Mercoledi, 17 ottobre 2018

L'unico mensile professionale per rivenditori di giornali

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L’ANCI, LE EDICOLE E IL TEATRO DELL’ASSURDO

Azienda Edicola 26 Settembre 2018

L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) convoca le Associazioni di categoria degli edicolanti.  

Lo scorso 12 settembre l’ANCI ha convocato per il 19 settembre le sigle degli edicolanti presso la sua sede a Roma in Via dei Prefetti.

A tale incontro avrebbe dovuto partecipare personalmente il Vice Presidente ANCI (nonché sindaco di Chieti) Avv. Umberto Di Primio.

La convocazione in verità era sibillina in quanto non conteneva un ordine del giorno, né era indicato l’oggetto dell’incontro. Informalmente ci era stato detto che la riunione era per “rivitalizzare la rete di vendita”.

Bene, benissimo ma…

L’ultimo ricordo che avevamo dell’ANCI non era molto positivo, in quanto, circa un anno fa, aveva stipulato una convenzione con la FIEG per la modernizzazione della rete di vendita.

Questa circostanza aveva scatenato la reazione durissima del Presidente Abbiati che aveva ufficialmente protestato per la mancata partecipazione delle rappresentanze degli edicolanti scrivendo al Presidente ANCI che “qualsivoglia misura volta a promuovere l’ammodernamento della rete di vendita debba essere oggetto di specifica concertazione con le rappresentanze di categoria degli edicolanti i quali saranno – con tutta evidenza – i primi attori di qualsivoglia ammodernamento dell’attività di vendita della stampa e non intendono in alcun modo “subire” le iniziative imposte da soggetti terzi (quali la Federazione Italiana Editori Giornali).

Nella stessa lettera lo SNAG aveva anche chiarito che “la FIEG non può rappresentare – né sotto un profilo giuridico né sotto un profilo politico – la rete di vendita della stampa che è costituita da circa 26/28.000 piccole imprese che con il loro lavoro quotidiano garantiscono il diritto all’informazione dei cittadini in tutti i Comuni italiani (o almeno in quei Comuni dove i distributori mandatari degli Editori decidono di “portare” ancora i giornali: sono molti i Comuni italiani dove i distributori hanno interrotto il servizio di portatura delle pubblicazioni senza che la FIEG abbia fatto alcunché per risolvere il problema).”

Questa era ed è la posizione dello SNAG. Una posizione chiara e cristallina: l’ANCI ha sbagliato interlocutore.

Pensare di risolvere i problemi della rete di vendita stipulando convenzioni con la FIEG è un po’ come pensare di tutelare la salute e l’integrità fisica di Cappuccetto Rosso stipulando convenzioni con il Lupo cattivo.

Allora, ritornando all’incontro del 19 settembre, cosa vorrà l’ANCI dalle rappresentanze degli edicolanti?

La domanda era legittima in quanto la convocazione era priva di oggetto. Una sorta di “blind date” (appuntamento al buio) direbbero i giovani.

La risposta più ovvia e naturale era quella di immaginare che l’ANCI intendesse promuovere un protocollo di intesa con gli edicolanti per intervenire sulla rete di vendita.

In effetti l’ANCI – pur essendo una mera Associazione senza poteri gerarchici sui Comuni aderenti – potrebbe fare molto per le edicole come le edicole fanno molto per i cittadini dei circa 8.000 Comuni italiani (garantendone l’accesso all’informazione).

Le edicole sono una rete di “prossimità” eccezionale in Italia con un’ottima capillarità e con un particolare rapporto con il pubblico.

Si potrebbe lavorare su molti profili e lo SNAG (proprio in previsione dell’incontro del 19 settembre) ha predisposto un documento specifico rivolto all’ANCI che ha individuato 6 livelli di intervento.

