Gli Italiani NON rinunciano
Riducendo di qualche giorno la permanenza al mare o in montagna, nonostante la crisi, saranno 37 milioni i nostri connazionali che si prenderanno il meritato riposo fuori di casa. Una buona prospettiva di lavoro, dunque, per gli edicolanti delle zone turistiche.


Le difficoltà economiche preoccupano gli italiani ma non li scoraggiano dall’andare in ferie. Anzi, quest’anno – secondo un sondaggio Swg-Confesercenti – sale dell’11% il numero dei vacanzieri: saranno 37 milioni e mezzo contro i 33,7 dell’anno scorso. In sostanza il 76% della popolazione non rinuncia a un periodo di relax e di svago, mentre il 24% resta a casa. Le vacanze saranno improntate al risparmio a partire dalla riduzione della durata: in media un giorno in meno. Per Confesercenti l’effetto crisi si sentirà con un taglio di 110 euro a persona: la spesa per ogni italiano, infatti, scenderà più o meno, secondo le previsioni, dai 1.056 euro del 2008 ai 946 di quest’anno (ovvero -10,4%). I condizionamenti della crisi si fanno dunque sentire: il 22% del campione ammette apertamente che spenderà di meno e il 15% che ridurrà i giorni di vacanza. Mentre un buon 33% non cambierà abitudini.

IN CALO SOPRATTUTTO GLI STRANIERI
Tra gli stranieri che sceglieranno l’Italia, la flessione più accentuata sarà per quelli provenienti dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. Tengono invece i dati previsionali per i turisti giapponesi - la cui diminuzione risulta la meno consistente dopo gli italiani - seguiti dai francesi e dai tedeschi. In aumento, invece, i flussi provenienti da Scandinavia, Europa dell’Est (in particolare, Russia e Polonia), Spagna, Cina e Australia mentre, pressoché stabili o in leggera espansione, quelli da Austria, Svizzera e Benelux. L’agriturismo, il turismo fitness e benessere sono le tipologie di vacanze che, secondo gli operatori, registreranno le performance migliori durante il semestre maggio-ottobre 2009.
È previsto anche un cambiamento nelle abitudini di consumo da parte degli italiani che si sposteranno prevalentemente all’interno del nostro paese per il cosiddetto “turismo domestico”. Se è vero che non rinunceranno alle vacanze estive punteranno, però, verso formule che consentano un risparmio di costi optando, per esempio, per mete più vicine oppure per destinazioni più a buon mercato o, ancora, per soluzioni più economiche, in termini di alloggio, ristorazione e altri servizi.
A lasciar sperare, comunque, gli operatori del settore è che il 52,3% della popolazione (24,7 milioni di italiani) ha dichiarato, da tempo, di aver pianificato già una vacanza per l’estate 2009.

L’IDENTIKIT DELLE METE DI LUGLIO E AGOSTO
Asostenere i dati del turismo nazionale dovrebbe essere la scelta della nostra penisola, come destinazione per le proprie ferie, da parte di un numero maggiore di italiani rispetto al passato. A individuare questa tendenza è Trademark Italia, che da 18 anni indaga per sapere, in anticipo, quale meta verrà scelta per le vacanze, e in che periodo.
L’indagine relativa al 2009, condotta in primavera, racconta di una crisi economica che diffonde incertezza, ma che non elimina le vacanze degli italiani.
Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, i pensionati e i giovani, nell’estate 2009 abbandoneranno le mete esotiche puntando su litorali più economici: in testa, in questo senso, l’Emilia Romagna, il Veneto e le Marche, premiate dai nostri turisti a discapito delle coste del Sud e di quelle tirreniche che presentano prezzi meno convenienti.
In calo nelle previsioni anche i soggiorni in Toscana (che però complessivamente resta tra le zone più gettonate grazie all’entroterra e alle città d’arte), costa adriatica meridionale,
Puglia (fra le regioni “marinare” più ambite) adriatica e ionica, Basilicata e Sicilia. Migliora, infine, il dato su coste e isole della Campania, sempre però al di sotto dei valori registrati prima del crollo di domanda del 2008. In leggera flessione le preferenze per Sardegna e Liguria mentre, ai viaggi all’estero di medio e di lungo raggio, gli italiani preferiranno decisamente un fine settimana in più al mare o al lago.

