Il sorriso di Veronica

La storia di una giovane donna di Posada, paese del centro della Sardegna, è un esempio di come l’entusiasmo e la voglia di fare possa sopperire alle difficoltà del lavoro quotidiano in edicola.

Veronica Di Paolo sorride anche al telefono. Lo si avverte dal tono della voce,  dall’entusiasmo e dalla vivacità con cui tratteggia la situazione della sua edicola, le sue passioni, le mille idee per aggiungere ogni volta cose nuove. Posada, il paese in provincia di Nuoro in cui, al centro della piazza spicca l’ Edicola del sorriso (come è stata ribattezzata) di Veronica, è un centro piccolo, un borgo quasi disertato dai giovani ma in cui “I vecchi leggono moltissimo. E, io spero, presto anche i ragazzi che vivono ancora qui” spiega la giovane rivenditrice. “L’abitudine di comprare il giornale tutti i giorni è rimasta, così come quella di commentare le notizie, di riunirsi a chiacchierare. Il mio è un paese che legge e che ama la carta”.
Del resto la stessa Veronica è figlia di un tipografo, nipote di un linotipista: nel mondo della stampa ci è nata. “Sì, da noi i giornali e i libri sono sempre stati dei buoni amici: era inevitabile che, quando l’edicola del paese è rimasta chiusa e il Comune ha indetto un bando, io partecipassi per averne l’assegnazione. Posada soffriva, senza la sua edicola!”, ammette Veronica.

Agli inizi non è stato facile né lo è adesso, ma la giovane-laureata all’Accademia delle Belle Arti di Sassari, alle spalle una malattia importante e con sé tanta grinta e voglia di farcela,  non si scoraggia. “Oltre ai giornali io vendo i libri (talvolta li ordino anche per i clienti), spesso relativi alla Sardegna o scritti da autori della nostra cultura come Grazia Deledda, così da dare all’edicola una sua fisionomia spiccata e identificabile. E poi manufatti in ceramica, gioielli realizzati da me, accessori per bambini. Mi piace che in edicola spicchino i colori, che risaltino le luci, che sia un luogo in cui è piacevole entrare e sostare: anche davanti all’ingresso, dove ci sono i vasi di gerani rossi e il gelsomino che in Primavera profuma e invita a sfogliare le riviste all’ombra. Magari ridendo insieme commentando le notizie di gossip” racconta ancora Veronica. Ma c’è un ma. “Alzarmi all’alba non mi pesa, né mi affatica tornare a casa che è quasi passata l’ora di cena e i mestieri sono ancora tutti da fare (mio marito è un tesoro e sostiene i miei sforzi). Ciò che davvero trovo difficile è l’approvvigionamento dei giornali. Questo è stato dibattuto anche durante gli Stati Generali dell’Editoria a Roma, lo scorso 30 maggio, quando ho avuto modo di raccontare la mia storia al Sottosegretario all’Editoria Vito Crimi e ai rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali degli edicolanti. Sono servita da due Distributori Locali. Il principale si trova a Nuoro, il che significa a 50 km da qui. Per raggiungerlo ogni mattina io dovrei alzarmi alle 4. Per questo ho trovato un accordo per essere rifornita di giornali nel mio punto vendita attraverso un suo corriere che mi recapita ogni giorno soprattutto i quotidiani e pago un costo settimanale di 35 euro. C’è poi un secondo Distributore che mi consegna pochi altri prodotti editoriali, al quale pago per il servizio 8,90 euro alla settimana. Il conto è presto fatto: per potere avere in edicola i giornali io spendo metà del mio guadagno!”.

Veronica, che ha 33 anni e una carica travolgente, aggiunge al telefono che, però, non ha rimpianti, che adora la “sua” edicola e che è comunque pronta a questo sacrificio pur di fare crescere l’attività, di cui tutti in paese hanno bisogno. “Qui le vendite vanno benissimo, non posso lamentarmi: in questa settimana ho venduto 50 copie della Settimana Enigmistica e oggi ben 120 de La Nuova Sardegna! Ma sono consapevole che, se voglio farcela, è necessario non mollare, non spaventarsi. Insomma, al momento per combattere la crisi io posso solo stringere i denti e mettere tutto il mio entusiasmo e le mie idee. Del resto, non faccio fatica e l’ottimismo non mi manca: amo questo lavoro, stare a contatto con le persone e sorridere ai clienti, poi, credo sia indispensabile perché questi vengano in edicola con piacere e vi ritornino sempre più spesso a cercare giornali e libri e ad acquistare un bijoux creato da me.”

Altre idee, Veronica? Non possiamo fare a meno di chiederglielo. “Vorrei aggiungere nuovi fiori davanti all’edicola, magari delle rose rampicanti, e in futuro collocare una panchina che abbia accanto una presa mobile per ricaricare i cellulari. Le persone potrebbero sedere al fresco a usufruire di un servizio utile e – in cambio – acquistare un giornale. Lì, chiacchiere e letture possono durare a lungo: sono certa che un telefono e un giornale possano perfino dialogare tra loro, qui a Posada.”

Con Veronica Di Paolo, di certo, si chiacchiera volentieri: “Sono aperta a ogni consiglio e suggerimento – conclude – e grata per l’interesse di Azienda Edicola e dello SNAG alla mia storia. Dialogare con altri edicolanti, poter scambiare opinioni e inventive sarebbe davvero utile per orientarmi in questo lavoro che mi appassiona.”

Ci salutiamo che è quasi passata l’ora di cena (“ma prima non potevo rispondere, ero al lavoro”, si scusa ancora) con una promessa al telefono, ormai scarico: appuntamento a Posada, sulla panchina, a leggere un paio di riviste di gossip per sorridere ancora ricaricando le batterie.

Valentina Ferri