In questo documento (disponibile su www.snagnazionale.it) si analizzano nel dettaglio le ragioni della crisi delle edicole ma soprattutto si individuano una serie di misure per tutelare la rete: dal rispetto della Legge, al contrasto agli abusi di posizione dominante da parte delle Imprese di distribuzione locale con la possibilità per i Comuni di sanzionare le violazioni di Legge, dall’incremento delle attività che possono essere svolte in edicola per continuare con il contenimento dei costi di esercizio mediante la riduzione della COSAP, della TARI e dell’IMU per i chioschi e ancora con l’informatizzazione e l’individuazione di criteri qualitativi per l’esercizio dell’attività.

Purtroppo, all’incontro del 19, tutte le nostre aspettative sono state miseramente disilluse.

Le premesse erano poco rassicuranti visto che, mentre le rappresentanze degli edicolanti aspettavano in sala di attesa, da una saletta attigua uscivano il neo eletto Presidente Fieg Andrea Riffeser Monti e il confermatissimo Direttore Generale Fabrizio Carotti. Si proprio loro! “Lupus in fabula”, anzi, visto che erano due, “Lupi in fabula”.

Il seguito è anche peggiore, tanto da sfiorare il teatro dell’assurdo1.

L’incontro si apre con un fugace saluto del Presidente Decaro che si scusa ma il Vice Presidente ANCI non potrà partecipare alla nostra riunione per concomitanti incontri istituzionali. La riunione sarà presieduta dalla Coordinatrice affari giuridici dott.ssa Annalisa D’Amato (alla quale lo SNAG fa i migliori e sinceri auguri visto che fra pochi giorni sarà mamma).

Il Tema: estendere il modello di Firenze che ha permesso ad alcune edicole di rilasciare certificati comunali al pubblico anche ad altre città che ne hanno fatto richiesta all’ANCI. Punto. Nulla di più.

Abbiamo una rete di vendita stremata da assurde politiche editoriali e distributive. Abbiamo centinaia di Comuni senza giornali perché i Distributori Locali sospendono arbitrariamente le forniture. Abbiamo centinaia di esposti per violazione della nuova Legge n. 96/17 da parte dei Distributori cui i Comuni tardano a dare seguito sanzionando i Distributori Locali. Abbiamo disposizioni di Legge che prevedono l’ampliamento dei beni e dei servizi da vendere in edicola con un “caos” a livello locale di interpretazioni e di applicazioni normative. Abbiamo il problema del suolo pubblico, dell’accatastamento dei chioschi con duplicazione COSAP/IMU. Abbiamo delle Conferenze Unificate da fare per attuare le Legge del 2017. Abbiamo una informatizzazione al palo da anni per l’incapacità di trovare una soluzione condivisa. E - con questa serie di problematiche per le quali sarebbe estremamente importante un intervento dell’ANCI - l’ANCI ci viene a parlare dei certificati comunali (gratis) in edicola?

La reazione dello SNAG è stata molto secca: prima di parlare di progetti di dettaglio come quello di Firenze (ndr. Bellissimo progetto che è stato portato avanti dal nostro Vice Presidente Andrea Innocenti e nel quale lo SNAG crede fortemente) dobbiamo affrontare il problema delle edicole a 360 gradi, e risolvere i veri problemi della rete.

Lo SNAG ha quindi indicato la via: prima facciamo un protocollo sulla rete di vendita ed individuiamo vari campi di intervento e poi facciamo i progetti di dettaglio.

In queste ore trasmetteremo insieme alle altre sigle sindacali una bozza di protocollo e speriamo che questo sia l’inizio di una vera collaborazione con l’ANCI.

Il messaggio è chiaro: le misure sulla rete di vendita si discutono con gli edicolanti e non con la FIEG che (come ha già scritto il Presidente Abbiati al Presidente Decaro un anno fa) non ci rappresenta né giuridicamente né politicamente. 

Franco Darvi


1Teatro dell’assurdo è la denominazione di un particolare tipo di opere nelle quali la struttura tradizionale (trama di eventi, concatenazione, scioglimento) viene rigettata e sostituita da una “alogica” successione di eventi, apparentemente senza alcun significato. Il teatro dell’assurdo si caratterizza per dialoghi senza senso, ripetitivi e serrati, capaci di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi.