44 EDICOLANTI Dalla Cina al Perù
Sudamericani, rumeni, ma anche africani e cinesi, il mondo degli edicolanti ‘milanesi’ sta al passo con la multietnicità del capoluogo lombardo. Tutti con una intensa esperienza di vita alle spalle, ma orgogliosi di quest’attività che li ha resi ‘imprenditori’.

Milano è sempre più città multietnica. Basta salire su un tram o su un vagone della metropolitana per incontrare volti che rappresentano tutto il mondo. E in questa globalizzazione non sono escluse le professioni. Molti milanesi, per esempio, hanno - e non da poco tempo - come edicolante di fiducia uno straniero pienamente integrato nella struttura dei singoli quartieri.


Dal lontano Perù, Alfonso Aredo Perez è arrivato in Italia quasi quarant’anni fa. La cortesia è l’emblema della sua edicola-cartoleria dove la clientela ha davvero tutte le… età.

L’ESPERIENZA LATINO-AMERICANA
In via Rodrigo, tra il Naviglio e la vicina zona di Famagosta, nel quartiere Torretta alla periferia sud di Milano, troviamo l’edicola-cartoleria di Alfonso Aredo Perez, 50 anni peruviano (nella foto).
“Sono arrivato In Italia nel 1971 e, quando ho iniziato a lavorare, mi sono adattato subito a ciò che trovavo - racconta il simpatico edicolante – poi, dieci anni fa, sono stato uno dei primi latino-americani a intraprendere quest’attività. So che oggi ci sono altri miei connazionali, ma anche ecuadoregni, che sono titolari o hanno in gestione una rivendita di giornali”.
Ma come nasce la scelta del signor Perez di vendere giornali piuttosto che dedicarsi a un altro tipo di attività commerciale?
“Il mio desiderio era di continuare a lavorare in proprio, cosa che avevo fatto anche con i primi lavori trovati qui a Milano, al mio arrivo in Italia – sottolinea Alfonso – Mi piace leggere, arricchire la mia cultura personale e mi ha subito interessato la possibilità di acquistare quello che, inizialmente, era un negozio di cartoleria a cui, poi, è stata abbinata l’attività di edicola”.
Poco dopo le 10 di una mattina di luglio, nella sua rivendita, vediamo entrare e uscire mamme e nonne con passeggini. C’è chi compra un quotidiano, chi una rivista o un giocattolo. E poi c’è la richiesta di qualche cliente per carta da lettera e buste. In pochi minuti, insomma, ci rendiamo conto di come il rivenditore sudamericano sia abile e veloce nell’accontentare il pubblico, sempre con un sorriso e con una battuta.
“Li conosco quasi tutti – ci spiega – io sono un punto di riferimento per il quartiere e questo mi fa piacere. La cortesia usata è per me un atteggiamento naturale che fa parte del mio modo essere. Aiutare, per esempio, le persone più anziane a districarsi nella vasta esposizione delle riviste credo sia fondamentale”.
Il negozio dell’edicolante peruviano ha, infatti, su due pareti e in un’isola centrale un’ampia esposizione di tutti i giornali, dvd e giocattoli. L’area cartoleria e il servizio fotocopie e fax è, invece, alle sue spalle, dietro il bancone.
Scelte particolari?
“Nella stagione estiva vanno molto le riviste leggere, quelle più da sfogliare con foto e, quindi, i miei clienti le trovano subito in primo piano – conclude il signor Perez – Ma tutto è messo ben in evidenza perché, entrando in edicola, è giusto che i clienti possano guardare le copertine prima di scegliere”.



Migliaia di chilometri sono stati percorsi per arrivare a Milano, dai nostri edicolanti, provenienti dai quattro punti cardinali. Oggi perfettamente integrati, sono diventati un vero e proprio punto di riferimento per gli abitanti dei loro quartieri. Sopra, Claudia Dumitru che collabora con il marito Costin, arrivato dalla Romania diversi anni fa.

