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e-BOOK: in Italia si muovono i i primi passi
Tutti ne parlano,
ma quanti sanno
effettivamente
cosa rappresenti
questa nuova
tecnologia che
negli USA, cresce
a grande velocità?
Vediamo un po’
da vicino
il “fenomeno”
destinato
a rivoluzionare,
anche se in tempi
non brevissimi,
il cartaceo.
e Che cos’è un e-Book
e-Book è sicuramente un fenomeno
an cora marginale per l’editoria, ma
una novità tecnologica alla quale bisogna
guardare con molta attenzione per il futuro
non solo dei libri, ma anche dei giornali.
L’e-Book è un libro in formato elettronico (o
meglio digitale). Il termine deriva dall’abbreviazione
delle parole inglesi electronic book e
viene utilizzato sia per indicare la conversione
in digitale di una qualsiasi pubblicazione sia il
dispositivo con cui il libro può essere letto.
Gli e-Book reader, (lettori) in particolare, sono
dispositivi in grado di poter portare con sé intere
collezioni di libri in un piccolo dispositivo
elettronico che non stanca gli occhi come i normali
monitor e display. Il loro utilizzo è facile,
si sfogliano pagine elettroniche come quelle di
un libro tradizionale, aggiungendo, però, tutti
i vantaggi del digitale come i menu interattivi.
In più gli e-Book reader permettono anche di
vedere fotografie e ascoltare musica.
Oggi un lettore elettronico di questo tipo costa
tra i 300 e 600 euro a seconda del modello.
Un prezzo, al momento non accessibile a tutti,
ma destinato a scendere come è avvenuto
per le altre tecnologie, quando questo strumento
non rappresenterà più una novità.
In America
Oggi i libri elettronici rappresentano sul
mercato americano il 2% del giro d’affari
complessivo del comparto editoriale,
pari a 793 milioni di dollari, ai quali va
sommato circa 1 miliardo di dollari per gli audiolibri.
Nell’ultimo trimestre dello scorso anno,
gli e-Book hanno generato un giro d’affari
all’ingrosso di 16,8 milioni di dollari, saliti a
25,8 milioni nel primo quadrimestre del 2009
con un incremento, quindi di quasi il 54%. Nel
solo mese di aprile, sempre relativamente ai
valori all’ingrosso, si parla di un giro d’affari
di 12,1 miliardi, in crescita del 228% rispetto al
mese di aprile dell’anno precedente.
È vero che la situazione tra Italia e Stati Uniti
è ben diversa, per dimensioni, maturità e sviluppo
tecnologico, tuttavia pensare a prospettive
tecnologiche future per l’editoria, che dagli
States arriveranno anche all’Italia nel medio
periodo, è realistico.
In questo momento, secondo i dati diffusi
dall’Ufficio studi dell’AIE (Associazione Italiana
Editori) il mercato degli audiolibri e dell’e-
Book congiunti, non pesano oltre lo
0,03% del mercato complessivo del libro.
La guerra degli e-Book
Soprattutto in America, dove si stanno
sviluppando in questo primo periodo
di commercializzazione, è partita una
vera e propria guerra degli e-Book e sarà molto
interessante vedere come i grandi gruppi si
combatteranno a colpi di tecnologia e di prezzi.
Il Kindle di Amazon come il Sony Reader, il Cybook
e l’iLiad sono alcuni dei principali lettori
elettronici oggi in commercio e in grado di
scaricare moltissimi titoli di libri dal computer
o da Internet attraverso il collegamento
senza fili.
In Italia sono già disponibili i principali modelli,
che vantano ognuno caratteristiche specifiche
come prendere appunti, un peso ridotto al
minimo, ecc. (vedere il sito: www.librishop.it).
Per Mondadori questo è il futuro dell’editoria
Un ricambio generazionale che porterà
verso un nuovo mercato, entro
vent’anni, è la rivoluzione editoriale in
cui crede anche Gian Arturo Ferrari, direttore
generale della Divisione libri di Mondadori,
intervenuto, in occasione di VeDrò (l’evento
che ha tra i promotori Enrico Letta e che raccoglie
ogni anno a fine agosto a Dro, in provincia
di Trento, circa 450 persone, tutte nate negli
anni’60 e’70, tra cui professori universitari, imprenditori,
scienziati, liberi professionisti, giovani
impegnati a vario titolo nella politica, artisti,
giornalisti, scrittori, registi) sul tema “il
rapporto tra editoria e nuove tecnologie”.
