Alla CONFESESERCENTI

Forlì, 30 giugno 2009

Qualche settimana fa, in un comune della provincia di Forlì, si è tenuta una riunione in merito all’apertura di un punto vendita di giornali e riviste all’interno di una struttura della grande distribuzione, e più precisamente del CONAD.
Il Comune, su richiesta dello SNAG (Sindacato Autonomo Giornalai), ha convocato le organizzazioni sindacali che rappresentano la categoria, ovvero lo SNAG, il SINAGI e il FENAGICONFESERCENTI.
Durante questa riunione sono stati precisati e chiariti tutti i parametri che la legge sull’editoria indica come vincolanti per l’apertura di qualsiasi nuovo punto vendita. Sono stati, inoltre, valutati il calo naturale delle vendite di stampa nelle edicole già presenti in quel territorio, la crisi che il settore editoriale sta attraversando e, in generale e soprattutto, la crisi che colpisce tutte le famiglie italiane; infine è stata verificata l’esistenza di altri parametri (per esempio il rapporto con la popolazione) indicati dalle leggi in vigore. Lo SNAG, supportato dai propri legali, ha espresso fin da subito il suo parere negativo mentre, con grande sorpresa di tutti i presenti, compreso il sottoscritto, il FENAGI-CONFESERCENTI tramite il rappresentante delegato si è limitato a prendere atto delle argomentazioni portate avanti dagli altri sindacati e non ha espresso alcuna decisione in merito avallando, di fatto, la richiesta avanzata dal CONAD.

A questo punto mi chiedo a quale scopo un’organizzazione come la CONFESERCENTI mantenga al proprio interno un’ala sindacale (?) che non si è sentita minimamente in dovere di difendere la categoria dei giornalai a cui appartengo e, quindi, di favorire piuttosto la grande distribuzione. Il fatto che, secondo quanto dichiarato, il FENAGI rappresenti sindacalmente solo una piccola parte di questa categoria, non lo autorizza secondo me a tenere un atteggiamento del tutto ambiguo e a non considerare le grosse difficoltà economiche che si creerebbero a sfavore di coloro che dovrebbe, invece, rappresentare.
Per fortuna nostra il Comune interessato, e chiamato a decidere, ha effettuato con grande competenza tutte le valutazioni e le verifiche e non ha rilasciato l’autorizzazione richiesta, ritenendo che non ne esistessero i presupposti e che l’apertura del suddetto punto vendita non avrebbe effettivamente portato sostanziali vantaggi alla popolazione della zona.
Va ricordato che in questo campo e per questo genere non si tratta, come occhi esperti e gli operatori del settore ben sanno, di impedire la libera concorrenza e la liberalizzazione, bensì di spostare semplicemente gli acquisti da un punto vendita a un altro.
In ogni caso, se ora mi è molto chiara la posizione del FENAGI, meno chiara è la posizione della CONFESERCENTI, associazione all’interno della quale il FENAGI opera.
Sta anche e ancora dalla parte dei piccoli commercianti? Oppure intende fare politiche diverse? Da che parte sta? Chi intende favorire? Come si pone nei confronti del CONAD? Come e da chi i piccoli commercianti come me, associati alla CONFESERCENTI, sono tutelati?

Davide Formica
formica.davide@fastwebnet.it

Ci auguriamo che la Confesercenti voglia dare una risposta esauriente a questo nostro lettore nonché suo associato.

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