Quasi 200 bar serviti a domicilio dallo stesso edicolante

Buongiorno, sono un’edicolante di Latina.
Vi segnalo quanto sta accadendo perché lo ritengo una concorrenza sleale da parte di un collega che si è inventato un metodo per sottrarre clienti a tutti noi altri rivenditori di giornali.

Sono mesi (se non anni) che quest’edicolante di Latina ha contattato dei bar (si dice che ne abbia ora come clienti quasi 200) offrendo loro un servizio a domicilio di consegna dei quotidiani.

Prima di iniziare qualsiasi azione nei suoi confronti, vorrei sapere se il suo comportamento è corretto o viola delle Leggi.
Il Distributore Locale fa finta di niente, anche se non riesce a capire che aiutando quest’edicolante rischia di far chiudere anche quelle poche altre edicole rimaste aperte e da lui servite.
La ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente.
A.P. – Latina

Gentile lettore,

è bene preliminarmente precisare che, in assenza di un’autorizzazione (prima dell’entrata in vigore della nuova normativa) o di una Scia, i bar non possono vendere il prodotto editoriale quotidiano e periodico.

Ove fossero invece legittimati, dovrebbero comunque essere forniti dagli ordinari canali di distribuzione e quindi dal Distributore Locale e non certamente da un altro edicolante.

La nuova normativa di Legge all’Art. 5-bis del D. Lgs. n. 170/01 prevede, infatti, che solo “Nelle zone dove la fornitura della stampa quotidiana e periodica non è assicurata dagli ordinari canali di distribuzione, i punti vendita di tali zone possono chiedere di essere riforniti dal punto vendita esclusivo disponibile geograficamente più vicino sulla base di un accordo di fornitura.” Oppure come seconda ipotesi, “(…) sulla base di un accordo di fornitura, gli esercizi commerciali che fanno richiesta di fornitura di pubblicazioni periodiche attinenti alla tipologia del bene o del servizio oggetto prevalente della loro attività.”

La fattispecie che lei mi descrive, non rientrando nei due casi sopra indicati, comporta che la risposta alla sua domanda debba essere affermativa e quindi, sia l’edicolante-distributore che i titolari dei bar, violano la Legge.

Nello specifico, l’edicolante-distributore svolge un’attività per la quale non ha un mandato dagli Editori e non può quindi trasportare il prodotto editoriale senza bolla accompagnatoria e non può venderlo se non al cliente finale; dall’altro lato, il titolare del bar, sempre a patto che abbia fatto una Scia, dovrebbe acquistare il prodotto editoriale al prezzo di vendita stabilito dall’Editore senza alcuna possibilità di restituire quello rimasto invenduto.

Ciò premesso, le suggerisco di segnalare al Comune questa situazione chiedendo che provvedano ad accertare la violazione di Legge in virtù della competenza che gli è stata riconosciuta dall’Art. 9 comma 1-bis del D. Lgs. n. 170/01 ed alla relativa sanzione.