Secondo Ferrari, il primo vantaggio dei contenuti
digitali sarà nell’annullamento dei costi
di stampa: scomparendo il supporto fisico
il costo sarà tagliato del 50% (soprattutto grazie
all’annullamento dell’invenduto), favorendo
così l’investimento degli utenti e i margini
per gli editori. Sui nuovi orizzonti per
giornali e libri i tempi previsti da Ferrari sono,
però, lunghi: “Si dovrà attendere che i
bimbi, che li useranno a scuola, diventino
adulti e per gli editori questi tempi lunghi –
almeno una ventina d’anni – sono un bene a
differenza del cambiamento repentino che attende
editori di quotidiani e periodici”.
Più piccolo
di un libro può,
però, contenere
intere collezioni
di libri.
L’e-Book reader
non stanca
gli occhi ed emula
lo sfogliare
delle pagine.
Vi si possono fare
annotazioni,
mettere segnalibri,
aggiungere foto,
sottofondi
musicali…
Sta in tasca e pesa
poco, anche meno
di 200 grammi.
Hachette non ci sta
Minacciati da Google, che punta a digitalizzare
e distribuire gratis milioni di
volumi contenuti nelle biblioteche di
mezzo mondo, e da Amazon che propone testi
a prezzi scontati sul suo e-Book Kindle, gli
editori sono preoccupati e promettono battaglia
per non lasciarsi schiacciare dall’avanzata
delle nuove tecnologie.
Il grido d’allarme è stato lanciato sul Financial
Time da Arnault Nourry, amministratore
delegato di Hachette Livre che, per vendite, è
il secondo editore di libri al mondo, facendo
parte del gruppo francese Lagardère: “Da un
lato ci troviamo con milioni di testi che possono
essere distribuiti gratis perché non più
coperti dal diritto d’autore. Dall’altro, ci sono
best seller recentissimi che sono venduti in
America in formato
digitale a 9,99 dollari
– ha spiegato in
un’intervista – Vuol
dire che per essere
concorrenti noi dovremmo
mettere in
commercio volumi a
un prezzo compreso
fra zero e 9,99 dollari.
Ma questo significa
che, tolti i compensi
per gli autori,
alle case editrici non
rimane più alcun
margine di guadagno”.
Per questo, Hachette Livre fa parte del
gruppo di editori
francesi che sta premendo
sui giudici
della Corte parigina perché blocchino il progetto di digitalizzazione
avviato da Google, che comprende migliaia di
testi francesi conservati nelle biblioteche Usa.
L’obiettivo è quello di costringere la società di
Mountain View (Google) a siglare accordi separati
con i singoli editori da paese e paese.
La digitalizzazione
delle biblioteche statali
Strade futuristiche per l’editoria, ma
sempre nel rispetto delle regole, è stato
invece il commento dell’Associazione
Italiana Editori sul caso della digitalizzazione
delle biblioteche statali.
“Siamo interessati a ogni iniziativa che conserva
e valorizza i beni culturali e librari, ma
solo nel rispetto del diritto d’autore”: è quanto
ha detto Marco Polillo, presidente dell’Associazione
Italiana Editori (AIE) alla notizia
di una possibile partnership con Google Books
per trasferire sul web le collezioni librarie
delle 47 biblioteche gestite direttamente dal
Ministero per i Beni e le Attività culturali.
“Se si tratterà realmente, come sembra di 16
milioni di libri da digitalizzarsi – prosegue
Polillo – verrebbe da pensare che tutte le opere,
anche quelle ancora sotto tutela del diritto
d’autore, debbano essere oggetto di riproduzione
e messa a disposizione sul web. Questo
naturalmente non potrà essere possibile se
non nel rispetto dei diritti e con la preventiva
ed espressa autorizzazione degli autori ed
editori interessati”.
VANTAGGI DEL FORMATO EBOOK
Rispetto a un libro stampato l’e-Book (nel formato Reader) offre questi vantaggi ai propri lettori.
Prezzo: è significativamente inferiore a quello del suo equivalente cartaceo (Esempio: “Noi due come un romanzo” di Paola Calvetti – Mondadori,
€ 11,50. Edizione cartacea (su www.bol.it): € 19,00.)
Formato: è possibile scegliere la dimensione dei caratteri con cui visualizzare il testo, rendendo più facile la lettura.
Ricerca: la ricerca di tipo full text consente di trovare immediatamente parole o intere frasi contenute nel testo.
Segnalibri: si possono inserire nel testo diversi segnalibri, per identificare un punto specifico (il Reader memorizza comunque automaticamente
l'ultima pagina letta) ma anche per creare un proprio indice personalizzato.