IMPRENDITORE DI SE STESSO
Cambiando completamente zona e spostandoci a Lambrate, a 400 metri dalla stazione ferroviaria troviamo invece Costin Dumitru, 40 anni rumeno. Con lui la moglie Claudia (nella foto), che lo aiuta mentre parliamo del suo lavoro quotidiano. Di fronte a noi il mercato comunale di via Rombon dal quale, uscendo, è obbligatorio, passare davanti all’edicola.
“È così. Tanta gente del quartiere va a fare la spesa e poi viene qui - conferma il rivenditore rumeno – La nostra è anche una posizione di passaggio per gli automobilisti, perché la mia rivendita è l’ultima in uscita da Milano, poi si passa al comune di Segrate”. Essere imprenditore è la molla che, tre anni fa, ha fatto scegliere a Costin di diventare edicolante.
“Non volevo più lavorare alle dipendenze di altre persone, ma gestire personalmente il mio lavoro e cercare di migliorare economicamente – sottolinea il quarantenne rumeno – Ho perciò lasciato l’attività di facchino per dedicarmi alla vendita di giornali. Questi tre anni mi hanno regalato molto: un lavoro stimolante, nuovo, con la possibilità di vendere e incassare quotidianamente. Ma anche da un punto di vista umano: ho conosciuto molta gente, contatti che mi hanno portato a essere considerato un amico dai tanti clienti del quartiere”.
Pregi e difetti, dell’attività di edicolante, sono ora soppesati da Costin Dumitru per valutare il suo futuro: “Fatica? Ci sono abituato. Alzarmi alle 5 e chiudere l’edicola alle 19 o alle 20 per me non è un problema – tiene a precisare – rispetto ad altre attività commerciali i giornali, comunque, si vendono ogni giorno. Le riviste interessano e, anche se c’è un calo, si hanno entrate comunque assicurate. Soprattutto con biglietterie e ricariche si compensa quanto perso con la carta stampata. Nei primi sei mesi di attività, in particolare, ho avuto un buon ritorno, rivitalizzando quest’edicola. Futuro? Non so. Ora sono un po’ stanco perché ho perso l’entusiasmo iniziale. La monotonia, la ripetitività nel fare le stesse cose, tutti i giorni dall’apertura alla chiusura, mi stanno portando a pensare di cambiare. Dipenderà dalla possibilità di trovare un’alternativa lavorativa, ma che sia sempre in proprio”.


Questa è la bella edicola di Zhou Liwei (che come tanti suoi connazionali non ama essere fotografato), all’interno della stazione Duomo, nella metropolitana milanese. In piena zona turistica, offre anche gadget, souvenir e, naturalmente, biglietti di trasporto e ricariche telefoniche. IN METRO SI RESPIRA ARIA ORIENTALE
È un giovane edicolante cinese Zhou Liwei, 21 anni, che troviamo in una delle edicole della fermata Duomo della metropolitana milanese.
“Gestisco questa rivendita ormai da un anno, mentre i miei genitori sono titolari di un’altra sempre in metropolitana, ma alla Stazione Garibaldi – racconta il giovane cinese – Abbiamo iniziato per caso a essere edicolanti, arrivando a Milano da Sassari dove ci occupavamo di abbigliamento. Tramite un mediatore cercavamo un’attività commerciale e ci è stata proposta l’edicola della Stazione Garibaldi. Quando ho completato gli studi, insieme ai miei genitori abbiamo deciso di sviluppare la nostra attività nel settore e ho preso in gestione questo secondo punto vendita”.
Zhou Liwei parla della sua esperienza personale e spiega la diversità di tipologia e clientela delle due edicole di famiglia. Mentre lo fa, assistiamo a un veloce passaggio di clienti, molti dei quali abbinano l’acquisto di biglietti per la ‘metro’ al quotidiano.
“Lavorare per me è un piacere ma, rispetto ai miei genitori, qui ho anche altre merceologie e proposte diverse proprio perché mi trovo a due passi dal Duomo e in piena zona turistica – racconta – Ho meno giornali rispetto all’edicola della Stazione Garibaldi, ma più gadget, souvenir, oltre a prodotti che vanno per la maggiore come biglietti di trasporto e ricariche. Ho provato a proporre stampa estera, proprio per il passaggio di molti stranieri, ma il risultato è stato di poco conto. E poi registro anche un calo generale nei giornali che rimangono, però, la base dell’edicola. I guadagni, qui in metropolitana, arrivano dalla vendita dei biglietti dell’Atm e dalla volontà di sviluppare l’attività commerciale con altri prodotti. L’idea della nostra famiglia sarebbe quella di provare a prendere anche una terza edicola. Ma, personalmente, credo che sia meglio soprassedere per l’attuale andamento delle vendite di giornali, non tanto per il tipo di lavoro che, invece, mi piace”.


