa”.
Ha un chiosco nei pressi dell’Ospedale del capoluogo,
Mariano Ascani.
“Vivo con i miei in tenda, non abbiamo l’agibilità
per tornare a casa” ci racconta il trentaseienne
rivenditore di giornali. “Apro tutti i
giorni il mio chiosco, ma vivo la realtà di una
città… dimezzata. Anche chi è rimasto ha poca
voglia di leggere. Oggi ricevo quotidiani e
alcuni dei settimanali più importanti. Per ora
aspetto di vedere cosa accadrà, se la gente
avrà voglia di riprendere qui o se deciderà di
trasferirsi altrove. Lavoravo molto con l’Ospedale
– continua Mariano Ascani – con la
gente che transitava per lavoro o per andare a
trovare i ricoverati. Oggi la struttura è chiusa,
servono i lavori di consolidamento per le
strutture non gravemente danneggiate. Il primo
obiettivo è la riapertura, a breve, di reparti
per cento posti letto; oggi, infatti, anche
molte delle persone in difficoltà sono alloggiate
nelle tende. Con la riapertura dell’Ospedale
confido che anche per il mio lavoro ci
siano piccoli, ma importanti, segnali di ripresa”. |
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PRO EDICOLANTI
TERREMOTATI
Le Organizzazioni Sindacali
si sono più volte incontrate
per valutare la possibilità di
costituire un’Associazione
finalizzata al sostegno dei
rivenditori colpiti dal terremoto;
tuttavia tale iniziativa,
nella sua fattiva realizzazione,
si è rivelata eccessivamente
lunga per questioni
procedurali e ciò, a discapito
di un aiuto che invece
vuole essere per quanto
possibile immediato.
Lo SNAG, quindi, sempre
nello spirito di una condivisione
unitaria dell’iniziativa
benefica, comunica che chi
volesse sostenere i colleghi
edicolanti dell’Abruzzo potrà
compiere un versamento
sul conto corrente che è
stato messo a disposizione
a tal fine dal SINAGI (Sindacato
Nazionale Giornalai
d’Italia) presso la Banca Intesa
e così intestato:
Sindacato Nazionale
Giornalai d’Italia
Fondo Solidarietà Edicolanti
Terremoto Abruzzo
IBAN
IT45K0306903217100000002511 |
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MILANO: il Consiglio Nazionale SNAG
annuncia il Congresso per Marzo 2010... mentre all’assemblea del Provinciale si è parlato
anche di Porno Tax e Studi di Settore
Il 14 maggio, presso la Sala Commercio dell’Unione
Commercianti di Milano, si è tenuto
il Consiglio Nazionale dello SNAGConfcommercio.
Alla presenza del presidente
Armando Abbiati e dei membri del
Consiglio, giunti nel capoluogo lombardo da
tutta Italia per rappresentare le strutture provinciali,
è stato approvato il bilancio consuntivo
2008 e quello preventivo 2009.
Nell’ambito della prima parte dei lavori, Domenico
Moschella, consulente fiscale dello
SNAG, ha affrontato alcuni argomenti d’attualità
per la categoria: dalla revisione degli studi
di settore, in base alla crisi economica attuale,
all’accatastamento delle edicole sul suolo pubblico
portando, a questo proposito, interessanti
esempi su diversi casi e relativi ricorsi presentati
dal Sindacato nel Nord e Sud Italia.
Armando Abbiati dopo aver annunciato che
il prossimo Congresso Nazionale si terrà a fine
marzo 2010, ha relazionato i presenti sui
rapporti con la FIEG e le altre Organizzazioni
Sindacali nell’ambito della riapertura delle
trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale.
Molti gli interventi dei delegati che hanno
esternato le proprie esperienze per contribuire,
con le loro idee, alle prossime trattative.
Nel corso dell’assemblea il Presidente ha, tra
l’altro, ricordato l’impegno dei rappresentanti
SNAG sul territorio sottolineando, fra l’altro
la bella iniziativa di Silvia Nani, presidente
della struttura Montecatini – Val di Nievole,
che ha realizzato un mensile d’informazione
per i propri associati e per tutta la categoria
della zona. Sono sempre più le strutture locali
che producono, oltre alle consuete circolari,
pubblicazioni puntuali per informare i colleghi
sulle novità e i problemi che il Sindacato
affronta ogni giorno nell’interesse comune. Si
va da storiche strutture in grandi città come
Milano a quelle provinciali che, da tempo,
pubblicano propri giornali per gli associati,
come Monza o Lucca, tanto per citarne alcuni.
