Dalla grande crisi alla grande opportunità

Eppur qualcosa si sta muovendo. Dopo aver subito l’indifferenza della politica, l’inerzia degli Editori e le vessazioni dei Distributori, il mondo delle edicole è riuscito finalmente a conquistare l’attenzione delle Istituzioni e degli altri soggetti della filiera dell’informazione, oggi sempre più consapevoli del ruolo cruciale e insostituibile che la nostra rete di distribuzione svolge nel mondo della carta stampata e, più in generale, nello sviluppo culturale del Paese. Certo, abbiamo dovuto pagare un prezzo elevato per arrivare a questo cambio di prospettiva. C’è voluta una crisi strutturale che ha già spazzato via migliaia di punti vendita. E che, senza interventi urgenti di rilancio, nei prossimi anni metterà a rischio altre 10.000 edicole delle 27.000 rimaste attive in Italia, con una potenziale perdita di 20.000 posti di lavoro.
Un grido d’allarme che da quando sono alla guida dello SNAG ho dovuto lanciare più volte e in più sedi, a partire naturalmente dai tavoli tecnici presso il Governo nell’ambito degli Stati Generali dell’Editoria, che hanno preso il via lo scorso marzo.
È qui, nei prossimi mesi, che ci giochiamo il nostro futuro. Le trattative sono appena iniziate. Impossibile dire, allo stato attuale, cosa riusciremo a ottenere. Davanti a noi c’è però un’enorme opportunità, quella di far sentire in modo autorevole la nostra voce e convincere Istituzioni e Editori ad avviare quelle riforme, normative e contrattuali, che da troppo tempo stiamo aspettando. Le uniche in grado di ridare ossigeno e speranza alle nostre edicole.
Sappiamo bene che l’unico modo per cambiare la situazione è quello di creare un dialogo costruttivo con la FIEG, ma anche con i Distributori Locali e con i Comuni, che ponga le basi per un efficace e duraturo rapporto di collaborazione. Un obiettivo a cui mi sto dedicando con totale impegno e che rispecchia i primi tre punti chiave del programma che avevo anticipato lo scorso aprile al Congresso tenutosi a Milano, subito dopo la mia elezione a Presidente Nazionale dello SNAG. Punti su cui, oggi più che mai, intendo fare leva con l’appoggio dei Vicepresidenti, del Consiglio e della Giunta Nazionale SNAG.
Qualche risultato lo abbiamo già ottenuto. Come saprete, con l’ultima Legge di Bilancio il Governo ha introdotto un credito d’imposta fino a un massimo di 2.000 euro per gli edicolanti puri, coloro che vivono vendendo solo giornali e riviste. Al di là dei fondi messi a disposizione – 13 milioni per il 2019 e 17 milioni per il 2020 – questa misura segna uno spartiacque con il passato: per la prima volta una fetta dei soldi pubblici per l’Editoria vanno direttamente nelle tasche della rete di vendita. Un primo, inequivocabile, segnale della volontà di sostenere il nostro settore.
Non ci facciamo però illusioni. Sappiamo tutti che non basta un piccolo sconto sulle tasse per rilanciare le nostre aziende e superare la crisi che ci sta travolgendo. È solo un assaggio di quello che vogliamo ottenere.
Al Governo e alle nostre controparti abbiamo sottoposto un pacchetto articolato di proposte che consideriamo urgenti e indispensabili per la sopravvivenza e il rilancio delle edicole.
Tra queste c’è l’esplicita richiesta di un sostegno pubblico al settore, sia alla rete di vendita in funzione del ruolo di tutela del diritto all’informazione che ricopre, sia alla domanda sotto forma di incentivi fiscali e bonus lettura al fine di attrarre più lettori. Sempre in virtù del servizio di interesse pubblico svolto dalle edicole, abbiamo proposto una riduzione permanente del carico fiscale e di mantenere la liberalizzazione dell’orario di apertura.
Non basta. Al fine di recuperare redditività, le edicole devono poter contare anche su un rafforzamento della normativa contro gli abusi di posizione dominante da parte dei Distributori Locali e contro forme di concorrenza sleale. Devono inoltre essere agevolate, dal punto di vista normativo, nel processo di diversificazione dell’attività di vendita, rendendo più agile la loro trasformazione in un centro polifunzionale.
Altri interventi non meno importanti riguardano la creazione di un unico sistema di informatizzazione a livello nazionale che consenta una maggiore trasparenza dei dati raccolti e l’introduzione di criteri e parametri volti a migliorare la qualità della rete di vendita, in particolare le nuove aperture, al fine di garantire un miglior servizio al cliente.
Ma soprattutto è urgente trovare al più presto un’intesa con la FIEG per il rinnovo dell’Accordo Nazionale. Al centro delle trattative c’è la tanto attesa e auspicata revisione delle condizioni economiche di fornitura per le edicole, ferme da ben 14 anni, oltre ad altre questioni altrettanto rilevanti su cui chiediamo di intervenire: dalle dannose politiche di cut price attuate dagli Editori alla differente remunerazione per prodotti regolari e non regolari oltre agli abbonamenti in edicola.
C’è tanta carne al fuoco, ma ancora nessuna certezza di portare a casa risultati concreti. In particolare, le trattative con la FIEG non sono iniziate nella maniera sperata. Dopo un lungo silenzio da parte degli Editori, il 29 e 30 aprile ci sono state le prime riunioni alla presenza del Presidente Andrea Riffeser. Incontri utili in cui era prevalso un atteggiamento collaborativo nel cercare soluzioni condivise.
Proprio quando pensavamo che il vento fosse girato, eccoci di nuovo a un punto morto, con la FIEG che accampa scuse pretestuose per rinviare gli incontri bilaterali già concordati, allungando ancora una volta i tempi di un accordo: un comportamento poco costruttivo, specie in una fase propositiva in cui gli Editori ci hanno detto di considerarci i loro ‘partners’. Le prossime settimane, cruciali per le trattative in corso presso gli Stati Generali dell’Editoria, ci permetteranno di capire di più sulle reali intenzioni della FIEG. Per ora, dunque, solo parole e qualche vaga promessa. Non ci resta che attendere i fatti nella speranza che nessuno sprechi l’occasione, che aspettavamo da tanto tempo e che oggi ci viene offerta, di mettere mano ad una riforma ad ampio spettro per rilanciare il nostro settore. Il mondo delle edicole non può più aspettare.