harmony
lettere
 

Un edicolante un po’ speciale
“Mi dispiace quando mi dicono che il giornale è finito, perché hanno consegnato poche copie. I giornali non dovrebbero mai finire ci dovrebbe essere sempre una copia che avanza

Nella sua lunga ed eclettica carriera artistica, Enrico Montesano ha indossato i panni dell’attacchino, del pensionato, della romantica signora e di tantissimi altri personaggi, più o meno comuni: con l’umorismo intelligente e immediato che caratterizza i suoi sketch e monologhi, che lo ha reso caro a intere generazioni di italiani, Montesano è un “punto fermo” della comicità e della commedia italiana, sia al cinema, che a teatro, che in televisione. In “Un sogno di famiglia”, andato in scena in diversi teatri italiani tra febbraio e aprile, da Roma a Bari, da Napoli ad Agrigento, Montesano ha vestito gli insoliti panni dell’edicolante, capo di una famiglia con tutti i vizi e le virtù della nostra epoca. Una commedia che si prende gioco, garbatamente, del mondo della televisione e, in particolare, dei reality che sembrano divenuti un po’ lo specchio, distorto, della nostra società.

Signor Montesano, come mai ha scelto la figura dell’edicolante per il personaggio principale del suo ultimo spettacolo teatrale?
Perché viviamo bombardati da notizie, in un mondo in cui c’è una enfatizzazione dell’informazione. E l’edicola è uno dei veicoli dell’informazione.
In un mondo sempre più informatizzato, come vede la carta stampata? Il giornale per ora ancora regge: penso che le notizie su carta esisteranno sempre. A me piace toccarlo, sfogliarlo, il giornale. Così come mi piacciono i libri. Le edicole oggi si sono modificate, nei giornali ormai ci sono allegati, inserti… ne parliamo anche nello spettacolo.
Cosa pensa degli edicolanti? e della loro categoria in particolare? Io mica li conosco tutti! Conosco quelli della mia zona.
Che rapporto ha con loro?
Sono persone che incontro tutte le mattine. Mi dispiace quando mi dicono che il giornale è finito, perché hanno consegnato poche copie. I giornali non dovrebbero mai finire… ci dovrebbe essere sempre una copia che avanza! Io penso che l’edicola è come il tuo bar rionale: è un rapporto quotidiano, seppur rapido, quello che si crea con l’edicolante.
Quali giornali legge?
Vario sovente, non compro sempre lo stesso giornale perché ritengo giusto avere più punti di vista. Spesso la stessa notizia viene raccontata in tre modi diversi. A volte compro anche giornali di opposta simpatia politica… e questo aiuta a confondermi le idee… poche idee ma confuse, come diceva Flaiano, grazie al cielo!
Trae ispirazione per i suoi spettacoli da quello che legge sui giornali?
Non sempre, ma possono essere uno stimolo. La cronaca è così rapida, veloce… ultimamente i giornali mi mettono un po’ d’ansia. È il modo di dare la notizia che trasmette ansia, perché è un po’ gridata. E poi gli argomenti rimangono per una settimana, dieci giorni, per poi sparire. Le notizie, e in particolare le disgrazie, si enfatizzano con titoli ansiogeni... ma questa è una situazione comune a tutti i mezzi di comunicazione di massa, vale anche per la TV.
Un consiglio che si sente di dare agli edicolanti?
Il mestiere dell’edicolante è molto difficile, secondo me. Come si fa a indovinare il gusto del cliente? Ci sono quelli abituali, quelli di passaggio… so inoltre che ultimamente alcune edicole vendono addirittura i biglietti del treno… Comunque ho dei ‘consigli’: non sarebbe il caso di munire i chioschi di uno scaldino per l’inverno, e di un piccolo condizionatore per l’estate? Perché immagino che le edicole siano fredde d’inverno e calde d’estate. E poi… un bagno. Mi sono sempre domandato: ma non è un problema per loro, quando devono andare in bagno? Come fanno?
Che cosa pensa della vita degli edicolanti?
È una vita abbastanza ‘sacrificata’, si alzano molto presto, lavorano nei giorni di festa. Mi ricordo che quando mi alzavo all’alba per andare a fare cinema, scambiavo sempre due chiacchiere con il giornalaio al mattino. Arrivavano pacchi di giornali e lui li apriva davanti a me e quella era una cosa bella. Ma magari d’inverno con il freddo non è piacevole, ecco perché dico che la loro è spesso una vita difficile.
Si è da poco conclusa la tournée invernale di “Un sogno di famiglia”. Nel caso fosse prevista una rentrée, magari a Roma, sareste disposti a favorire la categoria degli edicolanti con un biglietto ridotto?
Volentieri. Se fossero previste delle repliche, molto volentieri.
Un ultimo pensiero sui giornalai.
L’edicola è il luogo dove transitano le notizie. L’edicolante vive in mezzo alla parola scritta. E le parole
scritte hanno un peso, sono importanti!

Matteo Feldman
con la collaborazione di Milena Mariano

© 2006 DEA INIZIATIVE EDITORIALI SRL - Milano | Tutti i diritti riservati |