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Irene Romoli
consulente legale per le strutture SNAG di Valle D'Aosta, Piemonte Liguria, Emilia, Toscana

IL DISTRIBUTORE NON VUOLE AGGIORNARE L’INTESTAZIONE

Ho rilevato un’edicola, il primo febbraio 2010, intestata a Thelma e Louise e la distribuzione non mi ha ancora cambiato il nome e neanche addebitato i conti sul mio conto corrente bancario. Ne consegue che ogni settimana devo fare un assegno intestato alle vecchie proprietarie; mi hanno inoltre bloccato una fideiussione assicurativa per un loro problema e attualmente non mi considerano come intestatario. Cosa posso fare? Grazie.

F.P. – Siena

Dando ovviamente per scontato che lei abbia tempestivamente provveduto a informare il distributore del cambio di proprietà o gestione della rivendita, attraverso una comunicazione che dia certezza del ricevimento, come per esempio una raccomandata a.r. allegando una dichiarazione dell’avvenuto passaggio di intestazione d’azienda (non è necessario l’atto notarile che rimane un documento privato) in attesa che il Comune rilasci la nuova autorizzazione. Ritengo che il comportamento tenuto dal distributore locale sia assolutamente illegittimo e conseguentemente lo stesso sia tenuto alla modifica di quanto necessario.
Eventualmente, ma questa è una mera supposizione alla quale soltanto lei può dare seguito, potrebbe darsi che i precedenti intestatari abbiano lasciato un saldo passivo nei confronti del distributore, e che pertanto si configuri un’ipotesi di solidarietà passiva: in pratica, in qualità di subentrante, lei sarebbe tenuto al pagamento non effettuato dal precedente proprietario. L’estrema ratio potrebbe essere quella di rivolgersi al giudice per ottenere una modifica in via di urgenza dell’intestazione del rapporto di conto corrente, tenuto conto che l’urgenza di solito è tale (questo tipo di procedimenti infatti si decidono nell’arco di pochi giorni o settimane), ma nel suo caso la mossa più efficace mi parrebbe quella di rivolgersi al suo sindacato di zona per ottenere una modifica attraverso un suo intervento. Preciso infine che, ai fini fiscali, ha valore l’atto notarile.


IL DISTRIBUTORE SOTTO ACCUSA

L’edicola, che ho da poco preso in gestione, è stata trattata male per circa due anni e il fatturato dichiarato nel 2008 non è nemmeno vicino a quello che sto facendo in questo periodo. Il pagato è del 50% in meno rispetto a quello per cui ho deciso di prendere l’edicola. In più, il distributore principale sembra boicottare la mia edicola inviando prodotti scadenti in grandi quantità mentre quelli di livello nazionale in quantità ridicole (a volte anche una sola copia).
Gli ho comunicato più volte la necessità di aumentare la distribuzione per permettermi di “risollevare” l’edicola, ma non sono mai stato ascoltato. A breve, davanti alla mia edicola, apriranno alcuni uffici regionali e i distributori sono già stati avvertiti per evitare di essere lasciato a “secco”. Altri edicolanti si sono lamentati per problemi simili. In questi casi come bisogna comportarsi?

E. G. – Torino

Dal tenore delle sue parole mi pare che lei si affacci al mondo delle rivendite come “nuova leva”, poiché pone quesiti assolutamente leciti, ma che purtroppo configurano i consueti problemi a cui tutti gli edicolanti si trovano quotidianamente a fare fronte! Mi permetto di fare una premessa (nella speranza di aiutare altre persone che potrebbero trovarsi in un’analoga situazione) in merito alla notevole differenza di fatturato (e conseguente reddito d’azienda) che si è trovato ad affrontare nel momento del subentro.
Quando si valuta la possibilità di acquistare una rivendita di giornali, al fine di avere migliori garanzie sulla reale potenzialità del punto vendita è indispensabile visionare e controllare attentamente il fatturato tramite gli estratti conto degli ultimi tre anni emessi dai distributori locali. Probabile che il suo distributore locale riempia l’edicola di prodotti “bassovendenti”, che sono comunque soggetti al pagamento immediato, piuttosto che al sistema del conto deposito.
È importante, dunque, che lei provveda, come dice di aver fatto, a comunicare a mezzo lettera raccomandata a.r., o a mezzo fax, la necessità di razionalizzare il fornito, in relazione naturalmente a quella che è la media del suo venduto. Tenga presente che gli accordi vigenti le danno il diritto di avere le idonee forniture (non di selezionare il prodotto) e vista l’urgenza da lei evidenziata le consiglio di rivolgersi al suo sindacato locale, (la struttura Snag di Torino è in Via Beaumont, 46 – Tel e Fax. 011.43.44.622) che non mancherà di aiutarla intervenendo presso il distributore locale con l’adeguata documentazione che lei fornirà. Qualora la situazione non dovesse migliorare, sempre tramite il sindacato di riferimento si potranno valutare altre soluzioni per sanare la problematica in questione. Idem per quanto riguarda l’imminente apertura degli uffici pubblici nei pressi della sua rivendita
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