In merito alla lettera aperta ai colleghi del SINAGI
pubblicata sul numero scorso
Su Azienda Edicola n. 4, nell’ambito
di un articolo intitolato “Povera
Roma” a firma di Lino Maesano,
presidente dello SNAG Provinciale
di Roma, l’autore indirizzava ai colleghi
del SINAGI una “Lettera aperta”.
In seguito, Armando Abbiati, presidente
dello SNAG Nazionale ha ricevuto
dal Segretario Generale del SINAGI
di Roma, la richiesta di pubblicazione
della seguente lettera:
Roma, 3 agosto 2009
Leggiamo sbalorditi la “Lettera aperta ai colleghi
del SINAGI” pubblicata a pag. 23 sull’ultimo
numero 4 del Vostro periodico
Azienda Edicola a firma del Presidente Snag
Provinciale di Roma Lino Maesano.
Il tono della “lettera aperta” è inammissibile
e pretestuoso, discredita la nostra Struttura
Provinciale di Roma e giunge oltremodo
inopportuno dopo la faticosa ricerca di convergenze
sulla vicenda romana della DP, che
ha visto nascere, come lo stesso Vostro Presidente
provinciale scrive in altro articolo a
pag. 22/23 dello stesso giornale, un positivo
“tavolo di concertazione paritario” sui problemi
della piazza di Roma.
Ribadiamo che in Commissione Nazionale ex
art. 15 dell’Accordo Nazionale, tutte le sigle
sindacali hanno ribadito la validità di quanto
previsto all’art. 9 dello stesso Accordo, sottoscrivendo
il verbale di cui si dà conto a
pag. 57 del Vostro stesso giornale.
Avendo partecipato a tutte le riunioni indette
dagli editori interessati (M-Dis e Repubblica)
e le agenzie coinvolte (DP e New Eagle
Press), possiamo affermare che le modalità
adottate per gestire le problematiche dovute
ad un cambio di un’impresa di distribuzione
a seguito della cessazione dell’attività della
DP hanno sempre trovato la convergenza di
tutti i Sindacati.
Quello che sta avvenendo oggi, malgrado gli
incontri in FIEG con la previsione di una
commissione provinciale, è che localmente
alcune sigle sindacali non hanno seguito
quanto previsto dall’Accordo Nazionale e dalla
stessa Commissione Nazionale ex art. 15
appositamente convocata.
Ne consegue che l’agenzia DP non riesce a
incassare gli estratti conto a suo favore da
numerose rivendite per contenziosi pregressi
ed iniziare così a liquidare il dovuto ai rivenditori
risultati in accredito.
Per questo motivo l’accanimento contro la
nostra sigla, dimostrato nella “lettera aperta”
pubblicata sul Vostro giornale nazionale, merita
una doverosa ed urgente smentita da
parte Vostra sia sullo stesso periodico Azienda
Edicola sia tramite altri Vostri mezzi di comunicazione.
Distinti saluti. Il Segretario Generale - Ermanno Anselmi
In relazione alla richiesta di “smentita”
formulata dal SINAGI con la lettera del
3 agosto scorso, sopra riprodotta, per i
contenuti dell’articolo “Lettera aperta
ai colleghi del SINAGI” pubblicata sul
n. 4 di Azienda Edicola, lo SNAG desidera
precisare quanto segue.
Il testo a firma di Lino Maesano, nostro
presidente provinciale di Roma, è
stato redatto in seguito a un articolo
apparso sul periodico SINAGI “Nuove
dall’Edicola” a pag. 35 del n. 27
(maggio-giugno 2009) dal titolo
“Cambio di distribuzione – passa la
linea rigorosa e responsabile del
SI.NA.G.I. CGIL” (che pubblichiamo in
box qui a fianco).
Rileggendo quindi la lettera di Maesano,
di cui al SINAGI può non essere
piaciuto il tono, allo stato dei fatti risulta
che:
>> lo SNAG ha sempre richiesto e promosso
l’Applicazione dell’Accordo
Nazionale e delle delibere della
Commissione ex art. 15; nella riunione
di tale commissione avvenuta il
1° luglio u.s. (vedi verbale n. 30) sono
state esaminate le anomalie distributive
nella piazza di Roma segnalate
dalle organizzazioni sindacali
ma non è stato disposto alcunché
in merito alla chiusura delle partite
contabili tra le edicole e la DP.
>> Al momento, la DP non ha ancora
proceduto al pagamento di quanto
dovuto agli edicolanti della piazza
di Roma.
>> La difficoltà della DP nell’incassare
“gli estratti conto a suo favore” è
circostanza limitata e connessa ai
rapporti privatistici intercorrenti tra
singoli rivenditori (aderenti o meno
alle varie organizzazioni sindacali) e
l’agenzia di distribuzione locale DP
e non certamente alla “politica sindacale”
adottata da una o più sigle.
>> Le medesime difficoltà di riscossione
dei crediti (evidenziate nel punto
precedente) non legittimano la DP a
ritardare il pagamento dovuto ai rivenditori
che, invece, vantano un
credito nei confronti dell’agenzia di
distribuzione locale.
>> Osserviamo in via di ipotesi che, nel
caso in cui la DP riuscisse a incassare
l’entità totale spettante dai rivenditori
interessati (che hanno cioè un
debito nei confronti dell’agenzia),
non vi sarebbe comunque certezza
da parte di quei rivenditori - che al
contrario vantano un credito nei
confronti della stessa agenzia - di ottenere
la restituzione dell’importo a
loro dovuto.
Questo perché i liquidatori debbono
utilizzare le somme disponibili nel rispetto
del principio della par condicio
creditorum e dei criteri in base ai quali
deve svolgersi la liquidazione.
A questo si aggiunga che, sempre in
via di pura ipotesi, i pagamenti effettuati dai liquidatori sarebbero soggetti
a revocatoria laddove dovesse sopraggiungere
una procedura fallimentare.
Tali motivazioni inducono lo SNAG a
esprimere perplessità in merito alla tesi
del “cassetto unico”.
Lo SNAG si augura, quindi, di aver
chiarito ogni dubbio circa il tenore della
lettera aperta, confermando la sua
volontà di dare applicazione all’Accordo
Nazionale e di collaborare fattivamente
per la soluzione dei problemi
sulla piazza di Roma.
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