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ANDAMENTO DA MAL DI MARE
Il Giornale guadagna a dicembre l’11% che corrisponde a quanto perso da Libero,
ora guidato da Maurizio Belpietro.
E se le diffusioni totali di Corriere della Sera e Repubblica perdono in diffusione totale,
crescono, però – e questa è la cosa importante - nelle vendite in edicola.
Situazione più pesante, invece, per i mensili.
L’EFFETTO FELTRI
FA VOLARE IL GIORNALE
È Il Giornale, l’unico dei grandi quotidiani
nazionali a crescere in doppia cifra
nelle diffusioni di dicembre:
+11,2%. Segnali ancora più confortanti
arrivano a Vittorio Feltri dall’edicola,
dove il dato è quasi trionfale: +29%, se
si depura il dato 2008 dalle vendite in
tandem che, da qualche mese, non ci
sono più. Ora, Il Giornale è a quota
186mila copie.
Prosegue invece il crollo del Sole 24
Ore, che segna un -18,6% e che in marzo,
tuttavia, potrebbe presentarsi in
una nuova versione tabloid. In flessione
anche Libero (-11,2%). Il quotidiano
diretto da Maurizio Belpietro, perde
quanto guadagna invece il suo ex direttore
Feltri con Il Giornale: facile
ipotizzare un flusso di lettori da un
quotidiano all’altro. Oggi Libero è stato
sorpassato nelle vendite da Avvenire che, sotto la nuova direzione di
Marco Tarquinio, raggiunge quota
105mila (+2%).
Il Corriere della Sera scende a 485mila
copie (-16,25%), un calo dovuto alla riduzione
(con buona pace degli edicolanti)
delle copie destinate alle scuole e
all’estero, ma Ferruccio De Bortoli può,
però, essere essere ottimista per la crescita
del 2% delle vendite in edicola.
Anche Repubblica paga gli effetti negativi
del taglio di copie promozionali
con un -4% ma il direttore Ezio Mauro‘incassa’, in dicembre, il +4% dalla
vendita nel canale edicola.
In flessione la Gazzetta dello Sport,
che scivola in quarta posizione nella
classifica diffusionale dei quotidiani a
dicembre con un -12,1%. La ‘rosea’è superata dalla Stampa di Mario Calabresi che contiene il calo a due punti
percentuali e si posiziona alle spalle di Corriere e Repubblica. Tra i grandi
quotidiani nazionali resiste il Messaggero,
registrando un calo solo
dell’1,7%, un dato tutto sommato positivo,
tenendo conto della contingenza
di due anni di crisi del mercato e della
crescita segnata fino all’anno precedente.
TENGONO I QUOTIDIANI LOCALI
Sono i quotidiani locali, quelli legati
direttamente al territorio, che hanno
retto meglio l’impatto con la crisi della
stampa negli ultimi mesi. Lo dicono i
dati diffusionali di diverse testate regionali
o provinciali. Per esempio in
Emilia le testate del gruppo Finegil, la Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara o la Nuova Gazzetta di Modena hanno
confermato nel 2009 le stesse cifre
dell’anno precedente e realizzato addirittura
un piccolo incremento (+0,3%).
Stessi segnali di tenuta per altri quotidiani
locali come l’Arena a Verona, l’Ecodi Bergamo e la Gazzetta di Mantova.
A Piacenza la Libertà ha guadagnato
l’1% .
Per il resto tenuta anche per la Gazzetta
del Mezzogiorno a Bari o l’Unione
Sarda a Cagliari, La Tribuna di Treviso,
l’Adige di Trento, Il Mattino di Padova
e la Provincia di Cremona.
L’editoria in provincia mantiene le sue
posizioni, mentre in qualche grande
città i quotidiani pagano, invece, la crisi,
come nei casi di Genova, Bologna,
Firenze. A Genova, infatti, Il Secolo
XIX perde quasi l’8% e si attesta poco
sopra le 85mila copie.
Non stanno meglio i giornali del gruppo Poligrafici Editoriale: l’emiliano Resto
del Carlino (calo del 6,5% nel 2009), a
quota 154mila copie medie, mentre il
quotidiano toscano La Nazione arretra
dell’8,6% a 123mila copie. Un 2009 tutto in
crescita, invece,
per il Centro. Il
quotidiano dell’Abruzzo,
che fa
capo al Gruppo
Espresso, ha chiuso
l’anno scorso
con uno dei migliori
incrementi.
La diffusione media del 2009 si è attestata
intorno alle 26.104 copie, contro
le 23.506 del 2008 con una crescita
dell’11,1%. Un trend positivo iniziato,
peraltro, nel 2007 e proseguito nel
2008. Prima del sisma il giornale era
già lanciato verso un +5%. Un ottimo
risultato in uno scenario editoriale di
grande crisi.
GELIDO INVERNO PER I MENSILI
Sempre più difficile l’aria che si respira
nei periodici: è quanto emerge dall’ultima
rilevazione Ads del periodo novembre
2008-ottobre 2009.
In controtendenza
a questa situazione
Case da
Abitare che, grazie
anche al suo
restyling, è cresciuto
del 51,2%,
arrivando a 94.971
copie di diffusione
media.
Stabile Marie Claire Maison, con
68.508 copie (+1,4%). Non se la cavano
altrettanto bene, invece, i loro concorrenti:AD perde il 4,6% scendendo a
114.737 copie, Cose di Casa scende del
18% a 331.926, Elle Decor perde il 10%
e arriva a 64.842. Il nuovo Home, dopo
un debutto promozionale in grande
stile, è sceso del 38% fino ad attestarsi
a quota 164.821.
Sempre fra i mensili pesante perdita
per Max: -30%, per una diffusione a
118.040 copie.
Anche la moda lascia sul terreno cifre
importanti: Flair ( -13,2% a 154.480 copie)
e Vogue Italia (-6,3% a 103.934).
NON STANNO MEGLIO
I SETTIMANALI
Passando ai settimanali, troviamo in
caduta libera Il Mondo (-22,2%) attestatosi
a 59.784 copie.
Poco brillanti i dati anche per i news
magazine. Panorama perde il 10,8% e
si ferma sulla soglia delle 400mila copie
(400.096),
anche se pensiamo
che i numeri
usciti in febbraio
con “gli
scoop sul complotto
D’Addario”
avranno
fatto impennare
le vendite.
Non può sorridere, però, neppure il rivale
l’Espresso: -14,3% a 325.812 copie
medie diffuse.
Anche i giornali di gossip e paparazzate
non stanno meglio: Chi non riesce a
godere delle comparsate televisive del
suo direttore Alfonso Signorini ed è in
calo dell’11,6% (412.205). E Sorrisi e
Canzoni Tv, continua a scendere (-6%)
ed è passato nell’ultimo anno da un
milione di copie a 940.374.
Va meglio Vanity
Fair che limita
i danni
(-3,2%) scendendo
a una
media diffusionale
di 264.580
e che per il futuro
sta investendo
nella interazione
con il portale web Condé Nast: www.style.it.
In questo settore Vera Montanari, direttrice
di Grazia e Flair sta puntando
all’attualità e
i primi dati sembrano
premiarla: Grazia guadagna
(+6,5%) e
sale a 222.139
copie medie diffuse.
Piero Di Fratello |