Pubblicato il nuovo Testo Unico del Commercio per la Regione Lazio

Dopo vent’anni arriva la nuova disciplina sul commercio che dedica un’intera sezione (Capo V) al sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica.

Lo scorso mese di novembre è stato pubblicato il nuovo Testo Unico del Commercio (TUC) della Regione Lazio che dedica gli articoli da 65 a 73 al sistema della diffusione della stampa.

Diciamolo subito, la normativa regionale laziale sembra essere la più avanzata nel panorama delle Leggi regionali dedicate alla diffusione della stampa.

Una Legge ambiziosa che “disciplina la diffusione della stampa quotidiana e periodica, garantendo la salvaguardia dei motivi imperativi di interesse generale connessi alla promozione dell’informazione e del pluralismo informativo e il diritto dei cittadini di accedere a un’informazione pluralista” ma vuole anche promuovere “la riqualificazione strutturale e tecnologica dei punti vendita” e “l’efficienza della filiera distributiva”.

Il focus non è infatti limitato alla vendita della stampa, ma è esteso alla diffusione dei quotidiani e periodici e alla sopravvivenza di una rete dedicata alla stampa, andando a disciplinare alcuni aspetti importanti quali lo strillonaggio, la parità di trattamento, la distribuzione territoriale, la possibilità per le edicole di ampliare l’offerta di beni e servizi offerti al pubblico, le sanzioni per gli abusi da parte della distribuzione.

“La legge del Lazio è sicuramente una Legge moderna che speriamo possa favorire la riconversione delle edicole verso un futuro diverso, in cui bisognerà ampliare l’offerta di beni e servizi al pubblico, senza rinunciare alla nostra funzione di presidio sul territorio del pluralismo informativo” commenta il Presidente dello SNAG Nazionale Andrea Innocenti.
“In questo senso deve intendersi anche l’accordo raggiunto con il Comune di Roma per offrire certificati anagrafici ai cittadini. Quanto alla Legge del Lazio, questa rappresenta un altro tassello importante – continua Innocenti –. Merita considerazione anche l’Art. 72 che, sul modello che lo SNAG ha già sperimentato in Lombardia, prevede un ruolo della Regione nello sviluppo e nell’innovazione della rete di vendita.”

“Non posso che ringraziare la consigliera Marta Leonori (Pd) che ha promosso l’inserimento di queste norme nel TUC e soprattutto Roberta Lombardi (Movimento 5 stelle) che tanta attenzione ha prestato alle nostre proposte, al tema delle edicole nei rapporti con la distribuzione locale, al tema della legalità e dell’opportuno ampliamento dei beni e servizi in edicola, e che ha portato avanti una serie di emendamenti decisivi. Mi sembra – sottolinea Innocenti – che ci siano tante proposte storiche dello SNAG nell’elaborato finale. Abbiamo fatto un lavoro notevole sia in Commissione che nei rapporti istituzionali.”

La nuova normativa regionale dovrebbe sostenere la sopravvivenza delle edicole nel rispetto del principio del pluralismo e della libertà di informazione costituzionalmente tutelati.

Pensata per “permettere alle edicole di allargare il proprio campo di attività, senza però vedere svuotato il proprio ruolo ­– come ha dichiarato al momento del voto la prima firmataria dell’emendamento, Marta Leonori ­– la normativa messa a punto oggi attribuisce alla Regione il compito di promuovere la modernizzazione e lo sviluppo tecnologico della filiera distributiva editoriale, anche attraverso la riqualificazione dei punti vendita, e di sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori del settore”.

Decisivo il ruolo svolto anche dalle opposizioni. “Abbiamo portato e fatto approvare le istanze delle edicole e dei giornalai, con innovazioni rispetto alla normativa attuale” aveva postato la Consigliera Roberta Lombardi (nella foto a sinistra) in occasione dell’approvazione di numerosi emendamenti in Commissione Attività Produttive. “I punti vendita non esclusivi possono vendere quotidiani o periodici e non entrambi, i punti vendita esclusivi, possono attivare qualsiasi tipo di servizio a favore di soggetti privati e pubblici e diventare il centro di attività a supporto dell’e-commerce o della posta tradizionale”, sono previste poi “misure a sostegno della lettura e dell’accesso alle edicole, riduzione o lo scomputo di quota parte degli importi dovuti per le concessioni di suolo pubblico e infine, abbiamo fatto in modo che la Regione promuova misure per favorire l’accesso al credito per le edicole e l’erogazione di contributi per l’informatizzazione e l’innovazione dei loro servizi. Un’ulteriore misura per favorire un settore che ha subito pesantemente la crisi economica”.