Dizionario: in Microsoft Reader si possono inglobare dizionari completi della lingua inglese (e in futuro anche italiana), cui accedere automaticamente
ogni volta che si vuol verificare il significato di una parola.
Evidenziatore: si può evidenziare il testo con i classici colori fluorescenti.
Annotazioni: possibilità di inserire note e commenti direttamente nel testo, ottenendo poi un indice degli stessi.
Disegni: è possibile disegnare o scarabocchiare sul testo come su un qualsiasi libro cartaceo.
Portabilità: decine di volumi possono trovare posto nel proprio Laptop o nel Pocket PC.
Acquisto: per acquistare un e-Book non occorre muoversi da casa né aspettare la consegna da parte di un corriere; l'intero processo di acquisto
è immateriale e si risolve con pochi clic del mouse.
Disponibilità: gli e-Book, proprio perché elettronici, non si esauriscono mai e non escono mai di produzione. |
L’antitrust
intanto indaga su Google
Negli Stati Uniti, con capofila Rupert
Murdoch, la guerra tra Google e gli
editori di giornali è già scoppiata da
qualche mese.
In Italia, a fine agosto, su segnalazione della
Federazione Italiana Editori, l’Antitrust ha
aperto l’istruttoria contro il colosso del web,
per possibile abuso di posizione dominante.
Un’operazione di difesa dell’editoria cartacea
dal web. Secondo la FIEG, nella gestione del
servizio Google News Italia “Google impedirebbe
agli editori di scegliere liberamente le modalità
con cui consentire l’utilizzo delle notizie
pubblicate sui propri siti Internet. I siti
editoriali che non vogliono apparire su Google
News – aggiunge la Federazione Editori – verrebbero,
infatti, automaticamente esclusi anche
dal motore di ricerca”.
Il Garante, da parte sua, intravedrebbe “possibili
effetti distorsivi sul mercato della raccolta
pubblicitaria online. Secondo gli editori, Google News Italia, utilizzando parzialmente il
prodotto dei singoli editori online, avrebbe
un impatto negativo sulle loro capacità di attrarre
utenti e investimenti pubblicitari sulle
proprie home page”.
A spiegare l’iniziativa è il presidente della
FIEG, Carlo Malinconico: “Non potevamo lasciar
passare questo momento senza un’attenzione
particolare alla verifica delle regole in
Internet. Gli editori sono preoccupati dell’andamento complessivo del settore e, in questo
scenario, diventa predominante la difesa della
qualità del prodotto che costa e, quindi,
non deve cadere vittima di una svalutazione
cui, per esempio, potrebbe portare un uso selvaggio
su Internet”.

Parola di Murdoch
Visto che il suo impero editoriale dagli
Stati Uniti all’Europa fino all’Australia
è fortissimo nei settori giornali, radio,
televisioni e relativi siti Internet, il pensiero
del magnate Rupert Murdoch è ascoltato
sempre da tutti, ovunque, anche da chi non
ne condivide magari le idee.
Nei mesi scorsi Murdoch ha dichiarato che
potrebbe presto far pagare un abbonamento
ai lettori che vogliono accedere ai siti dei quotidiani
britannici del suo gruppo, il Times, il
Sun e le loro versioni domenicali, il Sunday
Times e il News of the World, come ha già
cominciato a fare, con crescente successo, per
il sito del Wall Street Journal.
“La stampa sta attraversando un epocale dibattito
sull’opportunità di dare accesso ai
propri siti gratis o a pagamento”, ha detto l’editore
di origine australiana. “Dalla nostra
esperienza al Wall Street Journal è ovvio che
è possibile far pagare. L’era attuale di Internet”,
ovvero di un web in cui l’informazione
giornalistica viene data per lo più gratuitamente,
“sarà presto finita”.
Il sito del Wall Street Journal offre un ampio
notiziario gratis agli utenti che vi si collegano.
Ma per leggere il grosso degli articoli che
appaiono sull’edizione di carta del Journal, e
disporre di una serie di servizi speciali riservati
agli abbonati, occorre pagare.
Il far pagare quello che molti lettori sono abituati
a ricevere gratis è tema da sempre dibattuto
fra gli editori di giornali.
Sull’e-Book dopo il lancio del Kindle della
Amazon, Murdoch è stato chiaro: “Non daremo
i diritti dei nostri contenuti alla brava
gente che ha creato il Kindle”, ha dichiarato
l’editore australiano, indicando tuttavia che il
suo gruppo svilupperà una propria strategia
digitale. Una testimonianza di come chi è leader
mondiale nei media guardi con interesse
alle proiezioni che prevedono, per il mercato
dei lettori digitali, un valore di 1 miliardo di
dollari nei prossimi cinque anni.
