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A dicembre, tutti in piazza
“L’Assemblea unitaria dei Dirigenti Nazionali delle Organizzazioni Sindacali dei rivenditori di giornali
- tenutasi a Roma l’1 dicembre 2009 - dopo un’attenta analisi relativa alla Direttiva Servizi
emanata dall’Unione Europea, consapevole che il Governo Italiano potrebbe dare corso
a una modifica del vigente Decreto Legge 170/01,
nel riaffermare la volontà di svolgere il proprio ruolo primario nell’ambito dell’informazione scritta
a garanzia del diritto dei cittadini per una corretta e plurale informazione,
indice a Roma una manifestazione presidio nella giornata dell’11 dicembre p.v.
in occasione del Consiglio dei Ministri che potrebbe modificare il suddetto Dlgs.
L’Assemblea Nazionale, impegna le Organizzazioni Sindacali a tutti i livelli ad attuare,
anche dopo la manifestazione prevista per l’11 dicembre
le iniziative necessarie alla difesa dell’attuale sistema programmatorio”.
Questo è il testo del comunicato stampa che è stato diffuso al termine dell’importante Assemblea unitaria delle OO.SS riunitesi, a Villa Aurelia in Roma, per discutere lo stato di crisi che stanno attraversando gli edicolanti e le urgenze poste dalla gestione dell’Accordo Nazionale e dalle Direttive Europee, in relazione a possibili modifiche del Dlgs 170/2001.
Al tavolo della presidenza c’erano:
Armando Abbiati, presidente nazionale SNAG Confcommercio
Ermanno Anselmi, segretario generale SINAGI Slc-CGIL
Roberto Ricciotti, consigliere nazionale CISL Giornalai
Giorgio Calabrò, segretario nazionale FENAGI Confersercenti
Enzo Bardi, presidente nazionale UILTuCS Giornalai
Aldo Romeo, segretario USIAGI UGL di Catania.
Vladimiro Camponeschi, segretario SINAGI Lazio quale padrone di casa, ha aperto i lavori anticipando il tema dell’incontro: “La categoria dei giornalai tra crisi economica, legge e accordo”. “Non possiamo più essere sudditi dell’editoria” ha detto “e dobbiamo capire quali siano le strategie ottimali per riaprire un tavolo di trattative con la FIEG, trattative che al momento sono allo stato… comatoso”. E dopo avere definito “due colpi di lupara” quanto dichiarato dall’Antitrust1 e la Direttiva Servizi della UE, ha chiamato Vito Michea, presidente Comitato Direttivo nazionale SINAGI, a presiedere e a dar corso all’assemblea, il quale, ribadendo l’importanza della giornata, ha voluto sottolineare che “Qualsiasi decisione si prenda oggi, questa dovrà essere sentita da tutti indistintamente, onde evitare gli errori del passato”.
La parola è passata quindi ad Armando Abbiati che ha detto: “Risale alla fine dell’estate, su proposta del SINAGI, l’idea dell’assemblea unitaria le cui motivazioni, tuttavia, erano diverse rispetto a quanto discuteremo oggi. Agli inizi dello scorso ottobre siamo, infatti, venuti a conoscenza della Direttiva Servizi del Parlamento Europeo, che impone a tutti i Paesi dell’Unione di agevolare la libertà di stabilimento dei soggetti che prestano servizi assicurando altresì un elevato livello di qualità degli stessi. Questa direttiva, che avrà un significativo impatto sulla normativa nazionale e regionale in materia di tutte le attività commerciali, produttive e professionali, deve essere recepita dal Governo entro il 28 dicembre 2009.
Per quanto ci riguarda ciò significa, in parole povere, che piani comunali, programmazioni, licenze, e quant’altro spariscono per lasciare il posto a una semplice DIA (Dichiarazione Inizio Attività). È evidente che tale documento ha assunto, quindi, una priorità assoluta, rispetto a qualsiasi altra.
In tempi rapidissimi le OO.SS hanno predisposto singole osservazioni e proposte, poi concordate unitariamente da inoltrare ai tavoli di lavoro (cui partecipano Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, ecc.), deputati all’analisi e modifica del decreto legislativo n.170 del 2001.
