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Ecco cosa fare dei calendari
…arrivati numerosi,
anche quest’anno,
nelle nostre edicole:
cani e gatti, donne lato B
e divi lato A,
calciatori e cantanti,
duci e piloti,
santi e indovini,
e così via fino
alla serie di tutti
i cartoons più conosciuti.
Tutti o quasi, come ormai d’uso,
classificati mensili e, quindi,
con sconto del 19 per cento. Stranamente,
ma non troppo, consegnati in
conto deposito: senza questo accorgimento molti avrebbero rischiato il richiamo
in resa prima dell’inizio del
nuovo anno!
E sempre con titoli di fantasia, oppure
ben celati, con l’unico scopo di favorire
il principale acquirente: il povero giornalaio
che, a distanza di due o più mesi,
ben difficilmente riuscirà a rintracciarli
tutti nel marasma delle pubblicazioni
stipate nel chiosco – se non usa
Trovaresa – cadendo così in quell’infernale
trabocchetto che sono le rese
scadute.
Non disperiamoci troppo, una soluzione
per riciclare qualche copia di calendari
dimenticati ci sarebbe.
Prendete un po’ di carta, non quella da
regalo – troppo cara – basta quella
semplice da pacchi, prendete alcuni calendari
dimenticati e fatene dei pacchetti
da inviare al distributore locale,
ai distributori nazionali e agli editori,
accompagnati da un biglietto di auguri
(un po’ di educazione non guasta mai)
e con i seguenti suggerimenti per il loro
utilizzo.
• Il distributore locale potrà annotare
sul calendario le date di uscita delle
pubblicazioni in modo tale che gli
rimanga più facile effettuarne il richiamo
in resa alla scadenza stabilita
dal vigente Accordo Nazionale e
non se e quando gli fa comodo.
• I distributori nazionali potranno,
invece, utilizzare il calendario per
prendere nota di quante volte, nel
corso di un anno, riciclano la stessa
pubblicazione senza la necessità di
dover conteggiare quanti sono i
bollini sovrapposti sulla medesima.
• Gli editori dovranno, in primo luogo,
constatare amaramente che nel
calendario non esistono mesi BIS
(vedi Casa Facile e Cosmopolitan), ma
potranno comunque adoperarlo
per controllare la regolare uscita di
quelle testate che definiscono mensili,
e quindi da pagare alla consegna,
ma che, in effetti, hanno una
periodicità che varia dal quadrimestrale
al semestrale se non all’annuale
e che, di conseguenza, dovrebbero
avere un pagamento differito
al richiamo in resa.
• Gli editori potranno anche avvalersi
dello stesso calendario per studiare
assiduamente il susseguirsi
dei vari mesi imparandolo a memoria
- come si faceva, in un tempo
ormai lontano, per le tabelline aritmetiche
- in modo da ricordarsi di
corrispondere i sovrasconti natalizi
su tutte le pubblicazioni mensili
edite nel mese di dicembre, anche
su quelle che mensili non sono, ma
che loro in tal modo definiscono su
www.webinforiv.it.
Ma a proposito di sovrasconti…
Sicuramente, come scritto sull’ultimo
numero di Azienda Edicola,
possono rappresentare un’ottima sopravvenienza
attiva per qualsiasi rivenditore
attento alla gestione della
sua edicola ma quanto “costa” questa
attenzione? Quanto tempo deve impiegare
un rivenditore per controllare
quotidianamente, dalla fine di ottobre
a circa metà gennaio, le bolle di consegna
per confrontare le pubblicazioni ricevute
con quelle indicate sul sito
www.snagnazionale.org tenendo presente
che spesso le date di consegna sono
diverse e spesso diversi sono anche i
titoli delle testate?
Un lavoro improbo, stancante, noioso
tanto da dissuadere anche i più capaci
tra i rivenditori per cui su alcune piazze,
fra cui la mia, il controllo è fatto
dalla locale struttura sindacale.
Tanto per dare un’idea dell’impegno
necessario, ecco alcuni numeri che riguardano
la piazza distributiva di Lucca,
Pistoia e Pisa e che non includono i
giornali quotidiani in quanto, in tal caso,
il controllo è semplice e immediato:
• sull’intera piazza, nell’anno 2008
sono state distribuite (e controllate)
1.672 testate rilevando 158 mancate
attribuzioni di sovrasconti natalizi
peraltro in seguito riconosciuti su
segnalazione sindacale.
• Per l’anno 2009 le testate distribuite
(e controllate) sono state 1.542 individuando
47 mancati riconoscimenti,
anche questa volta prontamente
accreditati su richiesta del sindacato.
I controlli sono stati fatti confrontando
gli elenchi delle pubblicazioni distribuite
sulla piazza con quelli pubblicati
sul sito www.snagnazionale.org e con
una verifica dei dati riportati sul sito www.webinforiv.it.
Ovviamente, tutti i sovrasconti natalizi
sono accreditati direttamente in bolla a
ogni singolo rivenditore e, almeno per
quanto riguarda lo SNAG, a esclusivo
beneficio del rivenditore stesso, iscritto
o no.
Non ci siamo, però, accontentati e abbiamo
esteso il controllo comparando
il nostro elenco sovrasconti dell’anno
2009 con quello del 2008, con qualche
sorpresa.
Ben 633 testate dell’elenco 2008 non
sono presenti in quello del 2009: controllando
su webinforiv abbiamo costatato
che moltissime sono cessate, altre
sono diventate bimestrali e altre ancora
(66) hanno l’aggiornamento sul sito
fermo al mese di novembre 2009.
Peraltro, 71 pubblicazioni, sulle quali
nell’anno 2008 è stato regolarmente
corrisposto il sovrasconto natalizio, risultano
edite nel mese di dicembre
2009 senza l’applicazione di tale “bonus”.
Questo il dettaglio:
32 - A & G Marco (Cucina Italiana Split,
Dylan Dog Collezione Book, Kult, Sogno,
ecc.);
6 - CDM (Chitarre, Detective Conan,
Suono, ecc.);
9 - M-Dis (Archeo, Domenica Quiz Mese,
Medioevo, Speak Up, ecc.);
6 - Me.Pe (Debuttanti, Libri del cuore
Dvd, ecc.);
14 - Parrini &.C. (Cose in cucina, Fotografia
digitale, ecc.);
2 - Press-Di (Di Tutto, Fivestore Magazine);
2 - Sodip (Diana, Elettronica In).
Da evidenziare che il numero delle
pubblicazioni sulle quali gli editori
non corrispondono il dovuto sovrascontoè senz’altro molto superiore,
ma eseguire un completo controlloè talmente complicato e difficile da renderlo,
in concreto, inattuabile. Infatti,
mentre è abbastanza semplice accertare
se il distributore locale effettua esattamente
gli accrediti, molto più aleatoriaè la verifica del comportamento dei
distributori nazionali e degli editori,
poiché tantissime testate non riportano
la dicitura del mese.
Sarebbe quindi il caso di rivedere tutto
il “sistema sovrasconti” magari traducendolo
in una semplice e trasparente
percentuale da applicare sul fatturato
del punto di vendita.
In attesa di una semplificazione della
procedura attualmente prevista, non ci
resta che tentare, come sopra suggerito,
con l’invio di un calendario dimenticato
e, chissà, forse il prossimo anno
i sovrasconti natalizi saranno corrisposti
almeno sulle stesse testate di quest’anno. Lucio Toffetti - SNAG Lucca |