di ARMANDO ABBIATI Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio

 

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GOVERNO: entro giugno nuove norme per la vendita della stampa

Con un emendamento nella “manovrina” il Governo interviene sul mondo delle edicole con una norma dal titolo “Misure per l’innovazione del sistema della vendita della stampa quotidiana e periodica”. In sostanza il Governo intende modificare pesantemente il decreto n. 170/2001 (ricordiamo che la “manovrina” non è stata ancora approvata ma che lo sarà entro la fine di giugno).
È un treno che per gli edicolanti passa ogni 20-30 anni. Sembra stia passando ora, con la velocità assurda di un emendamento a una legge di bilancio che deve essere sicuramente approvata pena la crisi di Governo. Nessuna concertazione con le associazioni di categoria, nessun dibattito parlamentare, nessun tavolo… così è se vi piace. Il Governo, infatti, si è limitato a presentare un emendamento “blindato” (cioè senza possibilità di modifiche) che è stato approvato in Commissione Bilancio lo scorso 29 maggio.
Ma – in concreto – come sarà questa nuova legge? Credo che per esprimere un giudizio serva equilibrio. Equilibrio: è questa la chiave di lettura. Certamente non è la migliore riforma dell’Editoria. Certamente non è la riforma che ci aspettavamo. Forse non si avvicina neppure alla sufficienza. Il giudizio, però, deve essere contestualizzato nel mondo in cui gli edicolanti vivono oggi.
Grave crisi economica, grave sudditanza rispetto alla Distribuzione locale, abusi, sospensioni, rifiuti di fornitura, costi di portatura, costi per l’informatizzazione, vendite a picco, forniture inadeguate, nessuna particolare aspettativa in merito al rinnovo dell’Accordo Nazionale, Federazione Editori assolutamente latitante...
Il vecchio decreto n. 170/2001 fa acqua da tutte le parti: sì, formalmente prevede le autorizzazioni e i piani comunali, ma sono anni che i Comuni non li approvano, sono moltissimi i Comuni che accettano tranquillamente le SCIA per attivare nuovi punti vendita, così come sono molte le leggi regionali che già le prevedono. Licenze e piani di localizzazione rimangono solo sulla carta perché in realtà, nonostante tutti i nostri sforzi, da anni il Tar e il Consiglio di Stato hanno più volte sentenziato che le edicole sono liberalizzate.
Questa legge ci liberalizza ufficialmente (anche se i legali mi dicono con importanti limitazioni in merito ai parametri qualitativi che un esercizio deve possedere) ma la legge non fa altro che formalizzare un orientamento, ahimè, già diffuso sul territorio. Gli edicolanti soffrono l’incertezza normativa. In assenza di regole c’è l’anarchia, dove il più forte prevale sul più debole e l’edicolante è sempre la parte debole del circuito diffusionale della stampa.
Una legge – per quanto discutibile possa essere nei suoi contenuti – è sempre meglio dell’assoluta assenza di regole certe. Ma veniamo ai contenuti. Questa legge (parliamo di un progetto di legge che deve essere ancora votato) contiene delle cose negative (liberalizzazione, SCIA, una sorta di “edicola madre light”) e delle cose potenzialmente positive (criteri qualitativi per l’esercizio dell’attività, disciplina della distribuzione territoriale, possibilità di rendere le pubblicazioni a certe condizioni).
Ho scritto “potenzialmente positive” perché l’esperienza mi ha insegnato che un conto è leggere una norma sulla Gazzetta Ufficiale, un conto è vederne l’applicazione concreta. Inoltre la legge rimanda, per molti aspetti, alla Conferenza Unificata delle Regioni dove dovrà essere combattuta un’altra battaglia a difesa della categoria (criteri qualitativi, orari di vendita, ampliamento delle categorie merceologiche in edicola e servizi offerti al pubblico). Comunque, se si dovessero pesare i pro e i contro di questa legge, forse le bilancia rimarrebbe in equilibrio. Partiamo da una constatazione di fatto: oggi gli edicolanti si trovano in una condizione peggiore di quella in cui si troveranno dopo l’approvazione di questa normativa. Mi auguro che la legge possa portare un po’ di certezza del diritto e possa garantire agli edicolanti un minimo di tutela, riequilibrando in parte i rapporti di forza all’interno della filiera.
Il Legislatore, ultimamente, ha dedicato molta attenzione al nostro settore, con:

l’art. 39;
l’informatizzazione;
l’art. 8;
l’attuale modifica del D. Lgs. 170/2001.

Questi interventi hanno garantito agli edicolanti delle tutele aventi forza di legge. Certo, con questo emendamento gli edicolanti perderanno l’autorizzazione e i vecchi piani di localizzazione, ma è pur vero che potranno guadagnare in autonomia nell’esercizio d’impresa.
Queste novità legislative rendono ancora più urgente e necessario che le parti della filiera dialoghino per raggiungere accordi o soluzioni condivise per sfruttare al meglio le opportunità di sviluppo che la legge ci offre.

 

 

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