I Distributori Locali violano la Legge ma gli Editori non intervengono

Da più di un anno lo SNAG sta monitorando la situazione in Sardegna dove il Distributore Locale, ADG Sarda srl, fa pagare ai rivenditori (in particolare quelli che subentrano) spese “accessorie” (per presunti servizi non previsti dall’Accordo Nazionale) e vietate dalla nuova normativa di legge (D. Lgs. n. 170/01) anche mediante l’imposizione di contratti.

Di fatto a ogni singolo rivenditore viene richiesto un contributo giornaliero di 3 euro per la consegna dei giornali presso il loro punto vendita – spiega il Vicepresidente Nazionale dello SNAG Renato Russo. Per questo, già un anno fa, insieme al Presidente dello SNAG Provinciale di Cagliari Rosella Monni, ho incontrato personalmente il Direttore Generale de L’Unione Sarda Lia Serreli e il responsabile dell’Ufficio Diffusione Corrado Balestrieri, sia perché si tratta del quotidiano più importante a livello locale sia perché rappresentante la FIEG in Sardegna. Apparentemente – sottolinea Russo – si sono interessati della problematica ed hanno chiesto di ricevere la documentazione di quanto gli avevo denunciato. Successivamente, dopo aver inviato tutta la documentazione comprovante quanto denunciato sull’applicazione dei costi di portatura applicati dal Distributore Locale e dopo numerosi solleciti, non ho avuto più alcuna risposta dall’Unione Sarda”.

Questo, è soltanto un esempio, di come gli Editori e la Federazione che li rappresenta non si interessino dei problemi che le Organizzazioni Sindacali, ed in particolare lo SNAG, denunciano.

Il silenzio più assoluto….

Quello che è grave è che gli Editori sanno quello che succede ma fanno finta di non saperlo – denuncia il Vicepresidente Nazionale dello SNAG -; un modo per scaricare le loro responsabilità rispetto agli impegni assunti con l’Accordo Nazionale, lasciando libertà assoluta, ai loro mandatari: i Distributori Locali. Una libertà tale da permettere a questi ultimi di inventarsi e scaricare sulla rete di vendita, balzelli e gabelle di ogni tipo. Una situazione che continueremo a denunciare, con esposti ai Comuni ed in Magistratura e che abbiamo segnalato anche a livello nazionale presso il Governo negli incontri che si sono tenuti per gli Stati Generali dell’Editoria”.