Lombardia: al Corecom confronto sulle iniziative per uscire dalla crisi editoriale

Lo scorso 2 dicembre si è svolto un confronto presso la sede della Regione Lombardia sul tema “L’Informazione locale in Lombardia. Quali iniziative per uscire dalla crisi”. Incontro a cui ha partecipato anche il Vicepresidente dello SNAG Nazionale, Carlo Monguzzi.

Tra gli invitati anche il sottosegretario all’Editoria, Andrea Martella, che, in apertura del suo discorso, ha rinnovato il proprio impegno e attenzione per le edicole, sottolineando che l’inarrestabile chiusura dei punti vendita deve essere un motivo di riflessione per tutti perché – ha dichiarato Martella – le edicole rappresentano “un presidio importante per la democrazia e per le città”.

Il Vicepresidente dello SNAG Nazionale, Carlo Monguzzi, invitato dal Presidente del Corecom della Lombardia, Marianna Sala, nel suo intervento ha richiamato quanto già espresso dal Presidente Nazionale, Andrea Innocenti, nel corso dell’audizione al Governo.

Monguzzi ha sottolineato, infatti, lo sforzo che si sta facendo – in Lombardia come su tutto il territorio Nazionale – per ottenere fra gli altri interventi:

  • il riconoscimento della rete edicole e il suo rilancio;
  • un piano di sostegno fra Governo e Regione Lombardia per attuare progetti che mirano alla rinascita dell’edicola come un nuovo soggetto imprenditoriale;
  • l’importanza del credito d’imposta;
  • il contenimento dei costi di esercizio ed in particolare la riduzione dei tributi locali.

Come Vicepresidente SNAG, quale messaggio vorrebbe inviare al governo?

“Ho ascoltato con attenzione l’intervento del sottosegretario del mese di ottobre scorso in Commissione Cultura e devo dire – precisa Monguzzi – che, se in un primo momento avevo pensato che si fosse dimenticato di noi, successivamente ho visto un maggior interesse. C’è la necessità di un intervento urgente a favore delle edicole. Abbiamo dati che ci raccontano che l’informazione cartacea è ancora fondamentale e che l’80% del fatturato editoriale deriva dalla vendita dei prodotti cartacei che vengono veicolati nelle edicole. Non chiediamo un aiuto sostenuto dalla bontà d’animo del Governo. Non soldi a cascata, ma lavoro. Chiediamo un rilancio della rete, dove si possano realizzare idee e progetti e dove ci vengano offerte opportunità di lavoro, di crescita e di riconoscimento di una rete importante e essenziale”.

In Lombardia le rivendite di giornali sono passate da 5.000 dell’ultimo decennio alle 4.000 attuali (dato di fine novembre, ndr). Dalla sua Regione, però, parte un’iniziativa interessante che può essere esportata a livello nazionale. Ce ne parla?

Stiamo cercando di collaborare per un progetto di filiera da presentare in Regione. Ci stiamo attivando per cooperare in più Province lombarde per accordi di filiera. Il Corecom ci è stato d’aiuto, così che abbiamo scoperto un nuovo compagno di viaggio. Questo progetto vede lo SNAG tra i principali attori in Lombardia e parte dall’esperienza locale che ci vede impegnati a Lecco insieme ai rappresentanti degli altri attori della filiera”.

Quali sono le premesse per la riuscita di questo progetto?

Serve impegno e determinazione da parte degli Editori (Locali o Nazionali), dei Distributori e infine degli edicolanti. In questa situazione nessuno è salvo. Diritti e doveri di questo sistema vanno rivisti. Bisogna fare pressione sui governi Regionali e Nazionali per far riconoscere la rete delle edicole italiana come primaria e essenziale. Questo deve essere un punto fermo con tutti i pro e i contro che un’affermazione del genere contiene. Come può pensare un Distributore di salvare la propria azienda, imputando spese immaginarie alla rete? Loro hanno un problema? Sbagliato! Noi tutti abbiamo un problema. Bisogna passare dall’Io al Noi! Noi dobbiamo vendere e i Distributori non possono creare balzelli che affossano il sistema e di conseguenza costringere le edicole a sforzi pazzeschi per pagare gli estratti conto. Se l’edicolante è in sofferenza, il sistema muore”.

Oltre ai singoli protagonisti del settore, però, anche la politica deve fare la sua parte. Quali sono le richieste dello SNAG?

“La politica, che è in gran parte responsabile del punto in cui siamo, deve fare uno sforzo maggiore. Non basta ascoltare il sindacalista di turno e poi tornare a Roma, affermare di aiutare l’editoria senza pensare che le edicole sono parte di “questa Editoria”. Il sistema va finanziato e rilanciato economicamente, non solo ed esclusivamente l’editore di questo o di quel giornale. Il come lo troviamo insieme. Poi il Governo deve assolutamente aprire un tavolo di confronto per definire l’Accordo Nazionale. Deve esserne il garante. Governo a cui dobbiamo portare i risultati ottenuti nei nostri territori. Per questo dobbiamo provare idee e progetti prima in piccolo e poi adottarne i risultati in grande. Insieme! E poi la legge sull’Editoria 5.0 deve vederci spingere insieme su quei punti essenziali per un rilancio. Se la filiera crea un soggetto nuovo e lo sostiene, il vantaggio è a cascata. Il futuro è da costruire. Ma da subito. E poi bisogna agire. Il mio motto è “basta giocare in difesa, bisogna attaccare”.