I giornali vengono letti, ma gratis

Nella foto a sinistra lettori all'Esselunga di via Solari a Milano, in quella a destra all'Ipercoop di Molfetta (Bari).

I giornali vengono letti, ma gratis. A sostenerlo pubblicamente è stato anche il Presidente della FIEG, Andrea Riffeser Monti, in occasione del Festival delle città organizzato lo scorso 3 ottobre a Roma dall’ALI, l’associazione delle Autonomie Locali Italiane.

“Gli ultimi dati Audipress hanno certificato che i lettori non sono in calo, anzi – ha dichiarato Riffeser Monti ­– i giornali perdono copie perché i lettori li trovano nei bar e altri locali pubblici. Il problema non è che non sono letti, il problema è che vengono letti gratis”.

Secondo i nuovi dati Audipress 2019/II, pubblicati a fine settembre, sono infatti positive le performance di quotidiani e mensili (+0,4% e +0,2% rispetto ai lettori della precedente rilevazione) ed è sostanzialmente stabile la situazione dei settimanali (-0,2%), con una crescita nella fruizione delle copie digitali in tutti i comparti editoriali (complessivamente + 4,6%).

La lettura gratis dei giornali, come denunciato dal Presidente della FIEG, è però la scoperta dell’acqua calda e dietro a questo problema c’è anche una politica sbagliata da parte degli stessi Editori, che da anni hanno favorito la diffusione gratuita o la concorrenza diretta agli edicolanti.

Caso eclatante è quello della vendita di giornali e riviste nei supermercati, tra la frutta e i formaggi, strada promossa dagli Editori con una “sperimentazione” (prevista dalla Legge 108/1999) che consentiva alla GDO, bar, tabacchi, librerie e distributori di carburanti, di vendere liberamente i giornali: un’iniziativa che portò a incrementi di vendite di appena l’1,7%.
L’unico risultato concreto con questa strada percorsa è stato quello di sottrarre ulteriormente clienti alle edicole, dove, invece, vengono offerte professionalità, consigli e competenza nel proporre personalmente un giornale al cliente.

LEGGI E RIMETTI NELL’ESPOSITORE

A chi non è capitato, invece, frequentando un supermercato di fiducia di vedere persone leggere giornali e riviste prese da un espositore per essere comprate e poi, dopo averle consultate, riporle nuovamente, tutte spiegazzate, al loro posto?
È questo il famoso acquisto d’impulso predicato dagli Editori?

Ho fatto una riflessione.  Quanta maleducazione hanno queste persone!
Poi mi sono posto anche una domanda: ma questi “lettori di frodo” non hanno un euro e mezzo per comprarsi il giornale?

Questo è un danno per l’edicolante, che si vede sottratto un possibile lettore, ma anche per l’Editore, che non riesce a vendere copie nei supermercati e nei centri commerciali di grandi dimensioni, dove la lettura gratuita va di moda.

Personalmente, poi, io amante dei giornali, seppur fedele all’edicola dove vorrei acquistare una rivista esposta che mi interessa, perché dovrei comprare “un prodotto editoriale di seconda mano”, ovvero letto e ripiegato?

COSA FARE?

Sulla lettura gratuita al bar, dove vediamo clienti “in coda”, in attesa che il vicino di tavolino lasci il giornale per avventarsi a “conquistarlo”, qualche mese fa proprio il Presidente della FIEG, Riffeser Monti, annunciò la proposta di una tassa da chiedere al Governo sui quotidiani acquistati dai bar. Una sorta di sovrapprezzo a quello di copertina.
È un sistema simile a quello applicato, per esempio, da SKY per consentire agli esercizi pubblici di trasmettere il calcio in diretta e attirare clienti nei lori locali, ma con un abbonamento a un prezzo ben superiore a quello riservato al singolo utente che fruisce del servizio a casa propria, comodamente seduto in poltrona.

Ma se Riffeser ricorda anche come siano troppi i giornali consultabili gratuitamente negli hotel, gli rammentiamo che sono stati proprio molti Editori a “regalarli” a queste grandi catene alberghiere. Magari stipulando accordi commerciali e favorendo come sempre i numeri della diffusione, da spendere poi per aumentare la raccolta pubblicitaria.

Non vogliamo poi dimenticare i quotidiani regalati ai frequentatori di treni e aerei. Altre copie sottratte alla vendita nelle edicole.

Insomma, una soluzione va trovata, in un sistema che ha diverse falle e non certo dall’altro ieri. Serve chiarezza e voglia di farlo e le occasioni non mancano perché alla fine la vendita dei giornali, dall’Editore all’edicolante, dovrebbe essere l’unico obiettivo comune della filiera.
Almeno nella logica, ma nel concreto si predica bene e si razzola male……

Piero Di Fratello