A
cura di
Carlo Leopardo |
Due domande
da un futuro edicolante
Il comune di Nuoro, dopo regolare
bando, mi ha assegnato uno spazio per
costruire un chiosco edicola. A chi mi
devo rivolgere per ottenere i quotidiani
e le riviste da vendere al pubblico?
Vorrei inoltre sapere se è vero che la
distanza minima fra due edicole deve
essere di mt 700. In attesa di ricevere
una risposta, ringrazio e saluto cordialmente.
S. A. – Nuoro
Presumo che il suo Comune le abbia anche
rilasciato un’autorizzazione per la rivendita
esclusiva di giornali quotidiani e periodici,
poiché nella sua lettera lei parla solo
di assegnazione di uno spazio per costruire
un chiosco edicola.
Ogni comune deve essere dotato di un piano
di localizzazione dei punti di vendita
esclusivi di stampa quotidiana e periodica:
in questo piano sono contenuti i parametri
di riferimento per tutto quanto concerne le
rivendite di giornali esistenti e per il rilascio
di eventuali nuove autorizzazioni,
eventuali parametri distanziometrici sono
contenuti in detto piano, che lei può consultare
recandosi presso l’Ufficio Commercio
e attività produttive del suo Municipio.
Con la sola assegnazione di uno spazio per
costruire un chiosco edicola, senza il rilascio
dell’autorizzazione per la rivendita
esclusiva di giornali quotidiani e periodici,
non è possibile vendere tali prodotti editoriali.
In ogni caso, anche l'essere in possesso
del'autorizzazione comunale alla vendita
di giornali non significa la certezza di essere
forniti dal distributore locale.
Poichè nel suo Comune si stanno verificando
situazioni atipiche, se non anomale,
le consiglio di rivolgersi per maggiori delucidazioni
a Gian Mauro Demontis, presidente
dello SNAG di Nuoro, presso la locale
sede della Confcommercio.
Vendita all’Ipercoop
Perché il nuovo Ipercoop, aperto il 4
giugno scorso, a Faenza vende i giornali?
Pensavo che nei centri commerciali
si potesse aprire un’edicola all’interno
come attività unica e che la vendita nel
supermercato fosse ancora legata alla
sperimentazione di anni fa. Ringrazio
se qualcuno mi sa rispondere.
D.T. – Faenza
Il rilascio di nuove autorizzazioni è di
competenza del Comune che deve essere
dotato, per legge, di un piano di localizzazione
dei punti vendita esclusivi di giornali
quotidiani e periodici nel quale, in base a
diversi parametri, è stabilito il numero di
autorizzazioni presenti sul territorio e le
modalità per il rilascio di eventuali nuove
autorizzazioni.
È possibile anche il rilascio di autorizzazioni
non esclusive per la rivendita di giornali
quotidiani e periodici. Tali autorizzazioni
hanno, però, carattere di complementarietà
con la rete di vendita esistente e, generalmente,
vengono rilasciate in aree scoperte
dove non sarebbe possibile la sopravvivenza
di un punto vendita esclusivo, o in
zone commerciali distanti da realtà urbanizzate.
Può verificare la regolarità della nuova autorizzazione
recandosi presso l’Ufficio
commercio e Attività produttive del suo
Comune richiedendo tutte le delucidazioni
del caso. Se si fossero verificate irregolarità
nel rilascio di una autorizzazione, è possibile il ricorso al Tribunale Amministrativo
Regionale nei termini previsti per legge,
ovvero entro 60 giorni. In questo caso è opportuno
che lei si rivolga a un legale.
Richiesta di
approfondimento sulle rese
Sono un edicolante che legge sempre
la vostra rivista i cui articoli sono sempre
molto utili e interessanti. Uno di
questi, però, mi ha sbalordito per come
avete affrontato il tema “rese eccessive”.
Avete scritto: la conoscenza in
tempo reale dell’entità del venduto
consentirebbe soprattutto di contenere
il fenomeno delle rese che ha assunto
dimensioni eccessive. Ma come mai
succede questo?
A me sembra che questa constatazione
sia solo uno slogan per promuovere
INFORIV che uso da quando è stato
attivato dal mio distributore e che trovo
abbastanza valido anche se si potrebbero
fare delle migliorie. Se però
vogliamo fare un’analisi approfondita
delle rese, cosa ne esce? Dove mettiamo
tutte quelle pubblicazioni “invendibili”
che gli editori ci rifilano? Copie
stravecchie, ricopertinate e rimesse in
vendita, allegati vecchi che ritornano
di continuo per non parlare delle riviste
per bambini!!! È vero che la crisi
economica attuale si fa sentire anche
nella vendita delle riviste, ma se si riuscisse
ad alleggerire un po’ lo smercio
di testate che sono nel circuito distributivo,
sarebbe sicuramente molto meglio.
Avendo l’edicola ormai da 5 anni, mi
chiedo come mai lo stato dia migliaia
di euro agli editori per promuovere la
lettura e la vendita di quotidiani e periodici
ma nemmeno un aiuto per la
rete distributiva. Se ci dessero l’opportunità
di investire per adeguare i punti
vendita alle esigenze di mercato sarebbe
un aiuto per noi e di conseguenza
per gli editori.
Vi ringrazio per l’aiuto che ci date con
la vostra rivista e sono certo che sarete
attenti alle problematiche di tutta la filiera.
Distinti saluti.
A.B.- Perugia
L’articolo a cui lei fa riferimento trattava
l’argomento da un punto di vista teorico e,
in quest’ottica, le conclusioni erano logiche.
Purtroppo ora la filiera editoriale praticamente
non esiste più, gli interessi di editori,
distributori nazionali, distributori locali,
sono molto distanti tra loro, a volte in
contrapposizione, troppe volte contrastano
in modo netto con gli interessi della rete di
vendita, che, è proprio il caso di dirlo, “in
fin dei conti” è l’unica entità che sopravvive
esclusivamente sulla vendita del prodotto
editoriale.
Monetizzare una carota ammuffita allo
stesso prezzo del tartufo, come lei mette in
evidenza, è ormai il fine ultimo per finanziarsi
alle spalle della rete di vendita.
Da parte dello SNAG, da sempre, vi è la
massima attenzione a questi fenomeni e
siamo continuamente alla ricerca di valide
soluzioni. Non è escluso che in un molto
prossimo futuro, la rete di vendita sia chiamata
ad attivarsi con azioni sindacali a tutela
e a salvaguardia della propria attività.
|