C’è stato un gran lavoro in Commissione per favorire la modernizzazione delle edicole, che progressivamente dovrebbero diventare dei centri polifunzionali di beni e servizi a vantaggio del cittadino, valorizzando quella rete di prossimità costituita appunto dalla rete delle edicole.

Soddisfazione anche dallo SNAG Provinciale di Roma: “La Legge regionale introduce 3 punti fondamentali che avranno un impatto rilevante ed immediato sui punti vendita” – commenta il Presidente Renato Panzera –. Primo, la possibilità di vendere pastigliaggi, servizi e pubblicità in edicola. Secondo l’obbligo a carico dei Distributori Locali di indicare le pubblicazioni irregolari per evitare l’invio di tante pubblicazioni invendibili che occupano spazi utili per altri prodotti. Terzo, la Legge metterà ordine all’attività di strillonaggio. Mi auguro che i Comuni svolgano l’attività di vigilanza prevista dalla Legge. Anche l’accordo raggiunto con il Comune di Roma sui certificati anagrafici è la conferma del ruolo e dell’importanza che ancora riveste la nostra rete di vendita”.

La disciplina regionale distingue tra punti vendita esclusivi e non esclusivi (che possono vendere quotidiani o periodici), attribuendo ai primi la possibilità di destinare fino al 40 per cento della superficie di vendita alle vendite di qualsiasi altro prodotto (nel rispetto della normativa vigente).

In particolare la Legge precisa espressamente che per la vendita di pastigliaggi confezionati, delle bevande preconfezionate e preimbottigliate (con esclusione del latte e dei suoi derivati e delle bevande alcoliche e superalcoliche) non è neppure richiesto il requisito professionale.

I punti vendita esclusivi possono poi svolgere qualsivoglia attività di servizio a favore di soggetti privati e pubblici e possono esporre pubblicità propria o di terzi nel rispetto delle disposizioni comunali vigenti in materia di impianti pubblicitari.

Viene, poi, normativamente statuito che la concessione di suolo pubblico rilasciata per la vendita di quotidiani e periodici si intende validamente rilasciata anche per l’esercizio di tutte le altre attività consentite, ivi compresa la vendita dei prodotti non editoriali.

Sotto il profilo tecnico legale sono tante le novità. “Una legge certamente diversa – ha commentato l’avvocato Dario De Vitofranceschi – che vuole disciplinare il sistema della diffusione della stampa e non la sola vendita dei giornali, preoccupandosi della sopravvivenza della rete di vendita”.

“Agli Stati Generali sull’Editoria lo SNAG aveva posto l’attenzione sulla necessità di consentire alle edicole di vendere altro, ampliando l’offerta di beni e servizi al pubblico, anche sulla base delle sperimentazioni condotte in Francia. Lo SNAG aveva anticipato questa proposta anche in Audizione presso l’XI Commissione del Consiglio Regionale lo scorso 15 gennaio e il nuovo TUC effettivamente amplia notevolmente la possibilità per gli edicolanti (anche su suolo pubblico) di vendere altri beni e servizi e di utilizzare i propri spazi a fini pubblicitari.

Avevamo anche chiesto chiarezza e uniformità nell’applicazione della normativa – ha aggiunto l’avvocato dello SNAG – e la Legge regionale si muove in questa direzione”.

È evidente che l’ampliamento dei beni offerti in vendita e dei servizi in edicola produce un duplice effetto positivo: da un lato attira potenziali lettori in edicola, incrementando le vendite di quotidiani e periodici, dall’altro porta all’edicolante una serie di potenziali ricavi complementari che possono consentirgli di continuare l’esercizio dell’attività di vendita della stampa in tutti quei casi nei quali questa sola attività (per l’insufficiente entità dei ricavi derivanti da quotidiani e periodici) sia in perdita e non consente una gestione di impresa in equilibrio [si vedano i risultati delle sperimentazioni effettuate in Francia nell’ambito del progetto di riforma della Legge Bichet che evidenziano come l’ampliamento dei beni non editoriali offerti nel punto vendita determina un incremento dei clienti (+5%), un incremento dei ricavi complessivi (+10%) e contrasta la diminuzione della vendita della stampa (-1,5% contro il -7% dei punti vendita tradizionali) cfr. DIX PROPOSITIONS POUR MODERNISER LA DISTRIBUTION DE LA PRESSE  – Rapport au ministre de l’Économie et des Finances et à la ministre de la Culture pag. 41].