Il 19 aprile si è tenuta anche l’assemblea
annuale dello SNAG provinciale del capoluogo
lombardo.
Giampiero Labò (presidente provinciale) ha illustrato
la situazione dei rapporti con i distributori
operanti a Milano e provincia. Ha poi
indicato quale strada lo SNAG stia cercando di
percorrere per il rinnovo del contratto per la
vendita di documenti di viaggio ATM. Nel ribadire,
quindi, l’impegno costante del Sindacato
con Comuni, Provincia e Regione Lombardia,
Labò ha ripercorso quanto è stato svolto
nell’ultimo anno con particolare attenzione
agli obiettivi da concretizzare nel 2009.
Armando Abbiati ha illustrato, fra i molti argomenti
all’ordine del giorno, i dati attuali di
vendita e raccolta pubblicitaria di un settore
editoriale che, così come l’economia mondiale,
sta subendo forti flessioni. Gettando uno
sguardo al futuro, Abbiati ha ribadito come la
categoria debba sfruttare l’opportunità di utilizzare
al meglio la propria professionalità e
capillarità. Maria Grazia Costa e Domenico
Moschella, consulenti SNAG per gli aspetti
fiscali, hanno trattato infine, temi come la
Porno Tax (leggere), l’obbligo della
posta elettronica certificata, l’accatastamento
e gli studi di settore.
“Ancora una volta non possiamo che ringraziare
tutti gli ‘amici’ associati che sono intervenuti
a questa nostra assemblea annuale dando prova
di fiducia nel nostro lavoro. Con la loro presenza
hanno premiato l’impegno che spendiamo
quotidianamente per tutelare, al meglio, la nostra
attività in edicola” ha concluso il presidente
del provinciale di Milano, Giampiero Labò.
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PESCARA:
EDICOLANTI COINVOLTI NEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO EDICOLANTI COINVOLTI NEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO
L’Abruzzo, pur colpito gravemente dal terremoto
dello scorso aprile, vuole dare segnali
di grande vitalità e avrà una vetrina internazionale
molto importante, ospitando dal 25
giugno al 6 luglio, la XVIa edizione dei Giochi
del Mediterraneo.
La manifestazione sportiva, che vedrà in gara
atleti di 21 Paesi, avrà come sede principale
Pescara, mentre le gare delle diverse discipline
sportive si svolgeranno anche in altre località
dell’Abruzzo, tra cui L’Aquila.
E lo scorso 19 maggio si è tenuto al Museo d’Arte contemporanea ‘Vittoria Colonna’
di Pescara un convegno dal titolo ‘Informazione e rete di vendita nell'ambito
dei Giochi del Mediterraneo 2009’.
“L’obiettivo è coinvolgere l’attenzione di rivenditori, editori e distributori sulle iniziative
diffusionali nel periodo interessato dalle gare sportive dei Giochi” spiega Danila
Manzo, presidente della Messaggerie Abruzzesi, distributore locale
con sede a Pescara. “Per questo abbiamo organizzato un meeting patrocinato dal
Comune, dalla Regione Abruzzo e dal Coni per discutere dell’operatività per una
migliore diffusione dei prodotti editoriali durante la manifestazione. Stiamo analizzando
un'azione di marketing per convogliare l’attenzione sul punto vendita in occasione
dei Giochi. In considerazione del calendario delle varie gare previste, l'obiettivo
è di migliorare la distribuzione dei giornali e, soprattutto, di incrementarne
le vendite in base alle esigenze della clientela sportiva e non presente a Pescara e
in tutta la nostra Regione. È stato stimato che, all'evento, parteciperanno circa seimilacinquecento
esponenti del mondo sportivo e giornalistico dei vari paesi del
Mediterraneo. Un'occasione imperdibile – conclude Danila Manzo – anche per gli
edicolanti e gli altri operatori della distribuzione di giornali”.
Coinvolgere il punto vendita, sfruttando le sue potenzialità e le presenze di partecipanti
e sportivi che seguiranno le gare, è sicuramente fondamentale in questo momento
difficile per l’Abruzzo.
Nel corso del meeting svoltosi a Pescara, è stata effettuata anche una raccolta fondi
a favore della rete vendita colpita dal terremoto. |
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| Lo SNAG provinciale
di Verona
nel corso dell’assemblea
che ha visto il rinnovo
di tutte le cariche
dirigenziali.
