L’ultimo inverno di Rasputin di Dmitrij Miropol’skij

La storia del contadino che mise in ginocchio lo zar.

Un avvincente viaggio nel passato di un enigmatico personaggio che ha influito sul cambiamento delle sorti della storia europea a partire dallo scoppio del primo conflitto mondiale.

Le acque ghiacciate di un fiume restituiscono il cadavere deturpato di un uomo scomparso: Russia, 1916. Per la polizia si tratta senza dubbio di Grigorij Rasputin, ma l’identità del boia che ha eseguito la sentenza è ignota.

La condanna a morte del contadino, colpevole di una deleteria influenza politica e morale sullo zar e la moglie, era già stata idealmente decretata nelle piazze e nei salotti di Pietroburgo.
L’affascinante dinastia dei Romanov mostra il proprio lato più intimo e umano, prima di cadere vittima dello spietato massacro che metterà fine al regno zarista.

L’autore dipana in maniera magistrale l’intricata matassa di complotti orditi e subiti da personaggi intenti a tramare fra luride bettole ed eleganti palazzi. Con uno stile chiaro e travolgente guida il lettore in una delle cospirazioni più controverse e inquietanti di tutti i tempi, quella che decretò l’uccisione del “diavolo santo”, Grigorij Rasputin.

Fazi Editore
Pp. 500
Euro 20,00