NON SOLO MARE
Il sondaggio Swg-Confesercenti mette in luce, inoltre, una tendenza impensabile nei decenni scorsi: il calo progressivo del mare come prima scelta vacanziera. Dal 2006 al 2009 si è, infatti, passati dal 73% al 49% con una perdita di ben 24 punti. Declino in gran parte compensato da altre preferenze in ascesa: quelle per le vacanze culturali (dal 12 al 19%) e per l’opzione-vacanza verde (dal 2 al 14%). Dopo un anno di lavoro gli italiani cercano soprattutto “il riposo” (22%).
Anche se non disdegnano passeggiate, visite a musei ed eventi culturali. Subito dopo, divertimenti e buona cucina.

Tutto ciò, che effetto ha sull’edicola?
Nelle località di vacanza occorre essere pronti a proporre tutto quanto il cliente vuole grazie anche al supporto indispensabile del proprio distributore locale. Capita che il turista cerchi il proprio quotidiano locale sapendo che viene distribuito in tutta Italia nella stagione estiva. A richiesta del cliente bisogna provare a sensibilizzare il distributore per riceverlo.
E tra i settimanali il gossip, come sempre in queste stagioni, la fa da padrone. Sotto l’ombrellone i pettegolezzi, le relazioni dei vip vanno per la maggiore. Ma vanno bene anche i cosiddetti familiari, e se hanno copertine “intriganti” passano tra le mani di amiche e vicine di ombrellone.
Purtroppo tra le formule proposte in questo settore editoriale gli abbinamenti si intensificano con il prendi tre paghi due o, nella migliore delle ipotesi, paghi uno e prendi due. Così come non mancheranno i gadget estivi: come sapete la fantasia degli editori in questo campo non ha limiti. Ma perché scandalizzarsi, in copertina si possono trovare anche prodotti di ottima qualità. A un prezzo sicuramente interessante.
Le turiste amano anche il formato pocket, proposto da diverse testate, per portarsi il giornale comodamente in spiaggia nella borsa insieme alle creme e al cellulare. E i mariti? Non rinunciano alle notizie del quotidiano a cui sono affezionati. Gli uomini d’affari, seppur lontani da casa, preferiscono sempre essere aggiornati dal loro quotidiano finanziario.
Dal calciomercato ai ritiri estivi delle squadre di calcio, alle notizie sugli sport che non vanno in vacanza a luglio e agosto sono altri argomenti leggeri e molto popolari, anche nelle vendite dei quotidiani sportivi. Sono molte, quindi, le opportunità di lavorare intensamente. E siccome ci si concede più tempo libero, lo spazio per leggere libri non manca. Trovare in edicola non solo i gialli estivi, ma anche titoli d’attualità è un’offerta che può portare all’acquisto d’impulso con buoni guadagni sul prezzo di copertina.
Insomma, chi sa proporsi bene, come sempre, ha tutto da guadagnare. Nelle città d’arte come in altre località con grande affluenza di stranieri anche le pubblicazioni estere sono un’ottima opportunità. A Milano, Firenze, Roma, Napoli, la stampa estera non manca mai durante l’anno, ma anche altre piazze possono approfittarne durante l’estate. Ovviamente preparandosi in base ai diversi flussi di stranieri. Non più solo stampa anglosassone o americana ma anche quella dell’Est diventa fondamentale. Le prospettive per lavorare in questi mesi ci sono tutte, i bilanci si faranno poi a fine settembre.

Enrico Venni

 
 
Chi pensa che i giornali d’estate abbiano un calo netto sbaglia di grosso. Basta confrontare i dati da giugno ad agosto 2008 con quelli di altri mesi primaverili o autunnali. Lo scorso anno il Corriere della Sera ha venduto mediamente ad agosto 564.044 copie al giorno, un calo di “sole” diecimila copie rispetto ad aprile. Dati in controtendenza per alcuni settimanali che d’estate guadagnano copie come Vanity Fair, Grazia e A che da aprile 2008 ad agosto è andata salendo, ma certamente non solo per l’effetto estate, passando da 88.889 copie vendute a 102.509. E tra le regine di crescita estive non poteva mancare Novella 2000. Insomma, la tenuta è su quasi tutto il fronte editoriale. La speranza è che quest’anno, con la recessione economica, non si rinunci a troppi giornali sotto il sole.
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