Al centro, il nuovo
presidente Luigi Micieli. |
VERONA: è giovane il nuovo Direttivo
Lo SNAG
ha rinnovato
le sue cariche,
con molti volti
nuovi
alla guida
di una struttura
provinciale pronta
a crescere.

Il 27 aprile scorso gli associati SNAG di Verona
si sono ritrovati, presso la sede della
Confcommercio, per l’elezione del Consiglio
Direttivo e del Presidente Provinciale.
A seguito di quest’assemblea i rivenditori eletti
hanno, poi, nominato all’unanimità Luigi Micieli,
edicolante di Corrubbio di Negarine (San
Pietro in Cariano), nuovo presidente provinciale.
Alla riunione hanno partecipato i vicepresidenti
nazionali Andrea Innocenti e Carlo
Leopardo insieme a Pierangelo Rossetto,
membro di Giunta Nazionale e presidente del
provinciale di Noale che, in questi mesi, ha seguito
da vicino la struttura scaligera.
“Ai rappresentanti dello SNAG Nazionale e
Regionale – spiega il neo presidente scaligero
Luigi Micieli – va un sentito ringraziamento
per aver accettato e condiviso il programma
del gruppo che ha consentito la rinascita del
nostro sindacato a Verona, oltre che per averci
guidato in questo momento delicato. Ero già
associato allo SNAG, ma senza ricoprire alcuna
carica; alla vigilia di quest’assemblea alcuni
giovani colleghi mi hanno coinvolto in
quest’impegno sindacale – spiega Micieli, –
ed è stato positivo che, in quest’assemblea, il
nuovo gruppo dirigenziale provinciale abbia
raccolto il sostegno praticamente unanime
dei presenti. Questo ci sprona ancora di più
nell’iniziare il nostro nuovo lavoro”.
Da subito, quindi, i nuovi dirigenti hanno
raccolto segnalazioni e incominciato ad affrontare
i problemi degli edicolanti di Verona.
“Come avevo già detto in assemblea il primo
obiettivo sarà quello di dare un po’ di serenità
a tutti i colleghi che hanno problemi quotidiani
nello svolgere la loro attività” spiega il
presidente dello SNAG di Verona. “Da subito,
il Direttivo si è riunito per la divisione delle
cariche all’interno della nostra struttura e si
muoverà immediatamente per svilupparla
confrontandosi con i diretti interlocutori. Prima
di tutto, cercheremo di risolvere qualche
piccolo problema con l’genzia distributiva Rebecchi, che opera sul territorio veronese.
Abbiamo, infatti, delle lamentele per ritardi
nelle consegne, in rivendite della provincia, e
per prodotto editoriale che, a volte, arriva già
danneggiato diventando, quindi, invendibile.
Rispetto ad altre realtà locali possiamo, però,
ritenerci comunque soddisfatti dell’operato
dell’agenzia Rebecchi. Anzi, vorremo discutere
al più presto con il distributore anche dello
sviluppo dell’informatizzazione. A Verona,
già da tempo è stato attivato INFORIV e io
stesso lo utilizzo da due anni. Ho avuto modo
di sfruttare i vantaggi di questo sistema
per la gestione della contabilità in rivendita.
Sono molti i giovani rivenditori che hanno
già apprezzato l’informatizzazione, capendone
l’utilità per il loro lavoro quotidiano. Per
gli altri, che ancora non lo conoscono, vorremmo
organizzare dimostrazioni pratiche
presso i loro punti vendita e corsi formativi”.
Lo SNAG Provinciale di Verona è così composto:
Presidente: Luigi Micieli
Vicepresidente: Alessandro Cozzi
Tesoriere: Stefano Cozzi
Consiglieri: Carla Ambrosi, Maria Grazia
Avogaro, Barbara Corsi, Claudio Dolci,
Stefano Trentini (supplente).
Per informazioni:
SNAG Provinciale di Verona
c/o Confcommercio di Verona
via Sommacampagna, 63/H - 37137 Verona
Tel. 045/8060811
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VENEZIA: 55% giornali e 45% di souvenir
Per le rivendite
del Centro Storico
si è scelta
la possibilità
di diversificare
l’offerta tenendo
presente l’ampia
richiesta
di prodotti
turistici.
Dopo settimane di incontri e trattative
la IXa Commissione del Comune
di Venezia ha approvato, il 20 maggio
scorso, il progetto di riorganizzazione
del piano edicole per la vendita di
giornali e riviste. L’assessore al Commercio
Giuseppe Bortolussi dopo mesi di mediazioni
ha, infatti, stabilito che le percentuali merceologiche
per le rivendite del Centro Storico
lagunare siano del 55% per i giornali e del 45
% per souvenir e articoli turistici. Il provvedimento
passerà, ora, in Consiglio Comunale
per l’attuazione.