Thomas Mohammag Madaly (sopra) si considera ormai… “un milanese d’Africa”. E pur non escludendo di tornare un giorno in Senegal, pensa che un uomo debba abitare dove può fare qualcosa per la sua vita.

DA DAKAR A MILANO
È un’esperienza diversificata quella che ha maturato, in dieci anni, nel mondo del lavoro italiano Thomas Mohammad Madaly (nella foto), 40 anni senegalese, oggi edicolante in via Forze Armate.
“Dopo gli studi di informatica ho lasciato Dakar per trasferirmi a Milano. Inizialmente ho fatto il buttafuori, prima in una discoteca e poi in un bar e anche da Mc Donald’s – racconta il sorridente edicolante – Pensando di mettermi in proprio ho deciso di prendere quest’edicola. Faticoso? No – sorride Thomas – Ci si alza solo alle 5 del mattino e si sta qui fino alle 19,30...”.
L’esperienza di questi primi due anni come è stata?
“C’è poco tempo per leggere, tra la vendita e l’attività di resa riesco a fatica a guardare leprime pagine dei giornali per conoscerli e, se esce una nuova pubblicazione, saperla proporre al cliente – racconta il quarantenne senegalese – Con la gente ho un ottimo rapporto, sono considerato ‘l’edicolante del quartiere’, prendo e do informazioni. È curioso che un africano dia informazioni agli italiani? Sono diventato un milanese d’Africa”.
E tra una battuta e un sorriso nel suo confortevole chiosco Thomas Mohammad Madaly accoglie i suoi clienti. “Vengono ad acquistare il giornale e quando c’è calma si fermano a chiacchierare – ci racconta – C’è chi si sfoga dopo una litigata in famiglia, e chi fa una confidenza. Ho trovato con questo lavoro tanti nuovi amici. Non l’avrei mai immaginato”. Nostalgia di Dakar?
“In Senegal ho lasciato mia madre e i miei fratelli ed è parecchio tempo che non vi faccio ritorno. Penso che un uomo abiti dove può fare qualcosa per la sua vita ed è quello che ho scelto venendo a Milano – spiega l’edicolante senegalese – Arrivato in Italia, inizialmente, il mio obiettivo era di guadagnare per poi tornare in Africa e trovarmi, là, un lavoro. Ora le cose sono, però, cambiate: ho conosciuto e sposato Roberta e ho un figlio di tre anni John Karim Thomas. Sono diventato più milanese... e proprio perché la vita ci insegna a dire ‘mai dire mai’ sull’eventuale ritorno in Senegal non chiudo la porta” conclude sorridendo il rivenditore di via Forze Armate.

CONCLUSIONE
Sappiamo che sia nel capoluogo lombardo che in altre zone d’Italia ci sono molti altri rivenditori stranieri che, con passione, si dedicano ogni giorno alla vendita di giornali. Come altri lavori anche l’edicola si è aperta negli anni a volti internazionali, persone che dimostrano di essersi sicuramente integrate nella realtà italiana.

Piero di Fratello

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