Il cardinale deve morire. Genova, 1958 di Mario Paternostro

Una sconvolgente storia tra realtà e finzione.

Personaggi immaginari e reali si inseguono tra Genova e Roma, intrecciando storie vere e inventate. Nel 1958 tra i mattoni dell’imponente basilica romana di Santo Stefano Rotondo è in corso la lotta fra i potenti porporati di Curia e i progressisti. Il conclave si è da pochi giorni riunito dopo la morte di Pio XII, dove i cardinali hanno eletto papa Giovanni XXIII. Il più accreditato successore di Pio XII era l’arcivescovo di Genova, il conservatore Binni, ma troppo giovane per ricoprire la carica.

Ai piedi dei feroci affreschi con i Martiri del Pomarancio, viene trovato il cadavere massacrato di un ribelle pretino genovese, lì esiliato per punizione proprio da Binni. Durante il corso delle indagini condotte in gran segreto per scoprire l’assassinio di don Volpini, ecco che il misterioso killer colpisce un’altra volta.

È proprio l’arcivescovo di Genova affiancato dal giovane vicecomandante della Gendarmeria vaticana – il colonnello Cobianchi – che passando da una basilica all’altra, si occupa di decifrare i messaggi lasciati dal pazzo omicida come in un’atroce caccia al tesoro. Alcuni cardinali sembrano essere stati scelti come prossime vittime non solo a Roma, ma anche a Genova. Nel mirino dell’assassino, o degli assassini, c’è proprio il cardinale Binni. Perché?

Uno spaccato della storia italiana – riletto con lo stile del giornalista – che scorre negli anni della ricostruzione del dopoguerra, tra le vicende politiche e quelle di un conclave che fu al centro di misteri veri o presunti.

Fratelli Frilli Editori
Pp. 276
Euro 14,90