E dei nostri quotidiani,
che ne è e che ne sarà?
La Stampa su iLiad da quest’anno e il Corriere della Sera su Kindle dal 2010
sono i primi esempi diretti di come
gli editori italiani si offriranno, anche sul nostro
mercato, ai lettori più tecnologici.
In realtà, però, la possibilità di leggere il proprio
quotidiano in versione digitale, esiste già
da diverso tempo e ognuno può personalizzare
il proprio abbonamento in funzione delle
specifiche necessità. Il pagamento avviene a
mezzo bonifico o carta di credito, con rilascio
di regolare fattura.
Qualche esempio? Lo trovate nella tabella in
questa pagina.
Da tempo ormai, Italia Oggi offre, ai suoi abbonati,
la possibilità di consultare anche l’archivio
on line mentre chi non lo è, ma desidera
avere la possibilità di leggere sul proprio
computer quanto pubblicato, può acquistare
un certo numero di “punti” che andranno calando in funzione delle notizie lette.
Senza dimenticare che il Corriere della Sera ha reso disponibile a tutti i lettori il proprio
archivio digitale: sono consultabili gratuitamente
i testi di oltre un milione di articoli di
firme prestigiose, cronisti e reporter, dal 1992
a oggi. Inoltre, sono leggibili gli articoli apparsi
su Corriere Soldi, Corriere Salute, Corriere
Lavoro, Vivimilano e tutte le edizioni di
Corriere Economia.
Per Repubblica, invece, la consultazione, dell’archivio
è a pagamento (a eccezione degli
abbonati che possono effettuare le loro ricerche
liberamente) e può essere per numero di
articoli, da 5 (11 euro) a 250 (160 euro) oppure
per 12 mesi a 250 euro.
Il Messaggero è consultabile ogni giorno liberamente,
ma solamente dopo le ore 14, pagina
per pagina: cliccando sull’articolo che interessa
lo si legge agevolmente ingrandito.
Altrimenti è previsto un abbonamento dai 12
euro mensili ai 60 per quello annuale.
Conclusione
Non mancano oggi diversità di vedute
sull’editoria del futuro: secondo Umberto
Eco, il libro digitale non farà mai
scomparire la carta. E all’ultimo Salone del Libro
ha detto che “per sapere che un libro può
durare 500 anni, si sono dovuti attendere 500
anni, mentre il floppy disc è già passato di moda
poiché nessun computer di costruzione recente
lo legge; allo stesso modo non sappiamo
in quanto tempo un cd si può smagnetizzare
perdendo tutti i dati. Dunque il giudizio su cosa
sarà il libro digitalizzato è rinviato ai posteri…”
E se Rupert Murdoch pensa che per salvare
l’editoria sia indispensabile ricorrere a modelli
di business a pagamento per libri e giornali, i
molti amanti della lettura continuano a considerare
la carta strumento sempre più comodo.
Parafrasando Eco possiamo concludere: “Ai
posteri l’ardua sentenza”, ma non facciamoci
trovare… domattina, del tutto impreparati.
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IL CINEMA
IN EDICOLA
Per essere preparati
sulle novità
del grande schermo,
i mensili specializzati
assicurano,
al lettore appassionato
della settima arte,
curiosità, retroscena
e indiscrezioni
dai set di tutto il mondo.
Quali saranno i film più interessanti
della stagione o in uscita
nelle prossime settimane?
Quali sono i commenti degli
esperti su pellicole non molto
conosciute, ma apprezzabili dagli intenditori?
E cosa è successo dietro le quinte dei grandi
festival cinematografici? E perché l’Oscar è
stato assegnato a quell’attore e non a colui
che davano per vincente?
Ecco, tutto quanto può servire ad approfondire,
prepararsi a commentare un nuovo film o
a scoprire i segreti di quella che ormai è riconosciuta
come la settima arte, si può trovare
ogni mese in edicola.
Servizi monografici sui divi del cinema, la loro
vita privata e gli impegni futuri sono altri
dei molti temi proposti al lettore-spettatore
dalle riviste (non molte) di cinematografia.
CIAK
È il mensile (prezzo di copertina 3,90) dedicato
dalla Mondadori al mondo del cinema.
Uscito per la prima volta nelle edicole nel
maggio 1985 è ormai diventato una testata
storica. L’attuale direttore Piera Detassis, al
suo arrivo nel 1997, ne ha rinnovato la veste
grafica e il formato, aggiungendo box specializzati
in curiosità e backstage. Nel settembre
2001 un nuovo restyling ha dato a Ciak
un’immagine ancora più moderna che lo accomuna
alle riviste europee di cinema.
