Gli affamati e i sazi di Timur Vermes

Un’avvincente ed attualissimo futuro distopico sul tema dei migranti.

In un futuro non troppo lontano, in Germania è finita l’era di Angela Merkel e il nuovo governo ha messo in atto una serie di provvedimenti per bloccare l’immigrazione: insieme agli altri paesi europei paga gli stati del Nord Africa perché tengano sotto stretta sorveglianza i loro confini e non permettano a nessuno di passare.

Intanto, oltre il Sahara si stanno costruendo enormi campi dove milioni di rifugiati aspettano, così a lungo che si potrebbe andare a piedi se non fosse una condanna a morte certa. Quando la star della tv tedesca Nadeche Hackenbusch fa visita al più grande di questi campi, il giovane Lionel capisce di avere un’opportunità unica: con centocinquantamila rifugiati usa l’attenzione del pubblico televisivo e inizia a marciare verso l’Europa.

La bella presentatrice e i migranti diventano campioni di ascolti. E mentre l’emittente televisiva gioisce per la cronaca dal vivo, i record di telespettatori e le entrate milionarie della pubblicità, la politica tedesca volge lo sguardo altrove, minimizza e aspetta. Ma più il corteo si avvicina, più il ministro dell’interno Leubl deve impegnarsi.  E tanto più urgente diventa per lui e per il popolo tedesco decidere cosa fare: accoglierli o fermarli?

I temi dello scontento sociale, della paura e del razzismo vengono mescolati sapientemente in un futuro che ha il sapore di predizione. E chi legge non può fare a meno di riflettere su questi tempi di passaggi, migrazioni e cambiamenti.

Bompiani
Pp. 528
Euro 22