“Importanti sono le norme sulla distribuzione – conclude il legale SNAG – norme che si pongono in perfetta continuità con la normativa nazionale, attribuendo ai comuni una importante attività di controllo e monitoraggio. Il tema della corretta applicazione delle norme da parte della distribuzione locale è un tema da sempre caro allo SNAG e il nuovo TUC credo possa garantire il rispetto delle regole sul territorio anche grazie alla vigilanza dei Comuni”.

Secondo la norma regionale l’attività delle imprese di distribuzione territoriale dei prodotti editoriali infatti deve essere svolta in conformità a quanto stabilito dalla normativa statale (in particolare dall’Art. 5 del D. Lgs. 170/2001 e dall’Art. 8 della L. 198/2016).

L’Art. 68 prevede poi espressamente che “le imprese di distribuzione territoriale dei prodotti editoriali devono indicare agli edicolanti le pubblicazioni regolari e le pubblicazioni di prima immissione nel mercato”.

Questa è una proposta che lo SNAG ha avanzato agli Stati Generali dell’Editoria lo scorso mese di giugno e che oggi trova una prima importante conferma in una norma regionale.

Sapere quali sono le pubblicazioni regolari e quali sono le pubblicazioni di prima immissione può portare trasparenza ed efficienza all’interno della filiera e facilitare l’attività giornaliera dell’edicolante e può anche aprire alla definizione di trattamenti economici differenziati per le diverse pubblicazioni (regolari/non regolari e/o non di prima immissione nel mercato).

Viene poi disciplinata la diffusione gratuita della stampa e lo strillonaggio: l’Editore che intende distribuire in forma gratuita il proprio prodotto editoriale o effettuare lo strillonaggio di quotidiani deve presentare regolare comunicazione al SUAP competente per territorio.

Laddove l’Editore utilizzi incaricati o collaboratori deve dotarli di un tesserino di riconoscimento e deve comunicarne l’elenco al SUAP competente e rimane comunque responsabile dell’attività dei medesimi.

Ci sono anche note meno liete: in ossequio alla disciplina comunitaria viene adottato il sistema della SCIA per l’inizio dell’attività, anche se i Comuni possono recuperare le facoltà pianificatori e con l’individuazione delle zone dove sono regolamentate le aperture di nuovi punti vendita (e quindi sono necessarie autorizzazioni espresse).

Su questo punto la Giunta regionale, entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente Legge, dovrà con proprio regolamento individuare i criteri e i parametri qualitativi che i Comuni seguono per regolamentare l’apertura dei nuovi punti vendita, nonché i criteri per la rimozione degli ostacoli che limitano la possibilità per i punti vendita esclusivi di ampliare le categorie merceologiche e i servizi offerti al pubblico.

Sono poi previsti Interventi per l’innovazione e lo sviluppo della rete distributiva. La Regione, in collaborazione con i Comuni, le istituzioni e le associazioni di categoria del settore, si è infatti assunta l’onere di:

  • Promuovere l’innovazione, l’informatizzazione e la competitività dei punti vendita esclusivi, anche con attività di servizio a favore di soggetti pubblici e privati, tese a completare l’offerta alla clientela;
  • sostenere la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori e del personale;
  • promuovere le reti d’impresa tra i punti vendita esclusivi;
  • sostenere la lettura e l’accesso alle edicole attraverso una serie di iniziative volte a favorire l’acquisto di prodotti editoriali quotidiani e periodici presso i punti vendita
  • favorire progetti e iniziative di trasformazione dei punti vendita esclusivi in centri polifunzionali di servizi (a favore, tra gli altri, delle amministrazioni territoriali, delle aziende sanitarie locali, delle aziende di trasporto pubblico e delle aziende di promozione turistica).

Anche qui la Legge si prefigge obbiettivi importanti e vedremo se, alle affermazioni di principio, seguiranno i fatti e soprattutto le disponibilità di bilancio.

È poi espressamente previsto che il Comune competente può stabilire attraverso appositi atti convenzionali da stipulare con le associazioni di categoria del settore, la riduzione o lo scomputo di quota parte degli importi dovuti quali corrispettivo delle concessioni di suolo pubblico, degli importi dovuti per le imposte relative a pubblicità o di altra natura per realizzare gli obiettivi di cui sopra.

È prevista anche l’erogazione di contributi e il finanziamento di specifici programmi (con le modalità stabilite dalla Giunta regionale).

Ultimo, ma non per importanza, l’attività di vigilanza e le sanzioni: i Comuni competenti per territorio dovranno esercitare la vigilanza sull’attività di vendita e di distribuzione della stampa quotidiana, irrogando, per ciascuna violazione della nuova Legge, sanzioni amministrative da 3.500 fino a un massimo di 10.500 euro.