Codice rosso per le edicole

Il 2019 poteva essere l’anno della svolta per le edicole. Ci siamo andati vicini ma così non è stato. Un’altra occasione persa. Ho sperato fino all’ultimo che qualche provvedimento urgente a sostegno della categoria fosse inserito nella Legge di Bilancio. Invece, sotto l’albero di Natale, gli edicolanti non troveranno alcun regalo, solo le solite promesse che non si sono trasformate in iniziative concrete.

Eppure, a parole, tutti hanno riconosciuto il ruolo strategico delle edicole. Il Governo le considera un presidio di democrazia da proteggere e rilanciare. Gli Editori le hanno elevate a loro partner, sempre più indispensabili per raggiungere un maggior numero di lettori. Perfino i Distributori stanno iniziando a comprendere che “strozzare” le edicole con indebiti costi equivale alla lunga a un suicidio economico per la loro categoria.

A parole, tutti hanno capito e ammesso che le edicole sono l’anello debole della filiera dell’Editoria, ma anche il più rilevante. E dunque quello che ha maggiore bisogno di un sostegno per poter sopravvivere al calo delle vendite che ha travolto la carta stampata.

Ciò che forse nessuno ha ancora realizzato è che le edicole sono in codice rosso. Hanno bisogno di un aiuto IMMEDIATO per non soccombere davanti al crollo di ricavi che le ha rese inermi spettatori della loro stessa decadenza. Ben vengano il credito di imposta e gli accordi con i Comuni per distribuire certificati, ma c’è bisogno di ben altro! Non sarà certo un’aspirina a salvare un paziente in fin di vita.

Non ci stanchiamo di ripeterlo: in media, ogni giorno 3-4 edicole chiudono per sempre i battenti. Senza misure urgenti, nel 2020 altre 1000-1500 rivendite saranno costrette a scomparire nel nulla. Forse anche un numero maggiore considerando che le vendite di giornali scendono inesorabilmente, mese dopo mese. Ne siamo certi: tanti edicolanti a Natale abbasseranno la serranda con la consapevolezza di non avere alcuna convenienza a rialzarla nel nuovo anno.

Siamo delusi e arrabbiati, ma in fondo non stupiti. Sappiamo bene quanto sia difficile in Italia fare riforme e trovare coperture. Lo ha sottolineato di recente anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, richiamando la politica ai propri doveri, ossia progettare il futuro, creare lavoro e rilanciare un’economia ormai ferma da troppi anni.

Ora non ci resta che aggrapparci a quella legge di sistema Editoria 5.0 ancora tutta da scrivere, discutere e approvare. Il sottosegretario Andrea Martella ha annunciato che presto convocherà un tavolo di confronto tra tutti i soggetti della filiera. Aspettiamo la convocazione, pronti ancora una volta a batterci per il varo di provvedimenti indilazionabili.

Sappiamo bene che mettere mano al settore dell’informazione, smontare e rimodulare i rapporti di forza tra i diversi attori della filiera, sarà impresa ardua che richiederà tempo. Il 2020 sarà dunque un’altra annata complessa e difficile, in cui lo SNAG continuerà a far sentire la sua voce restando in prima fila a fianco dei suoi associati. Con un obiettivo molto chiaro: raccogliere quanto finora seminato e riscrivere il futuro della categoria.

A tutti gli Iscritti e ai loro Cari, Sinceri Auguri di Buone Feste da parte mia e di tutto lo staff dello SNAG.