I documenti predisposti dalle OO.SS mirano a conservare:
IL SISTEMA AUTORIZZATORIO ATTUALMENTE
IN ESSERE (LICENZE) E LA PROGRAMMAZIONE
DEI PUNTI VENDITA PREVISTA
ATTRAVERSO LA PREDISPOSIZIONE,
DA PARTE DEI COMUNI, DEI PIANI DI LOCALIZZAZIONE.
Naturalmente, qualora il sistema autorizzatorio venisse meno, le OO.SS metteranno in discussione tutto quanto oggi viene esplicitamente richiesto alla rete di vendita come il diritto alla parità di trattamento, che potrebbe essere mantenuto soltanto per i quotidiani.”
E Abbiati ha proseguito precisando, anche, che la divisione fra punti vendita esclusivi e non esclusivi, dovrebbe automaticamente decadere onde evitare la creazione di una rete non solo alternativa, ma concorrenziale a quella attuale.
Il Presidente dello SNAG ha, poi, messo in evidenza quelle che potrebbero essere le prime drastiche prese di posizione nei confronti, per esempio, di quei prodotti editoriali che non possiedono tutte le caratteristiche previste dalla Legge. Ma anche verso mensili falsi, allegati che cambiano prezzo, stickerati, ecc.
Ermanno Anselmi ha, per contro, disegnato il panorama di quelli che potrebbero essere i nuovi rapporti fra FIEG, distributori nazionali/locali e rete di vendita nel momento in cui venisse a essere modificata la 170/2001. Scenario che si presenta assai complesso per la totale inattendibilità dei suoi primari interlocutori. E, naturalmente, ha confermato la necessità che la categoria degli edicolanti si renda visibile non solo al mondo editoriale ma all’opinione pubblica tutta e anche ai parlamentari che devono decidere della sua sorte.
Si sono quindi succeduti gli interventi dei massimi esponenti delle altre Sigle presenti, tutti concordi nell’unitarietà degli intenti e nella massima disponibilità a presenziare alle assemblee che verranno programmate localmente.
Infine, Giuseppe Marchica, segretario nazionale SINAGI, ha sottolineato che “gli edicolanti devono riprendersi il centro” intendendo con questa affermazione che non possono più essere soggetti alle decisioni altrui, mentre Tullio Mura, presidente dello SNAG di Sassari, confermando la disponibilità della sua struttura a qualsiasi tipo di iniziativa unitaria venga decisa si è chiesto, forte di precedenti esperienze: “Chi è che controllerà, a livello nazionale, che effettivamente quanto deciso venga messo in atto?”.
Va sottolineato, infatti, che dai moltissimi interventi che si sono susseguiti, è emersa la voglia di essere veramente uniti e compatti, arrivando anche a soluzioni estreme, quando dovesse diventare indispensabile.
A chiusura della giornata, l’assemblea - in riferimento alle problematiche relative al rispetto e alla revisione dell’Accordo Nazionale - ha deciso di attivare una serie di iniziative a livello nazionale e locale tra cui:
- spostamento del pagamento dell’estratto conto da settimanale a quindicinale;
- autoderminazione degli orari del punto vendita;
- resa immediata delle pubblicazioni non conformi ai requisiti contrattuali e/o di legge;
- restituzione, congiuntamente al quotidiano di riferimento, degli allegati che cambiano prezzo durante la loro permanenza in edicola;
- non effettuazione dell’attività di compiegamento;
- autodeterminazione del piano di vendita.
Queste iniziative, coordinate dalle Organizzazioni Sindacali Nazionali, verranno avviate progressivamente attraverso assemblee unitarie locali, incontri con i prefetti, sindaci e distributori locali al fine di prevenire possibili ripercussioni negative sulla rete di vendita.
- è necessario liberalizzare l’apertura delle edicole anche in vista dell’entrata in vigore della Direttiva Servizi, promuovendo l’ingresso di nuovi operatori in tutta la filiera e garantendo la presenza di punti vendita laddove non c’è mercato.
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