Il giornale si rivolge sia agli appassionati che
agli spettatori meno assidui nelle sale: anteprime
e la guida alle nuove uscite cinematografiche;
attualità, interviste, approfondimenti
su film, inserti e recensioni sono i temi che
occupano le oltre 100 pagine del mensile, che
vanta una grafica accattivante e moderna, ma
non esasperata.
Ciak sta al passo con i tempi e ha aperto le
sue pagine alle novità in Dvd e Blu-Ray. Spesso
c’è anche la proposta di collane di DVD a
prezzi convenienti o una ricca presentazione
di libri che hanno dato vita agli ultimi film.
Ciak attualmente ha una diffusione di 41.963
copie vendute in edicola (ultimi dati Ads relativi
ad aprile 2009).
BEST MOVIE
Mensile d’informazione cinematografica edito
dalla Editoriale Due Esse costa 2,90 euro.
Si rivolge a un target dinamico, con alta propensione
all’acquisto e appassionato di cinema, ma giovane: il lettore medio si colloca
nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni.
Sfogliando le pagine di Best Movie troviamo
approfondimenti e focus su stili di vita e fenomeni,
nuove tecnologie, economia. Il connubio
moda e cinema è trattato con le tendenze,
stile e lifestyle attraverso personaggi famosi
che fanno tendenza. Tutte le recensioni
dei film sono collocate in uno spazio ad hoc,
ampio e dettagliato. Best movie ha una media
di 60mila copie vendute per numero secondo
i dati dichiarati dall’Editore per il 2008.
NICK, UNA VITA DI CINEMA
Un mensile di costume dedicato al cinema
(questo uno degli slogan utilizzati per il suo
lancio sei anni fa) – edito dalla Ri.Do Servizi Editoriali e diretto
da Cristiano Taglioretti – che si rivolge a un
pubblico fra i 25 e i 45 anni, di consumatori di
cinema, curiosi e intelligenti. Un target trasversale,
uomini e donne con forte propensione
verso i consumi raffinati, ma non necessariamente
costosi. Per questo dopo le prime
pagine dedicate ai film in uscita o in lavorazione
si passa allo ‘style’, con temi come il
mangiare, il bere e i viaggi, sempre legati da
un filo conduttore che alterna personaggi ai
film. Nick interpreta ed elabora gli effetti e le
influenze che il cinema ha sulla società, come
la nascita di tendenze e fenomeni di costume.
80.000 copie (3 euro) distribuite in edicola
ogni ultima settimana del mese ne fanno un
prodotto interessante per carta, copertina e
formato con immagini di grande effetto per il
lettore. I testi sono semplici ed essenziali per
un prodotto editoriale raffinato ma pratico e
di servizio, con tanti consigli ogni mese.

DUELLANTI
Dopo 107 numeri e dieci anni di pubblicazioni,
nel 2003 il mensile di cinema Duel si è trasformato
in Duellanti. Diretto da Gianni Canova
si è rinnovato nella testata passando dal
titolo di un film di Spielberg a quello dell’esordio
di Ridley Scott.
Il cinema è sempre il punto di partenza del
mensile edito dall’omonima cooperativa
Duellanti (prezzo di copertina 6 euro), ma si
parla anche di molte altre cose come antropologia,
pubblicità, fotografia. 15.000 copie di tiratura
iniziale per affrontare la distribuzione
in edicola tramite la Parrini: una sfida coraggiosa
per una rivista che ha voluto puntare
sull’alta qualità dei contenuti e diventare
punto di riferimento non solo per gli appassionati
di cinema.
SPAZIO AI DVD
Con la nascita del Dvd molti editori avevano
proposto testate dedicate alle nuove produzioni
acquistabili o noleggiabili, queste riviste
(come Tutto Dvd e New Dvd World) hanno
chiuso le loro pubblicazioni poco dopo essere
state lanciate.
Oggi, naturalmente l’edicola è affollata di
film in DVD, allegati a pubblicazioni varie o
venduti come collezionabili.
IL CINEMA
VISTO DA TUTTO IL MONDO
Non manca la possibilità, per i grandi appassionati
di cinema, di trovare in edicola riviste
che arrivano da tutto il mondo. Importanti
pubblicazioni specializzate americane, inglesi
e francesi, per esempio, sono distribuite nelle
nostre edicole dall’Intercontinental e dalle
Messaggerie Internazionali.
Qui, l’elenco completo, nel caso abbiate qualche
cliente appassionato, che desideri allargare
i suoi orizzonti in campo cinematografico.
Enrico Venni |