“Questo tipo di percentuale è quanto già proposi,
un anno fa, all’assessore al commercio
di Venezia” ricorda Andrea Innocenti, vicepresidente
dello SNAG Nazionale che insieme
a Pierangelo Rossetto, membro di Giunta
Nazionale ha seguito da vicino questa vicenda.
“In effetti è ragionevole pensare a questo
tipo di proposta, date le caratteristiche altamente
turistiche della città”.
Rimane, però, la preoccupazione per la sopravvivenza
delle rivendite alle spalle del
Centro Storico come confermano i dati allarmanti
di diverse edicole pronte a chiudere,
mentre chi lavora in zone più turistiche riesce
a ‘salvarsi’ proprio con gadget per i molti visitatori,
che ogni settimana invadono Venezia.
Rimane aperta una polemica tra edicolanti, Comune e Confcommercio sulla merceologia
del 45% non editoriale, in cui non sono
stati inseriti prodotti come ombrelli e occhiali
che molti rivenditori ritenevano un’opportunità
commerciale in più da proporre. È previsto,
invece, di poter vendere pellicole, articoli
da regalo e ricordi, macchine fotografiche, biglietti
per trasporti pubblici.
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BISCEGLIE
e BARI: ora sono unite
Con l’unione
della struttura
del capoluogo
pugliese a quella
di Bisceglie
è nata una nuova
rappresentanza
sindacale
che copre tutto
il territorio
provinciale.
Un’unica struttura per rappresentare
i rivenditori di giornali della provincia
di Bari. È questa la motivazione
che ha spinto lo SNAG a far
confluire il Comunale di Bisceglie in quello di
Bari. Il 30 marzo scorso, Antonio Losapio, già
alla guida dello SNAG di Bisceglie, è stato
nominato presidente provinciale della nuova
struttura che ha sede presso la Confcommercio
di Bari. Il consiglio direttivo è, invece, costituito
dalle componenti delle due realtà precedentemente
esistenti.
A quest’importante momento, per l’attività
sindacale barese, Armando Abbiati (presidente
dello SNAG Nazionale) ha voluto dare,
con la sua presenza in Puglia, un segno tangibile
di grande interesse.
“Nella nostra regione avevamo rappresentanze
a Foggia, Taranto e Lecce – ricorda Renato
Russo, vicepresidente nazionale e presidente
dello SNAG di Foggia – e come nelle altre
provincie, dove abbiamo più località raggruppate,
abbiamo deciso di avere un’unica
realtà unendo Bari e Bisceglie, facendo confluire
quest’ultima nello SNAG del capoluogo.
L’obiettivo è ora di continuare a lavorare
per la categoria, ma con una presenza ancora
più capillare in questa zona. I due gruppi dirigenziali
si sono, perciò, uniti andando a formare
il nuovo Direttivo provinciale che ha la
sua sede presso gli uffici locali della Confcommercio”.
Oltre al presidente Antonio Losapio, il nuovo
SNAG provinciale di Bari è composto da Antonio
Mascolo, Giovanni Casafina, Giulia
Valente e Donatella Di Nardo.
Per informazioni:
SNAG Provinciale di Bari
c/o Confcommercio di Bari
via Amendola, 172/C – 70126 Bari
Tel. 080/5481776 – Fax 080/5481077
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RIVOLI (TO):
no ad altre licenze
Il graduale calo di abitanti
di Torino, a favore dell’hinterland,
ha spinto gli amministratori
di uno dei centri nella cintura
del capoluogo piemontese,
a proporre l’apertura
di sei nuovi punti vendita
di giornali di cui tre subito
nei prossimi mesi.
Tre nuove autorizzazioni da concedere
per l’apertura di edicole entro quest’anno,
altrettante entro il 2012.
Questa la proposta dell’amministrazione
comunale di Rivoli che ha portato gli
edicolanti del centro della periferia torinese a
protestare durante la seduta del Consiglio
Comunale che avrebbe dovuto dare il via libera
a questo provvedimento.
Una scelta giudicata inopportuna anche dai
Sindacati che hanno contestato il ragionamento
effettuato dal Comune di Rivoli
(50.015 residenti), fondato sui dati di una media
regionale di un’edicola ogni 2.500 abitanti,
mentre a Rivoli ce n’è oggi una ogni 1.800.
