Da sempre propositivi in edicola

Da 26 anni Piero Aiello, edicolante di Corso Orbassano a Torino, svolge quest’attività con grande entusiasmo e positività che mette a disposizione dei suoi clienti.

“Con mia moglie Antonella e con l’aiuto prezioso di mia madre Rosetta ogni mattina alzo la serranda della mia edicola e penso a cosa posso fare per migliorare la mia attività”. Così Piero Aiello racconta il suo “risveglio” quotidiano in edicola e un mestiere che ha ormai nel suo Dna. Nella figura di Consigliere dello SNAG di Torino lo ha ricordato ai presenti anche nel recente XII Congresso Nazionale a Milano dal titolo “L’Editoria ingessata”.

L’editoria ingessata“Guardando l’immagine del Pensatore (manifesto del Convegno Snag e che prende spunto dalla celebre scultura bronzea dell’artista francese Auguste Rodin e rappresenta un uomo intento a una profonda meditazione, ndr), mi sono reso conto che io ”il pensatore” lo faccio tutti i giorni. Quando apro la mia edicola e penso a cosa posso fare per migliorare – ribadisce l’edicolante torinese –. Mi è di aiuto un approccio e un modo di lavorare che è stato insegnato a me e alla mia famiglia dalla persona da cui abbiamo rilevato l’attività di edicolante. Noi discendiamo da commercianti e nel tempo abbiamo affinato la nostra professionalità e definito il nostro profilo. Dal rivenditore da cui abbiamo acquistato il nostro chiosco abbiamo subito recepito il messaggio di non essere dei semplici “porgitori di giornali”. Per vendere quotidiani e riviste servono professionalità e disponibilità verso il pubblico. Purtroppo, o per fortuna, sono ancora innamorato di questo mestiere nonostante il nostro settore stia attraversando da anni un periodo non facile – spiega ancora Aiello –. Adoro il profumo della carta, mi piace stare insieme alla gente, essere un punto di riferimento per tutto il mio quartiere. Tanto che, con affetto, oggi mi definiscono simpaticamente il Sindaco di Corso Orbassano!”.

Una positività, questa di Aiello, che il rivenditore di Torino trasmette ai suoi clienti.  E si spinge in un’analisi da esperto di un settore che anche lui, come dall’analisi del Congresso Nazionale dello SNAG, vede ingessato.

“Trovo ingessati molti miei colleghi, a cui faccio spesso visita per motivi sindacali. Entrando nei loro punti vendita, faccio addirittura fatica a vederli, sepolti come sono tra giornali, riviste e scatole varie. Da questa situazione, invece, credo che l’edicolante debba emergere con tutta la sua professionalità e passione. Ritengo, poi, ingessati i Distributori Locali che non fanno altro che <ingolfare> le nostre rivendite con quantità di giornali, aumentando i costi che ci fanno pagare. Ma ingessati sono anche gli Editori, perché immettono nel mercato prodotti di scarsa qualità, inappetibili per il pubblico, poveri di contenuti e soprattutto non mirati a una fascia d’età che comprende il target che sempre meno si rivolge alle edicole” continua la sua analisi l’edicolante di Corso Orbassano a Torino.

Anche sul target di clienti Aiello ha le idee chiare. “Il nostro portafoglio è fatto da due fasce d’età. Una che va dai 2 ai 13 anni e l’altra dai 60. Ci manca, e dobbiamo recuperare, quella dai 15 ai 55 anni, quella la cui maggior parte ogni giorno <smanetta sugli smartphone>. Su questa fascia gli Editori devono concentrarsi per riacquistare lettori e conseguentemente noi essere venditori e consigliarli. Insomma, che si tolgano il gesso e procedano per trovare delle soluzioni…”.

Intanto a Torino si guarda anche ad arricchire l’offerta commerciale. “In un chiosco ci sono naturalmente spazi limitati ma, oltre ai giornali che continuiamo a vendere con numeri discreti, offriamo i classici gadget: magliette, bandiere, calamite etc.  Inoltre – spiega Piero Aiello – da maggio abbiamo anche iniziato a produrre i primi certificati anagrafici per il Comune di Torino con una remunerazione interessante per ogni documento. Non sarà la risoluzione di tutti i problemi, ma è certamente un altro modo per aiutarci offrendo un servizio sociale in più ai nostri clienti. E, sono fiducioso, magari acquistarne altri”.

Enrico Venni