A cura di Carlo Leopardo

Una sola risposta per tre domande

COME COMPORTARSI SE IL DISTRIBUTORE NON ACCETTA LA RICHIESTA
Ho inviato all’agenzia di distribuzione la richiesta di ottimizzazione delle forniture (art.10/1 Accordo Nazionale) spesso in eccesso rispetto al mio fabbisogno.
Qualora non fosse accettata vorrei sapere:
- Devo respingere le forniture lo stesso giorno del ricevimento?
- Oltre alla compilazione del modulo devo segnarle anche in bolla resa?
- Se sì, come ?
- Posso respingere anche le forniture che non desidero tenere?
- Il distributore locale deve scontarle già nel primo estratto conto utile?
Grazie.

L.M. – Mortara (PV)

EDICOLANTI SOMMERSI DA PUBBLICAZIONI INVENDIBILI
Aiuto!! Noi edicolanti di Nola stiamo vivendo una situazione drammatica grazie al nostro distributore locale e soprattutto a quello nazionale. Siamo costretti a ricevere pubblicazioni invendibili, ripetitive, riciclate, sempre uguali a prezzi non modici. Ne riceviamo circa trenta ogni giorno, a fine settimana arriviamo a circa 180 e a fine mese siamo sommersi da 720 pubblicazioni tutte invendibili. Una situazione insostenibile. La mia edicola misura 3x4metri!

Edicola Ruocco M.G. – Nola (NA)

TANTA PUBBLICITÀ E POCHISSIME COPIE IN EDICOLA
Vi pongo un quesito al quale non sono mai riuscita a darmi una risposta. Come mai gli editori lanciano i loro prodotti facendo molta pubblicità in TV spendendo cifre assurde e alle edicole forniscono una copia per uscita quando invece le richieste sarebbero tantissime? È una vera contraddizione! Se la fornitura fosse conforme alla richiesta, i fatturati aumenterebbero non solo a noi edicolanti ma anche ai distributori e agli editori. Grazie.

K.F. – Sassuolo (MO)

Queste tre lettere, anche se paiono molto diverse, trattano in fondo lo stesso problema: quello delle forniture inadatte (per eccesso o per difetto) alle edicole. Questo fatto ha messo in grave crisi tutta la rete di vendita che, appunto, dalla vendita trae l’unico provento.
Da una parte vi sono editori, anche grandi e affermati, che cercano di limare tutti i costi, anche quello della gestione delle rese, sottostimando le tirature e contribuendo così, di fatto, a creare un continuo esaurito dei loro prodotti in molte rivendite della penisola.
Il guaio è che a loro (gli editori), tra contributi statali diretti e indiretti, commercializzazione di prodotti vari travestiti da collaterali, introiti pubblicitari – anche se questa politica, alla lunga, si dimostrerà perdente – dei proventi derivanti dalla vendita sembra non importare assolutamente nulla.
(Risposta al lettore di Sassuolo).
Da un’altra parte vi sono editori… pardon, assemblatori di prodotti vari che puntano invece proprio alle vendite in edicola, ma con fondi di magazzino, testate riciclate, prodotti tutti invece invendibili che vengono immessi sul mercato “travestiti da periodici” con nomi di “fantasia”, oppure come improbabili supplementi a testate che nulla hanno a che fare con quanto distribuito. Il più delle volte tutta questa merce finisce“acquistata involontariamente” dai rivenditori, perché difficilmente riconoscibile al momento della resa.
Ma per questi “pseudo editori” la cuccagna è finita, perché ora è arrivato (vedere a pag. 6) TROVARESA.
(Risposta al lettore di Nola).
Bene ha fatto, infine, il lettore di Mortara a comunicare il reale fabbisogno di pubblicazioni al suo distributore locale. Questi deve, infatti, adeguare le forniture in base ai dati statistici della rivendita, perché questo è uno dei suoi compiti (vedere anche la rubrica “Lo sapevi che…” a pag. 30); in caso contrario, come forma di autotutela, ritengo legittimo rendere quei prodotti che storicamente, e secondo i dati statistici, non vengono assorbiti dal punto vendita.

Avrete già visto all’inizio del giornale, le locandine che vi invitiamo a esporre. Rivolgetevi, dunque, alle sedi locali dei sindacati dei giornalai, per coordinare le forme di protesta, poiché la situazione è ormai insostenibile.


Si può spostare l’attività?
Possiedo un’edicola in provincia di Catania e ho sentito dire che dopo 3 anni di gestione è possibile spostare l’attività dove si vuole . È vero ? Potete darmi i riferimenti normativi? Grazie.

R.P. – Tremestieri Etneo (CT)

Il suo Comune deve essere dotato di piano di localizzazione delle rivendite esclusive di giornali quotidiani e periodici. Tale piano, contenente i parametri socioeconomici (abitanti, numero di famiglie presenti, accessibilità, ecc.) indica il numero di rivendite presenti sul territorio comunale, i criteri per eventualmente richiedere nuove autorizzazioni, per eventuali spostamenti e cessioni. Deve, quindi, recarsi presso l’ufficio Attività produttive e Commercio dove potrà prendere visione dello stesso e avere tutte le delucidazioni del caso.


La licenza non basta per avere i giornali
Posseggo regolare licenza comunale per vendita giornali e periodici in un punto esclusivo. In paese c’è un piccolo punto non esclusivo all’interno di La licenza non basta per avere i giornali un bar a circa 200 metri dal mio locale. La domanda è questa: possono negarmi la fornitura per questo nuovo punto? Se sì, come posso superare questo ostacolo? Ho la precedenza, avendo io una licenza per un punto esclusivo? Purtroppo ho già acquistato gli arredi perché, una volta ottenuto la licenza, il più sembrava fatto. Spero in un vostro aiuto e vi ringrazio.

W.P. – Gonnosnò (OR)

Il possesso di una autorizzazione sia esclusiva che non esclusiva consente la vendita di giornali quotidiani e periodici, ma non pone alcun obbligo di fornitura al distributore locale di zona per cui, a livello teorico, il servizio potrebbe esserle negato.
Le consiglio di contattare il distributore locale per trovare una soluzione ottimale, anche se avrebbe dovuto farlo prima di effettuare rilevanti investimenti per gli arredi, proprio per quanto le ho appena evidenziato.
Per esperienza mi sento di dirle che, per il numero di residenti (826) presenti nel suo Comune, un punto vendita è più che sufficiente.


I giornali letti dai clienti del bar
La mia rivendita si trova nella piazza centrale del paese con a fianco due bar che procurano un danno alla mia attività in quanto ogni giorno acquistano Il Mattino e Corriere dello Sport che poi mettono a disposizione dei clienti. Come posso fare per evitare questo inconveniente?

M.D.C. – Piaggine (SA)

Quello che lei mette in evidenza accade non solo in Italia ma, per quanto ho avuto modo di verificare di persona, almeno in tutta Europa (nei paesi mitteleuropei è addirittura una tradizione avere nei bar e caffè più di un quotidiano). In ogni caso, nulla vieta a un privato cittadino (il titolare del bar lo è) di disporre, come meglio crede, di un prodotto acquistato. Io non sarei molto sicuro che le persone che vanno a leggere il giornale “a sbafo” nei bar, se non lo trovassero gratuitamente, verrebbero a comperarlo tutti i giorni da lei. Il lato buono della vicenda è, invece, che i due bar, acquistando ognuno due quotidiani tutti i giorni, le fanno incassare circa 1.200 euro all’anno.

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