Rese sempre molto alte.
Perchè non iniziare a ridurle?

Come si possono definire imprenditori gli Editori che continuano a stampare un numero di copie ampiamente superiore alle loro vendite? Quando ogni giorno in tutta Italia chiudono edicole anche in piazze importanti.

Tra le principali criticità della filiera editoriale, irrisolte da anni, ci sono quelle del sistema distributivo. La più evidente agli addetti ai lavori riguarda un invenduto troppo elevato, con rese che in Italia sono nettamente superiori al resto d’Europa. Secondo gli ultimi dati disponibili, la media totale delle copie rese sul volume della diffusione è del 34% nel nostro Paese, contro, per esempio, il 14% della Francia.

Secondo i dati Ads diffusi ad ottobre, relativi al mese di agosto, anche quotidiani importanti come Corriere della Sera e la Repubblica hanno rese che rappresentano rispettivamente il 33% e 40% della loro tiratura. Una media che si alza al 65% e 59% se andiamo ad esaminare altri quotidiani come Libero e La Verità. Complessivamente dei 62 quotidiani nazionali e locali certificati Ads, il dato delle rese è di 1.640.368 copie al giorno a fronte di una tiratura di 4.126.922. Un totale del 39,74%.

Oltre un milione e mezzo di copie partono quotidianamente di notte dai magazzini dei Distributori Locali per il trasporto in tutta Italia per la consegna ai punti vendita e, il giorno dopo, vengono ritirate e inviate successivamente al macero.

La situazione è simile per il mercato dei periodici: su 41 settimanali certificati la resa registrata è stata del 37,13% (3.377.170 copie su 9.095.248 stampate), mentre per i 50 mensili la media è del 35,87%: tiratura di 5.914.359 con resa di 2.121.979.

Basta consultare anche gli ultimi dati Ads per capire quanta carta ritorna al mittente e va al macero. Si continuano a stampare molte più copie di quante necessarie e vendute, considerando anche che ogni giorno in tutta Italia ci sono edicole che chiudono definitivamente i battenti, non solo nei piccoli centri ma anche nelle grandi città.

Sono numeri che pesano sui costi di gestione del settore editoriale, costi inutili e riducibili con una migliore gestione economica lungo la filiera. Lo stesso edicolante riceve, spesso, molte più copie di quante gliene servano effettivamente.

La soluzione percorribile è sotto gli occhi di tutti: un’informatizzazione centralizzata, trasparente, necessaria della rete di vendita. Se ne parla da più di 15 anni, con tante promesse (anche di investimenti economici per sostenerla), ma una vera razionalizzazione del sistema editoriale non c’è mai stata. Il risultato è davanti a tutti: costi eccessivi e inutili che vanno ad incidere sul lavoro di tutte le componenti. Senza contare il non trascurabile impatto ambientale che tutto ciò comporta.

Poche settimane fa in un’intervista sulle pagine del Quotidiano Nazionale il neo Sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, ha sottolineato che “bisogna incentivare la domanda di informazione di qualità, ma anche sostenere tutti i soggetti della filiera nel loro percorso di innovazione”.

Quella innovazione che ci auguriamo possa riguardare anche la sempre attesa informatizzazione delle edicole, affinché in tempo reale si possa monitorare tutta la distribuzione: dagli Editori al punto vendita.