Mercoledi, 16 gennaio 2019

L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali

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LA “RICETTA” DI URBANO CAIRO PER LA SALVEZZA DELLE EDICOLE (?!)

Azienda Edicola 18 Dicembre 2018

Questo “graffio” lo dedico all’Editore Cairo che ritiene di aver risolto i problemi degli edicolanti portando in edicola oltre un milione di lettori desiderosi di acquistare le sue pubblicazioni.

Il 5 novembre scorso durante la puntata dedicata all’inchiesta “Edicole s.o.s.” di Report (per quei rivenditori che non hanno visto il servizio, il video è pubblicato nell’archivio delle puntate su RaiPlay.it) Cairo, intervistato in merito alla drammatica situazione in cui versano le edicole e incalzato dal giornalista sulla politica aggressiva di tagliare il prezzo delle riviste, ha precisato: “Credo di aver fatto una bella cosa anche per le edicole” e immedesimandosi nell’ipotetico cliente ha commentato “Intanto che vado lì magari compro qualcos’altro”; “il traffico che io mando in edicola è importantissimo! (…) Una cosa che io ho fatto – arrivando in Rizzoli – è cancellare tutti gli aumenti di prezzo previsti per il futuro. Secondo il piano che fecero prima di me, il Corriere della Sera, oggi, dovrebbe costare 1,80 e, invece, costa 1,50. Aumentare il prezzo è una cosa che non va mai fatta, possibilmente. Anzi, devi cercare di attrarre più gente alla tua edicola con dei prezzi vantaggiosi, interessanti, dando tante cose ai lettori”.

Occorre premettere che Cairo proviene dal settore pubblicitario e – solo alla fine degli anni ’90 – ha deciso di approdare all’editoria. Oggi, è risaputo, possiede l’omonima casa editrice (con ben 10 settimanali e 2 mensili) ed è anche Amministratore Delegato di Rcs ma, soprattutto, è l’ideatore dell’informazione a poco prezzo (le sue pubblicazioni mediamente costano dai 50 centesimi ad 1 euro) e degli inserti gratuiti al Corriere della Sera, che sono volumi di pagine pubblicitarie che non garantiscono alcun reddito ai rivenditori ma che accrescono, invece, i bilanci Rcs.

Ma Cairo su questo punto non dà risposte e quando il giornalista gli obietta che “Mentre voi recuperate i soldi dalla pubblicità l’edicolante che vive con una percentuale del 18% (circa) se si abbassano i prezzi guadagna meno”, Cairo persiste: “Sì, lo capisco, però, diciamo che il tema nostro è cercare di mandare più persone in edicola. Da zero siamo arrivati ad avere il 30% di questo mercato. Vuol dire che abbiamo mandato in edicola 1.600.000 persone a settimana”.

Non so se mi sono indignato solo io nel sentire queste sue parole.
Una cosa è certa: lui sta influenzando il mercato. Questa politica del prezzo al ribasso e, di conseguenza anche della qualità, non solo ha indotto altri Editori a seguire le sue “orme” ma ha anche impoverito il settore e in particolar modo gli edicolanti.
Non amo citare i numeri ma, solo nei primi nove mesi di quest’anno, il gruppo di Cairo ha conseguito (sommando quanto derivante dalle testate e il network televisivo La7 e La7d) un utile netto di 31,4 milioni di euro, e - nel terzo trimestre 2018 - una raccolta pubblicitaria complessiva in aumento dell’11% (a settembre oltre il +13%).

I lettori che Urbano Cairo ritiene di portare in edicola, non sono, purtroppo, nuovi clienti, ma persone che hanno semplicemente modificato le loro abitudini di acquisto, in favore - chiaramente - di prodotti super scontati (o addirittura sottocosto), a discapito del reddito delle nostre edicole.
Mentre guardavo quest’intervista, avrei voluto poter intervenire per dire: “Signor Cairo, si tenga le sue pubblicazioni e cerchi nuovi venditori e gli offra ben 9 centesimi a copia, come fa attualmente con gli edicolanti.”
Per dare concretezza a quanto sostengo, provo a fare quattro calcoli.
Considerando che sia reale il dato di 1.600.000 persone che si recano settimanalmente in edicola e sapendo che le edicole sono circa 26.500, matematicamente il caro Cairo riesce a generare un “traffico” (per citare le sue parole) di clienti settimanali per ciascuna edicola addirittura di 60 persone.
Suddividendo questo dato per i sette giorni lavorativi significa che al giorno ci sono otto persone che si recano in ogni edicola per acquistare una delle sue pubblicazioni. Moltiplicando i clienti per il costo della singola pubblicazione (ovvero 8 x 0,50 €) si ottiene il risultato di una vendita di 4 €. L’aggio del rivenditore corrisponde, quindi, a 0,75 centesimi al giorno (o 1,50 € al dì se il prezzo della pubblicazione è di 1 euro anziché 50 centesimi).

Devo aggiungere altro per spiegare la mia indignazione?
Mi rivolgo ai rivenditori che si alzano all’alba e rimangono in edicola per almeno dieci ore al giorno chiedendo di dare un segnale a tutti gli Editori.
Cairo auspica che i clienti possano recarsi in edicola per prendere un suo prodotto e magari acquistarne anche un altro? Accontentiamolo! Togliamo dal banco di vendita i suoi prodotti, così i clienti saranno ancor più invogliati a prendere qualcos’altro.
Facile vivere di proventi pubblicitari e farci morire di stenti.
Non sarà certo privandoci di quelle vendite che soffriremo di più.
Invece, diamo spazio espositivo all’informazione di qualità, ai veri Editori, quelli che investono nel loro prodotto e nella rete di distribuzione e vendita.
Gli inserzionisti, si sa, ricercano le pubblicazioni che vendono più copie.
Facciamo allora vedere a Cairo che sappiamo vendere il prodotto dell’Editore che remunera il nostro lavoro e ci gratifica.

 Armando Abbiati