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La fine di un incubo
È definitivo:
Il Decreto Legislativo di attuazione della Direttiva Servizi
non modifica la normativa vigente
in tema di vendita di quotidiani e periodici.
I rivenditori, nonché nostri lettori affezionati, hanno potuto seguire, sui
numeri scorsi, l’avvicendarsi di notizie sulla temuta entrata in vigore del
Decreto Legislativo che minacciava di eliminare le autorizzazioni alla vendita di quotidiani e periodici (cosiddette
licenze); il testo, inizialmente proposto e approvato “provvisoriamente” dal Governo, mirava infatti a sostituirle con
delle semplici DIA (dichiarazioni di inizio attività).
Questo avrebbe sicuramente pregiudicato il pluralismo dell’informazione e il diritto di tutti ad accedere a
un’informazione completa su tutto il territorio nazionale e sulla base di una rete di punti vendita capillare e, fin’ora,
dedicata al servizio di diffusione della stampa.
Posso, quindi, manifestare la massima soddisfazione perché il Governo ha stralciato l’art. 71 del Decreto di
attuazione della Direttiva Servizi accogliendo la “tesi” sostenuta dallo SNAG e da tutte le Associazioni di categoria
degli edicolanti, così come da tutte le Commissioni Parlamentari. Il Decreto n. 170 del 24 aprile 2001 (nella
formulazione vigente) contiene, infatti, una normativa a tutela del pluralismo e del diritto all’informazione che non
doveva essere pregiudicata dall’attuazione della Direttiva Servizi.
Auspico, e con me tutta la nostra categoria, che quanto dichiarato dall’On.le Bonaiuti (sottosegretario con delega
all’editoria) in merito agli annunciati Stati Generali dell’Editoria si realizzi a breve con il coinvolgimento, com’è stato
nell’esperienza francese, dei rappresentanti della vendita e della distribuzione di quotidiani e periodici.
Lo SNAG è pronto a questa nuova sfida ed è pronto a dare il proprio contributo per una riforma omogenea del
settore, attraverso un processo, ponderato e condiviso da tutte le categorie interessate.
Il lavoro dello SNAG, svolto negli ultimi mesi in sintonia con le altre sigle sindacali e con l’apporto costante e
decisivo della Confcommercio, ha scongiurato il rischio di una liberalizzazione “frettolosa” del comparto della
vendita di quotidiani e periodici che, senza produrre alcun vantaggio per gli utenti e gli addetti avrebbe, al contrario
probabilmente, minato le fondamenta di questo sistema già precario.
La libertà d’informazione, in Italia, si fonda sulla parità di trattamento delle testate e sul sistema autorizzatorio e di
localizzazione comunale dei punti vendita: le edicole non svolgono un’attività commerciale in senso concorrenziale
ma, soprattutto, un servizio d’interesse pubblico per gli utenti.
Reputo che l’operato del Governo e i pareri espressi all’unanimità dalle Commissioni Parlamentari siano un segnale
forte anche per le Regioni che dovranno salvaguardare, nella predisposizione delle normative regionali, il diritto dei
cittadini ad accedere a una informazione pluralista sulla base di una rete di vendita specializzata nella diffusione
della stampa.
Armando Abbiati - Presidente Nazionale SNAG Confcommercio |