Dal momento che sempre più persone scelgono
di lasciare Torino per stabilirsi nell’hinterland
del capoluogo piemontese, come Grugliasco,
Collegno e Rivoli, il Comune di quest’ultima
località, valutandone la crescita della
popolazione, ha ritenuto necessario potenziare
il servizio di rivendita di giornali.
“Sul piano puramente numerico lo studio comunale
è partito da cifre corrette, per numero
di abitanti da servire, ma su quello pratico le
cose sono ben diverse – sottolinea Giovanni
Gorrea, presidente dello SNAG provinciale di
Torino – In alcune zone di Rivoli mancano edicole,
in altre si aprirebbero nuovi punti vendita
in mezzo ai prati, dove oggi non c’è nulla,
ma domani potrebbero sorgere insediamenti
urbani secondo i progetti del Comune. Come
noi, anche la FIEG e il distributore locale si sono
detti, da subito, contrari a queste nuove
aperture dichiarando di essere pronti a non
servirle. È stato importante far capire a Carlo
Bellino, vicesindaco con delega al Commercio,
come sia fondamentale un equilibrio economico
per rilasciare nuove autorizzazioni. Abbiamo
fatto presente, inoltre, agli amministratori
con i quali ritorneremo a parlare nelle prossime
settimane – continua Gorrea – che nell’ultimo
anno, a Rivoli, ci sono state anche due
chiusure. Altri esercizi del centro storico rischiano
di dover abbassare la saracinesca perché
fanno fatica a sopravvivere, mentre c’è la
possibilità di garantirne la salvezza spostandoli
in zone dove, invece, c’è effettivamente carenza
di servizio”.
Carlo Bellino si è già detto, comunque, disponibile
a rivedere il progetto delle tre nuove
autorizzazioni da assegnare nel 2009: “Senza
un piano delle edicole eravamo passibili di
sanzioni. Per questo abbiamo incaricato un
esperto che lo preparasse adeguandosi alle
leggi provinciali e regionali – ha dichiarato il
Vicesindaco con delega al Commercio – Vista
la difficile situazione economica per diverse
rivendite della nostra città, ora il Comune approfondirà
e modificherà il piano in funzione
della realtà evidenziata in queste settimane
nel confronto con i rivenditori di giornali e i
loro rappresentanti sindacali”.
Bellino ha, poi, anticipato che sta prendendo
in considerazione la possibilità di permettere
agli edicolanti rivolesi di vendere snack e patatine.
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TORINO, MONCALIERI e COLLEGNO:
no a spese superflue
Oltre alla battaglia sindacale per non
consentire le nuove aperture a Rivoli,
lo SNAG provinciale di Torino,
in questi mesi, ha anche manifestato
la sua disapprovazione per l’aumento della
tassa per l’occupazione del suolo pubblico.
“Numerosi sono stati gli incontri con l’Amministrazione
Comunale – dichiara il presidente
torinese Giovanni Gorrea – per cercare
di contenere quest’ulteriore costo, a carico degli
edicolanti, in un momento economico già
difficile. Una richiesta di incontro è stata fatta
al sindaco Chiamparino. Vogliamo fargli presente
il drastico calo di vendite di prodotti di
giornali e chiedere una regolamentazione comunale
per la free-press che contribuisce a
sporcare la città e i mezzi pubblici”.
Anche in altri comuni dell’hinterland di Torino
sono stati raggiunti risultati importanti.
“A Collegno siamo riusciti a ridurre e rateizzare
la tassa sul suolo pubblico, ottenendo
l’ampliamento immediato merceologico per
permettere la vendita di pastigliaggi da parte
di tutti i rivenditori di giornali – dichiara ancora
Gorrea – inoltre, a Moncalieri, il Comune
ha dato risposta negativa alla richiesta per
l’attivazione di nuovi punti non esclusivi
presso le tabaccherie, in quanto non previsti
dal Piano Comunale. Lo SNAG di Torino ha,
poi, stipulato una convenzione per l’acquisto
di estintori, con relativa revisione annuale, a
prezzi molto competitivi per gli edicolanti associati
interessati a quest’esigenza” continua il
presidente della struttura torinese.
“Sulla sicurezza, infine, dopo un’attenta analisi
del D.L.81/2008, abbiamo interpellato l’Ispettorato
del Lavoro per avere una corretta
interpretazione del decreto per non sobbarcare
gli edicolanti di ulteriori spese per adempimenti
superflui”. |
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